Inno d’Italia, solo un leghista resta in Aula (seduto). Sberleffo o ripensamento?

Il consigliere Longoni seduto durante l'inno

Nuova seduta, nuova provocazione dei leghisti sull’inno di Mameli.Tutti fuori dall’Aula a bersi un caffè come due settimane fa. Unica eccezione quella del Consigliere Giangiacomo Longoni, rimasto in Aula seduto a leggere il giornale. Non sappiamo come considerare il suo gesto, se l’ennesimo sberleffo o un inizio di ravvedimento quaresimale, ma il risultato non cambia. (Longoni spiega così il suo gesto)
Se i leghisti vogliono disertare l’inno nazionale possono anche farlo, ma il cappuccino devono andare a prenderlo fuori, in via Filzi. Non ha senso che il bar di servizio continui a servire brioche mentre dentro l’Aula si celebra l’unità d’Italia. Chiederemo formalmente al presidente del Consiglio Davide Boni di imporre a tutte le strutture, bar compreso, di interrompere ogni attività per tutta l’esecuzione dell’inno. E se i leghisti staranno ancora fuori almeno lo faranno senza masticare.




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