Archivi del mese: gennaio 2012

Parcheggio del Nuovo Ospedale, tariffe elevate

Potrebbe costare 500 euro l’abbonamento di un anno, destinato ai dipendenti, per un posto auto; 10 euro lasciare la macchina una notte, magari per assistere un parente malato: sono queste le tariffe previste per il parcheggio per il nuovo ospedale. Tariffe giudicate troppo elevate dai dipendenti e da alcuni utenti. Il Partito Democratico ha presentato un’interpellanza per chiedere alla Provincia ed al Comune di avviare un confronto per trovare un accordo più conveniente per dipendenti e lavoratori, e per conoscere i possibili accordi per realizzare una rete efficace di trasporto pubblico, considerando il notevole flusso di utenza giornaliera cittadina e provinciale su un’area decentrata del territorio cittadino

Nell’accordo di programma per la costruzione del Nuovo Ospedale sottoscritto il 7 aprile 2000 la Provincia di Bergamo si era assunta infatti l’impegno di realizzare i parcheggi “secondo le indicazioni dell’Azienda Ospedaliera, individuando la modalità di realizzazione e gestione più efficace all’interno del quadro di riferimento del sistema del trasporto pubblico e della mobilità provinciale”. In cambio della realizzazione dell’opera, affidata ad ABM2 SpA, e successivamente ad una società privata, la “Bergamo Hospital Parking SpA” (BHP), la nuova concessionaria ha ottenuto la gestione economica dei parcheggi e delle attività commerciali insediate nella struttura nonché la revisione dell’accordo finanziario motivandolo con i ritardi e le modifiche apportate al progetto iniziale.

L’ accordo transattivo ha definito una cifra di 9,5 milioni di euro che rappresenta il maggior costo dell’opera dovuto ai ritardi e alle modifiche subentrate nel corso del tempo. Sono anche state definiti, tra Provincia e PHP, gli importi massimi delle tariffe di parcheggio e sul costo del posto auto per i dipendenti dell’Ospedale.

Le scelte della Provincia causerebbero a dipendenti, utenti e visitatori oneri economici non indifferenti.

In particolare:

  • più di 500 euro annui a carico dei dipendenti (circa 3.000) per eventuale l’abbonamento del posto auto
  • una franchigia oraria limitata a 15 minuti che, a fronte dello spazio da percorrere tra auto e uffici, comporterebbe oggettivi disagi essendo troppo pochi per chi deve anche solo consegnare un modulo allo sportello
  • il costo orario del parcheggio sarà di 1,10 euro, nettamente superiore a quello di altre strutture ospedaliere del nostro territorio (Treviglio: gratuito per dipendenti e visitatori; Seriate: gratuito per i dipendenti, 0,60 euro per i visitatori). Questi costi comporterebbero, ad esempio, una spese di circa 10 euro a notte a carico di chi deve sostare in ospedale per assistere un malato.

All’amministrazione provinciale e comunale è stata presentata, da una rappresentanza dei consiglieri sanitari infermieristici una richiesta di revisione, di queste tariffe.

Nell’interrogazione presentata, i consiglieri Pd Matteo Rossi, Elena Carnevali e Marco Brembilla inoltre chiedono alla Provincia e al Comune: “quali sono state (se ci sono state) le risposte fornite da codesta amministrazione alle richieste pervenute da dipendenti e cittadini; se intende promuovere un’azione di confronto con l’obiettivo di rivedere le tariffe per il parcheggio per dipendenti e utenti; se in Provincia è stato effettuato, come assunto e promesso in seguito ad una raccomandazione in sede di emendamenti al bilancio di previsione 2011, un aggiornamento dello studio di fattibilità dell’utilizzo urbano della tratta ferroviaria Ponte-Bergamo-Albano, che potrebbe costituire un elemento strategico per il raggiungimento del nuovo ospedale attraverso l’utilizzo del trasporto pubblico”.

