Contro le centrali in Lombardia, cosa voteranno Pdl e Lega stavolta?

Abbiamo depositato questa mattina in Consiglio regionale una mozione del Partito democratico contro la realizzazione delle centrali nucleari in Lombardia. I primi firmatari, i consiglieri regionali Giovanni Pavesi e Agostino Alloni, spiegano che i contenuti ricalcano le richieste portate in Regione la scorsa settimana dal coordinamento territoriale antinucleare di Viadana, che raccoglie i comitati antinucleari e le associazioni ambientaliste del mantovano, del cremonese e della sponda destra del Po, corredato da 1342 firme. La mozione sarà discussa nella seduta del prossimo 12 aprile.
«Dopo i fatti di Fukushima e dopo la sentenza della Corte costituzionale – dichiarano Pavesi e Alloni – lo scenario è cambiato. C’è una consapevolezza maggiore dei rischi che impianti del genere possono creare e c’è uno stop al dirigismo del Governo, che vorrebbe localizzare le centrali senza chiedere il parere del territorio. Alla discussione di una mozione analoga, il 23 novembre scorso, PDL e Lega avevano votato contro. Attendiamo di sapere cosa faranno di fronte a questa nuova mozione.”
Pavesi e Alloni bocciano la moratoria di dodici mesi sul programma nucleare proposta dal governo e accolta dal presidente Formigoni: “È solo un modo per depotenziare il referendum contro il nucleare del 12 e 13 giugno. È un modo per abbassare la tensione e cercare di farlo fallire dicendo ai cittadini che il loro voto non è più indispensabile. Non è così, non serve una moratoria, il programma nucleare va cancellato definitivamente e il referendum è uno strumento fondamentale.”
Cinque i punti della mozione, che impegna la giunta regionale:
·  a esprimere fin da ora parere negativo all’eventualità di un insediamento nella Regione Lombardia di centrali nucleari, invitando il Governo della Repubblica a rispettare i pareri espressi dalle Regioni;
·  a dichiarare l’indisponibilità ad ospitare nel territorio regionale centri, anche temporanei, per lo stoccaggio, smaltimento di scorie radioattive;
· a elaborare un piano energetico regionale contenente forti programmi d’investimento per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che utilizzino fonti di energia rinnovabili migliorativi rispetto agli obiettivi del 20/20/20 per il 2020 deciso in sede europea;
· a valutare l’istituzione di un congruo fondo per l’efficienza ed il risparmio energetico negli edifici pubblici e privati che intendono conseguire l’inserimento nella classe energetica B e A di casa-clima;
·  ad invitare i parlamentari lombardi ad attivarsi per promuovere una modifica della legge in premessa che salvaguardi il diritto alla autodeterminazione anche in materia energetica, previsto dal Titolo V della Costituzione.



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