Archivi del mese: maggio 2014

Commissariato di Treviglio: Misiani (Pd), è una bella vittoria dello spirito di squadra bergamasco

L’annuncio del Ministro dell’Interno sul commissariato di Treviglio e sull’arrivo di 30 agenti in più alla questura e all’aeroporto di Orio è una notizia molto importante, una bella vittoria della “squadra bergamasca” a Roma e la testimonianza concreta della sensibilità del governo Renzi nei confronti della sicurezza dei cittadini. Grazie alla mobilitazione della comunità trevigliese e della bassa bergamasca e al lavoro dei parlamentari bergamaschi – che si sono battuti senza distinzione di colore politico per difendere il commissariato di Treviglio – il territorio orobico manterrà questo fondamentale presidio di sicurezza. I 30 agenti in arrivo sono ossigeno prezioso per una provincia da sempre penalizzata nella dotazione di forze di Polizia in rapporto alla popolazione, un problema da tempo sollevato con forza dai parlamentari bergamaschi. È la dimostrazione che quando lo spirito di squadra prevale, i risultati arrivano. È stato così per l’Accademia della Guardia di Finanza, è nuovamente così per il commissariato di Treviglio.

Antonio Misiani
Deputato Pd

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Misiani (Pd): Tentorio stia sereno. Dal sindaco polemiche strumentali

Il forte nervosismo dalle parti di Forza Italia e della Lega è umanamente comprensibile: il comizio di Matteo Renzi è stato uno straordinario successo, con una partecipazione di popolo inimmaginabile dato l’orario assolutamente insolito per una manifestazione di piazza. Le tantissime persone che hanno affollato piazza Vittorio Veneto testimoniano la forza del centrosinistra bergamasco in vista delle elezioni comunali. Se l’acidità gastrica del Sindaco Tentorio è quindi giustificabile, lo sono assai meno le polemiche strumentali sul mancato saluto istituzionale di Renzi. Tentorio stia sereno: la campagna elettorale è stata fin troppo avvelenata dalla macchina del fango del centrodestra, almeno negli ultimi giorni risparmi ai bergamaschi gli ennesimi attacchi agli avversari e si confronti sulle idee e sui progetti sul futuro della nostra città.
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TASI: MISIANI (PD), A BERGAMO COSTERA’ IL 10% IN PIU’ DELLA VECCHIA IMU

I dati resi noti oggi dal Servizio politiche territoriali della UIL smentiscono la propaganda del sindaco Tentorio, che per tutta la campagna elettorale ha continuato a sostenere di non aver aumentato le tasse. La realtà è ben diversa: in media la TASI sulle prime case – che la Giunta Tentorio ha fissato al 3,2 per mille (un livello vicinissimo al massimo di legge del 3,3 per mille) con una detrazione di 60 euro uguale per tutti – costerà ad ogni famiglia bergamasca 240 euro, contro i 219 euro di IMU che si pagavano nel 2012. E’ un aumento di circa il 10%, che rischia di tradursi – per il complesso delle famiglie bergamasche – in un aggravio di quasi 1 milione di euro in più. Tra i 32 capoluoghi che hanno già deliberato le aliquote TASI, Bergamo appartiene al gruppo minoritario di 12 città in cui si pagherà di più, mentre in quasi due terzi dei casi (20 capoluoghi su 32) la TASI peserà sulle prime case meno della vecchia IMU. Se a tutto questo aggiungiamo la discutibilissima decisione di Tentorio di prevedere una detrazione TASI uguale per tutti – mentre la gran parte delle città le hanno previste decrescenti in rapporto al valore della rendita catastale – il quadro che ne esce è molto negativo: i contribuenti bergamaschi pagheranno di più e in modo iniquo, poiché le abitazioni dalla rendita medio-bassa pagheranno molto di più, mentre quelle con rendite alte finiranno per pagare di meno rispetto alla vecchia IMU. La TASI di Tentorio è un’imposta regressiva, con il Sindaco nei panni di Robin Hood al contrario. Si poteva fare diversamente, come dimostra lo studio UIL: bastava seguire l’esempio di tante altre città che in tutta Italia hanno introdotto una TASI meno gravosa e decisamente più equa di quella del Comune di Bergamo.
Antonio Misiani
Deputato PD
Commissione bilancio
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RADUNO DI ROVETTA: MISIANI (PD), INSODDISFATTI DELLA RISPOSTA DEL GOVERNO