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Il PD porta in Regione e in Comune il caso degli alloggi Aler di via Carnovali

Il consigliere regionale PD Maurizio Martina e il capogruppo Pd in Comune,Elena Carnevali, hanno presentato ai rispettivi assessori competenti un’interpellanza sul cantiere Aler di via Carnovali, a Bergamo, dove i lavori per la realizzazione di 90 alloggi e 82 box interrati sono cominciati nel 2003, a sarebbero dovuti terminare nel 2005.

Le imprese a cui erano stati affidati i primi due appalti sono però fallite, e dopo uno stop durato anni solo nel luglio scorso si arriva alla gara che avrebbe dovuto rimettere in moto i lavori. Dall’esame delle offerte risulta in effetti un’impresa vincitrice, che si è però presentata con uno sconto troppo alto (superando il 50%, su una base d’asta nel frattempo lievitata dai 6.773.922 iniziali a 7.800.000 euro).

Ad oggi i lavori non sono ancora ripresi ed il cantiere rimane nella sua incuria e decadimento, protraendo la condizione di degrado che da più di 8 anni grava sulla vita del quartiere oltre che sulle attività commerciali. Non solo: nell’ultimo bando per le assegnazioni degli alloggi a canone sociale e moderato i richiedenti sono stati più di 700, mentre la capacità di soddisfacimento della domanda fatica a raggiungere il 10%, per insufficienza di disponibilità alloggiative. Una situazione resa ancor più grave dalle condizioni economiche e sociali, che stanno determinando un incremento degli sfratti negli alloggi a mercato libero segnalato più volte dai sindacati e dalle organizzazioni sociali

Riguardo la condizione di questo cantiere dell’Aler di Bergamo sono già state poste due interrogazioni all’assessore competente della Regione Lombardia – scrivono Martina e Carnevali – di cui l’ultima nel mese di ottobre 2011: erano stati assicurati lo sblocco del cantiere e una ripresa celere dei lavori. Il Partito democratico chiede ora di conoscere quali sono i motivi che stanno determinando l’ennesimo e insostenibile ritardo della ripresa dei lavori; quali iniziative ha intrapreso l’Aler di Bergamo per la riassegnazione dei lavori; quando, con una prevedibile data certa si pensa di riprendere i lavori e consegnare al quartiere e alla città nuove disponibilità di alloggi e il recupero di un’area degradata”.

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Brembilla (PD): “Parcheggio selvaggio: perché l’amministrazione non sanziona i furbi?”

Da tempo ormai si assiste a fenomeni diffusi e continui di non rispetto sia dei divieti di sosta, sia dei divieti d’accesso nelle ZTL: basta passeggiare per le vie della città per vedere come, purtroppo, il parcheggio selvaggio stia diventando un’abitudine per molti bergamaschi.

In largo Rezzara, piazza Pontida e largo Cinque vie, ad esempio, vi sono macchine parcheggiate a ogni ora (si badi bene che non sono solo in divieto di sosta, ma nell’unico varco possibile dal largo Cinque vie c’è un cartello ben visibile di divieto d’accesso).

Attorno alla Procura della Repubblica (ex Tribunale) sui tre lati di piazza Dante, via S. Michele e via Brigata Alpina Orobica, sono parcheggiate auto, molte senza alcun contrassegno, altre con permesso per residenti e pochissimi veicoli legati alle attività della procura (peraltro l’invasione massiccia avviene soprattutto il sabato e la domenica quando gli uffici sono chiusi). Si tenga presente che l’unico accesso carrale possibile è da via Petrarca dove è posizionato un cartello con divieto d’accesso “eccetto veicoli di polizia giudiziaria”.

In via Orio da anni è in vigore una Zona a Traffico Limitato in ingresso alla città con esclusione dei giorni feriali dalle 7 alle 9.30. Al di là delle discussioni pro o contro, ormai non esiste più nessun controllo per cui tutti entrano tranquillamente perché sicuri di farla franca. La situazione sta provocando la comprensibile reazione dei residenti che, ogni anno, pagano per avere il contrassegno che consente loro di entrare; molti di loro giustamente non intendono più pagare per avere un permesso che tutti comunque “ottengono” gratis.

