Una nuova vita per i parchi della Lombardia. Ecco la nostra proposta. VIDEO

Parchi e aree protette? Ecco la nostra idea per la nuova organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette (riserve, parchi, monumenti naturali, aree di particolare rilevanza naturale e ambientale).
La discussione è iniziata mercoledì mattina in VIII Commissione Agricoltura e parchi.
Qui il Partito democratico ha presentato il suo progetto di legge che, anziché modificare per l’ennesima volta la legge regionale del 1983, rivede radicalmente il ruolo delle aree verdi lombarde.

«In Commissione la maggioranza Pdl-Lega ha portato un progetto di legge di iniziativa della Giunta che oltre a prevedere la nuova organizzazione degli enti gestori, modifica solo parzialmente la vecchia legge dell’83 – spiegano Francesco Prina e Agostino Alloni, consiglieri regionali del Pd –. Ma sarebbe la sedicesima volta che si va avanti per sole parziali modifiche: noi, invece, proponiamo una grande e nuova legge sulle aree protette regionali».
Il motivo è ben chiaro per il Pd: «Il sistema dei parchi è importante per Regione Lombardia, non solo perché copre il 30 per cento del territorio e coinvolge 500 comuni, ma anche perché ne va della qualità della vita dei cittadini – aggiunge Luca Gaffuri, capogruppo in Consiglio regionale –. E per questo riteniamo che i soggetti protagonisti delle scelte dei singoli parchi debbano essere coloro che più vivono queste realtà, dagli agricoltori alle pro loco, o comunque tutte le associazioni che vivono i territori».
Un’importanza dimostrata anche dalle prossime iniziative del Gruppo: superata la tornata elettorale, una serata sarà dedicata dai consiglieri a parlare della loro idea di parchi lombardi attraverso una sorta di incontro-convegno in streaming dal sito www.blogdem.it che potrà essere visto e interagito sia da iscritti e simpatizzanti dei circoli, sia da qualsiasi cittadino connesso a Internet.

La proposta
Ecco i punti salienti della proposta del Pd: protagonismo delle comunità locali,che mantengono un importante ruolo decisionale; rafforzamento della sussidiarietà orizzontale e allargamento della partecipazione delle associazioni all’interno degli organi dell’ente con un ruolo non solo consultivo, ma attivo e decisionale all’interno delle comunità del parco; estensione delle superfici di tutela, con inserimento della previsione delle aree contigue, finalizzata a garantire un’adeguata tutela ambientale anche ai confini delle aree protette; valorizzazione oltre che tutela del territorio compreso nel parco, con particolare attenzione ai sistemi produttivi (partendo dall’agricoltura), alla fruizione turistica, alla definizione paesaggistica.

Le critiche
Noi diciamo no alla possibilità prevista dalla loro proposta di modificare i confini dei parchi, con il rischio di speculazioni; ma non accettiamo nemmeno la possibilità di approvare deroghe per opere di interesse pubblico, laddove con pubblico potrebbe essere inteso anche un albergo.
Come limiti del progetto di legge il Pd vede anche la proposta di un ente di governo che affida poteri e decisioni a un centralismo regionale; dietro la proposta di semplificazione si cela il tentativo di svincolare dal regime di tutela le aree del parco mediante atti che afferiscono alla sola competenza della Giunta regionale, sottraendo il ruolo significativo che il Consiglio regionale ha sin qui esercitato, nelle scelte di pianificazione; ulteriore indebolimento dei Comuni. Insomma, non si tratta di una vera riforma secondo il Pd, perché il testo del progetto di legge della Giunta Formigoni è privo di elementi di innovazione e di valore strategico.




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