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DON ALGERI: MISIANI (PD), LA SUA SCOMPARSA È UNA DOLOROSA PERDITA PER LA COMUNITÀ

L’improvvisa scomparsa di don Edoardo Algeri è una dolorosa perdita per la Chiesa bergamasca e italiana. Don Algeri era un sacerdote di grande spessore umano e culturale, che ha ricoperto incarichi di grande responsabilità a livello nazionale su un tema chiave come la famiglia. Nonostante i suoi molteplici impegni, ha però sempre mantenuto un rapporto profondo con la terra e la comunità bergamasca. Nella parrocchia di Borgo S. Caterina io e la mia famiglia abbiamo avuto il privilegio di costruire con don Edoardo un forte legame spirituale e di amicizia. Ci mancheranno moltissimo la sua delicatezza d’animo, la sua profonda intelligenza, il suo sguardo umano verso il mondo.

Antonio Misiani
Senatore

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SEGRETARI COMUNALI: MISIANI (PD), LA CARENZA È ORMAI INSOSTENIBILE. INTERVENGA IL GOVERNO

Un’interrogazione al Ministro dell’interno, presentata dal senatore Antonio Misiani e sottoscritta da altri 29 componenti del gruppo PD al Senato. È l’iniziativa assunta dal Partito Democratico sulla grave carenza di segretari comunali, che mette a rischio il funzionamento di centinaia di amministrazioni comunali in tutta Italia. Secondo Misiani “la situazione è ormai insostenibile, soprattutto nelle regioni del Nord: Liguria, Piemonte, Lombardia, ma anche in Abruzzo. In Lombardia oltre metà dei comuni con meno di 10 mila abitanti non hanno un segretario titolare. I disagi sono notevoli, con il moltiplicarsi di incarichi a scavalco e situazioni al limite dell’assurdo, con segretari impegnati, in alcuni casi, su più di 10 sedi. I meccanismi ministeriali di reclutamento, già di per sé farraginosi, negli ultimi anni sono entrati in stallo. Le due procedure di reclutamento aperte tra il 2018 e 2019 sono positive ma non risolvono nel breve periodo i gravi problemi aperti”. “Per questo – conclude Misiani – abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Salvini per sollecitare un intervento urgente del governo, accelerando la conclusione delle procedure di reclutamento aperte e valutando misure ulteriori come una maggiore responsabilizzazione dei vicesegretari comunali, l’imposizione di un termine perentorio per l’ingresso in servizio dei vincitori dei precedenti corsi concorsi già espletati e la possibilità di un piano di reclutamento straordinario”.

INTERROGAZIONE

Al Ministro dell’Interno

Premesso che

a livello nazionale il numero dei Segretari Comunali dal 2010 al 2019 è diminuito di 659 unità, passando da 3569 Segretari rilevati nel novembre 2010 ai 2937 Segretari rilevati a giugno del 2019;

i territori che hanno maggiormente subito le conseguenze di questa riduzione sono quelli più disagiati e con maggior presenza di piccoli comuni, soprattutto nelle regioni del Nord: Liguria, Piemonte, Lombardia, ma anche in Abruzzo;

in Lombardia a giugno di quest’anno su 741 sedi di segreteria di classe III e IV, ovverosia i comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, ben 417, quindi ben al di sopra del 50 per cento di tali comuni, non hanno un segretario titolare;

considerato che:

questa situazione comporta, soprattutto nelle regioni con maggior carenza, che ogni Segretario deve necessariamente operare in più comuni, in sedi convenzionate, anche composte da 4, 5 enti;

nonostante ciò diverse sedi restano vacanti e sono coperte con incarichi a scavalco affidati a Segretari spesso titolari, a loro volta, di sedi convenzionate e si arriva a situazioni abnormi con Segretari che sono impegnati anche su più di 10 sedi, come accade per esempio nelle province di Pavia e di Bergamo;