Sul piazzale del Cimitero civico (anche qui divieto d’accesso prima ancora che di sosta) molti parcheggiano in assoluta tranquillità, nonostante i numerosi posti adibiti a parcheggio presenti prima dell’accesso al piazzale, dove con estrema facilità si può trovare posto.

Nella zona di piazza del Delfino vi sono auto parcheggiate a tutte le ore che rendono pericoloso l’incrocio tra le auto che salgono da via Pignolo e le auto che (spesso infrangendo la Ztl) scendono da via Pignolo verso via Masone.

Sono solo alcuni esempi (se ne potrebbero citare molti altri), che comunque denotano un malcostume dilagante di non rispetto delle regole che trova terreno fertile in assenza di adeguati controlli.

Senza voler infierire su nessuno, è opportuno incentivare l’educazione civica degli automobilisti anche attraverso severi controlli e sanzioni; tra l’altro conoscendo la situazione economica dell’Amministrazione comunale questo aiuterebbe a rimpinguare le casse comunali. Non sarebbe mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma in quelle dei “furbi” che ritengono di poter fare sempre e comunque i propri comodi.

Per questo motivo il Partito democratico ha depositato un’interpellanza, firmata da tutti i gruppi di minoranza, per chiedere al sindaco e all’assessore competente di chiarire quali sono le intenzioni della giunta sul tema della lotta al parcheggio selvaggio: «se non ritengono – chiede il documento – di dover intervenire al più presto per contrastare questa “moda” del “vado e parcheggio dove mi pare” oppure quali sono i motivi per l’assenza di adeguati controlli».

Marco Brembilla, consigliere comunale Partito democratico

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Troppi incidenti a Bergamo, le minoranze chiedono investimenti per la sicurezza

Bergamo città più pericolosa d’Italia: i dati di Euromobility parlano chiaro, con una media di 3 incidenti ogni cento abitanti contro l’,125 del resto del Paese. E parlano chiaro anche le cronache delle ultime settimane: incidenti anche gravi che hanno coinvolto automobilisti, motociclisti e pedoni non sulle strade a scorrimento veloce della provincia, ma nel pieno centro di Bergamo.

Per cercare di invertire questa tendenza i consiglieri comunali Pd Elena Carnevali e Giacomo Angeloni hanno presentato a palazzo Frizzoni un ordine del giorno firmato da tutte le minoranze, che si concentra proprio sulla sicurezza stradale.

In un momento in cui le risorse finanziarie sono scarse – scrivono Carnevali e Angeloni – occorre individuare con precisione gli obiettivi su cui investire. Noi chiediamo di dare la priorità assoluta, nel Piano delle opere pubbliche delle manutenzioni stradali ordinarie e straordinarie, agli interventi necessari a garantire la sicurezza stradale e pedonale nelle zone più critiche e urgenti, definendo un cronoprogramma sulla base dello studio già effettuato (ma da aggiornare) dal settore Sicurezza Urbana”.

Nel settembre 2011 l’amministrazione comunale ha infatti presentato uno studio approfondito degli oltre 10 mila incidenti avvenuti in questi ultimi cinque anni nella nostra città, sui dati registrati dal settore Sicurezza urbana e dalla Protezione civile del Comune di Bergamo, in grado di individuare anche le vie più colpite dagli incidenti monitorando e confrontando con un vero e proprio calcolo matematico anche le conseguenze di ogni episodio fra deceduti, feriti, e illesi.

E’ stato indicato un «indice di gravità» che tiene conto con grande precisione di quanto accaduto dal 2006 al 2010 e ben rappresentato da una mappa della città dove via Borgo Palazzo è segnalata proprio in nero, al quale si deve aggiungere la gravità della situazione in via A. Mai segnalata più volte dal Consiglio d’Istituito Lussana .

Nell’analisi dei punti critici, seppur con una valutazione meno negativa, in rosso sono state segnalate altre 17 realtà su cui assolutamente si dovrà cercare di intervenire: per fare qualche esempio si tratta della rotatoria dell’Autostrada, di largo Porta Nuova-piazza Matteotti, della rotonda di via san Bernardino (circonvallazione) o di via Carducci (incrocio via King e D’Acquisto e incrocio via Gaudenzi e Leopardi).

