Archivi del mese: febbraio 2016

MOSCHEE: LA PRONUNCIA DELLA CORTE È UNA SONORA SMENTITA DELLA PROPAGANDA DI MARONI. DAL PRESIDENTE PENOSO AVANSPETTACOLO

La pronuncia con cui la Corte costituzionale ha cassato la legge anti-moschee della regione Lombardia è una sonora smentita della propaganda del presidente Maroni e una pessima figura per un’istituzione che per l’ennesima volta è stata ridotta a grancassa dell’ideologia leghista.
La Corte ha parlato chiaro: la Costituzione garantisce il diritto di culto e le iniziative legislative che comprimono strumentalmente questo diritto sono incostituzionali. Punto. Quanto al resto, a partire dalle penose battute da avanspettacolo contro la sinistra, lo lasciamo volentieri al presidente Maroni e alla sua maggioranza. Il cui stato di salute ogni giorno che passa appare sempre più malandato.

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PRESTITO VITALIZIO: MISIANI E CAUSI, BENE LA PUBBLICAZIONE DEL REGOLAMENTO IN GAZZETTA. ORA TOCCA ALLE BANCHE

​”​C’è voluto più tempo del previsto, ma ​ora ​finalmente​ ci siamo”. E’ il commento di Antonio Misiani e Marco Causi, deputati Pd, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale​ ​del Regolamento attuativo della legge sul prestito ipotecario vitalizio (la Legge 44/2015 ​di cui i due parlamentari Pd sono stati promotori )​. ​
La pubblicazione del Regolamento, che entrerà il vigore il prossimo 2 marzo, era l’ultimo passaggio dal punto di vista normativo per l’attuazione della riforma del prestito vitalizio. “Da oggi le regole ci sono” – affermano Misiani e Causi – “sono frutto di un lavoro condiviso con ABI e le associazioni dei consumatori e creano le condizioni per un reale decollo del PIV. Ora tocca alle banche offrire al mercato questo strumento, che può svolgere un ruolo prezioso per garantire alle generazioni over-60 l’accesso al credito bancario e rappresenta una alternativa nettamente preferibile alla vendita della nuda proprietà”

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CASO RHO: MISIANI (PD), PRESENTATA L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

“Oggi ho presentato l’interrogazione parlamentare sul caso del prof. Stefano Rho. L’interrogazione, firmata anche dai colleghi Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Beppe Guerini e Daniela Gasparini, è un passo indispensabile per sollecitare formalmente l’intervento del governo. Il nostro obiettivo è che vengano adottati tutti gli interventi necessari per permettere la reintegrazione del prof. Rho e dei suoi colleghi interessati da analoghi provvedimenti di decadenza ed evitare il riproporsi di sanzioni così assurde e sproporzionate in futuro. Bisogna ricondurre questa vicenda paradossale ad un principio di buon senso: lo Stato deve licenziare i fannulloni e i disonesti, non chi sbaglia in buona fede a compilare un modulo di autocertificazione”.
L’interrogazione, rivolta ai ministri della Semplificazione e Pubblica Amministrazione, dell’Istruzione, Università e Ricerca e dell’Economia e delle Finanze, ricostruisce le tappe della vicenda, tenendo conto anche dei casi analoghi (circa cinquanta) registrati nella provincia di Bergamo, e sollecita ai ministri interrogati una ricognizione su scala nazionale relativamente ai provvedimenti di decadenza ai sensi dell’art. 75 del DPR n. 445 del 2000 adottati dalle Amministrazioni dello Stato, con particolare riferimento agli Uffici scolastici territoriali, derivanti da dichiarazioni mendaci nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni, e l’adozione di interventi d’urgenza per superare le problematiche evidenziate nelle premesse, consentire la reintegrazione del prof. Rho e dei dipendenti colpiti da analoghi provvedimenti di decadenza ed evitare il ripetersi in futuro di casi simili, eventualmente circoscrivendo – mediante una circolare interpretativa – l’insussistenza di precedenti penali richiesta nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni ai precedenti risultanti dal certificato del casellario giudiziale o, preferibilmente, alle “condizioni ostative” di cui alla legge n. 16 del 1992.


