“Non possiamo tacere”. Più di 150 adesioni: continuate a far girare

“Per chi fa politica la dimensione pubblica non è un accidente o un qualcosa di totalmente separato dalla propria esperienza di vita (anche privata) [...] Nessuno ha titolo per considerarsi paladino esclusivo del cristianesimo in politica e nessuno può arrogarsi il diritto di invocare i valori cristiani, e tanto meno il Vangelo, per difendere le proprie scelte politiche che rimangono, è bene ricordarlo, nel campo dell’opinabile e del provvisorio”.

È uno stralcio della lettera aperta sottoscritta da vari politici del Partito Democratico per dire “No, non possiamo tacere di fronte ai fatti di questi giorni”.
Riportiamo di seguito il testo integrale. Vi invitiamo a sottoscriverla (potete segnalarci il vostro nome nello spazio dei commenti in fondo alla lettera o scriverci una mail a  pd@consiglio.regione.lombardia.it oppure segreteria@pdregionelombardia.it ).
Qui il testo in versione pdf: lettera_aperta_31.1.2011

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Milano, 23 gennaio 2011

Dopo aver sentito e letto i numerosi interventi di questi giorni sulle vicende giudiziarie del Presidente del Consiglio, non sentiamo il bisogno di intervenire sul merito delle questioni che occupano da troppi giorni le prime pagine dei giornali. Come politici che tentano di offrire la loro testimonianza cristiana nel servizio alle istituzioni e a questo nostro Paese, ci sentiamo piuttosto in dovere di manifestare la nostra preoccupazione per la deriva che sta interessando in modo sempre più evidente la vita pubblica italiana. Un’intera generazione politica, e non facciamo differenze di schieramento, rischia di venire precipitata in un formalismo che accompagna alla proclamazione di valori e tradizioni che spesso vengono qualificati con l’impegnativo aggettivo di cristiani, una serie di comportamenti pratici che sconfinano nella categoria dell’amoralità e pretendono di non diventare oggetto di giudizio in nome dell’assoluta intangibilità della sfera privata e della libertà, altrettanto assoluta, di scelta dell’individuo.

Per chi fa politica la dimensione pubblica non è un accidente o un qualcosa di totalmente separato dalla propria esperienza di vita (anche privata), tanto quanto per chi si definisce credente la testimonianza quotidiana non può essere separata dalle proprie abitudini di vita, anche privatissime. Non si tratta di ergersi a giudici di nessuno; per questo esiste la magistratura nella città terrena e il buon Dio in quella celeste. Il punto è un altro: il patrimonio morale e culturale di un popolo o di una nazione non sono indipendenti dal comportamento e dalle abitudini di chi in essi riveste ruoli di responsabilità, a qualsiasi livello. Il Vangelo non è tenero con chi si definisce cristiano e rischia di recare scandalo, ovvero di offrire una testimonianza dissonante e contraria rispetto a quanto proclama o afferma di credere: meglio che si leghi una macina al collo e si getti nel mare. La rilevanza penale di un comportamento è fondamentale per il giudizio terreno di chi è investito del compito di vigilare sul rispetto delle leggi, ma le conseguenze morali e culturali di ogni nostro comportamento vanno oltre il codice penale e toccano elementi più profondi e radicali quali l’ethos collettivo e la possibilità di indicare criteri per vivere una vita buona. La grave preoccupazione per l’emergenza educativa che ha spinto i vescovi italiani a dedicare un intero decennio della comunità cristiana proprio al tema della trasmissione dei valori, suona purtroppo come profetica: quali modelli offriamo ai giovani? Quali prospettive educative si aprono di fronte ai più piccoli? Che cittadini stiamo formando? Sono domande che, se guardiamo a quello che sta accadendo in questi mesi, rischiano di condurci attraverso riflessioni colme di smarrimento se non di angoscia.

