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DIRITTI D’IMBARCO: MISIANI (PD), LA RISPOSTA DEL GOVERNO E’ INSODDISFACENTE

“La risposta del Governo alla mia interrogazione è stata sollecita, ma i contenuti sono insoddisfacenti”. E’ il commento di Antonio Misiani, deputato Pd, a fronte della risposta comunicata ieri dal sottosegretario all’economia Paola De Micheli in commissione bilancio della Camera all’interrogazione sull’addizionale comunale sui diritti d’imbarco aeroportuali. “Il ministero dell’economia – prosegue Misiani – da una parte ha confermato che questa entrata rimane un tributo comunale al di là delle modifiche normative intervenute negli anni, dall’altra non ha dato i chiarimenti che ci aspettavamo in merito alle evidenti discrasie tra il gettito teoricamente spettante ai comuni (oltre 126 milioni tra il 2005 e il 2014) e quello effettivamente erogato (meno di 53 milioni, con una perdita di oltre 73 milioni). Nulla, infine, sul mancato riversamento da parte dei gestori, che secondo Anci potrebbe ammontare a quasi 27 milioni tra il 2005 e il 2014.” “Prendiamo atto con favore – conclude Misiani – del fatto che la Conferenza Stato-città e autonomie locali ha avviato l’esame di una possibile revisione del procedimento di assegnazione, ma non possiamo accontentarci di questo: serve una soluzione per il pregresso. Torneremo alla carica, sollecitando nuovamente il governo in merito a questa vicenda.”

Il testo della risposta del governo si può leggere Qui

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DIRITTI DI IMBARCO: MISIANI (PD), INTERROGAZIONE AL GOVERNO

L’addizionale comunale sui diritti di imbarco deve essere devoluta ai comuni secondo quanto prevede la legge. E’ questo il senso e l’obiettivo di un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’interno e dell’economia presentata dal deputato bergamasco del PD Antonio Misiani e sottoscritta anche dai colleghi Giuseppe Guerini, Giovanni Sanga ed Elena Carnevali.
“Secondo i calcoli di ANCAI” – evidenzia Misiani – “le risorse dovute ma non trasferite ai comuni nel periodo 2005-2014 ammontano ad oltre 55 milioni di euro. Di questi, 3,6 milioni riguardano il comune di Orio al Serio, a cui vanno aggiunti altri 1,5 milioni spettanti agli altri comuni bergamaschi interessati: il capoluogo, Seriate e Grassobbio. Bisogna rimettere ordine nei meccanismi di funzionamento dell’addizionale, restituendo gli arretrati dovuti e definendo tempistiche certe nell’erogazione delle spettanze”. “E’ un atto dovuto” – conclude Misiani – “nei confronti dei comuni che ospitano gli scali aeroportuali, che sono chiamati a fronteggiare disagi ed extracosti da coprire. Il governo ha dimostrato in più occasioni, da ultimo con la legge di stabilità 2016, grande attenzione nei confronti delle problematiche dei comuni. Per quanto riguarda la questione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, i problemi durano da oltre un decennio. Solleciteremo il governo affinché siano finalmente superati”.

Il testo dell’interrogazione è disponibile al seguente link.

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Comunicato stampa – Misiani (PD): Il ripristino del collegamento Orio-Roma è una ottima notizia

<E’ una buona notizia, anzi ottima> Commenta così Antonio Misiani, deputato PD, l’annuncio di SACBO dell’apertura di un collegamento con Roma con la compagnia Blue Panorama. <Orio al Serio è il terzo aeroporto d’Italia e il collegamento Bergamo-Roma viene utilizzato da centinaia di migliaia di utenti: sarebbe stato un errore subire passivamente la scelta di Ryanair di cancellarlo. Come parlamentari bergamaschi del PD avevamo sollecitato l’intervento di SACBO con la lettera aperta del 3 febbraio. Diamo volentieri atto al management della società di aver risolto la questione in modo efficace e in breve tempo.>

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VOLO BERGAMO-ROMA: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA SACBO

“Il terzo aeroporto d’Italia non può non avere un collegamento con la Capitale” dichiara Antonio Misiani, deputato bergamasco del PD. “Il volo Ryanair Bergamo-Roma viene utilizzato da quasi trecentomila passeggeri l’anno. La sua cancellazione provocherebbe notevoli disagi agli utenti bergamaschi perché tutti i mezzi alternativi – compresa l’alta velocità ferroviaria – hanno tempi di percorrenza più lunghi. Per questo, ho deciso di scrivere insieme ai colleghi Giovanni Sanga, Elena Carnevali e Giuseppe Guerini una lettera aperta al Presidente della Sacbo per sollecitare – nel rispetto dell’autonomia imprenditoriale della società – la ricerca di tutte le soluzioni utili a mantenere il collegamento con Roma, verificando gli spazi di un eventuale ripensamento da parte di Ryanair o ricercando nel mercato la disponibilità di altri operatori ad effettuare la rotta con Roma”. “I cittadini interessati al mantenimento del collegamento con Roma sono tantissimi” conclude Misiani. “Confidiamo che la nostra iniziativa contribuisca al conseguimento di questo obiettivo”.
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Rossi e Vergalli: “Orio, il centrodestra pensa al Cda, non agli interessi dei cittadini”