Testo dell’interrogazione

​Al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Oggetto: interrogazione a risposta scritta

Per sapere
Premesso che:
Stefano Rho, docente iscritto nelle graduatorie ad esaurimento della Provincia di Bergamo, negli anni scolastici 2013/14, 2014/15 e 2015/16 ha prestato servizio presso due diversi istituti scolastici di Bergamo in virtù di contratti a tempo determinato.
Il 24 novembre 2015 il prof. Rho è stato nominato nei ruoli provinciali del personale docente con decorrenza dall’1/9/2015 nell’ambito della fase C del piano straordinario di assunzioni di cui all’art. 1, commi 95 e seguenti della legge n. 107 del 2015
Con nota del 12/12/2013 il Dirigente dell’Ufficio scolastico di Bergamo contestava al prof. Rho di avere reso una dichiarazione mendace nella dichiarazione sostitutiva di certificazione prodotta in data 2/9/2013, in occasione della stipula del contratto a tempo determinato per l’insegnamento nell’anno scolastico 2013/14 presso l’Istituto scolastico “Natta” di Bergamo. L’Amministrazione riferiva di aver verificato, mediante acquisizione del certificato del casellario giudiziale, che il prof. Rho aveva riportato con sentenza 6/7/2006 del Giudice di Pace di Zogno (BG) la condanna al pagamento dell’ammenda di € 200,00 oltre alle spese processuali per il reato (ora illecito amministrativo) punito dall’art. 726 del Codice penale, per aver orinato nei pressi di un cespuglio in un piazzale adiacente alla pubblica via, in Comune di Averara (BG) il 15/8/2005.
L’Ufficio scolastico, acquisite le motivazioni addotte a propria discolpa dal docente (la convinzione che la suddetta condanna non fosse riportata nella sua fedina penale e che dall’omissione in parola non avrebbe comunque tratto alcun beneficio, stante l’irrilevanza della condanna penale al fine dell’integrazione dei requisiti di ammissione alle graduatorie ad esaurimento ed agli impeghi nella scuola) e ritenute le stesse plausibili, gli irrogava in data 6/2/2014 la sanzione disciplinare della censura.
A due anni di distanza, l’Amministrazione datrice di lavoro tornava sulla presunta falsità della dichiarazione sostitutiva del prof. Rho come conseguenza di una delibera del 26 marzo 2015 della Corte dei Conti, sezione di controllo per la Lombardia, su segnalazione della Ragioneria dello Stato di Bergamo che aveva contestato a carico del predetto Ufficio, di fronte a “false dichiarazioni degli assunti circa i propri precedenti penali, emersi a seguito dell’acquisizione della documentazione in originale”, l’irrogazione di sanzioni disciplinari in luogo dell’applicazione dell’art. 75 del DPR n. 445 del 2000 (che prevede la decadenza dai benefici ottenuti tramite la dichiarazione mendace). Rigettando le giustificazioni dell’Ufficio scolastico, rese anche sulla base di precedenti pareri dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, la Corte dei Conti riteneva fondate le contestazioni dell’azione amministrativa dell’Ufficio scolastico di Bergamo avanzate nella relazione della Ragioneria dello Stato, evidenziando che la mera dichiarazione mendace contenuta in una dichiarazione sostitutiva di certificazione comportava automaticamente la decadenza ai sensi dell’art. 75 del DPR n. 445 del 2000, da considerare una sanzione amministrativa, e che l’Ufficio scolastico aveva ripetutamente omesso di applicare tale disposizione.
Con nota del 25/8/2015 l’Ufficio scolastico di Bergamo comunicava al prof. Rho l’avvio del procedimento per la dichiarazione di decadenza dall’iscrizione nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo per aver reso una dichiarazione mendace nella dichiarazione sostitutiva di certificazione prodotta e a conclusione del procedimento, con nota dell’11/1/2016, comunicata il 26/1/2016, dichiarava la decadenza del prof. Rho ai sensi dell’art. 75 del DPR n. 445 del 2000 con la risoluzione immediata, senza preavviso, del rapporto di lavoro, la perdita degli effetti giuridici del servizio prestato e la cancellazione da tutte le graduatorie provinciali ad esaurimento.
Tale provvedimento è apparso tanto abnorme da destare l’attenzione dei mezzi di informazione a livello nazionale e locale e una corale manifestazione di solidarietà da parte degli studenti, del personale della scuola, da rappresentanti delle istituzioni. Una petizione online lanciata sul sito Change.org a sostegno del prof. Rho ha raccolto fino ad oggi (8 febbraio 2016) oltre 36 mila sottoscrizioni.
Secondo quanto riportato da organi di stampa, nell’ultimo anno circa cinquanta tra professori, personale non docente e impiegati delle scuole bergamasche avrebbero perso il lavoro per non aver segnalato nel modulo di autocertificazione antiche condanne, nonostante la “non menzione” delle stesse nella certificazione del casellario giudiziale.
I provvedimenti che hanno colpito il prof. Rho così come numerosi altri dipendenti delle scuole bergamasche appaiono manifestamente ingiusti e sproporzionati sotto una pluralità di profili:
- la dichiarazione sostitutiva di certificazione in oggetto riproduce esattamente il contenuto della corrispondente certificazione amministrativa (il certificato “generale” e quello “penale” di cui agli articoli 24 e 25 del DPR n. 313 del 2002, in cui per espressa previsione di legge non sono riportate le iscrizioni relative ai “provvedimenti giudiziari emessi dal giudice di pace”);

