Il listino non può trasformarsi in un casino. Formigoni venga a spiegare

La consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti è indagata per favoreggiamento della prostituzione nell’ambito dell’indagine che vede coinvolti il premier Silvio Berlusconi, oltre a Emilio Fede e Lele Mora.
Oggi, così come in molte altre sedi non solo istituzionali, la svolta dell’indagine sulle “cene e feste” a casa del premier è stata oggetto di discussione anche in Aula (ma Minetti è stata assediata dai fotografi soprattutto fuori dall’Aula, mentre il Consiglio discuteva di temi “poco importanti” come quelli evidenziati da Fabio Pizzul).  Il capogruppo Luca Gaffuri, intervenuto in apertura di seduta,  ha puntato l’attenzione sulla necessità di avere spiegazioni dal presidente Formigoni (assente oggi per altri impegni istituzionali). «In questi giorni il Consiglio regionale è sulla bocca di tutti. Il presidente Formigoni deve venire in Aula. La giustizia deve fare il suo corso, ma ne va dell’immagine di Regione Lombardia. Formigoni ha scelto candidati, successivamente eletti, che sono stati oggetto di accuse pesantissime che nessuno di noi si poteva aspettare all’inizio di questa esperienza. Noi riteniamo che il presidente debba venire in Aula già oggi e relazionare al Consiglio: non può far finta di niente. E il Consiglio deve mettere mano quanto prima alla legge elettorale. Non è possibile che il listino si trasformi in un casino».

«Se la Minetti si dimettesse – è il pensiero di Franco Mirabelli - eviterebbe l’assedio dei giornalisti di cui si è lamentata, toglierebbe a noi l’imbarazzo di vedere una sede istituzionale ridotta ad un luogo in cui le cose che si fanno e si decidono passano in secondo piano di fronte alle vicende della Minetti. E soprattutto toglierebbe dall’imbarazzo Formigoni che l’ha eletta nel suo listino, piegando ancora una volta la testa di fronte al Berlusca».

Per Alessandro Alfieri c’è un vero e proprio problema di “dignità”.  «È soprattutto interesse di Formigoni chiarire al più presto la vicenda, visto che è stato lui ad inserirla nel “suo” listino bloccato alle scorse elezioni regionali. Dignità vorrebbe un immediato passo indietro della consigliera Minetti, ma la dignità è come il coraggio manzoniano: o uno ce l’ha o non se lo può dare. È soprattutto interesse di Formigoni chiarire al più presto la vicenda, visto che è stato lui ad inserirla nel “suo” listino bloccato alle scorse elezioni regionali. Dignità vorrebbe un immediato passo indietro della consigliera Minetti, ma la dignità è come il coraggio manzoniano: o uno ce l’ha o non se lo può dare».

E una domanda, secondo Francesco Prina, sorge spontanea: «Ma la lega dov’è? Come diceva Benigni, Bossi sta lì in un cespuglio e non dice niente, invece di chiedersi se Berlusconi sia ancora un alleato valido oppure un personaggio ormai troppo ricattabile per portare avanti gli interessi del Paese, forse sta aspettando l’approvazione del federalismo per poi far cadere il Governo. Per fortuna esistono partiti come il PD che non hanno problemi di questo tipo e a differenza della Lega Nord lavorano per ottenere concretamente il federalismo, come del resto in  passato ha già fatto attraverso dei passaggi costituzionali. Queste vicende non fanno altro che bloccare un Paese che ha bisogno come il pane di riforme serie, di un Parlamento che si ritrovi per discutere di lavoro, ricerca, istruzione e legalità di quelle tematiche che ci possano far tornare ai vertici del dibattito internazionale».

Ma  questi sono anche i giorni in cui il premier Berlusconi sembra “cambiare” strategia difensiva. Lo mette in evidenza Filippo Penati. «La rappresentazione visiva scelta dal premier per la sua difesa è coerente con il suo  messaggio, in perfetta sintonia con le sue parole. Berlusconi si è difeso ribadendo di essere un buon padre di famiglia, affermando di non praticare sesso a pagamento e di essersi fidanzato dopo la separazione  da Veronica Lario. Una linea  del tutto differente da quella scelta per le precedenti autodifese. Fino a poco tempo fa il premier rispondeva alle accuse di condurre una vita dissoluta  affermando con disinvoltura:  “che ci volete fare, mi piacciono le donne”. Ora ha scelto una strada diversa: la famiglia. Non ha neppure richiamato la tesi che in casa propria ognuno fa ciò che vuole. Ha preferito giurare che a casa sua non succede nulla di disdicevole, che si vive un clima sereno ed elegante, così come ci si dovrebbe aspettare da un uomo del suo rango. Insomma Berlusconi questa volta ha deciso di fare leva su  uno dei valori più cari agli italiani: la famiglia».

3 comments

  1. Basta! Non se ne può più!!! Altro che 150 anni da festeggiare!!! Qui c’è da azzerare tutto! TUTTO!!!! Visto che, infatti, anche la “leggiadra” Lombardia sta affondando….

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