Archivi tag: IMU

STABILITÀ: MISIANI, BENE LO SCONTO IMU PER CHI AFFITTA A CANONE CONCORDATO

“È un segnale di attenzione nei confronti del mercato degli affitti, che avevamo sollecitato da tempo e che alla Camera cercheremo di migliorare ulteriormente”. È il commento di Antonio Misiani, deputato Pd, dopo l’approvazione in commissione bilancio Senato dell’emendamento che introduce uno sconto IMU del 25 per cento sui proprietari che affittano a canone concordato. “L’incentivazione IMU dei contratti a canone concordato è oggetto di una proposta di legge che ho presentato nel maggio 2013 insieme al collega Pd Marco Causi. Oggi le abitazioni affittate con canone concordato sono poco più di 360 mila, mentre le famiglie che vivono in affitto sono 4 milioni e 800 mila, molte delle quali a rischio di povertà. Con l’introduzione dell’Imu e della Tasi il carico fiscale su chi affitta a canone concordato è enormemente aumentato, ostacolando la diffusione di questo strumento. Bisogna invertire questa tendenza, per aiutare gli inquilini che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica ma non possono reggere affitti a prezzi di libero mercato. In questo senso, l’emendamento approvato in Senato è un primo passo in avanti”

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IMU AGRICOLA: MISIANI FIRMA LA LETTERA DEI DEPUTATI PD A RENZI E PADOAN

“Ho sottoscritto insieme a 105 parlamentari del PD una lettera urgente al presidente del consiglio Renzi e al ministro dell’economia Padoan sulla questione dell’IMU sui terreni agricoli dei comuni montani. A pochissimi giorni dal termine di pagamento, previsto per il 26 gennaio, c’è grande incertezza per i contribuenti, anche in virtù dei ricorsi promossi presso il TAR del Lazio e dell’accoglimento di uno di essi con la fissazione della camera di consiglio in data successiva al termine di pagamento dell’imposta” – scrive Antonio Misiani, deputato bergamasco del PD. “Con la nostra lettera” – prosegue Misiani – “intendiamo sollecitare un intervento urgente del governo per mettere ordine e fare chiarezza in materia, lavorando da subito ad una soluzione strutturale della problematica senza che essa venga messa in capo a municipalità, imprese e cittadini
​”. ​

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TASI: MISIANI (PD), A BERGAMO COSTERA’ IL 10% IN PIU’ DELLA VECCHIA IMU

I dati resi noti oggi dal Servizio politiche territoriali della UIL smentiscono la propaganda del sindaco Tentorio, che per tutta la campagna elettorale ha continuato a sostenere di non aver aumentato le tasse. La realtà è ben diversa: in media la TASI sulle prime case – che la Giunta Tentorio ha fissato al 3,2 per mille (un livello vicinissimo al massimo di legge del 3,3 per mille) con una detrazione di 60 euro uguale per tutti – costerà ad ogni famiglia bergamasca 240 euro, contro i 219 euro di IMU che si pagavano nel 2012. E’ un aumento di circa il 10%, che rischia di tradursi – per il complesso delle famiglie bergamasche – in un aggravio di quasi 1 milione di euro in più. Tra i 32 capoluoghi che hanno già deliberato le aliquote TASI, Bergamo appartiene al gruppo minoritario di 12 città in cui si pagherà di più, mentre in quasi due terzi dei casi (20 capoluoghi su 32) la TASI peserà sulle prime case meno della vecchia IMU. Se a tutto questo aggiungiamo la discutibilissima decisione di Tentorio di prevedere una detrazione TASI uguale per tutti – mentre la gran parte delle città le hanno previste decrescenti in rapporto al valore della rendita catastale – il quadro che ne esce è molto negativo: i contribuenti bergamaschi pagheranno di più e in modo iniquo, poiché le abitazioni dalla rendita medio-bassa pagheranno molto di più, mentre quelle con rendite alte finiranno per pagare di meno rispetto alla vecchia IMU. La TASI di Tentorio è un’imposta regressiva, con il Sindaco nei panni di Robin Hood al contrario. Si poteva fare diversamente, come dimostra lo studio UIL: bastava seguire l’esempio di tante altre città che in tutta Italia hanno introdotto una TASI meno gravosa e decisamente più equa di quella del Comune di Bergamo.
Antonio Misiani
Deputato PD
Commissione bilancio
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IMU: OK DAL GOVERNO ALLA RIDUZIONE PER CHI AFFITTA A CANONE CONCORDATO