La politica farà le sue scelte e adotterà le sue strategie che condurranno probabilmente a un duro scontro tra chi difende le ragioni del Presidente del Consiglio e chi ritiene che i suoi comportamenti siano lesivi della dignità dell’intero Paese. Questo non toglie però nulla alla necessità di una profonda riflessione sulle conseguenze che abitudini e comportamenti che si trascinano da tempo e di cui i protagonisti si sono a più riprese vantati, rischiano di far precipitare sull’intera società italiana. Anche dalle gerarchie ecclesiastiche si sono opportunamente levate, negli ultimi giorni e non solo, voci preoccupate al proposito. Nessuno ha titolo per considerarsi paladino esclusivo del cristianesimo in politica e nessuno può arrogarsi il diritto di invocare i valori cristiani, e tanto meno il Vangelo, per difendere le proprie scelte politiche che rimangono, è bene ricordarlo, nel campo dell’opinabile e del provvisorio. Ci piace richiamare, per concludere, un passaggio della Lettera a Diogneto, uno scritto del padri apostolici: i cristiani “dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. (…) Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano” (V,9-11.13). Anche oggi c’è bisogno di cristiani così e di politici che, dicendosi cristiani, abbiano l’umiltà di servire e rifuggano l’arroganza del potere.

Giuseppe Adamoli, Alessandro Alfieri, Emanuela Baio, Mario Barboni, Giovanni Bianchi, Luigi Bobba, Carlo Borghetti, Daniele Bosone, Gianluca Bracchi, Virginio Brivio, Giovanni Burtone, Ezio Casati, Mario Cavallaro, Paolo Corsini, Silvia Costa, Paolo Cova, Paolo Danuvola, Lino Duilio, Andrea Fanzago, Enrico Farinone, Luca Gaffuri, Francesco Garofani, Gianantonio Girelli, Marco Granelli, Lorenzo Guerini, Daniela Mazzuconi, Alessia Mosca, Giovanni Orsenigo, Beppe Pagani, Flavio Pertoldi, Fabio Pizzul, Gigi Ponti, Francesco Prina, Marco Riboldi, Matteo Richetti, Ettore Rosato, Paolo Rossi, Antonio Rusconi, Giovanni Sanga, Fabrizio Santantonio, Carlo Spreafico, Gianluca Susta, Patrizia Toia

Ecco i sottoscrittori che si sono aggiunti da lunedì 24 gennaio:

Francesca Andreoli, Federico Antognazza, Mario Aspesi, Samuele Astuti, Santino Ballerio, Emilio Barbieri, Guido Basilio, Mirko Baruffini, Moreno Baruffini, Maria Grazia Belometti, Nicola Bergamaschi, Beatrice Bernasconi, Mario Bertagnolio, Alessandro Berteotti, Paolo Bertocchi, Giancarlo Bettinelli, Mariuccio Bianchi, Andrea Botta, Giovanni Botta, Pietro Brindisi, Pasquale Buongallino, Milo Calvino, Raffaella Calvino, Francesco Calò, Gianfranco Capoduro, Osvaldo Caro, Ambrogio Caron , Donata Casartelli, Giovanni Cattaneo, Mattia Cattaneo, Marco Cavallin, Rosanna Caverzasi, Cesare Chiericati, Alberta Chiesa, Tonino Chiodo, Fabio Civati, Luigi Clerici, Eugenio Comincini, Paolo G. Confalonieri, Claudio Consonni , Marina Consonno, Renzo Contin, Maria Luigia Coppa,  Luca Corvi, Erica D’Adda, Vincenzo D’Agostino, Abele Dell’Orto, Daniele Dellavedova, Giovanni De Rosa, Domenico Di Terlizzi, Luigi Dozio, Adriano Endrizzi, Oscar Figus, Sara Finzi, Alessio Fionda, Franco Fragolino, Simone Franceschetto, Rocco Furfaro, Francesco Gatti, Luca Ghezzi, Pietro Ghigini, Liliana Giacometti, Maria Grazia Giannone, Maria Luisa Girgi, Stefano Girgi, Giuseppe Iafolla, Enrico Ioli, Renato Latini, Stefano Legnani, Giovanni Lironi, Marta Lissi,  Patrizia Lissi, Beppe Livio, Isa Luoni, Tiziano Macaluso, Luigi Magni, Mario Maino, Federico Manzoni, Alfredo Marelli, Leonardo Marin, Renato Mauri, Claudio Merlo, Nicola Milana, Pierluigi Morelli, Carlo Nicora, Luisa Oprandi, Giovanni Orsenigo, Antonio Pagani, Eugenio Paganini, Alberto Palazzi, Andrea Parola, Bruno Perazzolo, Laura Perazzolo, Paola Pessina, Marco Pigni, Paolo Pilotto, Paolo Poiatti, Tommaso Police, Marcello Pontiggia, Massimiliano Porotti, Adalgisa Portale, Giancarlo Portale, Roberto Premoli, Lea Provasi, Alessandra Pusterla, Giuliana Quartapelle, Elisabetta Radice, Francesco Ravasio, Gianluca Resmini, Pietro Resteghini, Paolo Restelli, Mauro Rivolta, Ottavio Rizzo, Matteo Rossi, Santino Rossi, Fabrizio Sala, Bruno Saladino, Vincenzo Salvaggio, Maria Luisa Savoldi, Angelo Scandroglio, Sandra Scorletti, Angelo Senaldi, Franco Spatola, Roberto Terzaghi, Luigi Terzoli, Enrico Tettamanti, Carlo Todeschini, Marco Torricelli, Anna Vaghi, Attilio Vanoli, AntonioVendramin, Luigi Vercelloni, Maria Rita Vergani, Luigi Viganò, Renato Viganò, Pietro Viotto, Marco Viscardi, Salvatore Vita, Romana Zanella, Tiziano Zocchi, Gabriella Zonno

