Scandalose le parole dell’assessore sulle nomine nella sanità

luciano-bresciani

Assessore Luciano Bresciani

«La logica nella nomina dei direttori generali di Asl e ospedali è fondamentalmente legata al peso del voto espresso dalla popolazione. Le proporzioni saranno pesate sul volume di preferenze ottenute dagli alleati». È la dichiarazione dell’assessore regionale alla sanità Luciano Bresciani rilasciata al Corriere della Sera sulle prossime nomine sanitarie in Consiglio regionale (qui l’articolo: bresciani_corriere_12.12.2010)
È inaccettabile arrivare a sostenere un’organizzazione del sistema sanitario secondo una mera logica spartitoria. È scandaloso che un importante esponente della Lega Nord, che ha così importanti responsabilità nel governo sanitario della nostra Regione e che continua a ingannare gli elettori presentandosi come una forza di rinnovamento e pulizia, arrivi a teorizzare quel metodo.
La Lombardia merita ben altro. L’assessore deve rettificare subito le sue parole e scusarsi. Formigoni deve smentire con chiarezza il “metodo Bresciani”. Per la scelta dei manager sanitari, una cosa è chiedere un operato in coerenza con le linee sancite dai piani di programmazione e governo, ben altra è chiedere obbedienza ad un partito, a una corrente o a un movimento.
Con questo passo e con questa impostazione sarà sancito che i primari negli ospedali saranno scelti per la loro appartenenza politica e non per le loro capacità professionali. Se la deriva è questa ci chiediamo quali garanzie di sicurezza si consegnano ai cittadini lombardi.
Di fronte alle scandalose dichiarazioni dell’assessore ci aspettiamo anche una presa di posizione da parte delle professionalità mediche e manageriali, poiché le dichiarazioni dell’assessore colpiscono per prima la loro dignità.

Diversa naturalmente la nostra proposta le nomine dei direttori generali di Asl e ospedali lombardi:
-  istituire un comitato di valutazione delle candidature composto da valutatori esterni o terzi con competenze scientifiche e/o manageriali riconosciute;
-  mandato dei direttori generali abbia la durata di cinque anni ripetibile per una sola volta, fissando inoltre il limite massimo di età a 70 anni;
-  le nomine siano concertate con i rappresentanti delle associazioni dei Comuni per rendere più vicina la gestione e organizzazione del sistema sanitario ai territori.




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