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Lotta all’evasione: i comuni bergamaschi esempio da seguire

“Sul recupero dell’evasione fiscale i comuni bergamaschi fanno scuola e rappresentano un esempio da seguire per il resto d’Italia” sottolinea Antonio Misiani, deputato Pd membro della commissione bilancio della Camera. “Per favorire la collaborazione dei comuni, il 100 per cento del gettito recuperato viene “girato” ai comuni stessi. Questo incentivo, che doveva terminare nel 2017, è stato prorogato al 2019 grazie ad un mio emendamento approvato nel novembre del 2016. Laddove le amministrazioni ci credono e lavorano sodo, i risultati arrivano puntualmente. Il problema è che meno di un comune su dieci sfrutta questa opportunità. Secondo uno studio della società di analisi dati Twig, se tutti i comuni si allineassero agli standard medi dei primi 100 migliori enti, l’evasione recuperata schizzerebbe da 17 a 350 milioni di euro, garantendo ossigeno prezioso per bilanci messi a dura prova da anni di tagli”.

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ENTI LOCALI: MISIANI, IL GOVERNO FACCIA UNO SFORZO ULTERIORE SU PROVINCE, FONDI SOCIALI E TPL

“Sulle province e sui fondi per il sociale e il trasporto pubblico locale serve uno sforzo ulteriore da parte del governo” dichiara Antonio Misiani, deputato Pd e membro della Commissione bilancio. “Gli enti di area vasta rischiano, a due settimane dalla scadenza, di non chiudere i bilanci di previsione. Questa situazione di grande difficoltà ha portato l’Unione delle province italiane ad avviare una mobilitazione di protesta: questo grido di allarme non può e non deve rimanere inascoltato. Nella legge di bilancio 2017 il governo ha fatto un passo importante, stanziando 900 milioni per cancellare gli ulteriori tagli previsti da quest’anno. Lo squilibrio dei conti di province e città metropolitane rimane però rilevante e non sostenibile. Solleciteremo il governo affinché Il decreto legge enti locali, di imminente emanazione, dia risposte concrete recuperando le risorse necessarie per coprire le funzioni fondamentali degli enti di area vasta, a partire da strade e scuole. Ci auguriamo un passo in avanti da parte del governo (e delle regioni) anche sul taglio del fondo non autosufficienze, del fondo nazionale politiche sociali e del fondo per il trasporto pubblico locale deciso nei giorni scorsi in conferenza Stato-regioni per ripartire le riduzioni di risorse previste dalla legge di stabilità 2016. In questi anni il governo Renzi ha segnato una rinnovata e positiva attenzione nei confronti delle politiche sociali, rafforzando e stabilizzando i fondi ad esse destinati. Ridurre questi stanziamenti rappresenterebbe oggettivamente una battuta d’arresto. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, va sottolineato positivamente il fatto che l’ammontare del fondo sia stato sganciato dal gettito delle accise su benzina e gasolio, scongiurando un taglio molto più pesante. Il settore è però in condizione di oggettiva sofferenza, a causa dei tagli subìti negli anni passati. Ci auguriamo perciò che il confronto tra lo Stato e le regioni si riapra per costruire soluzioni diverse e meno impattanti sui cittadini”.

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PROFUGHI: MISIANI (PD), CON L’EMENDAMENTO APPROVATO INCENTIVI ULTERIORI AI COMUNI CHE LI ACCOLGONO

“Dobbiamo essere vicini e sostenere i comuni che fanno la loro parte nella gestione dell’emergenza profughi. Con l’emendamento al decreto fiscale che ho presentato (firmato anche dai deputati bergamaschi del Pd Guerini e Carnevali e approvato questa mattina dalle commissioni bilancio e finanze della Camera) i comuni che accolgono i richiedenti asilo avranno un sostegno in più: la priorità nell’assegnazione degli spazi finanziari da parte delle regioni. Questi comuni, in pratica, avranno maggiori possibilità di fare investimenti, beneficiando di un allentamento del saldo di bilancio. Ringrazio il governo e i relatori (tra i quali il deputato bergamasco del Pd Sanga) per l’accoglimento della mia proposta, che rafforza gli incentivi già previsti nel testo iniziale dal decreto”

Antonio Misiani

Deputato Pd

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Comuni: Misiani, lo sblocco delle assunzioni è un primo passo importante

I comuni virtuosi, con un rapporto dipendenti-popolazione sotto controllo, devono avere la possibilità di rimpiazzare tutti i dipendenti che vanno in pensione. Lo dobbiamo ai cittadini, che hanno diritto a servizi comunali pienamente operativi. Lo sblocco della mobilità e delle assunzioni nei comuni della Lombardia, comunicato ufficialmente due giorni fa in relazione al completamento della ricollocazione dei dipendenti ex provinciali, è una buona notizia, un passo importante verso il ritorno alla normalità. Ora è necessario rivedere e semplificare il complesso dei vincoli che continuano a limitare il turnover in molti enti locali. Con il decreto legge 113 del 2016 – di cui sono stato relatore alla Camera – abbiamo nettamente migliorato la condizione dei comuni “virtuosi” fino a 10 mila abitanti, portando dal 25 al 75 per cento il limite di rimpiazzo del turnover negli enti con rapporto dipendenti-popolazione inferiore ai limiti previsti dal ministero dell’interno. Questa scelta, in provincia di Bergamo, ha portato dal 23 al 90 per cento la quota di comuni con limite al turnover pari o superiore al 75 per cento. A questa apertura va aggiunto il piano straordinario triennale di assunzioni negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, previsto anch’esso dal decreto legge 113. Ora è necessario che la legge di bilancio 2017 completi la semplificazione dei vincoli, sbloccando il turnover anche per i comuni virtuosi con più di 10 mila abitanti. Il nostro impegno andrà in questa direzione.