35 comments

  1. Da cattolica iscritta al PD e da donna approvo in toto il contenuto della lettera! Occorre ripulire l’Italia dal fango in cui Berlusconi l’ha gettata: non da ultimo riprovevole è lo sproloquio che B. ha fatto all’Infedele. Oserei dire farneticante!

  2. Berlusconi offende ogni giorno le donne nella loro dignità: le “cosiddette donne” e il “postribolo televisivo” di ieri sera all’Infedele sono l’esempio del non rispetto al genere femminile e di un premier farneticante!

  3. Marcello Pontiggia 25 gennaio 2011 at 09:14 -

    Condivido in pieno il contenuto della lettera. Le donne sono oggetto continuo di insulti da parte del premier. I cattolici devono ribellarsi tutti!

  4. Paolo Poiatti 25 gennaio 2011 at 09:20 -

    Mi sento di sostenere le vostre riflessioni condividendo. Un caro saluto Paolo Poiatti

  5. sottoscrivo la lettera.

    Matteo Rossi
    (segreteria regionale Pd – Coordinatore Cristiano Sociali Lombardia)

  6. Avete fatto bene a scrivereil documento. In realtà io sarei stata anche + netta e dura, vorrei che di fronte a comportamenti inaccettabili da parte del Presidente del consiglio ci fosse come una sollevazione ( e non c’è…)
    Mi dispiace vedere il balbettìo della gerarchia ecclesiastica, che nemmeno davanti ad oscenità conclamate ( e quasi rivendicate…) riesce ad essere coerente con ciò che proclama.
    Davvero, nel complesso, noi italiani siamo tiepidi, rassegnati e incapaci di una reazione dignitosa?!?

    Buon lavoro e grazie per l’impegno!

  7. Enrico Englaro 28 gennaio 2011 at 14:38 -

    Il comportamento del Premier è indegno di un paese incivile…sta’ infangando l’onore di questa Repubblica…deve dimettersi!

  8. Quasi incredulo di fronte alla gravità di quello che succede,come non condividere civili parole di normale saggezza.Mi raccomando pero’ non lasciamo che anche questa volta tutto cada nel dimenticatoio come successo gia’ molte, troppe volte.

  9. Pierluigi Morelli 29 gennaio 2011 at 15:47 -

    Sottoscrivo questa lettera che non polemizza, ma stigmatizza e fa riflettere sullo spirito di servizio dei cristiani in politica. Credo sia doveroso cercare di testimoniare anche negli atteggiamenti la nostra missione, consci degli equilibri in cui convivono le questioni morali e la laicità dello stato.
    Pierluigi Morelli
    coordinatore circolo di Sondrio

  10. Francesco Ravasio 31 gennaio 2011 at 14:55 -

    Condivido in toto, nella speranza di un rinnovato senso civico e istituzionale.

  11. Finalmente ci siamo, diamoci una mossa. Condivido tutto perchè molto pacato e senza polemiche. Grazie

  12. Fabrizio Sala 31 gennaio 2011 at 18:29 -

    condivido in toto la lettera. il pensiero è comune, il sentite è largamente diffuso.
    Fino a quando ci possiamo esprimere liberamente fra di noi siamo ancora fiduciosi che possiamo farcela.
    fabrizio sala

  13. Condivido appieno il testo, ma per produrre la differenza e ricreare amore per la politica dobbiamo smetterla di riferirci sempre e unicamente ad una sola persona che è il Presidente del Consiglio. L’alternativa deve saper creare il confronto.




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