Archivi del mese: maggio 2013

Comunicato – Presentazione proposta di legge per ridurre l’IMU sulle case affittate a canone concordato

IMU: MISIANI (PD), RIDURLA DRASTICAMENTE PER LE CASE AFFITTATE A CANONE CONCORDATO

In Italia c’è una grave emergenza abitativa di cui ben pochi si occupano. Il dibattito sull’IMU è esclusivamente concentrato sull’abolizione di quella sulle prime case, sottovalutando l’impatto drammatico che la nuova imposta ha avuto sulle abitazioni affittate. I dati di una recente indagine di Confedilizia sono impressionanti: rispetto alla vecchia ICI l’imposizione è in forte aumento, ma per gli immobili affittati a canone concordato siamo di fronte ad una stangata insostenibile. La media dei capoluoghi di regione è +409%. Nella città di Bergamo, dove peraltro il Comune ha deciso di applicare un’aliquota agevolata per le abitazioni affittate a canone concordato (0,6% a fronte di un’aliquota dell’1,06% per gli altri immobili) l’aumento è pari a +220%. In generale, siamo di fronte ad una penalizzazione insostenibile e ingiusta, perché colpisce proprietari che decidono di mettere sul mercato della locazione i loro immobili a canoni calmierati, trattandoli in gran parte dei comuni italiani peggio di chi decide di lasciare sfitta (o di affittare in nero) la propria seconda o terza casa, pagando la stessa aliquota IMU e beneficiando dell’assorbimento nell’IMU dell’IRPEF sugli immobili tenuti a disposizione.

Come ha sottolineato il presidente del consiglio Letta, è tempo di rilanciare una politica per la casa. In questo contesto, bisogna prestare particolare attenzione agli oltre 5 milioni di famiglie che vivono in affitto, quasi meta delle quali è in condizione di disagio abitativo perché paga canoni superiori al 30% del reddito familiare. La proposta, oggetto di un disegno di legge che ho depositato insieme all’on. Causi, è semplice: abbattere dallo 0,76% allo 0,4% l’aliquota base per le case affittate a canone concordato (finora prevista solo come facoltà per i comuni e a carico dei loro bilanci), finanziando questa riduzione con un leggero aumento dallo 0,76% allo 0,8% dell’aliquota base sulle abitazioni sfitte. E’ una rimodulazione sollecitata da più parti – associazioni dei piccoli proprietari e sindacati degli inquilini in primis – che punta ad incentivare la diffusione del canone concordato come strumento principe per calmierare il mercato delle locazioni e aiutare concretamente le famiglie italiane che vivono in affitto.

Allegato:

1) testo della proposta di legge

http://antoniomisiani.myblog.it/media/00/02/98703899.doc

2) scheda riassuntiva della proposta di legge

http://antoniomisiani.myblog.it/media/00/02/98703899.doc

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Comunicato: servizio civile – Misiani: occorre trovare i fondi governativi per rilanciare questo strumento

“Il servizio civile è un’opportunità importante di impegno dei giovani al servizio della comunità. Sono tra coloro che hanno sottoscritto l’appello lanciato dalla Conferenza nazionale enti servizio civile e sono convinto che vada fatto ogni sforzo per trovare i fondi governativi per rilanciare questo strumento” afferma Antonio Misiani, deputato e tesoriere nazionale PD. “Non è una bella notizia quella apparsa oggi sui giornali locali. Il bando 2013 si deve fare, perchè, giustamente, lo aspettano molti bergamaschi e per molti enti del terzo settore avere dei progetti significa poter avere presenti dei ragazzi e operare efficacemente.” Secondo Misiani “Va chiesta a tutti una precisa assunzione di responsabilità: il governo trovi le risorse, gli enti di terzo settore garantiscano un’applicazione rigorosa della normativa, il Parlamento discuta una riforma organica del settore ripartendo dalle proposte di legge presentate nella scorsa legislatura”.

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Comunicato stampa – Area ospedali riuniti, Misiani: Comune e Regione definiscano una strategia di uscita

Antonio Misiani, deputato e tesoriere nazionale PD dichiara: <L’asta per l’acquisizione dei terreni dei vecchi Ospedali Riuniti è andata deserta per la seconda volta. E’ una pessima notizia per tutti: l’area riveste infatti un’importanza fondamentale per Bergamo, che corre il rischio della creazione di un gigantesco “buco nero” urbanistico in uno dei quartieri residenziali più significativi della città.
Ora è necessario che le Istituzioni pubbliche (in primis il Comune e la Regione) definiscano e condividano una strategia di uscita – possibilmente diversa dalla vendita a lotti – da una situazione di stallo insostenibile. Vanno inoltre riannodati i fili del dialogo con la cittadinanza, che ha il sacrosanto diritto di ricevere una spiegazione di quanto è avvenuto e di discutere in modo aperto e trasparente sulle prospettive future. >

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