è evidente come il servizio prestato contemporaneamente anche in 6, 7, 8 Comuni, sia per i segretari un grave disagio, non potendo assolvere in modo sostenibile i loro compiti; d’altra parte tale situazione penalizza ingiustamente i Comuni, che non possono disporre della professionalità del Segretario per il tempo che sarebbe necessario ad assicurare un’azione amministrativa efficiente ed efficace;

tenuto conto che

la Corte Costituzionale, con la recente sentenza n. 23 del 22 febbraio 2019, ha affermato che le funzioni del segretario comunale costituiscono, oltre che una garanzia del rispetto della legge e della regolarità delle procedure, anche un fondamentalesupporto all’elaborazione dell’indirizzo politico dell’ente e alladirezione apicale dell’intera struttura amministrativa, stante “l’immediatezza di rapporto con vertice del Comune”;

i meccanismi ministeriali di reclutamento, già intrinsecamente farraginosi, sono negli ultimi anni entrati in stallo: ad oggi, le uniche procedure di reclutamento aperte sono quelle avviate con il DPCM 24 aprile 2018, con il quale è stato prevista l’assunzione di 224 segretari comunali e quella promossa il 20 febbraio 2019, dal Consiglio direttivo per l’Albo nazionale dei Segretari comunaliche ha deliberato l’indizione di un ulteriore concorso pubblico per l’assunzione di 171 unità;

sebbene la programmazione di due procedure concorsuali sia un fatto certamente positivo essa, tuttavia, non affronta minimamente la questione nel breve periodo, posto che la carenza di Segretari comunali è attualmente molto grave e tali concorsi non potranno attenuarla se non tra 3, 4 o addirittura 5 anni;

si chiede di sapere:

se il Ministro intende provvedere ad una ormai indispensabile accelerazione delle procedure di reclutamento che possa consentire, seppur parzialmente, di attenuare i gravi disagi che la carenza di segretari comunali comporta per l’attività amministrativa di moltissimi comuni;

se il Ministro ha intenzione, almeno per le regioni oggi maggiormente penalizzate, di ricorrere a “vicesegretari” di ruolo in servizio presso gli enti stessi ovvero di assegnare le funzioni di vicesegretario a dipendenti di ruolo in servizio presso altri comuni, in possesso dei requisiti e nei soli comuni di classe terza e quarta dove vi sia l’impossibilità di avere un segretario reggente;

se è stata presa in considerazione dal Ministro la possibilità che gli iscritti all’Albo dei Segretari vincitori dei precedenti corsi concorsi già espletati e mai entrati in servizio debbano prendere obbligatoriamente servizio entro un termine perentorio, pena la definitiva cancellazione dall’albo;

se vi è la previsione di piano di reclutamento straordinario che possa darsi come obiettivo il progressivo riassorbimento di tutti i posti di segretario comunale oggi vacanti.

Misiani

Seguono altre 29 firme di senatori PD

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SEGRETARI COMUNALI: MISIANI (PD), SITUAZIONE ORMAI INSOSTENIBILE, INTERVENGA IL GOVERNO

‘Sull’emergenza segretari comunali è necessaria una azione corale da parte di tutti. Bene ha fatto la Prefetta di Bergamo a sensibilizzare il Viminale. Per parte nostra, chiederemo conto al Ministro Salvini della questione con un’interrogazione parlamentare. Nell’immediato bisogna inevitabilmente lavorare ad una misura-ponte, anche se l’obiettivo reale da perseguire è una soluzione strutturale del problema” dichiara Antonio Misiani, senatore PD in merito all’incontro tra il presidente della provincia ed il prefetto sulla vicenda dei segretari comunali. “In provincia di Bergamo la situazione è ormai insostenibile ed è ormai a rischio la piena funzionalità di tantissimi comuni. Una maggiore responsabilizzazione dei vicesegretari comunali può essere una soluzione utile nell’immediato. Era stata prospettata nel corso della discussione del decreto “sblocca cantieri” ma non è andata in porto. Bisogna recuperarla nel primo veicolo normativo adatto. Vanno invece evitate pasticciate immissioni in ruolo. La strada maestra rimane la selezione con concorso pubblico che deve essere portata avanti con la massima celerità.”

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FUSIONI DI COMUNI: MISIANI (PD), DA SALVINI NESSUNA RISPOSTA SUL TAGLIO DEI CONTRIBUTI

“Da Salvini, nessuna risposta sul taglio dei contributi per i comuni istituiti a seguito di fusione. È un esito totalmente deludente, quello del question time di oggi del ministro dell’interno” dichiara il senatore Antonio Misiani, capogruppo del PD in commissione bilancio. “A fronte dell’interrogazione presentata dal Pd, Salvini ha parlato di tutt’altro, evitando accuratamente di toccare la questione di cui gli chiedevamo conto: il taglio di oltre il 40 per cento dei contributi garantiti dallo Stato ai comuni che si sono accorpati, a causa della mancata integrazione dell’apposito stanziamento nel bilancio dello Stato. Così facendo, però, il governo lascia decine di amministrazioni comunali nell’incertezza più totale. Il È un fatto inaccettabile, su cui non abbiamo alcuna intenzione di mollare la presa. Torneremo sulla questione con gli emendamenti che abbiamo presentato al disegno di legge di assestamento di bilancio e al decreto correttivo dei saldi, con l’obiettivo di ripristinare il patto con i comuni che questo governo ha clamorosamente tradito”.

