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I risultati delle primarie per eleggere il segretario Regionale e i membri dell’assemblea

I risultati provinciali (seggio per seggio):

http://www.pdbergamo.it/admin/file/16-02-2014_22-32_REGIONALI-2014—PRIMARIE.xls 

Verbale provinciale con gli eletti all’assemblea regionale:

http://www.pdbergamo.it/admin/file/17-02-2014_12-14_VERBALE-FINALE-PRIMARIE-REGIONALI.docx

Risultati regione Lombardia:

Alessandro Alfieri è il nuovo segretario regionale del PD lombardo

Alessandro Alfieri è il nuovo segretario del Partito Democratico lombardo.
Ecco il risultato regionale definitivo: Alessandro Alfieri 13660 (57,19 per cento); Diana De Marchi 10225 (42,81 per cento); bianche 224; nulle 63. Votanti 24172.

I commenti a caldo di Alfieri e De Marchi:
alfieri_candidatura“Grazie a tutti gli elettori ed elettrici, ai volontari e volontarie che anche oggi hanno reso possibili queste primarie. Complimenti a Diana De Marchi per il suo risultato. Ora lavoriamo per “Lombardia2018″ e per riportare vicino al PD, con i fatti, i delusi di questi giorni”.

“Cari tutti, siamo molto contenti del risultato ottenuto e vi ringraziamo tutti. A diana_de_marchiMilano abbiamo vinto in tutti i collegi della città raggiungendo 56,27% dei voti. Come per Milano anche in altri cinque capoluoghi su dodici abbiamo superato Alfieri. Il dato regionale dimostra la forza del messaggio della nostra campagna”.

Il dettaglio:
Brescia su 3.080 elettori il 55,4% ha preferito Alfieri mentre il 44,6% ha scelto De Marchi
Cremona Alfieri 51,84% – Se Marchi 48,16%  sui 905 votanti totali.
Lecco il 58,28% dei 776 votanti ha preferito Alfieri mentre il 41,76% ha dato il suo voto alla consigliera provinciale di Milano.
A Lodi su 710 votanti il 67,75% ha scelto Alfieri, mentre il 32,4% ha optato per la civatiana De Marchi.
Milano (area metropolitana) Alfieri 52,52% – De Marchi 47,48%.
A Sondrio su 282 votanti Alfieri ha ottenuto il 62,76% contro il 36,17% della sfidante.
Varese Alfieri: 1.393 (70%); De Marchi: 609 (30%). Votanti: 2.024

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Sabato 15 dicembre: i seggi in provincia di Bergamo

Ecco i seggi in provincia di Bergamo per le primarie regionali di sabato 15 dicembre.
Primarie in Lombardia _I seggi a Bergamo

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I seggi per le primarie nella provincia di Bergamo

Scopri qui, in base al Comune di residenza e alla circoscrizione, qual è il tuo ufficio elettorale e il seggio dove potrai esprimere la tua preferenza alle primarie 2012.

Bergamo – Seggi per le primarie 2012

 

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Venerdì 13 ad Alzano dibattito su lavoro e flexsecurity con il senatore PD Pietro Ichino

Mercato del lavoro, posto fisso, ammortizzatori sociali, flexecurity: sono questi i temi in campo per l’incontro organizzato dal Partito democratico di Bergamo il prossimo venerdì, che vedrà la partecipazione del senatore democratico e giuslavorista Pietro Ichino per discutere dei temi del suo ultimo libro, “Inchiesta sul lavoro”.

All’appuntamento (in calendario per venerdì 13 aprile alle 20.30, all’auditorium del parco Montecchio di Alzano Lombardo), moderato dal responsabile Lavoro PD Sergio Gandi, saranno presenti Manuel Bonzi, Miriam Campana, Mario Colleoni, Elisabetta Olivari, Dino Paoli, Marcello Saponaro

“Si tratta di una occasione interessante per comprendere dalla viva voce del sentaore Ichino, giurista e componente della commissione lavoro del Senato, le sue idee di riforma in materia di flexsecurity: come attestano i più avanzati modelli di stampo nord-europeo”, spiega Sergio Gandi. “E’ tempo di passare – sostiene Ichino – dalla tutela del posto di lavoro in quanto tale (anche quando non esiste più) alla tutela del lavoratore, che deve essere posto in grado di transitare più efficacemente di oggi da un lavoro ad un altro, fruendo del necessario sostegno economico nei periodi di non lavoro e soprattutto di politiche attive che gli consentano di riqualificarsi, acquisire nuove competenze ed adeguarsi ai mutamenti del mercato.E’ tempo di guardare avanti”.

