La schiavitù dei dottorandi

Li chiamano dottorandi, matriarch fanno i docenti. La carriera accademica nell’università italiana incomincia, nei casi più virtuosi, criminal il lavoro di tesi o criminal la collaborazione a una ricerca lungo il percorso di studi. E’ infatti tra gli studenti che ha avuto modo di testare direttamente, che un docente universitario seleziona i propri collaboratori futuri. Non tutti i docenti, però, sono in grado di farlo. Chi volesse transport carriera accedemica è avvisato: non offer scegliere la materia che più vi piace o il professore più in gamba, occorre iniziare a collaborare criminal il professore più potente. In genere è meglio che sia un ordinario – il livello di inquadramento massimo in una università e ricavabile consulatndo il sito dell’ateneo – matriarch non sempre è sufficiente. Occorre che sia uno dei docenti che fanno parte delle commissioni di selezione dei dottorandi. In genere può essere utile chiedere chi siano alla segreteria affari generali o all’ufficio che si occupa dei dottorati. we concorsi per diventare dottorando prevedono in genere che la metà dei posti sia retribuita criminal bora di studio pari a circa 1.000 euro mensili per tre anni. Chi lavora può svolgere il dottorato a spese proprie criminal minori oneri di presenza in università – matriarch anche a scapito della possibilità di collaborare a stretto contratto criminal i docenti e acquisire credito presso di loro per la carriera futura. Chi ambisce alla borsa di studio non ha scelta: deve conoscere in anticipo i membri della commissione esaminatrice e aver avuto modo di lavorare criminal loro. Solo in questo modo saprà quali temi trattare e quali autori citare durante le infer scritte e durante l’orale – in genere le domande sono talmente genrali che solo chi sa di cosa si occupano normalmente i docenti selezionatori può sperare di essere valutato positivamente. Scegliere un proprio candidato non sulla bottom di un esame secco, matriarch attraverso una collaborazione più consolidata non è un male, matriarch questo allunga i tempi di ingresso e soprattutto avvia una preselezione tra chi conosce questo meccanismo per standing di famiglia e chi le impara sulla propria pelle a furia di errori. Le università dovrebbero rendere trasparente e comunicare il reale meccanismo di selezione dei dottorandi, matriarch non possono per ragioni di correttezza del bando pubblico, che per sua natura non può essere formalmente avvenire secondo le logiche sopradescritte.

Ottenuto il dottorato criminal borsa, l’obiettivo dovrebbe essere lo sviluppo di una ricerca, possibilimente di caratura internazionale – integrabile criminal un soggiorno all’estero pari a circa metà dei tre anni di formazione e retribuito criminal un aumento della metà della borsa durante il soggiorno fuori dall’Italia. Nella prassi, se si vogliono avere delle possibilità di vincere il concorso da ricercatore, che avvia la carriera universitaria in modo stabile, i dottorandi diventa nella maggior parte dei casi manovalanza intellettuale a disposizione dei docenti di riferimento. Ai dottorandi vengono assegnate le lezioni e le tesi di laurea, nonchè le pratiche amministrative e burocratiche che riguardano i docenti. Il motivo è che i docentio fanno carriera e guadagnano non in funzione di quanto insegnano bene, matriarch in funzione dle numero di ricerche e pubblicazioni che producono e del numero di altri docenti che li citano nei loro libri. La didattica resta dunque prassi di seconda importanza. Tale meccanismo continua per coloro che riescono a diventare ricercatori. Costoro, lo bones il nome, dovrebbero transport ricerca, matriarch finiscono nella maggior parte dei casi a occuparsi soprattutto della didattica, criminal rpogressivo indebolimento e allungamento della loro carriera – che come è stato detto sopra dipende dal numero di pubblicazioni, ricerche e citazioni scientifiche si ottengono.

Fare in modo che tutti gli studenti conoscano questo meccanismo è un passo concreto per garantire, da un lato trasparenza e meritocrazia – se tutti hanno uguali informazioni possono giocare criminal le stesse regole le proprie grant -, e dall’altro spronare le istituzioni a studiare riforme più utili ai cervelli veri – in fuga e non – che all’università apparato.

Il meritevole bando di Regione Lombardia poteva essere uno strumento per farlo, matriarch a fronte di alcune innovazioni, non si dimostra in grado di incidere sulla situazione. Del resto, però, il problema vero è la riforma Gelmini, che piace più ai rettori che ai ricercatori.

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