Con l’arrivo della stagione estiva i disagi dei cittadini che vivono nei quartieri e nei Comuni vicini all’aeroporto sono ancor più peggiorati, come testimoniato anche da diverse lettere scritte in questi giorni agli organi di informazione. Ciò che invece ci stupisce è l’assenza delle istituzioni guidate dal centrodestra, tanto impegnate nelle scorse settimane a determinare gli assetti societari, quanto assenti oggi nel dare segnali chiari rispetto alle linee sulle quali intendono operare.

Noi non ci arrendiamo ad una politica che pensa di più ai cda che non agli interessi dei cittadini.

Dal mese di dicembre attendiamo infatti di poter discutere un ordine del giorno, molto semplice e molto concreto, che indica alla Provincia le azioni sulle quali impegnare i propri rappresentanti in Sacbo. Abbiamo chiesto e ottenuto l’incontro tra i Sindaci interessati e le commissioni consiliari, e ora crediamo siano maturi i tempi per prendere una posizione chiara a precisa.

Nel Consiglio Provinciale di lunedì il tema è stato messo nuovamente all’ordine del giorno, chiediamo di non dover più assistere all’ennesimo rinvio, una pratica di assoluto non rispetto per i tanti cittadini che in questi mesi hanno partecipato alle sedute del Consiglio tornando poi a casa delusi avendo sprecato un sacco di tempo per niente.

La Provincia di Bergamo è azionista di Sacbo e in quanto tale, soprattutto dopo il rinnovo delle cariche societarie, ha una chiara responsabilità politica sulla gestione dell’Aeroporto, sull’impatto che esso ha sui cittadini e sul territorio interessato. In questo senso la Giunta ha il dovere di esprimere sia direttamente sia attraverso i propri rappresentanti le proposte più utili per attenuare i disagi che l’Aeroporto causa ai cittadini e perseguire un miglioramento della qualità della loro vita”.

Nell’ordine del giorno, partendo da un convinto sostegno al ruolo che Orio al Serio svolge all’interno delle dinamiche economiche bergamasche, i consiglieri del Pd chiedono al Consiglio Provinciale di esprimersi per indicare a Sacbo 6 impegni precisi e concreti:

1. Effettuare quanto prima uno studio epidemiologico e sanitario sulla salute dei cittadini nelle aree con maggior rumore e rischio

2. Avere regolarmente e costantemente a disposizione dati sull’inquinamento acustico ed ambientale, puntuali e di dettaglio anche attraverso la dislocazione omogenea di centraline fisse sul territorio;

3. Operare per una graduale riduzione numerica dei voli in fascia notturna fino alla loro completa abolizione

4. Adottare tutte le misure sia di mitigazione che di prevenzione per il contenimento dell’inquinamento acustico e per il miglioramento della compatibilità ambientale tra aeroporto e territori interessati, atte a tutelare la vita e la salute dei cittadini che quotidianamente convivono con gli aerei, in un ottica di compatibilità tra il territorio e le sue infrastrutture;

5. Il rispetto del limite massimo di 68.750 movimenti annui autorizzati e previsti dalla V.I.A. del 2003;

6. La messa in atto di tutte le procedute antirumore nell’ambito di scelte condivise con i Comuni direttamente coinvolti;

Matteo Rossi e Alberto Vergalli
(consiglieri provinciali partito democratico)

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Intervista a Maurizio Martina «Serve un confronto sul territorio per il futuro dell’aeroporto»

No alle chiusure di tipo localistico, ma serve una discussione pubblica sui rapporti Sea-Sacbo «Dobbiamo capire bene rischi e vantaggi. La Regione che opinione ha sull’aggregazione?»

Ci stavamo domandando i motivi del silenzio quasi inquietante del Pd in materia.

