Cava di Caravaggio, servono approfondimenti: non può sorgere sopra i fontanili. VIDEO

Il caso della “cava di Caravaggio“ torna in Consiglio Regionale. Si è tenuta oggi in Commissione Ambiente e Protezione Civile l’audizione dei sindaci del Comitato Territoriale Cremasco in merito all’ATE g38, la ormai famosa cava di Caravaggio.

I fatti sono noti
Regione Lombardia aveva stralciato dal Piano Cave provinciale l’Ambito di escavazione situato nel paese bergamasco e di seguito l’Impresa Edile Luigi Cividini aveva avanzato ricorso al TAR che con sentenza 3734 il 5 maggio 2009 accoglieva le richieste del proponente e imponeva il reintegro.
Alla fine di novembre 2010 il Consiglio regionale lombardo approva una nuova mozione presentata dal PD che, facendo riferimento a motivazione tecniche e alla vasta mobilitazione dei sindaci del cremasco e della provincia di Bergamo, impegnava la Giunta a prendere in considerazione tali motivazioni, ad approfondirle e a chiedere alla commissione consiliare l’apertura di una nuova adeguata istruttoria sulla base delle risultanze evidenziate dai documenti tecnici e da ARPA.

Audizione
Arriviamo così all’audizione di oggi che ha mostrato nuovamente l’improponibilità della gestione di cava e la necessità di una attenta vigilanza.
I consiglieri regionali Agostino Alloni e Mario Barboni si mostrano moderatamente soddisfatti al termine dell’Audizione che oggi a Milano in Consiglio regionale ha visto succedersi gli interventi dei sindaci di Capralba, Crema, Ripalta Guerina e Mozzanica (BG) e dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Cremona, Gianluca Pinotti.
«La preoccupazione dei sindaci e del territorio – dicono i consiglieri del PD – è arrivata ancora una volta forte e chiara e sostenuta da motivazioni anche tecniche che non possono e non devono essere eluse. Il fatto che vi sia una incompatibilità tra le ipotesi di cava e le caratteristiche del terreno e i livelli di falda è più che un’evidenza e tutti i consiglieri presenti hanno convenuto. A tutt’oggi il privato non ha ancora presentato l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale ma questo non significa che dobbiamo rimanere con le mani in mano ad aspettare gli eventi. Gli uffici deputati possono già da oggi analizzare lo studio predisposto nel 2005 dal Comune di Mozzanica, approfondirlo e dipanare ogni dubbio sulla questione. È quello che ci attendevamo con la deliberazione del novembre scorso e che ribadiamo oggi con forza».




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