Archivi del mese: febbraio 2019

PUNTO ENEL TREVIGLIO: INTERROGAZIONE DI MISIANI

INTERROGAZIONE

a risposta orale

Al Ministro dell’economia e delle finanze

Premesso che,

l’Enel Spa ha avviato un progetto, attualmente in discussione con le controparti sindacali, che prevede la chiusura di 20 punti Enel sui 124 esistenti sull’intero territorio nazionale, sostituendo il servizio offerto agli utenti con una rete di “negozi” affidati a imprenditori privati;

tale iniziativa prefigura pesanti ricadute nei vari territori in termini di efficienza del servizio reso a famiglie ed imprese, tenuto conto del fatto che in alcune Regioni si considera complementare il ruolo dei “negozi” e in altre si affida pressochésolo a questi ultimi il presidio delle esigenze dei consumatori;

​la chiusura dei suddetti 20 punti Enel si inserisce in un quadro che vede il progressivo smantellamento della rete Enel – preceduta da una riduzione drastica di personale – in una Regione come la Lombardia, che nel 2016 ha registrato la chiusura degli uffici di Breno e Corsico, nel 2018 di Sondrio, e ora vede in programma la chiusura di altri 4 punti Enel a Cremona, Mantova, Lodi e Treviglio;

​in particolare la chiusura del punto Enel di Treviglio, limiterebbe la presenza dell’Enel alla sola città di Bergamo, in una Provincia che conta oltre un milione di abitanti;

il punto Enel di Treviglio, pur con un organico ristretto, registra giornalmente una media di oltre 50 accessi del pubblico, servendo un’area in grande crescita e sviluppo, per cui sulla città converge l’economia di un territorio con circa 400 mila abitanti;

il recente sviluppo infrastrutturale della città di Treviglio ha portato in quel territorio grandi insediamenti logistici, ultimo caso quello di Amazon;

tutto ciò premesso,

si chiede di sapere quali siano le valutazioni del Ministro sui fatti di cui in premessa;

quali iniziative intenda adottare per evitare la chiusura dei suddetti 20 punti Enel, e in particolare del punto Enel di Treviglio, che rischia di determinare pesanti ricadute nei territori coinvolti in termini di efficienza del servizio reso a famiglie ed imprese;

se non ritenga opportuno, considerata la vetustà della rete e la necessita di manutenzione e investimenti sulla stessa, che l’Enel mantenga in futuro una rete diffusa di uffici su tutto il territorio nazionale che consenta ai cittadini un’interlocuzione fisica diretta con l’azienda del servizio elettrico nazionale.

MISIANI

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TRASPORTI: MISIANI (PD), NO AI TAGLI, IL GOVERNO TROVI I FONDI

“I timori di forti tagli agli stanziamenti per il trasporto pubblico locale sono purtroppo fondati” denuncia il senatore Antonio Misiani, capogruppo Pd in commissione bilancio. “La legge di bilancio 2019 è chiara: i commi 1117-1120 prevedono l’accantonamento di 2 miliardi di euro – tra cui 300 milioni destinati alla mobilità locale – che sono stati resi indisponibili. Qualora dal monitoraggio di luglio emergessero scostamenti rispetto agli obiettivi dei conti pubblici, i tagli diventerebbero effettivi. Poiché l’economia è da mesi entrata in recessione e la crescita del PIL prevista dal governo (+1 per cento) sembra destinata a rimanere sulla carta, i fondi accantonati dalla legge di bilancio sono apertamente a rischio. Un taglio di queste proporzioni del fondo nazionale trasporti sarebbe però un colpo mortale per la mobilità locale. Va evitato ad ogni costo. Per questo, chiediamo al governo di attivarsi subito, senza aspettare il monitoraggio di luglio, per reperire risorse alternative. Ci auguriamo che anche i parlamentari bergamaschi di maggioranza si muovano nella stessa direzione. Fare cassa a danno dei servizi pubblici essenziali è del tutto inaccettabile, a maggior ragione nel momento in cui il governo sta impegnando miliardi e miliardi di euro in altre misure molto costose e discutibili”.

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NEOFASCISMO: MISIANI E CARNEVALI (PD), INTERROGAZIONE PER LE MINACCE AL GIORNALISTA BERIZZI

Le minacce dei gruppi neofascisti contro Paolo Berizzi, giornalista de La Repubblica, sono sempre più preoccupanti. Berizzi è da tempo impegnato in un difficile e coraggioso lavoro di inchiesta sulla galassia dell’estrema destra italiana. In passato è già stato più volte vittima di intimidazioni e atti di teppismo. Le minacce sono state rivolte anche ai suoi familiari. Nei suoi confronti è stata disposta una vigilanza generica (VGR) da parte delle forze dell’ordine. Alla luce dei nuovi episodi i parlamentari del PD Antonio Misiani e Elena Carnevali hanno depositato oggi due interrogazioni al Senato (firmata anche dal vicecapogruppo Pd Franco Mirabelli e dalla vicepresidente del Senato Anna Rossomando) e alla Camera per sollecitare al Ministro dell’Interno Salvini una verifica dell’adeguatezza del dispositivo di tutela con vigilanza dinamica e l’adozione di tutte le misure necessarie per proteggere Berizzi, difendendo la libertà di stampa e il diritto-dovere dei giornalisti di informare i cittadini.