«Ne abbiamo parlato, discusso, e ora ci sembra giusto dare un segnale ».
Quale?
«Vorrei partire dalle conseguenze del dehubbing di Malpensa da parte di Alitalia. Nel febbraio 2009 fu il Pd lombardo a porre il
tema di un’accelerazione su un progetto organico tra gli aeroporti ».
Forse i tempi non erano ancora maturi?
«Ma proprio quanto stava succedendo a Malpensa avrebbe dovuto portarci ad una riflessione su possibili scenari e novità».
Bene, due anni e due mesi dopo?
«La riflessione non c’è mai stata, quindi il primo tema che pongo sul tavolo è quale sia la posizione della Regione. Il titolo V della Costituzione stabilisce sugli aeroporti civili un regime di legislazione concorrente tra Stato e Regioni. E per le verifiche che abbiamo fatto, in realtà meno complesse e strategiche della Lombardia, qualcosa è stato fatto».
Quali realtà?
«La Toscana ha approvato un masterplan del piano strategico degli scali, con definite le proiezioni, gli assetti e le vocazioni.
Idem sta facendo l’Emilia Romagna: è di qualche settimana fa la notizia di una possibile società unica tra Forlì e Rimini, con la Regione della partita, non spettatrice».
In realtà la Lombardia ha un Piano di coordinamento aeroportuale…
«Ma cosa sta facendo ora? Si muove qualcosa o è fuori dalla partita? Che opinione ha la Regione su quanto sta accadendo sull’asse Milano-Bergamo e anche
oltre? Vero che alla fine le decisioni spettano ai soci dei gestori, ma se parliamo di coordinamento il Pirellone ha una sua funzione».
Ma al Pd il modello del polo aeroportuale del Nord piace o no?
«Un sistema del genere in Italia non c’è ancora, a differenza di grandi aree europee come Londra e Parigi. Noi diciamo che una discussione approfondita su come sia possibile immaginare un progetto del genere vada fatta ».
D’accordo, facciamola: voi che ne pensate?
«Pensiamo che l’esasperazione del localismo non ci convince proprio: non siamo mai stati su quel fronte. Personalmente mi viene da sorridere quando sento la Lega dire che bisogna pensare in grande su questi temi: bene, ci sono arrivati anche loro, ne prendo atto».
Quindi non chiudiamoci nei nostri confini e andiamo a trattare con Milano su Orio, Linate e Malpensa a fare sistema?
«La questione è più ampia della singola, per quanto centrale, trattativa. Una visione di tipo “local” non mi convince perché non guarda alle opportunità che possono realmente maturare. Dico però che la discussione deve essere fatta pubblicamente, con tutti gli elementi sul tavolo, e non a spizzichi e bocconi».
Fuori dai salotti, insoma?
«Deve essere una discussione che coinvolga davvero tutti i soggetti del territorio, al di là di chi sta dentro le società. L’aeroporto è qualcosa di fisico che sta dentro un territorio, e sappiamo bene cosa vogliono dire le sue ricadute economiche, sociali e ambientali.
Il Pd chiede alle istituzioni bergamasche l’apertura di una discussione a 360 gradi con tutti gli attori del territorio».
E a questa discussione, voi come vi approcciate?
«Interessati ad approfondire anche operazioni di progetto strategico largo, chiamiamole così. Ma sapendo che ci sono preoccupazioni ed elementi di criticità che vanno assolutamente indagati fino in fondo. Per questi motivi, il nostro giudizio lo daremo solo alla fine della discussione, non all’inizio. Siamo interessati a discuterne, questo assolutamente sì».
Quindi una posizione netta per ora non l’avete?
«Pensiamo che non debba prevalere né il localismo esasperato di chi rifiuta di entrare nel merito della questione, né tanto meno
posizioni egemoniche sul lato milanese che non farebbero bene a questa discussione. Vogliamo provare a capire se questa operazione porti o meno vantaggi al territorio bergamasco».
Quindi apriamo un tavolo su Orio?
«Apriamo un tavolo su Orio, sì».
Oddio, un altro tavolo?
«Sì, e se posso, vorrei fare una proposta al sindaco e al presidente della Provincia di Bergamo».
Prego…
«Secondo me questa discussione sui futuri assetti aeroportuali, è anche l’occasione per aprire un ragionamento di sistema sul nostro territorio. Siamo tutti consapevoli, e ce lo diciamo da sempre, che l’aeroporto è una struttura fondamentale per la Bergamasca. Bene, ora che ne discutiamo all’interno di un progetto così ampio e complesso è giusto partire con i piedi per terra non sottovalutando nulla: ma se io fossi nelle istituzioni, sfrutterei questa occasione per aprire un ragionamento ancora più strategico,
facendo un’operazione di forza sull’intero sistema provinciale ».
Nel caso di alleanza con Milano, quali sono gli elementi che potenzialmente vi preoccupano di più?
«Il fronte occupazionale prima di tutto, ma anche chi fa gli investimenti e come. Quindi la natura della holding che si sta immaginando e soprattutto le funzioni operative delle società che nello schema vengono definite come tali».
Per intenderci quella territoriale che dovrebbe gestire Orio.
«Ecco, chi fa che cosa e con quali poteri? Su questo fronte serve chiarezza as-so-lu-ta. E ancora, gli standard di qualità ambientali e la specializzazione degli scali:
ognuno si concentra sulla sua attuale vocazione, quindi si assegna una funzione dominante nei singoli spazi di mercato ad ogni scalo, oppure costruiamo dei mix di attività per tutti gli aeroporti? Queste sono cose da capire assolutamente, e siccome non siamo in grado di farlo, la prima richiesta è semplice: vediamo le carte e discutiamone»

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