“Pagherei anche 100 euro di abbonamento se potessi fidarmi del servizio”

Dopo quella di Tatiana, vi segnaliamo la testimonianza di Daniela, pendolare fra Novara e Milano. Continuate a lasciare i vostri commenti qui e ci “vediamo” martedì 19 luglio alle 13.30 per una diretta web dedicata al tema dei trasporti e degli aumenti.

Ricevo questa mattina il volantino distribuito in stazione a Magenta…”Inviateci una riflessione”…riflessioni, tante…speranze, quasi nessuna. Dopo più di 10 anni da pendolare sulla Novara-Milano, da studente prima e da lavoratrice poi, credo di aver visto di tutto, cose che voi umani nemmeno potete immaginare.
Dai cronici ritardi a treni che spariscono dai tabelloni inghiottiti nel nulla senza che venga diffusa alcuna informazione, dalla sporcizia ai sedili inzuppati d’acqua perché percola all’interno quando piove e gocciola dall’alto, dalla sottile ironia di carrozze rimodernate con finestrini blindati per non disperdere la preziosa aria condizionata, peccato mancante nel 99% dei casi, a treni che, sempre nel filone “sottile ironia”, alle 10 di sera a giugno offrono aria condizionata e una piacevole temperatura interna di circa 15 gradi che coglierebbe impreparato anche un pinguino. Se non altro e sempre che non si sia cardiopatici, il viaggio quotidiano in treno purifica dalle tossine di qualunque giornata di lavoro, visto che le temperature raggiunte d’estate sono paragonabili a quelle di una sauna finlandese…chi ha provato una delle due cose sa come funziona, all’improvviso si inizia a sudare da pori della pelle che non si pensava di avere, con la differenza che la sauna solitamente è volontaria ed effettuata con adeguato costume da bagno, abbigliamento quantomeno sconsigliato in ufficio e di conseguenza sul treno.
Non voglio soffermarmi sullo stato delle stazioni della Provincia o della Regione
, aggiungo solo che a Magenta questo mese si attende il treno per Milano per lo più in pieno sole e con la piacevole compagnia di milioni di moscerini in libera uscita per l’happy hour mattutino, cosa che quantunque non imputabile alle Ferrovie, non fa altro che aggiungere un tassello alle quotidiane difficoltà e dà quella sensazione di ‘mucche al pascolo’ che fa tanto ‘Country’, sai com’è, e che prosegue una volta saliti sul treno dove l’effetto ‘mandria’ è assicurato.
Il punto è: pagherei il mio abbonamento anche 100 euro al mese se potessi affidarmi a questo mezzo di trasporto con fiducia, se ricevessi affidabilità e puntualità, se non dovessi prendere due treni prima dell’orario giusto per me per auto-compensare i ritardi, se non fosse il treno a decidere se questa sera posso o non posso uscire a cena o andare a un qualunque appuntamento in base a ritardi o cancellazioni, se i disservizi improvvisi ed imprevedibili che pur possono esserci venissero in qualche modo compensati da adeguati ‘piani B’ e non da spiegazioni tipo ‘non sappiamo che guasto –alla linea, NdA- sia né quando verrà riparato perché non sappiamo nemmeno quando uscirà qualcuno per andare a vedere’ (è successo, veramente).
D’altro canto ricordo azioni tipo il famoso ‘sciopero dell’abbonamento’ cui, nell’ultima edizione, hanno purtroppo partecipato pochissime persone mentre la maggioranza esibiva il biglietto su richiesta del controllore senza proferire parola e senza difendere i pochi che hanno anche subito sanzioni per avere protestato in questo modo (non mi soffermerò sui cordoni di dipendenti delle ferrovie presenti nelle nostre stazioni in quei giorni per controllare i biglietti sulle banchine e impedirvi l’accesso a chi ne era sprovvisto –potremmo usare queste persone così disponibili in caso di guasti o mancanza di personale, ad esempio, invece che reclutarli per fare terrorismo psicologico?).
Direi che è il momento di smetterla con parole o promesse e di bloccare le società e gli organi di governo competenti intorno a un tavolo, iniziare a reinvestire o forse solo ad investire nel trasporto pubblico e non solo nell’Alta Velocità in modo serio, evitando sprechi e piccole ‘evasioni’, ottimizzando, magari anche in perdita inizialmente ma sapendo che nel momento in cui ai pendolari si chiederà 100, loro saranno felici di dare anche 110 perché saranno utenti soddisfatti.
Ci si vede stasera, stesso posto (in piedi!), stesso treno…sempre che non venga soppresso.