Nel corso della serata, il sentarore Ichino sarà chiamato anche a confrontarsi sulla riforma del mercato del lavoro predisposta dal governo Monti, che inizia in queste ore il suo cammino parlamentare.

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Ex IPB, Partito democratico: “Non è questo il modo di progettare un’infrastruttura”

Troppo spesso la fretta porta a commettere errori: nel caso specifico del progetto dell’autostrada Bergamo-Treviglio, la pretesa chiusura della conferenza dei servizi in soli quaranta giorni ha lasciato sul tavolo molte lacune e altrettante imprecisioni.

Per evitare criticità successive e opposizioni strumentali, opere di questa rilevanza hanno bisogno di una concertazione vera con i territori, che non veda questo passaggio come un mero adempimento burocratico.

Che sia necessario intervenire sulla viabilità locale – in particolar modo nel tratto tra Dalmine e Osio – è sotto gli occhi di tutti; è altrettanto evidente che la soluzione paventata di realizzare una nuova autostrada parallela alla A4, che si avvicini alla frazione di Sabbio di Dalmine, a Levate e a Osio Sotto sia uno spreco di risorse, di territorio e di energie, che di certo non andrà a sgravare il traffico locale sulla strada statale 525 – come detto da qualche amministratore – semmai, secondo la tesi sostenuta dagli stessi relatori del progetto preliminare, a fare concorrenza al tratto bergamasco della A4.

Non possiamo che condividere e sostenere quindi le posizioni espresse dai comuni di Levate, Osio Sopra e Verdellino, nonché rammaricarci nell’avere assistito ad un cambio repentino di idee da parte dell’amministrazione di Dalmine, dapprima unanimemente concorde nell’inutilità di un percorso autostradale e successivamente inspiegabilmente favorevole.

Chiediamo concretamente di non realizzare questo tratto autostradale, che permetterà un risparmio di territorio e di circa 60 milioni di euro, ancorché privati.

Chiediamo che Provincia e Regione pretendano dalla società autostrade il rispetto delle promesse fatte a suo tempo circa lo spostamento dell’attuale casello di Dalmine, che si sarebbe dovuto concretizzare con la realizzazione della quarta corsia.

Riteniamo sia altrettanto importante che la Regione tenga fede all’accordo quadro sottoscritto tra la stessa, il Ministero dell’Ambiente e i comuni dell’area Dalmine Zingonia che prevedeva un investimento di circa 25 milioni di euro per riqualificare quelle criticità viabilistiche oggi presenti nella zona.

Per quanto concerne la tratta a sud di connessione Pedemontana – Brebemi, pur consci della necessità di un collegamento che eviti il passaggio nei centri abitati, riteniamo la tipologia autostradale poco utile al territorio: molto meglio una infrastruttura più “leggera”, una tangenziale non appesantita dagli obblighi progettuali che un’autostrada comporta.

Chiediamo un atto di coraggio e lungimiranza sia alla Regione che alla Provincia: facciamo in modo che quest’opera non si limiti a creare una trincea ambientale o ad essere un’ulteriore cava di prestito.

Invitiamo ad attuare le richieste degli amministratori locali e facciamo in modo che sia anche concretamente al servizio dei paesi attraversati: questa infrastruttura non può essere a pedaggio locale! Risulta fondamentale esentare il pagamento delle tratte intermedie, come è altrettanto essenziale che si prevedano consistenti mitigazioni e compensazioni ambientali, perché quanto previsto in sede di preliminare è assolutamente insufficiente.

In territori come i nostri è sempre più evidente che non ci si può più limitare a progettare una strada senza affrontare il tema complessivo dello sviluppo territoriale.

Questo significa concertare e organizzare nel complesso le politiche di riordino urbanistico innanzitutto per non consumare a sproposito altro suolo: dai trasporti, alle aree produttive, dai servizi commerciali alle funzioni di carattere comunale e pubblico.

