Mai più affittopoli, le proposte per il patrimonio delle Aziende di Servizi alla Persona

Le recenti vicende di alcuni enti, con finalità di rilevanza sociale e socio-sanitaria, hanno fatto emergere aspetti clientelari di scandalosi favoritismi e di assoluta discrezionalità nella gestione del proprio patrimonio residenziale.
Secondo noi serve una nuova regolamentazione che punti su trasparenza e sulla fissazione di norme che limitino la discrezionalità nelle assegnazioni degli alloggi e nelle alienazioni, e occorre ribadire lo scopo sociale nella gestione del patrimonio. Per questo presenteremo un progetto di legge (prima firmatario il consigliere Franco Mirabelli). Il dpl punta a regolare la gestione del patrimonio delle quattordici Aziende di Servizi alla Persona presenti in Lombardia, tra cui le due milanesi Pio Albergo Trivulzio e Golgi – Redaelli. Ecco il testo: PROGETTO DI LEGGE CASE ASP – PD
La mancanza di trasparenza è resa particolarmente grave se si considera che l’attività di tali enti è regolata dalla legge regionale n. 1 del 13 febbraio 2003 (Riordino della disciplina delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza operanti in Lombardia). Tra l’altro sulle ASP la vigilanza, come previsto dall’articolo 15 della legge sopra richiamata, dovrebbe essere esercitata da una Commissione di controllo, costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale. Considerate le vicende di mala gestione e di omessi controlli che hanno caratterizzato gli eventi citati, il livello di controllo è evidentemente inadeguato.
Il documento presentato oggi  è un atto dovuto per sopperire alla mancanza di un regolamento preciso che gestisca il patrimonio abitativo lombardo. Lo scandalo del Trivulzio, infatti, ha messo in luce platealmente l’eccesso di discrezionalità alla base del sistema associata all’assenza di controlli e alla totale mancanza di trasparenza. Con il progetto di legge abbiamo messo nero su bianco un quadro certo di regole a garanzia di chi amministra questi enti.
Siamo i primi a presentare un progetto di legge organico con proposte circostanziate e di merito. La sfida alla maggioranza è lanciata: adesso ci auguriamo che l’iter venga calendarizzato il prima possibile per iniziare così la discussione, per capire quali siano le intenzioni della Giunta su questo fronte. Di certo occorre innovare il quadro legislativo regionale.
Secondo il progetto del PD le ASP, per evitare forme di discrezionalità o di non coerenza con le linee guida regionali in materia, sono tenute ad approntare un piano, di durata triennale, di conservazione, di valorizzazione e utilizzo del proprio patrimonio immobiliare residenziale, sul quale la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare esprimerà un parere, chiedendo eventualmente anche modifiche.
Per quanto riguarda gli alloggi da destinare all’affitto, sulla base di bandi rigorosi ed adeguatamente pubblicizzati, si prevede la differenziazione tra quelli da affittare a canone in coerenza con le valutazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio, e quelli, in misura non inferiore al 40% degli alloggi disponibili, da affittare a canone concordato, ai sensi della legge n. 431 del 9 dicembre 1998, a favore di nuclei familiari in situazioni di disagio (sfrattati, giovani coppie e nuclei familiari numerosi).
Lo stesso rigore e trasparenza sono previsti anche per la vendita degli alloggi, che non potrà superare il 20% delle unità abitative esistenti alla data di approvazione del presente progetto di legge.




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