Archivi del mese: agosto 2011

Manovra: Misiani (Pd), sacrosanta la protesta dei sindaci

La protesta è sacrosanta e il suo carattere trasversale le conferisce una particolare valenza. In poco tempo il mondo delle autonomie locali è passato dalle promesse miracolistiche legate all’attuazione del federalismo fiscale al risveglio amarissimo di tre manovre (quella del 2010 e i due decreti di quest’estate) che hanno scaricato sugli enti locali una parte del tutto sproporzionata dello sforzo di risanamento dei conti pubblici. Oggi i comuni sono vicini al punto di rottura, tra tagli insostenibili dei loro bilanci e “riforme” affrettate e raffazzonate che individuano nelle istituzioni democratiche locali un comodo capro espiatorio da dare in pasto all’opinione pubblica che chiede meno costi della politica.
Il nodo degli enti locali è uno dei piú delicati delle due manovre dell’estate 2011. Senza un chiaro cambio di rotta, il rischio non è solo la morte nella culla del federalismo fiscale, ma soprattutto un colpo durissimo per la crescita (che non riparte se gli investimenti locali crollano) e la coesione sociale (che dipende in misura cruciale dalla tenuta del welfare territoriale).
Il Pd ha presentato da tempo le sue controproposte: il ridimensionamento dei tagli, spostando il riequilibrio dei conti pubblici sulle amministrazioni centrali; un piano serio di razionalizzazione e accorpamento delle province; la gestione associata dei servizi obbligatoria per i piccoli comuni come chiave per recuperare efficienza e risorse a livello municipale. Sono proposte che coincidono in larga parte con quelle avanzate dalle autonomie locali. Ci auguriamo che il Governo le raccolga, iniziando a cambiare segno ad una manovra iniqua e inefficace.

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Manovra: Misiani (Pd), una valanga di tasse e sacrifici per i soliti noti, nulla per la crescita

Dietro gli specchietti per le allodole dei tagli (parziali) dei costi della politica e del contributo di solidarietà per i redditi (dichiarati) piú alti, si nasconde una valanga di nuove tasse che colpirà i soliti noti, cioè i contribuenti fedeli: tra contributo di solidarietà nazionale e addizionali Irpef regionali e comunali, la stangata sarà nell’ordine di parecchi miliardi di euro. Se al conto aggiungiamo l’aumento delle accise sulla benzina, l’addizionale Ires sulle imprese energetiche, la nuova Imposta municipale (ben piú pesante della vecchia Ici), annessi e connessi, la pressione fiscale nel giro di due anni travolgerà ogni record storico. La verità è che Berlusconi ha messo le mani nelle tasche degli italiani fino a sfondarle, con la scandalosa eccezione degli evasori fiscali che verranno solo sfiorati dal decreto. La manovra segna il de profundis per il federalismo fiscale: quello che Calderoli chiama “anticipo” del federalismo altro non è che la trasformazione forzata degli amministratori regionali e locali in gabellieri al posto del governo, poichè i tagli imposti a comuni, province e regioni sono talmente insostenibili da rendere inevitabile un massiccio aumento di tasse e tariffe locali. Il federalismo fiscale di Bossi e Tremonti avrebbe dovuto portare piú soldi ai territori virtuosi e meno tasse per i cittadini e le imprese: accadrà esattamente il contrario. Dulcis in fundo, la crescita. È la grande assente della manovra: al di là della liberalizzazione delle professioni (ammesso che sopravviva alle pressioni delle lobbies) e di qualche intervento spot, l’impressione è quella di una totale e desolante mancanza di idee per rilanciare lo sviluppo. Non è questa la politica economica che serve all’Italia. Il rigore nei conti pubblici puó e deve essere perseguito con molta piú equità, colpendo in modo realmente incisivo evasione e elusione fiscale, tassando i grandi patrimoni e evitando di appesantire il carico fiscale su lavoro e impresa. L’Italia, soprattutto, ha bisogno di una vera strategia per la crescita: per questo, le ricette liberiste sono uno strada illusoria e inefficace. È necessario invece rilanciare la domanda interna restituendo potere d’acquisto ai redditi medio-bassi e investire risorse mirate sui settori produttivi piú promettenti per il futuro del Paese.

Antonio Misiani
Deputato Pd – Commissione bilancio

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