Servono questo sforzo e grande collaborazione fra istituzioni locali – non forzature e progetti calati dall’alto- perché mai come oggi infrastrutture e territorio devono essere pensati insieme.

Pasquale Gandolfi Resp. provinciale PD Territorio Mobilità Infrastrutture

Gabriele Riva Segretario provinciale PD

Maurizio Martina Segretario Regionale PD, Consigliere regionale

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Il PD chiede più attenzione per il quartiere Malpensata

Il Partito democratico mette al centro la Malpensata, quartiere che si trova a convivere con numerosi problemi ma che troppo spesso viene dimenticato dall’azione amministrativa.

Con un’interpellanza e un ordine del giorno il Pd chiede a Comune e Circoscrizione di tornare ad occuparsene: i due documenti saranno infatti portati all’attenzione di palazzo Frizzoni dai consiglieri Marco BrembillaGiacomo Angeloni, e di quella del primo parlamentino dai consiglieri Pd  Battista PaganiLuca Giozzi e da Paolo Fornoni(Lista Bruni).

L’interpellanza punta sulla sicurezza stradale: da anni infatti il quartiere attende che siano realizzate una zona 30 (per la quale sarebbe già stato assegnato l’appalto) e la pista ciclabile di collegamento tra via Gavazzeni e la Circonvallazione (ci sono i fondi, ma manca ancora una data precisa per l’inizio lavori), più volte promesse.

“Il progetto della zona 30 approvato dalla Commissione temporanea di proposta, dalla Circoscrizione e dal Comitato di quartiere prevedeva la costruzione di piattaforme rialzate in corrispondenza degli incroci in Via don Bosco – spiegano i consiglieri – ma pare che il mancato declassamento della strada non consenta questa soluzione. Possibili alternative come l’installazione di semafori sono da escludere, perché peggiorerebbero la situazione creando inutili code e inquinamento. Non riusciamo a capire perché tali piattaforme siano state realizzate in altre strade di penetrazione alla città (via Orio, via Gasparini) e non possano essere realizzate in via don Bosco. Chiediamo quindi all’assessore ai Lavori pubblici quando inizieranno i lavori per la zona 30 e con quali soluzioni, e quali problemi stanno rallentando la realizzazione della pista ciclabile”.

Altro problema del quartiere che preoccupa il comitato dei residenti è il parco del piazzale, unica area verde dell’intera zona purtroppo “sacrificata” al mercato del lunedì. Negli anni le postazioni sono aumentate andando a occupare anche parte del parco adiacente – scrivono ancora i consiglieri in un ordine del giorno – anche al di fuori degli spazi assegnati. La convivenza con il mercato rende difficile, per non dire impossibile, una degna sistemazione del parco stesso, che ha vaste superfici asfaltate proprio per consentire l’installazione dei banchi degli ambulanti, tanto che il lunedì il parco si trova non solo diviso, ma anche non utilizzabile vista la “convivenza forzata”. I cittadini e il Comitato di quartiere da tempo chiedono che il parco venga restituito interamente alla sua funzione compreso l’angolo dov’era in funzione la pesa pubblica, oggi impropriamente usato come parcheggio privato, richiesta già approvata all’unanimità dalla Circoscrizione 1 in data 12 maggio 2011”.

Il Partito democratico invita quindi l’amministrazione a “rivedere le posizioni degli stalli sul piazzale liberando il più possibile, in prima istanza, il parco; a non concedere nuove autorizzazioni per gli stalli che si liberano sul piazzale facendoli occupare agli ambulanti oggi nel parco al fine di recuperarne l’originale destinazione; a recuperare per l’ampliamento del parco lo spazio attualmente occupato dall’ex pesa pubblica”.