Da uno studio commissionato dall’Associazione vittime della strada emerge inoltre che il 55 per cento degli incidenti urbani gravi in Italia vengono causati da para pedoni in ferro, particolarmente pericolosi per ciclisti e motociclisti. Questi stessi dissuasori sono coinvolti nella dinamica dell’incidente avvenuto in via Mai il 28 dicembre scorso, che è costato la vita a due ragazzi.

Per questo l’ordine del giorno delle minoranze chiede anche di “inserire  nel prossimo Piano delle opere pubbliche, programmi un intervento urgente di sostituzione dei vecchi para pedoni metallici presenti in modo massiccio nelle vie della città con quelli in nuova generazione in gomma”

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Il PD scrive a El Pais: “Bergamo non è la Lega”

Il consigliere provinciale PD Matteo Rossi e i consiglieri comunali Elena Carnevali e Sergio Gandi hanno inviato al direttore di El Pais, Javier Moreno, una lettera di risposta all’articolo pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano spagnolo sul comizio tenuto da Bossi ad Albino. (Qui l’Eco di Bergamo riassume il pezzo apparso su El Pais)

Di seguito, la traduzione italiana del testo spedito:

Egregio direttore,

abbiamo letto l’articolo da voi pubblicato nei giorni scorsi dal titolo “La Liga Norte se radicalizza en la oposiciòn” nel quale avete riportato i contenuti del discorso che Umberto Bossi ha tenuto in un Comune del nostro territorio: dagli insulti contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle invettive contro l’Europa  condite di parole che rievocano la secessione e di espressioni volgari e propagandistiche.

In questi anni il partito della Lega Nord non ci ha solo abituato a parole irricevibili, ma a quelle ha fatto seguire azioni di governo che non hanno migliorato il benessere dei cittadini né a livello statale né nei territori dove i dirigenti della Lega hanno avuto cariche di governo e ruoli di responsabilità. Pensiamo che di questo gli italiani, soprattutto al nord, se ne siano ormai accorti: troppe le promesse non mantenute, troppa l’ipocrisia di passare all’opposizione del nuovo governo Monti dopo aver portato l’Italia sull’orlo del baratro.

Ma ciò che ci interessa provare a spiegare ai vostri numerosi lettori, non è solo questo. Vogliamo testimoniarvi che la nostra terra è un luogo di arte, bellezza, solidarietà, amicizia. E lo diciamo anche perché non vorremmo che oltre al danno ci venisse riservata anche la beffa di un’immagine internazionale negativa proprio nei mesi in cui si deciderà, tra diverse candidature, la “Capitale europea della cultura”, appuntamento per il quale la nostra città ha tutte le carte in regola per essere scelta.

Vorremmo dirvi che siamo orgogliosi di sentirci parte di un territorio, quello del Comune di Bergamo e della provincia bergamasca, che è fatto di cittadini e di lavoratori sicuramente migliori di chi oggi li governa e lontani dagli stereotipi di razzismo ed egoismo che i dirigenti della Lega vogliono provare a cucirci addosso.

Bergamo non è solo Lega, nel nostro Comune  ad esempio non c’è mai stato un sindaco leghista, ma anche i bergamaschi sono molto più e molto meglio. Oltre ad essere terra di fascino, di arte, di scienza, Bergamo ha un popolo solidale e accogliente. Bergamo è una storia intrecciata a doppio filo con l’unità nazionale alla quale hanno contribuito numerosi giovani che presero parte alla “spedizione dei Mille” di Garibaldi.

Per questo vi invitiamo a venire nella nostra città e a raccontare quello che veramente siamo, al di là del rumore di chi sa solo urlare e distruggere, e per vedere quello che siamo capaci di costruire in positivo, spesso in silenzio e senza clamore, come sanno fare i veri bergamaschi.

Hasta luego.

Matteo Rossi, consigliere provinciale Partito Democratico Bergamo

Elena Carnevali e Sergio Gandi, consiglieri comunali Partito Democratico Bergamo

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