Eccoci a Brescia: seguiteci nelle nostre tappe

servizio di Laura Sebastianutti
Dopo l’incontro di giovedi’ sera a Darfo Boario Terme sul tema delle politiche montane, i consiglieri regionali del Pd sono ripartiti ieri mattina da Brescia città per un tour davvero impegnativo. E oggi hanno chiuso il cerchio con le comunità del lago di Garda. Ecco di seguito la cronaca, ora per ora, di questi tre giorni “Sempre connessi con Brescia” e la sua provincia.

Ore 13.30: Per raggiungere San Michele di Gardone Riviera si sale lungo una strada tutta curve che dietro ogni angolo offre un panorama diverso e sempre più spettacolare del lago. Quassù il Garda, poi, non si vede: la vista improvvisamente cambia. E lo dimostra anche il nome del ristorante che ospita il pranzo finale di “Sempre connessi con Brescia”, il Miramonti. I consiglieri regionali sono attesi da una sala gremita di tutti coloro che da queste parti espongono con orgoglio la bandiera del Partito democratico sugli edifici pubblici e privati, a dire, ancora una volta, dell’importanza di un contatto vivo e vicino tra la politica dentro l’istituzione e il territorio.

Ore 11: Buongiorno Toscolano Maderno! In un sabato che non sa decidersi tra il sole e il nuvolo, il Gruppo regionale del Pd arriva nel cuore del lago di Garda per parlare di un tema sentito in Lombardia, non solo nel bresciano, come la navigazione lacuale e dei nervi scoperti di questo territorio. Ad esempio proprio la strada per arrivare in questi magnifici posti, unica, stretta, trafficata. I consiglieri, Gianbattista Ferrari, Gianni Girelli, Carlo Borghetti, e il capogruppo Luca Gaffuri sono ospiti del Centro studi Toscolano, sostenuto dalla Fondazione Visintini, dal nome della famiglia di studiosi e ricercatori che abita la villa del 1865 dove si tiene l’incontro. E’ Gaffuri che entra nel dettaglio della questione navigazione, visto che da comasco e’ da tempo che cerca di far capire a Regione Lombardia l’importanza dell’integrazione tra gomma, ferro e acqua nei trasporti pubblici locali. La location che ospita l’incontro e’ magica: l’antica dimora profuma di altri tempi. La sala e’ una chiesetta trecentesca. Dai cui muri fanno capolino affreschi mozzafiato. Il turismo e’ una delle risorse di cui queste popolazioni vivono, ma vorrebbero rendesse meglio.

Ore 21: La giornata volge al termine, non prima, pero’, di aver omaggiato di una visita Ospitaletto e il suo neosindaco Giovanni Battista Sarnico, eletto con una lista capeggiata dal Partito democratico dopo dieci lunghi anni di governo di centrodestra. E molti altri amministratori locali del Pd sono presenti stasera a questo incontro di confronto sui programmi, sul dialogo con la Regione, sul futuro di queste solide comunità. La giornata volge al termine e i consiglieri regionali del Pd hanno il taccuino pieno di appunti e anche qualche sogno. Magari quello semplice di un po’ di lavoro e servizi in più per i cittadini bresciani, lombardi, italiani.

Ore 19.30: Il motivo di tanto interesse verso i giovani i consiglieri regionali lo svelano subito: i ragazzi sono la forza, la base, l’ossatura del Partito democratico. Basta ascoltarli all’aperitivo in piazza Duomo, nel centro storico di Brescia, mentre spiegano con passione perché si stanno tanto impegnando dentro il Pd. E’ bello, perché ci credono. I Giovani democratici vogliono veramente cambiare il Paese e il loro destino. Un brindisi per loro!

Ore 18.30: Cosa può fare la politica per l’università e in particolare per i suoi studenti? Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Regione Lombardia, lo ha chiesto ai ragazzi dell’ateneo di Brescia, che invocano più attenzione dalle istituzione, ma senza eccessive ingerenze. Un primo confronto interessante che normalmente non e’ previsto nelle agende degli uomini pubblici. Il Pd vuole essere un passo avanti anche in questo.

Ore 17.30: La sede del Pd di Brescia non si può non notare: un bell’intonaco rosso mattone, il nome del partito in facciata nei colori sociali e a caratteri cubitali, il murale di un operaio al lavoro. Si’, era, e per tutti i bresciani ancora e’, la casa del popolo. I sindacati, nelle figure dei segretari generali, aspettano i consiglieri regionali seduti al bar dell’Arci. Si sale negli uffici per discutere come ai vecchi tempi, pane al pane e vino al vino. Niente parate, sentenzia in apertura di incontro Pietro Bisinella, segretario provinciale del Pd. Regione Lombardia ha sprecato troppe risorse, dice il capogruppo Luca Gaffuri e chiede a Cgil, Cisl e Uil se hanno la stessa impressione del Gruppo sull’inutilità degli strumenti di formazione professionale così come pensati dal Pirellone. Enzo Torri, segretario generale Cisl, trova che gli ammortizzatori sociali siano stati una manna per Brescia e il suo patrimonio di aziende e lavoratori. Il problema semmai e’ come passare da una gestione passiva a una attiva di questi strumenti. Ad esempio approfittando di fare formazione durante il periodo di fermo, che invece e’ stata carente, oppure non c’entrava un fico secco con la professionalita’ del lavoratore. Succede così che qualcuno vada a bussare anche agli sportelli delle Acli. Costruire reti sociali potrebbe essere un’idea, per evitare queste ricadute. Dal canto suo, Luciano Pedrazzani, della segreteria bresciana della Cgil, spazia dai temi del welfare alla politica nazionale. Ma per tracciare un quadro che porta sempre la’: se ti capita la cassaintegrazione tutto diventa più complicato, difficile da gestire in famiglia, con prospettive ristrette. Per i singoli e l’intera società. E i dati di Brescia sono drammatici, in questo senso.