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Parcheggio del Nuovo Ospedale, tariffe elevate

Potrebbe costare 500 euro l’abbonamento di un anno, destinato ai dipendenti, per un posto auto; 10 euro lasciare la macchina una notte, magari per assistere un parente malato: sono queste le tariffe previste per il parcheggio per il nuovo ospedale. Tariffe giudicate troppo elevate dai dipendenti e da alcuni utenti. Il Partito Democratico ha presentato un’interpellanza per chiedere alla Provincia ed al Comune di avviare un confronto per trovare un accordo più conveniente per dipendenti e lavoratori, e per conoscere i possibili accordi per realizzare una rete efficace di trasporto pubblico, considerando il notevole flusso di utenza giornaliera cittadina e provinciale su un’area decentrata del territorio cittadino

Nell’accordo di programma per la costruzione del Nuovo Ospedale sottoscritto il 7 aprile 2000 la Provincia di Bergamo si era assunta infatti l’impegno di realizzare i parcheggi “secondo le indicazioni dell’Azienda Ospedaliera, individuando la modalità di realizzazione e gestione più efficace all’interno del quadro di riferimento del sistema del trasporto pubblico e della mobilità provinciale”. In cambio della realizzazione dell’opera, affidata ad ABM2 SpA, e successivamente ad una società privata, la “Bergamo Hospital Parking SpA” (BHP), la nuova concessionaria ha ottenuto la gestione economica dei parcheggi e delle attività commerciali insediate nella struttura nonché la revisione dell’accordo finanziario motivandolo con i ritardi e le modifiche apportate al progetto iniziale.

L’ accordo transattivo ha definito una cifra di 9,5 milioni di euro che rappresenta il maggior costo dell’opera dovuto ai ritardi e alle modifiche subentrate nel corso del tempo. Sono anche state definiti, tra Provincia e PHP, gli importi massimi delle tariffe di parcheggio e sul costo del posto auto per i dipendenti dell’Ospedale.

Le scelte della Provincia causerebbero a dipendenti, utenti e visitatori oneri economici non indifferenti.

In particolare:

  • più di 500 euro annui a carico dei dipendenti (circa 3.000) per eventuale l’abbonamento del posto auto
  • una franchigia oraria limitata a 15 minuti che, a fronte dello spazio da percorrere tra auto e uffici, comporterebbe oggettivi disagi essendo troppo pochi per chi deve anche solo consegnare un modulo allo sportello
  • il costo orario del parcheggio sarà di 1,10 euro, nettamente superiore a quello di altre strutture ospedaliere del nostro territorio (Treviglio: gratuito per dipendenti e visitatori; Seriate: gratuito per i dipendenti, 0,60 euro per i visitatori). Questi costi comporterebbero, ad esempio, una spese di circa 10 euro a notte a carico di chi deve sostare in ospedale per assistere un malato.

All’amministrazione provinciale e comunale è stata presentata, da una rappresentanza dei consiglieri sanitari infermieristici una richiesta di revisione, di queste tariffe.

Nell’interrogazione presentata, i consiglieri Pd Matteo Rossi, Elena Carnevali e Marco Brembilla inoltre chiedono alla Provincia e al Comune: “quali sono state (se ci sono state) le risposte fornite da codesta amministrazione alle richieste pervenute da dipendenti e cittadini; se intende promuovere un’azione di confronto con l’obiettivo di rivedere le tariffe per il parcheggio per dipendenti e utenti; se in Provincia è stato effettuato, come assunto e promesso in seguito ad una raccomandazione in sede di emendamenti al bilancio di previsione 2011, un aggiornamento dello studio di fattibilità dell’utilizzo urbano della tratta ferroviaria Ponte-Bergamo-Albano, che potrebbe costituire un elemento strategico per il raggiungimento del nuovo ospedale attraverso l’utilizzo del trasporto pubblico”.

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Il PD porta in Regione e in Comune il caso degli alloggi Aler di via Carnovali

Il consigliere regionale PD Maurizio Martina e il capogruppo Pd in Comune,Elena Carnevali, hanno presentato ai rispettivi assessori competenti un’interpellanza sul cantiere Aler di via Carnovali, a Bergamo, dove i lavori per la realizzazione di 90 alloggi e 82 box interrati sono cominciati nel 2003, a sarebbero dovuti terminare nel 2005.

Le imprese a cui erano stati affidati i primi due appalti sono però fallite, e dopo uno stop durato anni solo nel luglio scorso si arriva alla gara che avrebbe dovuto rimettere in moto i lavori. Dall’esame delle offerte risulta in effetti un’impresa vincitrice, che si è però presentata con uno sconto troppo alto (superando il 50%, su una base d’asta nel frattempo lievitata dai 6.773.922 iniziali a 7.800.000 euro).

