Lombardia: eccellenza negli ospedali e prevenzione nel dimenticatoio?

“Eccellenza” negli ospedali e prevenzione nel dimenticatoio? Una semplificazione che però sembra rendere bene la realtà della Lombardia: nella regione dell’eccellenza ospedaliera si fa troppa poca prevenzione. Lo dimostrano le statistiche e lo conferma il confronto con le altre regioni italiane.
Le adesioni agli screening e alle vaccinazioni sono in generale molto al di sotto delle performance delle altre regioni italiane. Infatti il Piano di Prevenzione 2010-2012 (appena varato dalla Giunta e quindi “in ritardo” di un anno), non spiega che non è sufficiente raggiungere un’alta percentuale di pazienti tramite lettera per favorire un’alta adesione agli screening ma, come per altro nelle regioni più virtuose, occorre sviluppare un’informazione più capillare e strategie di sensibilizzazione importanti per evitare poi un improprio ricorso alle strutture ospedaliere e alle prestazioni a pagamento.

Ne è un esempio il 55% di adesioni allo screening del carcinoma mammario a fronte di un target individuato e raggiunto del 93% delle donne (in Veneto la percentuale sale 66,4%). O peggio il dato di adesione allo screening del carcinoma rettale uguale al 38,6% (in Veneto la percentuale sale a 62,2%).
Ma anche sul fronte vaccinazione ci sono dei ritardi. A parte le coperture vaccinali per le principali malattie infettive (proposte in età infantile dove la copertura raggiunge il 94%, manca un impegno effettivo di Regione Lombardia sulle vaccinazione antinfluenzale per gli anziani che ci vede al sedicesimo posto in Italia con il 61,7%. La campagna vaccino HPV (anti papilloma virus), avviata nel 2008 e destinato alla coorte di nascita 1997 (dodicenni) ha avuto in Lombardia una copertura inferiore al 70% che ci pone al dodicesimo posto in Italia ed è lontana dall’obiettivo del 80% che andava raggiunto entro la fine del 2009. È poi fortissimo il ritardo per le ragazze nate nel 1998 (campagna che dovrebbe essersi conclusa nel 2010) che vede la copertura completa solo per il 21% delle dodicenni. Ritardo dovuto anche alla particolare procedura che prevede la somministrazione di 3 dosi nell’arco di sei mesi. Andrebbe prevista la  campagna di vaccinazioni nelle scuole, così come veniva indicato nelle linee guida ministeriali, per raggiungere i livelli prevista dall’Intesa Stato Regioni del 20.12.2007.
Qui potete trovare tutti i dati e le comparazioni fra la nostra e altre regioni: screening e prevenzione 2010

Come siamo arrivati qui? A nostro parere sì è creata una “scorretta” gestione del territorio. Se le Asl sono diventate degli enti amministrativi e hanno perso il contatto con il territorio, questo contatto deve essere ristabilito da una rete che comprenda i medici di medicina generale che devono fare da anello di congiunzione tra il paziente e i protocolli di prevenzione, i pediatri di libera scelta e gli ospedalieri.
Ma a fronte di questi dati e di questa realtà, il Piano non si pone l’obiettivo dell’incremento delle adesioni, ma si limita a considerare un obiettivo di miglioramento il mantenimento delle percentuali attualmente attestate. Serve invece più medicina territoriale e più partecipazione dei medici di base per assicurare prevenzione all’utenza lombarda.




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