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COMUNI: MISIANI E CARNEVALI (PD), GRAVE ERRORE IL TAGLIO DEI CONTRIBUTI PER LE FUSIONI

“Il taglio dei contributi ai comuni nati da fusione è un grave errore, un netto passo indietro rispetto allo sforzo di riduzione della frammentazione amministrativa che era stato messo in atto nella scorsa legislatura” dichiarano i parlamentari bergamaschi Antonio Misiani e Elena Carnevali. “I cittadini avevano liberamente votato a favore delle fusioni anche in relazione ai notevoli contributi che la legge garantiva per dieci anni ai comuni nati da fusione. I comuni a loro volta contavano moltissimo su quelle risorse. Questo patto è venuto meno, con un taglio secco deciso unilateralmente dal governo nazionale. Il PD aveva posto il problema in sede di legge di bilancio chiedendo al governo di aumentare sensibilmente i 46 milioni stanziati ma le nostre sollecitazioni sono rimaste inascoltate. Ora i nodi vengono al pettine e anche nella nostra provincia il taglio è molto forte: Val Brembilla passa da 720 a 542 mila euro, mentre S. Omobono Terme da 571 a 429 mila. Nel complesso, la riduzione sfiora il 25 per cento. Torneremo ad incalzare il governo su questo tema. Siamo convinti che la cooperazione tra i comuni e la libera fusione di alcuni di essi sia la via maestra per garantire a tante piccole comunità locali servizi pubblici di qualità e concrete prospettive di sviluppo.”

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25 APRILE: MISIANI, DA SALVINI E STUCCHI UNA POLEMICA STRUMENTALE

Le polemiche di Salvini e Stucchi contro la manifestazione del 25 aprile a Bergamo sono artefatte e strumentali.
Etichettare come “divisivo” il corteo di oggi additando al pubblico ludibrio un singolo striscione come ha fatto Salvini sul suo profilo Instagram (esponendo i ragazzi fotografati dietro lo striscione ai commenti violenti e offensivi dei suoi followers) vuol dire mancare di rispetto nei confronti di migliaia di cittadini bergamaschi che, lontani anni luce da qualsiasi forma di intolleranza, hanno sfilato pacificamente in nome della libertà e della democrazia.
Cittadini e rappresentanti istituzionali di diversa appartenenza politica: con buona pace dell’ossessione dei leghisti per le “bandiere rosse”, erano presenti tra gli altri esponenti del Movimento 5 Stelle come la deputata Guia Termini e il consigliere regionale Dario Violi. Rappresentanti di forza politica che a livello nazionale governa insieme alla Lega.
I dirigenti della Lega dovrebbero invece provare a cogliere il motivo profondo che ha spinto così tanti bergamaschi a manifestare: la volontà di festeggiate la Liberazione, certamente, ma anche di testimoniare la preoccupazione per una ripresa neofascista sempre più allarmante. Una deriva che il ministro dell’interno Salvini avrebbe il dovere di affrontare facendo rispettare la Costituzione e le leggi, invece di straparlare di un inesistente “derby tra fascisti e comunisti”.
Gli assenti, oggi più che mai, hanno torto.

Antonio Misiani
Senatore PD

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TRASPORTO PUBBLICO: CONFERMATO IL TAGLIO DEI FONDI, A DICEMBRE STOP DEL SERVIZIO. MISIANI (PD), GRAVISSIMO

L’assessore Caparini in audizione di fronte alle commissioni bilancio di Camera e Senato ha confermato il taglio di 300 milioni al trasporto pubblico locale, affermando che a dicembre il servizio si bloccherà per il mancato pagamento alle aziende.
È un fatto gravissimo.
Una decisione che smentisce clamorosamente quanto aveva affermato l’11 febbraio il ministro Toninelli, proclamando l’avvenuto sblocco dei 300 milioni “perché sul Tpl non è ammissibile risparmiare né tagliare nemmeno un euro”.
Che vergogna! Il governo Lega-5 Stelle da una parte progetta di ridurre le tasse ai ricchi con la flat tax, dall’altra taglia il trasporto pubblico utilizzato ogni santo giorno da milioni di italiani che ricchi non sono.
Chiederemo con forza il ripristino di queste risorse, perché almeno su questo punto siamo d’accordo con Toninelli: sul trasporto pubblico è inammissibile tagliare.