Allegati: testo dell’interrogazione

Al Ministro dell’Interno

Premesso che:

Negli ultimi giorni il giornalista de La Repubblica Paolo Berizzi, autore del libro NazItalia e di importanti indagini sull’area dell’estremismo nero, è stato nuovamente destinatario di pesanti minacce da parte di militanti neofascisti e neonazisti e ultrà di estrema destra (dopo quelle subite nell’ultimo periodo da diversi gruppi, in particolare Forza Nuova, Do.Ra., Mab)

in particolare, gli ultimi episodi sabato u.s. dopo la sua partecipazione, per motivi di lavoro, al funerale dell’ultrà varesino Daniele Belardinelli rimasto ucciso negli scontri tra tifosi a margine della partita Inter-Napoli (già al termine di tale funerale Berizzi veniva puntato e avvicinato minacciosamente da militanti neonazisti del gruppo Do.Ra.; solo grazie alla presenza di personale Digos e funzionari questura si sono evitate conseguenze peggiori)

il coraggioso inviato de La Repubblica ha ricevuto sui social numerose minacce di morte, rivolte non solo a lui ma anche alla sua famiglia, persino l’augurio di “documentare presto il funerale della madre”, di avere una morte con “molto dolore e pena”; di “essere portato in un box..” e di vedersi “strappare la lingua”

nei mesi scorsi si sono moltiplicate a Bergamo, città in cui vive il giornalista Berizzi, episodi di minacce gravi e serie che dopo il danneggiamento della sua auto (con l’incisione sulla carrozzeria di svastiche, simbolo SS e un crocefisso) hanno addirittura riguardato blitz neofascisti contro la casa di Berizzi, imbrattata con scritte ingiuriose, minacce, svastiche; altro episodio ha investito la testata online Bergamonews con attacchinaggi notturno di volantini nei quali Berizzi veniva definito “vergogna di Bergamo”

durante le varie iniziative sul territorio nazionale di presentazione del libro NazItalia, nel quale Berizzi documenta la fitta rete dell’estremismo nero, Paolo Berizzi ha subito blitz di squadracce neofasciste che lo hanno pesantemente contestato con striscioni infamanti (eventi, tra le altre città, di Torino, Como, Crema, Padova; in occasione di quest’ultima presentazione militanti di Forza Nuova sono entrati addirittura in sala a scopo intimidatorio e hanno scattato delle fotografie al giornalista)

per proteggere il giornalista Paolo Berizzi è stata disposta la vigilanza generica (VGR) da parte delle forze dell’ordine. Tale dispositivo garantisce il passaggio più volte al giorno di mezzi di polizia nel luogo di dimora della persona sottoposta a tutela, un servizio reso con grande perizia dagli agenti, che però lascia scoperte la gran parte delle ore del giorno, nelle quali per altro il giornalista – inviato – si trova in giro per lavoro e per svolgere le sue inchieste

i gruppi neofascisti hanno dimostrato più volte di avere accesso ai luoghi di lavoro, quelli di eventi pubblici e addirittura all’abitazione di Berizzi, facendo temere per l’incolumità fisica di Paolo Berizzi, data la loro più volte dichiarata volontà di passare dalle parole ai fatti.

Per sapere:

Se il dispositivo di tutela con vigilanza dinamica sia adeguato sufficiente a proteggere Paolo Berizzi da queste pesanti minacce o se serva un più adeguato apparato di scorta;

quali altre iniziative intenda intraprendere per proteggere l’incolumità di una voce libera che esercita con coraggio il giornalismo d’inchiesta.

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INFRASTRUTTURE: MISIANI (PD), BENE L’INIZIATIVA DELLE PARTI SOCIALI BERGAMASCHE. IL GOVERNO CAMBI ROTTA

La presa di posizione delle forze economiche e sociali bergamasche per sollecitare lo sblocco delle opere pubbliche infrastrutturali è molto positiva e pienamente condivisibile. L’economia italiana è ormai entrata in recessione e gli investimenti pubblici sono una variabile chiave per contrastare il deterioramento della congiuntura economica. Il governo sta invece portando il Paese in una direzione completamente sbagliata. La legge di bilancio ha ridotto di 2 miliardi le risorse disponibili per le spese in conto capitale. La verifica costi-benefici, a sua volta, sta paralizzando i cantieri delle grandi opere invece di accelerarli come sarebbe necessario. Una scelta doppiamente criticabile, dal punto di vista del nostro territorio: grandi opere come la TAV Torino-Lione e Brescia-Padova hanno un impatto molto grande sulla competitività del sistema produttivo di tutto il Nord, Bergamo compresa, e potrebbero contribuire ad attenuare lo scivolamento dell’intero Paese verso la recessione. Vanno sbloccate: in gioco ci sono investimenti per miliardi di euro e un potenziale occupazionale valutato in centinaia di migliaia di unità. Ci auguriamo che il governo ascolti con attenzione queste voci, dando seguito concreto alle proposte delle organizzazioni economiche e sindacali.

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