Ore 15: Nel frattempo, Gianbattista Ferrari, Francesco Prina e Fabio Pizzul hanno incontrato, nella sala del teatro di San Polino, le associazioni e i comitati in difesa dell’ambiente del bresciano. Chi e’ contro una discarica, chi non vuole una cava, chi osteggia il polo logistico: ognuno di questi rappresentanti ha portato acqua al mulino della politica ambientale del Pd, che vuole la programmazione delle discariche, un forte contenimento del consumo di suolo e interventi seri per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. I due fronti, insomma, si sono trovati concordi su tutti i punti. E lavoreranno insieme per il futuro, cominciando a incontrarsi sempre più spesso.

Ore 15: Al Pirellino i consiglieri regionali del Pd incontrano la sanità bresciana. Gianantonio Girelli ama ricordare le sue eccellenze, fatte spesso di sperimentazione e avanguardie, come la Fondazione Poliambulanza, ovvero la sanità cattolica, o le iniziative volontarie e caritatevoli. Carmelo Scarcella, direttore generale dell’Asl, fa il punto di un’azienda che ha pensato ai tanti migranti portati dall’industria pesante e dalla zootecnia, creando un centro di salute transculturale, ma anche un servizio per i senza fissa dimora e un ambulatorio che si occupa delle malattie sessualmente trasmissibili. Ed e’ solo una parte del problema. Poi ci sono le cronicità, con i cordoni della borsa sempre più stretti in materia di assistenza domiciliare. I pazienti complessi, affidati a un servizio specifico. Il centro per le malattie rare. Brescia fa il più possibile da sola, inventandosi un care giver familiare e coinvolgendo i medici di base. Ma non basta, ricorda Ermanna Derelli, direttore sanitario degli Spedali civili, un mastodonte che conta 90mila ricoveri l’anno. Obiettivamente troppi, riconosce la Derelli, e vanno governati.

Ore 12.30: Il muro sbrecciato di piazza della Loggia fa ancora impressione. Leggi la riproduzione del manifesto di convocazione del comizio antifascista e ti sembra di vederla la folla che ascolta le voci roche degli altoparlanti. Ricordi quel tonfo, complici i filmati dell’epoca che in questi 37 anni sono passati più e più volte sulla tivù. Otto morti, 102 feriti, un’epoca lontana ma che Brescia non dimentica. Luca Gaffuri, Gianantonio Girelli, Gianbattista Ferrari, Fabio Pizzul, Francesco Prina, Enrico Brambilla, allora molti di loro bambini, oggi uomini politici e consiglieri regionali del Pd, sono qui, davanti al monumento che ricorda quei caduti e quel muro sbrecciato da una bomba senza colpevoli il 28 maggio 1974.

Ore 10: Camera di commercio di Brescia, inizia l’incontro con gli operatori economici locali, dall’edilizia agli esercenti. I problemi di un’economia che e’ l’ossatura delle comunità lombarde. Pietro Costa, presidente di Confindustria Brescia, snocciola i suoi dati. Nel 2010 la produttività ha avuto un andamento buono, tanto da avere un incremento dell’attivita’ produttiva. Mostra la corda il settore moda. E non va bene, manco a dirlo, il mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione e’ passato da 5,3 a 5,8, tra 2009 e 2010. Non male per il resto d’Italia, ma un disastro su scala lombarda. E anche qui, guarda caso, ne hanno fatto maggiormente le spese le donne. Va da se’ che i consumi si sono contratti, lamenta Carlo Massoletti di Confcommercio. Lo dimostrano la chiusure di imprese più strutturate. Tiene meglio il settore turistico. E vogliamo parlare degli immobili bloccati che sono sul mercato? Tra tasse e Iva, i costruttori, assicura il leader del Collegio Giuliano Campana, non erano contenti del Governo di prima, figuriamoci di quello di adesso. Mentre Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, non può fare a meno di ricordare che la concorrenza sleale di altri Paesi nel settore agricolo sta facendo più danni della grandine. Ma ci meritiamo un ministro come Brunetta? si chiedono gli artigiani. Insomma, tanta, troppa carne al fuoco. Il Gruppo del Pd da’ le sue risposte che sono l’impegno, a ogni livello, dentro al Pirellone, sono le proposte di legge, sono le battaglie in Aula.

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