- la formulazione del modulo predisposto dall’Amministrazione appare eccessivamente generica, in relazione al fatto che l’Amministrazione non può accedere indiscriminatamente ai dati giudiziari degli interessati ma soltanto alle “informazioni relative a stati, fatti e qualità personali previste da legge o da regolamento e strettamente necessarie per il perseguimento delle finalità per le quali vengono acquisite”, ai sensi dell’art. 16 DPR n. 445 del 2000). L’Amministrazione avrebbe dovuto predisporre il modulo di dichiarazione sostitutiva riferendo chiaramente la dichiarazione circa l’insussistenza di precedenti penali ad un preciso ambito: ai precedenti risultanti dal certificato del casellario giudiziale o, ancor meglio, alle “condizioni ostative” di cui alla legge n. 16 del 1992, cui fanno riferimento i requisiti di ammissione stabiliti per le procedure di reclutamento delle graduatorie ad esaurimento;

- le presunte dichiarazioni mendaci non dovrebbero comportare decadenza, non riguardando uno dei requisiti che condizionano l’iscrizione nelle graduatorie o l’assunzione in servizio. L’art. 75 del DPR n. 445 del 2000 prevede infatti la decadenza per i soli benefici conseguiti per effetto della falsa dichiarazione, cioè per quelli che il dichiarante non avrebbe ottenuto senza la falsa dichiarazione. Nel caso del prof. Rho così come per numerose altre vicende le condanne non riferite nelle autocertificazioni non integrano alcuna delle condizioni ostative di cui alla legge n. 16 del 1992. La mancanza del nesso di causalità tra la dichiarazione non veritiera e l’attribuzione del beneficio è costantemente ritenuta dalla giurisprudenza accertamento che impone di escludere in via assoluta la decadenza.