Il deputato bergamasco del PD, Antonio Misiani, è intervenuto in Aula alla Camera in merito all’interpellanza urgente presentata dall’on.Pia Locatelli sulla questione del raduno neofascista di Rovetta. “Non posso dirmi soddisfatto della risposta del governo” – ha affermato Misiani – “il raduno in oggetto non è una composta riunione di reduci della Repubblica Sociale Italiana, è la maggiore adunata neofascista di questo Paese che dal 1986 coinvolge e porta, in provincia di Bergamo, centinaia di nostalgici del fascismo, con una simbologia che rappresenta una offesa nei confronti di una terra e di un popolo, quello bergamasco, che come tante parti di questo Paese si è battuto contro l’oppressione nazifascista, pagando un prezzo altissimo, anche per mano della divisione «Tagliamento». Noi riteniamo che questo raduno violi la Costituzione, che sancisce il divieto di riorganizzare
sotto qualunque forma il disciolto partito fascista. Viola la legge vigente che considera reato l’apologia di fascismo e reato l’incitazione alla violenza e all’odio e alla discriminazione per
motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Fatto ancor più grave, quest’anno l’adunata si svolge in concomitanza con il 25 maggio, con un grande momento di democrazia: le elezioni europee e amministrative che peraltro, come tutti gli appuntamenti elettorali, inibiscono, il
giorno delle votazioni, qualunque tipo di manifestazione dal contenuto politico e propagandistico.” “Per tutti questi motivi” – ha concluso Misiani – “con tutto il rispetto delle posizioni espresse dal Governo, noi non possiamo dirci soddisfatti.”

On. Antonio Misiani
Deputato PD
V Commissione Bilancio

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Comunicato stampa RADUNO NEOFASCISTA DI ROVETTA (BG): MISIANI (PD), INTERVENGA IL MINISTRO DELL’INTERNO

Il 25 maggio prossimo, lo stesso giorno delle elezioni europee e amministrative, a Rovetta (BG) si dovrebbe tenere – come avviene ogni anno dal 1986 – un raduno per commemorare i 43 miliziani della Repubblica Sociale Italiana della Legione Tagliamento fucilati dai partigiani il 28 aprile 1945. Il giorno precedente a Lovere (BG) dovrebbe svolgersi un incontro commemorativo di analogo tenore. La Legione Tagliamento celebrata dai nostalgici del fascismo si è ripetutamente macchiata di crimini di guerra quali tortura, stupri, omicidi, deportazioni, incendi di interi paesi. L’evento di Rovetta è da tempo considerato, per numero di partecipanti dall’Italia e dall’estero, la principale manifestazione nazifascista d’Italia, con un revival a base di inni, slogan, teste rasate, aquile romane, divise da “camerata”, bandiere, immagini del Duce, ecc. All’incontro prendono parte centinaia di neofascisti, tra cui diversi pregiudicati per atti di razzismo e violenza. “Su questa vicenda” – ricorda il deputato bergamasco del PD Antonio Misiani – “intervenni l’anno scorso con un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno. Un anno dopo, la provincia di Bergamo – una terra che si è ribellata con coraggio e a caro prezzo contro gli oppressori nazifascisti – rischia di dover nuovamente subire la vergogna di un raduno che offende la memoria della Resistenza e viola palesemente la Costituzione (che nelle Disposizioni transitorie finali vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista) e le leggi vigenti (che considerano reato l’apologia di fascismo e l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali). Fatto ancor più grave, il raduno di quest’anno è stato previsto e organizzato in concomitanza con le elezioni europee e amministrative, nonostante il divieto di comizi e riunioni di propaganda politica stabilito per legge. E’ una situazione inaccettabile, che non può e non deve lasciare indifferenti le Istituzioni preposte alla tutela delle leggi e dell’ordine pubblico, a partire dal Ministro dell’Interno a cui rivolgeremo ufficialmente una richiesta di intervento.”
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MISIANI: BASTA CON LE STRUMENTALIZZAZIONI, SI PARLI DEI PROBLEMI DELLA CITTA’