4 comments

  1. Come Daniela, ho preso stamattina, prima di salire sul mio solito treno (direttrice Asso-Erba-Milano) il volantino.
    Sicché, pare di capire che l’ulteriore aumento ci sarà.
    Al rientro dalle ferie, forse per farci meno male, forse perché così pensermo di meno alla vita grama che facciamo (quali pendolari).
    Come Daniela, e come credo altre migliaia di persone che per necessità sono costrette al pendolarismo lavorativo (credo che chi lo faccia per piacere appartenga ad una trascurabile, se non inesistente, minoranza) preferirebbero pagare anche qualcosa in più (non che ora l’abbonamento mensile sia regalato, bene inteso), pur di arrivare nella cosìddetta “grande metropoli” in un tempo accettabile (leggasi, magari meno di un’ora), in condizioni dignitose, usufruendo di un servizio affidabile e confortevole.

    Parlando personalmente, per fare circa 50 chilometri impiego un tempo che va dai 55 minuti (mai successo) all’indefinito (giusto ieri sera, 20 minuti di ritardo).
    Ovviamente, a tratta.
    Parlando personalmente, viaggio su carri bestiame che nella migliore delle ipotesi hanno circa 40 anni di onorato (?!?!) servizio alle spalle, mediamente sporchi, senza aria condizionata.
    Parlando personalmente, i nuovi TAF con aria condizionata sono quasi peggio, che apparentemente la temperatura non è regolabile, sicché o si muore di caldo, o di freddo (per la gioia dell’industria del farmaco, che innalza le vendite di fermenti lattici).
    Personalmente parlando, trovo spiacevole che i controllori, i capi treno, i responsabili delle biglietterie non abbiano ancora capito che io sono un utente di un servizio e come tale dovrei essere trattata -non dico con i guanti bianchi – ma almeno gentilmente, per cui se chiedo un’informazione vorrei ricevere risposte educate.

    La recente fusione di LeNord con Trenitalia, ha semplicemente aggiunto il danno alla beffa: praticamente, è sparito il bonus mensile per i ritardi. L’effetto accorpamento, a quanto pare, trascina verso il basso la già miserrima qualità del servizio e pare impossibile – ma a quanto pare è vero – che ci siano linee più disastrate (e maggiormente meritevoli almeno della piccola consolazione del bonus).

    Personalmente, non ritengo che la mancanza dei monitor (da voi segnalata, nel volnatino, come indice del degrado) sia così rilevante: nella mia stazione i monitor ci sono, e passano tutto il tempo utilissima pubblicità. Se i soldi pubblici, o privati, vengono investiti in cazzate, teniamo pure in sospeso il discorso monitor per quando saremo davvero un paese civile.

    Ultima annotazione ad colorandum: il super treno cinese, di recente inaugurazione, pare percorra 50 chilometri (la distanza che tocca a me), in qualcosa come 10 minuti. Forse così è eccessivamente veloce, però caspita – deve essere davvero bello.

  2. Ciao a tutti; è dal 1987 che utilizzo le FNM per recarmi a Milano e, nonostante i miglioramenti della tratta (es quadruplicamento della linea) e nonostante altre tratte siano in condizioni molto peggiori delle FNM vedo ancora molte cose che non funzionano. A questo si aggiunge un ulteriore aumento. Penso che a questo scempio non ci sara’ mai fine e soprattutto toccherà sempre e solo il ceto medio-basso-bassissimo (ndr il ceto medio ormai non esiste piu’). A questo e alla manovra che toccherà sempre gli stessi si aggiunge anche la beffa di una bellissima frase letta sul giornale sempre questa mattina “siamo tutti sulla stessa barca”. No miei cari politici (qui metto tutti nello stesso calderone) noi siamo sul titanic che affonda mentre voi siete già sulle scialuppe di salvataggio con lo champagne nei calici). Perchè non si parla di tagli alla politica immediati (tagli sostanziali) visto che la politica italiana è la più remunerata e quella che ha un più alto numero di addetti. Si potrebbe andare avanti all’infinito, ma le cose cambieranno solo in peggio.

  3. Pingback: Pendolare in Lombardia, sognando il “super treno” cinese

  4. Anche io, come Daniela e Chiara ho preso (qualche giorno fa’) il vostro volantino (in stazione a Cadorna). Anche io, come Daniela viaggio sulla linea Milano Novara (il ramo che veniva gestito da le Nord).
    Salgo alla stazione di Castellanza.
    E il nostro problema è proprio connesso alla stazione: ce l’hanno spostata fuori paese …dove ci sono pochissime case…. :(

    Come a tutti i pendolari della Lombardia ad agosto ci arriveranno in regalo gli aumenti, ma a noi hanno voluto fare una “sorpresa” in più.
    Per capire meglio il nostro “pacco-sorpresa” bisogna sapere che lo spostamento della stazione (avvenuto nel febbraio del 2010) prevedeva delle compensazioni :) :) :) , tra cui un collegamento su rotaia tra la vecchia stazione (in centro paese) e la nuova stazione (in zona a bassisima densità abitativa). Prevedeva anche che lì fosse costruita una stazione di interscambio (vi passano, a pochi metri di distanza tra loro, la linea ex-Nord e la linea ex-FS … ma questa è già un’altra e più complessa storia….)