Antonio Misiani
Senatore PD

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ZONE ROSSE A CALOLZIOCORTE: MISIANI (PD), È APARTHEID

Cosa era l’aparthaid? Più o meno quello che vorrebbe fare il sindaco di Calolziocorte. Il provvedimento sulle “zone rosse” in cui il paese sarebbe diviso in relazione alla presenza di centri di accoglienza è un atto gravissimo di chiaro stampo razzista. Certifica l’uguaglianza demenziale profugo = criminale ed equipara le strutture di accoglienza a luoghi pericolosi per la cittadinanza. L’immigrazione è una questione seria, così come l’accoglienza dei profughi. Non può essere affrontata in questo modo ridicolo e strumentale da parte di un sindaco che ha pensato di farsi propaganda ma ha solo danneggiato il buon nome della comunità che amministra.

Antonio Misiani
Senatore PD

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MAFIA: MISIANI (PD), ALZARE IL LIVELLO DI CONTRASTO IN LOMBARDIA

L’operazione antimafia portata a termine questa mattina dai Carabinieri in Lombardia e Calabria è molto importante e conferma, purtroppo, il crescente radicamento della ‘Ndrangheta nel tessuto produttivo bergamasco e bresciano. La presenza della criminalità organizzata nel Nord Italia, che fino a pochi anni fa veniva sottovalutata o addirittura negata, è ormai un fatto conclamato con cui è necessario fare i conti. Le indagini hanno evidenziato una inquietante capacità di penetrazione ndranghetista tra le imprese, a cui venivano offerti anche servizi di recupero crediti. È un fenomeno che si è intensificato silenziosamente ma che ormai ha assunto dimensioni molto preoccupanti. Per questo, accanto al lavoro prezioso svolto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, è sempre più necessaria una reazione forte e sistematica da parte della politica, della società civile e delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali.

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PUNTO ENEL TREVIGLIO: INTERROGAZIONE DI MISIANI

INTERROGAZIONE

a risposta orale

Al Ministro dell’economia e delle finanze

Premesso che,

l’Enel Spa ha avviato un progetto, attualmente in discussione con le controparti sindacali, che prevede la chiusura di 20 punti Enel sui 124 esistenti sull’intero territorio nazionale, sostituendo il servizio offerto agli utenti con una rete di “negozi” affidati a imprenditori privati;

tale iniziativa prefigura pesanti ricadute nei vari territori in termini di efficienza del servizio reso a famiglie ed imprese, tenuto conto del fatto che in alcune Regioni si considera complementare il ruolo dei “negozi” e in altre si affida pressochésolo a questi ultimi il presidio delle esigenze dei consumatori;

​la chiusura dei suddetti 20 punti Enel si inserisce in un quadro che vede il progressivo smantellamento della rete Enel – preceduta da una riduzione drastica di personale – in una Regione come la Lombardia, che nel 2016 ha registrato la chiusura degli uffici di Breno e Corsico, nel 2018 di Sondrio, e ora vede in programma la chiusura di altri 4 punti Enel a Cremona, Mantova, Lodi e Treviglio;

​in particolare la chiusura del punto Enel di Treviglio, limiterebbe la presenza dell’Enel alla sola città di Bergamo, in una Provincia che conta oltre un milione di abitanti;

il punto Enel di Treviglio, pur con un organico ristretto, registra giornalmente una media di oltre 50 accessi del pubblico, servendo un’area in grande crescita e sviluppo, per cui sulla città converge l’economia di un territorio con circa 400 mila abitanti;

il recente sviluppo infrastrutturale della città di Treviglio ha portato in quel territorio grandi insediamenti logistici, ultimo caso quello di Amazon;

tutto ciò premesso,

si chiede di sapere quali siano le valutazioni del Ministro sui fatti di cui in premessa;

quali iniziative intenda adottare per evitare la chiusura dei suddetti 20 punti Enel, e in particolare del punto Enel di Treviglio, che rischia di determinare pesanti ricadute nei territori coinvolti in termini di efficienza del servizio reso a famiglie ed imprese;

se non ritenga opportuno, considerata la vetustà della rete e la necessita di manutenzione e investimenti sulla stessa, che l’Enel mantenga in futuro una rete diffusa di uffici su tutto il territorio nazionale che consenta ai cittadini un’interlocuzione fisica diretta con l’azienda del servizio elettrico nazionale.

MISIANI

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