Ad oggi i lavori non sono ancora ripresi ed il cantiere rimane nella sua incuria e decadimento, protraendo la condizione di degrado che da più di 8 anni grava sulla vita del quartiere oltre che sulle attività commerciali. Non solo: nell’ultimo bando per le assegnazioni degli alloggi a canone sociale e moderato i richiedenti sono stati più di 700, mentre la capacità di soddisfacimento della domanda fatica a raggiungere il 10%, per insufficienza di disponibilità alloggiative. Una situazione resa ancor più grave dalle condizioni economiche e sociali, che stanno determinando un incremento degli sfratti negli alloggi a mercato libero segnalato più volte dai sindacati e dalle organizzazioni sociali

Riguardo la condizione di questo cantiere dell’Aler di Bergamo sono già state poste due interrogazioni all’assessore competente della Regione Lombardia – scrivono Martina e Carnevali – di cui l’ultima nel mese di ottobre 2011: erano stati assicurati lo sblocco del cantiere e una ripresa celere dei lavori. Il Partito democratico chiede ora di conoscere quali sono i motivi che stanno determinando l’ennesimo e insostenibile ritardo della ripresa dei lavori; quali iniziative ha intrapreso l’Aler di Bergamo per la riassegnazione dei lavori; quando, con una prevedibile data certa si pensa di riprendere i lavori e consegnare al quartiere e alla città nuove disponibilità di alloggi e il recupero di un’area degradata”.

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Brembilla (PD): “Parcheggio selvaggio: perché l’amministrazione non sanziona i furbi?”

Da tempo ormai si assiste a fenomeni diffusi e continui di non rispetto sia dei divieti di sosta, sia dei divieti d’accesso nelle ZTL: basta passeggiare per le vie della città per vedere come, purtroppo, il parcheggio selvaggio stia diventando un’abitudine per molti bergamaschi.

In largo Rezzara, piazza Pontida e largo Cinque vie, ad esempio, vi sono macchine parcheggiate a ogni ora (si badi bene che non sono solo in divieto di sosta, ma nell’unico varco possibile dal largo Cinque vie c’è un cartello ben visibile di divieto d’accesso).

Attorno alla Procura della Repubblica (ex Tribunale) sui tre lati di piazza Dante, via S. Michele e via Brigata Alpina Orobica, sono parcheggiate auto, molte senza alcun contrassegno, altre con permesso per residenti e pochissimi veicoli legati alle attività della procura (peraltro l’invasione massiccia avviene soprattutto il sabato e la domenica quando gli uffici sono chiusi). Si tenga presente che l’unico accesso carrale possibile è da via Petrarca dove è posizionato un cartello con divieto d’accesso “eccetto veicoli di polizia giudiziaria”.

In via Orio da anni è in vigore una Zona a Traffico Limitato in ingresso alla città con esclusione dei giorni feriali dalle 7 alle 9.30. Al di là delle discussioni pro o contro, ormai non esiste più nessun controllo per cui tutti entrano tranquillamente perché sicuri di farla franca. La situazione sta provocando la comprensibile reazione dei residenti che, ogni anno, pagano per avere il contrassegno che consente loro di entrare; molti di loro giustamente non intendono più pagare per avere un permesso che tutti comunque “ottengono” gratis.

Sul piazzale del Cimitero civico (anche qui divieto d’accesso prima ancora che di sosta) molti parcheggiano in assoluta tranquillità, nonostante i numerosi posti adibiti a parcheggio presenti prima dell’accesso al piazzale, dove con estrema facilità si può trovare posto.

Nella zona di piazza del Delfino vi sono auto parcheggiate a tutte le ore che rendono pericoloso l’incrocio tra le auto che salgono da via Pignolo e le auto che (spesso infrangendo la Ztl) scendono da via Pignolo verso via Masone.

Sono solo alcuni esempi (se ne potrebbero citare molti altri), che comunque denotano un malcostume dilagante di non rispetto delle regole che trova terreno fertile in assenza di adeguati controlli.