Giorgio Gori ha fatto bene: la sua decisione mette un punto fermo senza aspettare la conclusione degli accertamenti e permette di riportare al centro del dibattito il futuro della città. I sostenitori di Tentorio proveranno, con tutta probabilità, a inasprire la loro campagna di denigrazione, ma il loro tentativo andrà a vuoto. Se ne facciano una ragione: la stragrande maggioranza dei bergamaschi si rende perfettamente conto della natura strumentale di questi attacchi, crede assai poco alle lezioni di moralità impartite da chi ha governato in Lombardia a braccetto con inquisiti di vario genere,  comprende bene che i sostenitori di Tentorio tentano di buttarla in rissa per nascondere cinque anni di immobilismo e un totale vuoto di progetti per il futuro. Prima del 25 maggio, volenti o nolenti, Lega e Forza Italia dovranno spiegare ai bergamaschi cosa vogliono fare per risolvere i problemi di Bergamo. Rimaniamo in trepidante attesa: ci facciano conoscere le loro idee, si confrontino sui programmi, ci raccontino cosa vogliono fare per la città. E la smettano di aggredire a testa bassa i loro avversari.
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NOTIZIARIO COMUNALE: MISIANI E CARNEVALI SCRIVONO AL PREFETTO PER BLOCCARE LA DISTRIBUZIONE

La distribuzione in piena campagna elettorale del notiziario comunale è una palese e grave violazione della normativa vigente, che vieta (art. 9, comma 1 della Legge 28/2000) ogni comunicazione istituzionale se non in forma impersonale e soltanto se indispensabile all’assolvimento dei compiti istituzionali. Qui di impersonale non c’è proprio nulla, perché parliamo di un bollettino propagandistico con tanto di foto del sindaco Tentorio e degli assessori (quasi tutti ricandidati alle elezioni), in distribuzione a tutte le famiglie bergamasche, costato ben 30 mila euro ai contribuenti e, oltretutto, con un titolo (“Bergamo in progress”) ripreso pari pari dal programma elettorale 2014-2019 di Forza Italia.
Per tutti questi motivi abbiamo scritto al Prefetto di Bergamo, a cui chiediamo di intervenire sollecitando al Comune di Bergamo l’immediata sospensione della distribuzione del notiziario e il ritiro delle copie già consegnate.
Antonio Misiani (deputato PD)
Elena Carnevali (deputato PD)
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VENERDI’ 9 MAGGIO ore 18.00 UN REDDITO DI INCLUSIONE PER BERGAMO?

Presso Sala circolo culturale “Luigi e Roberto Minardi” Via Borgo S. Caterina, 62 – BERGAMO

Introduce: Maria Carolina MARCHESI Candidata PD Comune di Bergamo
Coordina i lavori: Alberto VERGALLI Candidato PD Comune di Bergamo
Ne discutono:

  • Elena CARNEVALI Deputato PD – Commissione aff. sociali Camera
  • Savino PEZZOTTA Già Segretario nazionale CISL
  • Maria Cecilia GUERRA Senatrice PD – Commissione finanze Senato
  • Egidio RIVA Università Cattolica di Milano

Conclude:
Giorgio GORI Candidato Sindaco di Bergamo del centrosinistra

Sono state invitate le principali realtà che operano nel campo della povertà nella città di Bergamo

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MISIANI, COMUNE: CHI INFANGA BERGAMO, SIGNOR SINDACO?

Che Tentorio sia nervoso, è comprensibile: la debolezza del centrodestra bergamasco è sotto gli occhi di tutti. Ma oggi è andato decisamente fuori strada. Invece di accusare a vanvera il proprio avversario, dovrebbe mettere ordine in casa propria. Se c’è infatti qualcuno che infanga il buon nome di Bergamo, è l’assessore della giunta Tentorio che ha avuto la “geniale” idea di installare in piena campagna elettorale le panchine anti-clochard facendo esplodere una polemica che è finita sui media nazionali. Se c’è qualcuno che infanga il buon nome di Bergamo è quel sostenitore di Tentorio e candidato di Forza Italia che ha scritto una lettera aperta a Gori parlando di “razza negroide” e “razza caucasica” come se fossimo nel Sudafrica di cinquant’anni fa. E l’elenco potrebbe continuare, testimoniando un retroterra culturale dei sostenitori di Tentorio decisamente inquietante. Chi infanga Bergamo, signor Sindaco?

Antonio Misiani
Deputato P

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