“L’introduzione dell’IMU ha fortemente penalizzato le abitazioni affittate a canone concordato, che secondo un’indagine di Confedilizia nei capoluoghi di regione hanno subìto aumenti medi rispetto all’ICI pari a +409%” ricorda Antonio Misiani, deputato PD membro della Commissione bilancio. Secondo Misiani “questa vera e propria stangata disincentiva uno strumento – il canone concordato – introdotto dalla legge 431 del 1998 per calmierare il mercato degli affitti, aiutando le tante famiglie che vivono in condizioni di disagio abitativo. Con l’ordine del giorno da me presentato (sottoscritto anche dall’on. Carnevali) e fatto proprio dal Governo, si segna una prima, importante inversione di tendenza: nel quadro della riforma dell’imposizione fiscale sugli immobili l’esecutivo si è infatti impegnato a prevedere una significativa riduzione dell’aliquota base Imu sulle abitazioni locate a canone concordato.” “Ora lavoreremo” – conclude Misiani – “perchè questo impegno politico venga concretizzato nel provvedimento di riforma che sarà varato entro il 31 agosto”.

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Comunicato – Presentazione proposta di legge per ridurre l’IMU sulle case affittate a canone concordato

IMU: MISIANI (PD), RIDURLA DRASTICAMENTE PER LE CASE AFFITTATE A CANONE CONCORDATO

In Italia c’è una grave emergenza abitativa di cui ben pochi si occupano. Il dibattito sull’IMU è esclusivamente concentrato sull’abolizione di quella sulle prime case, sottovalutando l’impatto drammatico che la nuova imposta ha avuto sulle abitazioni affittate. I dati di una recente indagine di Confedilizia sono impressionanti: rispetto alla vecchia ICI l’imposizione è in forte aumento, ma per gli immobili affittati a canone concordato siamo di fronte ad una stangata insostenibile. La media dei capoluoghi di regione è +409%. Nella città di Bergamo, dove peraltro il Comune ha deciso di applicare un’aliquota agevolata per le abitazioni affittate a canone concordato (0,6% a fronte di un’aliquota dell’1,06% per gli altri immobili) l’aumento è pari a +220%. In generale, siamo di fronte ad una penalizzazione insostenibile e ingiusta, perché colpisce proprietari che decidono di mettere sul mercato della locazione i loro immobili a canoni calmierati, trattandoli in gran parte dei comuni italiani peggio di chi decide di lasciare sfitta (o di affittare in nero) la propria seconda o terza casa, pagando la stessa aliquota IMU e beneficiando dell’assorbimento nell’IMU dell’IRPEF sugli immobili tenuti a disposizione.

Come ha sottolineato il presidente del consiglio Letta, è tempo di rilanciare una politica per la casa. In questo contesto, bisogna prestare particolare attenzione agli oltre 5 milioni di famiglie che vivono in affitto, quasi meta delle quali è in condizione di disagio abitativo perché paga canoni superiori al 30% del reddito familiare. La proposta, oggetto di un disegno di legge che ho depositato insieme all’on. Causi, è semplice: abbattere dallo 0,76% allo 0,4% l’aliquota base per le case affittate a canone concordato (finora prevista solo come facoltà per i comuni e a carico dei loro bilanci), finanziando questa riduzione con un leggero aumento dallo 0,76% allo 0,8% dell’aliquota base sulle abitazioni sfitte. E’ una rimodulazione sollecitata da più parti – associazioni dei piccoli proprietari e sindacati degli inquilini in primis – che punta ad incentivare la diffusione del canone concordato come strumento principe per calmierare il mercato delle locazioni e aiutare concretamente le famiglie italiane che vivono in affitto.

Allegato:

1) testo della proposta di legge

http://antoniomisiani.myblog.it/media/00/02/98703899.doc

2) scheda riassuntiva della proposta di legge

http://antoniomisiani.myblog.it/media/00/02/98703899.doc

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