Senza voler infierire su nessuno, è opportuno incentivare l’educazione civica degli automobilisti anche attraverso severi controlli e sanzioni; tra l’altro conoscendo la situazione economica dell’Amministrazione comunale questo aiuterebbe a rimpinguare le casse comunali. Non sarebbe mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma in quelle dei “furbi” che ritengono di poter fare sempre e comunque i propri comodi.

Per questo motivo il Partito democratico ha depositato un’interpellanza, firmata da tutti i gruppi di minoranza, per chiedere al sindaco e all’assessore competente di chiarire quali sono le intenzioni della giunta sul tema della lotta al parcheggio selvaggio: «se non ritengono – chiede il documento – di dover intervenire al più presto per contrastare questa “moda” del “vado e parcheggio dove mi pare” oppure quali sono i motivi per l’assenza di adeguati controlli».

Marco Brembilla, consigliere comunale Partito democratico

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Troppi incidenti a Bergamo, le minoranze chiedono investimenti per la sicurezza

Bergamo città più pericolosa d’Italia: i dati di Euromobility parlano chiaro, con una media di 3 incidenti ogni cento abitanti contro l’,125 del resto del Paese. E parlano chiaro anche le cronache delle ultime settimane: incidenti anche gravi che hanno coinvolto automobilisti, motociclisti e pedoni non sulle strade a scorrimento veloce della provincia, ma nel pieno centro di Bergamo.

Per cercare di invertire questa tendenza i consiglieri comunali Pd Elena Carnevali e Giacomo Angeloni hanno presentato a palazzo Frizzoni un ordine del giorno firmato da tutte le minoranze, che si concentra proprio sulla sicurezza stradale.

In un momento in cui le risorse finanziarie sono scarse – scrivono Carnevali e Angeloni – occorre individuare con precisione gli obiettivi su cui investire. Noi chiediamo di dare la priorità assoluta, nel Piano delle opere pubbliche delle manutenzioni stradali ordinarie e straordinarie, agli interventi necessari a garantire la sicurezza stradale e pedonale nelle zone più critiche e urgenti, definendo un cronoprogramma sulla base dello studio già effettuato (ma da aggiornare) dal settore Sicurezza Urbana”.

Nel settembre 2011 l’amministrazione comunale ha infatti presentato uno studio approfondito degli oltre 10 mila incidenti avvenuti in questi ultimi cinque anni nella nostra città, sui dati registrati dal settore Sicurezza urbana e dalla Protezione civile del Comune di Bergamo, in grado di individuare anche le vie più colpite dagli incidenti monitorando e confrontando con un vero e proprio calcolo matematico anche le conseguenze di ogni episodio fra deceduti, feriti, e illesi.

E’ stato indicato un «indice di gravità» che tiene conto con grande precisione di quanto accaduto dal 2006 al 2010 e ben rappresentato da una mappa della città dove via Borgo Palazzo è segnalata proprio in nero, al quale si deve aggiungere la gravità della situazione in via A. Mai segnalata più volte dal Consiglio d’Istituito Lussana .

Nell’analisi dei punti critici, seppur con una valutazione meno negativa, in rosso sono state segnalate altre 17 realtà su cui assolutamente si dovrà cercare di intervenire: per fare qualche esempio si tratta della rotatoria dell’Autostrada, di largo Porta Nuova-piazza Matteotti, della rotonda di via san Bernardino (circonvallazione) o di via Carducci (incrocio via King e D’Acquisto e incrocio via Gaudenzi e Leopardi).

Da uno studio commissionato dall’Associazione vittime della strada emerge inoltre che il 55 per cento degli incidenti urbani gravi in Italia vengono causati da para pedoni in ferro, particolarmente pericolosi per ciclisti e motociclisti. Questi stessi dissuasori sono coinvolti nella dinamica dell’incidente avvenuto in via Mai il 28 dicembre scorso, che è costato la vita a due ragazzi.

Per questo l’ordine del giorno delle minoranze chiede anche di “inserire  nel prossimo Piano delle opere pubbliche, programmi un intervento urgente di sostituzione dei vecchi para pedoni metallici presenti in modo massiccio nelle vie della città con quelli in nuova generazione in gomma”

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