Antonio Misiani
Deputato PD

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PICCOLI COMUNI: MISIANI, LA SFIDA È AVVIARE UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE

“L’Italia dei piccoli comuni non è un ‘piccolo mondo antico’: rappresenta un segmento molto significativo del Paese, che copre più di metà della superficie, ospita quasi un quinto della popolazione e raccoglie oltre due terzi dei municipi italiani. Non mancano i problemi, nelle piccole comunità locali: lo spopolamento, l’invecchiamento, l’indebolimento dei servizi pubblici e il digital divide. Ma questa parte d’Italia incrocia alcune delle opportunità più interessanti per il futuro, come la green economy, il turismo culturale, l’agroalimentare. La frammentazione istituzionale è un limite su cui il governo è già intervenuto e dovrà insistere, spingendo il più possibile le unioni e le fusioni. La sfida decisiva per le piccole comunità locali è però la ridefinizione delle loro vocazioni, l’avvio di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Il declino non è un destino ineluttabile, come dimostra la storia di tante comunità che in questi anni sono tornate a crescere. La proposta di legge Realacci in discussione oggi alla Camera si colloca esattamente in questa prospettiva: sostenere lo sviluppo sostenibile, contrastare lo spopolamento, tutelare e valorizzare il patrimonio naturale, storico-culturale, architettonico. Le risorse messe sul piatto, 100 milioni complessivi dal 2017 al 2023, sono un primo passo ma soprattutto indicano un metodo: lo Stato è disposto a concorrere al finanziamento di progetti di sviluppo locali, indicando i terreni su cui esercitare questa progettualità e privilegiando l’effetto moltiplicatore delle iniziative, la capacità di coinvolgere altri capitali pubblici e privati. Oltre a ciò, la legge si occupa dei servizi pubblici, dall’istruzione ai trasporti passando per la banda larga e l’e-government, cruciali per rendere nuovamente attrattive le piccole comunità locali. Vogliamo aprire una breccia, delineare una nuova prospettiva di sviluppo per quella Piccola Grande Italia da cui dipende una parte rilevante del futuro del Paese”.

Lo ha detto Antonio Misiani deputato del Pd e relatore alla proposta di legge per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti

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COMUNI: MISIANI, NECESSARIO RIVEDERE IL BLOCCO DEL TURN OVER

L’allarme lanciato dal sindaco di Stezzano e da tanti altri sindaci di tutta Italia sul rischio di chiusura di uffici e servizi comunali in relazione al blocco del turn over del personale è pienamente fondato. Come molti di noi avevano evidenziato nel corso della discussione della legge di stabilità 2016, il blocco quasi totale del turn over degli enti locali – che da quest’anno potranno rimpiazzare solo un quarto dei dipendenti che vanno in pensione – penalizza eccessivamente i comuni virtuosi e in particolare quelli di dimensione piccola e media. Nella legge di stabilità abbiamo inserito alla Camera un primo correttivo: i comuni in unione e quelli istituiti a seguito di fusione potranno infatti sostituire il 100 per cento di chi va in pensione. Ma è evidente che bisogna fare un passo in più. Il progetto di legge #comunesemplice, che ho presentato alla Camera il 16 marzo scorso, propone l’abolizione del blocco del turn over. per gli enti locali Proveremo a lavorare in questa direzione nelle prossime settimane, sollecitando il governo quanto meno a differenziare il limite, rimuovendolo o allentandolo per i comuni con un ridotto peso delle spese del personale sul totale delle spese correnti. Antonio Misiani Deputato Pd – Commissione bilancio Camera

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COMUNI: MISIANI (PD), POSSIBILI SANZIONI MENO PESANTI

Ma ad una condizione: che si proceda contestualmente a modificare il comma 122 dell’art. 1 della legge di Stabilità riducendo ‘gli spazi finanziari da utilizzare per la riduzione degli obiettivi programmatici 2011′, ovvero il nuovo meccanismo di premialità. “La risposta del Governo va valutata positivamente perché sono tanti i comuni che rischiano di essere messi in ginocchio dalle nuove sanzioni – commenta l’on. Antonio Misiani (PD), che ha firmato insieme agli on.li Rubinato e Baretta un’interrogazione presentata in Commissione bilancio. Secondo Misiani “Il sottosegretario Giorgetti ha riconosciuto che il problema da noi evidenziato è fondato. Troppe volte però alle promesse non sono seguiti i fatti. Per questo sarà necessario incalzare il Governo”.

L’inasprimento delle sanzioni introdotto dal Governo con la manovra economica dell’estate scorsa sta mettendo in crisi i Comuni che hanno dovuto sforare il patto di stabilità interno nell’anno 2010 e che ora come sanzione si vedono pressoché azzerati i trasferimenti statali. “Se non intervengono cambiamenti – ha ricordato l’on. Misiani – questi Comuni non solo non potranno approvare il bilancio 2011 ma saranno costretti a tagliare drasticamente i servizi essenziali ai cittadini”.

“Il Governo centrale – sostiene Misiani – ha scaricato l’onere del risanamento dei conti pubblici sulle spalle degli enti locali. Nel 2010, secondo i dati ancora provvisori del monitoraggio sul Patto, i Comuni hanno addirittura migliorato di circa 700 milioni di euro l’obiettivo già pesante di oltre 2 miliardi di surplus impostogli per il 2010 da Tremonti. Così non si può andare avanti: al di là delle chiacchiere sul federalismo municipale, la realtà è che oggi i Comuni continuano ad essere spremuti per coprire i buchi del Governo centrale”.

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