Federalismo: per l’Italia, unitario e europeo

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento (Art 5, Costituzione della Repubblica italiana)

Ha usato queste parole, oggi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Regione Lombardia. Dopo di lui il cardinale Dionigi Tettamanzi, che ha ricordato come la riforma in senso federale deve essere sostenuta dai migliori sentimenti di amore e di appartenza all’Italia.
Questa è la nostra idea di federalismo, quello vero.

Da dove ripartire? si chiede Maurizio Martina, segretario regionale del PD. “Scorciatoie non esistono. Occorre la fatica delle riforme: dello Stato e sociali. Il tema è quale Stato nell’era della globalizzazione delle persone, delle cose e delle informazioni. Dove tempi e luoghi assumono significati diversi dal passato. Dove lo spazio europeo dovrà essere sempre di più la prima dimensione della cittadinanza. Dove il nostro ruolo essenziale di cerniera tra l’Europa e il Mediterraneo ci caricherà di opportunità e problemi inediti come sta già accadendo di fronte ai fatti storici di queste settimane. Non possiamo rimanere fermi tra l’esasperazione del locale e le incognite del globale”.




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