Se i Ministri interrogati sono a conoscenza di quanto riportato nelle premesse
Se intendano effettuare una ricognizione su scala nazionale relativamente ai provvedimenti di decadenza ai sensi dell’art. 75 del DPR n. 445 del 2000 adottati dalle Amministrazioni dello Stato, con particolare riferimento agli Uffici scolastici territoriali, derivanti da dichiarazioni mendaci nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni.
Quali interventi d’urgenza ritengano opportuno promuovere per superare le problematiche evidenziate nelle premesse, consentire la reintegrazione del prof. Rho e dei dipendenti colpiti da analoghi provvedimenti di decadenza ed evitare il ripetersi in futuro di casi simili, eventualmente circoscrivendo – mediante una circolare interpretativa – l’insussistenza di precedenti penali richiesta nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni di cui all’art. 46, comma 1, lettera aa) ai precedenti risultanti dal certificato del casellario giudiziale o, preferibilmente, alle “condizioni ostative” di cui alla legge n. 16 del 1992

Firmato:
Antonio Misiani
Giovanni Sanga
Elena Carnevali
Beppe Guerini
Daniela Gasparini

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TRIBUNALE: MISANI, il ministro Orlando insedierà un apposito gruppo di lavoro

“Ho avuto un nuovo colloquio con il ministro della giustizia Andrea Orlando in merito alla carenza di personale amministrativo del Tribunale di Bergamo, che sfiora ormai il 40 per cento della pianta organica”, dichiara Antonio Misiani, deputato bergamasco del PD. “Il ministro ha riconosciuto la particolare criticità della situazione e mi ha comunicato la decisione di insediare uno specifico gruppo di lavoro riguardante la Corte di Appello di Brescia, di cui fa parte il Tribunale di Bergamo”. L’obiettivo è dare una prima risposta concreta alla carenza di personale amministrativo in attesa dell’entrata in servizio delle unità aggiuntive (4 mila in tutta Italia) che il ministero assumerà nel prossimo biennio. “Su questa situazione come deputati bergamaschi del PD ci siamo mossi da subito, presentando un’interrogazione parlamentare e prendendo contatto con il ministero. La decisione del ministro Orlando – a cui va il merito di aver rotto a livello nazionale l’immobilismo ultradecennale sul personale amministrativo della giustizia – è un primo passo in avanti. Per parte nostra, continueremo a sollecitare gli atti necessari per superare una condizione molto difficile, che sta costringendo il Tribunale a limitare la propria attività penalizzando i cittadini”.

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PROFESSORE LICENZIATO: MISIANI (PD), VICENDA ASSURDA, PRESENTERÒ UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Il licenziamento del professor Stefano Rho, avvenuto sulla base di motivazioni degne di miglior causa, è francamente irragionevole e assurdo. Credo che su questo procedimento sia necessario acquisire tutti i chiarimenti necessari. Per questo motivo presenterò al più presto un’interrogazione parlamentare per sollecitare alla ministra della pubblica istruzione le informazioni e gli interventi normativi opportuni per porre rimedio a una vicenda del tutto paradossale.

Antonio Misiani
Deputato Pd

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Giustizia, lunedì 1 febbraio incontro Misiani – Siniscalchi

I problemi legati alla carenza di personale amministrativo saranno oggetto dell’incontro previsto per domani mattina tra Antonio Misiani, deputato bergamasco del Pd, e Ezio Siniscalchi, presidente del Tribunale di Bergamo. “Ho chiesto un incontro urgente al presidente Siniscalchi per acquisire tutti i dati e le informazioni riguardanti la situazione del personale del Tribunale”, dichiara Misiani. “Ho già parlato nei giorni scorsi con il ministro Orlando rappresentandogli la situazione di particolare criticità della realtà bergamasca. Insieme ai colleghi bergamaschi del Pd formalizzeremo nei prossimi giorni un’interrogazione parlamentare. A livello nazionale la questione verrà affrontata anche mediante l’assorbimento nell’organico del Ministero della Giustizia di parte del personale soprannumerario delle province. È essenziale che la distribuzione del personale aggiuntivo tenga conto delle situazioni maggiormente problematiche come quella di Bergamo”

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