    Meglio limitarsi al collegamento tra il paese e la sua stazione.

    In sostituzione del tram (che avrebbero dovuto fare e non hanno fatto !!!), dal 1 febbraio del 2010, era attivo un servizio di autobus… e va beh, ci si arrangiava usando quelli… anche se purtroppo non erano molto in coincidenza con i treni e ci toccava fare delle “pause treno-navetta”… “pause” che allungavano il nostro viaggio… “pause” da trascorrere in una stazione non ancora completamente costruita… :(

    Il FATTACCIO però è successo il 26 maggio scorso, quando, sul sito di Trenord, è comparso un minaccioso annuncio: “CASTELLANZA SOSPENSIONE SERVIZIO BUS NAVETTA: dal 1 luglio il servizio navetta sarà sospeso”.
    Sono partite lamentele, proteste, finanche minacce di esposti da parte del Comune… L’iniziativa più carina però è una raccolta firme iniziata attaccando fogli bianchi sui vetri della vecchia stazione… (le foto di questa raccolta firme un po’ particolare sono visibili a questo link: http://lastazionedicastellanza.wordpress.com/foto/raccolta-firme-vecchia-stazione-in-progress-da-9-giugno-2011/).

    Comunque, dopo un mese circa di ansia, soprattutto per chi non ha altro mezzo per recarsi nella nuova stazione tranne quella navetta, il Comune di Castellanza ha deciso di mettere una navetta per la durata di 4 mesi (in via sperimentale), navetta che pagherà in parte il Comune stesso ed in parte sarà a carico degli utenti (la vecchia navetta era invece un servizio gratuito, poiché Trenord -in base ad un accordo di programma firmato nel 2001- avrebbe dovuto mettere a disposizione un servizio di collegamento su rotaia – vedi tram!)

    La nuova navetta messa a disposizione dal comune per tappare il buco lasciato da Trenord, è però, appunto, un tappabuco, C’È STATA INFATTI UNA DRASTICA RIDUZIONE DELLE CORSE: nell’arco della giornata si è passati da 76 a 54 corse, e il sabato è ora completamente scoperto (… la domenica lo era già da prima… )

    E arrivo finalmente al punto: A FRONTE DI UNA CONSISTENTE RIDUZIONE DEL SERVIZIO, NOI DI CASTELLANZA, GLI AUMENTI ABBIAMO GIÀ COMINCIATO A PAGARLI DAL 1 LUGLIO!
    … altri ne pageremo poi ad agosto, ma per quelli condivideremo la sorte di tutti i pendolari lombardi…

    Ci resta il fatto che la situazione creatasi con la chiusura della vecchia stazione è veramente antipatica, e la subiamo da mesi, per-di-più, se qualcuno chiede notizie ed informazioni sul rispetto dei punti di quell’accordo di programma del 2001, la Regione risponde parlando di altro (cosa si chiede e come risponde la Regione si può leggere a questo link: http://pdamiamocastellanza.wordpress.com/2011/06/19/225/)

    Noi siamo proprio stanchi. Così ora è partita un’altra raccolta firme, questa volta più convenzionale: una petizione che vogliamo inviare a tutti gli enti che nel 2001 avevano firmato quell’accordo non rispettao!!!
    Perché ORA BASTA, VOGLIAMO IL TRAM! GLI ACCORDI, VANNO RISPETTATI!
    (e poi i binari ci sono già, cosa manca? che ci diano una littorina da far andare avanti e indietro)

    Chi sta leggendo, per favore, incroci insieme a noi le dita e ci faccia gli auguri.
    Forse saremo degli illusi, ma speriamo che raccogliere le firme servirà a far rispettare (finalmente) quell’accordo che diceva che ci sarebbe stato un tram.
    Ecco, a me sembra davvero strano che per far rispettare un accordo firmato da delle Istituzioni, sia necessario raccogliere le firme di tanti cittadini, “petere” … e sperare.
    Però questo è ciò che sta accadendo qui, a Castellanza.

    PS: Chi volesse vedere le condizioni in cui ci hanno aperto la nuova stazione e il nostro “ponte tibetano” (44 gradini a scendere e 44 a salire su una sorta di impalcatura di metallo, unico accesso al 2° binario… da febbraio 2010 a luglio 2010) può dare un’occhiata alle foto pubblicate a questo link: http://lastazionedicastellanza.wordpress.com/foto/

    PPS: L’Atto Integrativo all’accordo di programma (del 2001 è un documento che fu firmato dai seguenti enti: Regione Lombardia, Provincia di Varese, Comuni di Castellanza e Busto Arsizio, Ministero ai Trasporti ed alla Navigazione, Ferrovie Nord e Ferrovie dello Stato. In esso si stabiliva, tra le altre cose, che le FNME SpA si impegnavano ad attivare un servizio di collegamento tra la vecchia e la nuova stazione “mettendo a disposizione il relativo materiale rotabile”




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