Archivi del mese: luglio 2011

Eco 18 luglio 2011 Altri 60 milioni per il nuovo ospedale – ma il Pd chiede chiarezza sui costi

Chiedono chiarezza Maurizio Martina e Mario Barboni sulle ultime vicende che riguardano l’ospedale Papa Giovanni XXIII, e annunciano un’interrogazione in Regione, anche alla luce del fatto che nell’assestamento di bilancio che sarà in Aula la prossima settimana, e in particolare nel fondo di rotazione per l’edilizia sanitaria, sono stati stanziati ulteriori 60 milioni di euro per le opere collegate alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero di Bergamo.

«La vicenda degli ex Ospedali riuniti è ormai molto complicata – dichiarano Martina e Barboni -. L’aumento dei costi di realizzazione e i problemi di costruzione, tra cui quello delle infiltrazioni d’acqua, devono trovare una risposta chiara e le responsabilità devono essere accertate».

«Abbiamo appreso in commissione Sanità dell’ulteriore stanziamento di risorse pubbliche, pari a più o meno sessanta milioni di euro, e questo conferma le nostre preoccupazioni e i nostri dubbi. Chiediamo all’assessore Bresciani di spiegare in commissione lo stato dell’arte, per quali specifici interventi saranno destinati i soldi del fondo di rotazione e quali sono le intenzioni dell’assessorato per garantire che il Papa Giovanni XXIII entri al più presto nella sua piena funzionalità e nella disponibilità dei bergamaschi».

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere comunale del Pd Claudio Crescini. Ecco il suo comunicato. «Il nuovo ospedale di Bergamo Beato Giovanni XXIII sta accumulando un crescente ritardo nella sua apertura ed un progressivo aumento dei costi. La prima pietra è stata posta il 26 luglio 2005 e l’inaugurazione era prevista per la primavera del 2010 per una durata complessiva dei lavori di 5 anni».

«Una serie di inconvenienti tecnici attribuibili in diversa misura alla progettazione, alla realizzazione e alle caratteristiche dell’area di costruzione dell’opera stanno ritardando in modo preoccupante la messa in funzione del nuovo ospedale che è stata riprogrammata , ma senza certezza, all’anno 2012 con un ritardo di due anni, mentre il vecchio ospedale di Largo Barozzi venne costruito in tre anni (1927-1930)».

«Per quanto riguarda l’aspetto economico il costo preventivato per la realizzazione dell’opera è passato da 340 milioni di euro a 420 ed è ancora in crescita e non è dato sapere a quanto ammonterà a lavori conclusi. A ciò si associa la problematica non indifferente per l’assetto urbanistico futuro della città di Bergamo della valorizzazione dell’area del vecchio ospedale la cui alienazione dovrebbe fornire, in base all’accordo di programma, una parte delle risorse economiche destinate a coprire il costo del nuovo».

«L’aumento dei costi potrebbe di conseguenza indurre Regione Lombardia a recuperare il massimo delle risorse economiche dalla vendita dell’area di Largo Barozzi con gravi e negative conseguenze per il territorio e gli abitanti. Una grande opera di questa importanza per la salute della popolazione e per il futuro della città deve al più presto essere completata superando tutte le difficoltà che sono insorte negli anni e che ancora sembrano essere presenti».

«Per questo il Consiglio Comunale di Bergamo su richiesta di un consigliere del Partito Democratico ha già effettuato due sopralluoghi al cantiere del nuovo ospedale, il primo nell’autunno 2010 e il secondo nella primavera 2011. Queste due visite hanno permesso ai consiglieri comunali di verificare lo stato dei lavori, di raccogliere una serie di informazioni sulle problematiche e sulle criticità ancora presenti e di esprimere il proprio sostegno e ringraziamento per il lavoro svolto all’Amministrazione Ospedaliera precedente ed attuale, entrambe impegnate fortemente nell’opera di realizzazione della struttura».

«Purtroppo ci troviamo spiacevolmente di fronte al dilatarsi dei tempi di realizzazione, all’assenza di certezze sulla data di apertura del nuovo ospedale, in presenza di un impegno economico crescente e non quantificabile e siamo tutti turbati da notizie incontrollate, contraddittorie e preoccupanti in merito ad ulteriori criticità a carico dell’opera».

«Per questo riteniamo indispensabile che tutta la popolazione bergamasca, che con fiducia e pazienza attende di vedere in funzione il nuovo ospedale, infrastruttura fondamentale per lo sviluppo di Bergamo, sia messa al corrente e costantemente aggiornata della reale situazione, dello stato dei lavori e anche dei problemi che ritardano od ostacolano l’inaugurazione in un quadro di informazione e trasparenza che non può non giovare alla realizzazione di un’opera fondamentale per tutta la comunità».

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Gandi (PD): “Quanto costa ai cittadini la propaganda leghista?”

Da più parti, in questi giorni, si sente parlare dei cosiddetti costi della politica: lo stipendio dei parlamentari, ad esempio, e, a livello locale, il costo di funzionamento di alcune istituzioni, le province su tutte. Pochi parlano dei costi indotti da scelte amministrative inutili e ineffettive, dettate da ragioni di propaganda e che rimangono sulla carta, non potendo trovare attuazione.

Costi veri, che tutti i cittadini pagano e che nessuno misura.

Tre esempi.

Abbiamo discusso in commissione bilancio delle modifiche che la Lega Nord ha apportato (il PDL ed il Sindaco, anche in città, si limitano a dire di sì) al progetto del civico 33 di via Quarenghi. Nato durante l’amministrazione Bruni con lo scopo di riportare nella via giovani coppie e di articolare diversamente il tessuto sociale, oggi è stato stravolto: le abitazioni sono state dimezzate (e con esse le giovani coppie) e al loro posto arriveranno gli uffici dei lavori pubblici.

L’assessore Facoetti ha dovuto ammettere che le modifiche costeranno un milione di euro e che il contributo regionale si ridurrà di 700 mila euro: un milione e settecentomila euro di perdita secca. E per che cosa? Nessuno lo ha capito. Gli uffici, che porteranno auto senza che vi siano parcheggi, chiuderanno comunque alle cinque del pomeriggio e la via, esattamente come oggi, continuerà a svuotarsi la sera e a mantenere la medesima fisionomia sociale.

A fronte di costi certi (-1.700.000 euro), nessuno è in grado di dire con certezza quali obiettivi saranno così perseguiti.

Il secondo esempio è costituito dalla famigerata ordinanza, sempre di paternità leghista, in tema di prostituzione.

Improvvisamente, alcuni mesi fa, ci viene spiegato che le strade della città sono invase dalle lucciole e che l’unico modo per contrastare il “degrado” è una ordinanza che vieta e sanziona.

Fatto strano, l’ordinanza è a tempo, scade il 30 giugno e una volta scaduta non viene rinnovata.

Evidentemente, il fenomeno che aveva generato un così grande allarme sociale è solo primaverile e cessa d’estate.

Risultato concretamente raggiunto: alcune lucciole straniere (che, come tutti sanno, sono spesso le vittime di un traffico internazionale di ben altre proporzioni) multate i primi giorni di applicazione del provvedimento, nessun cliente colpito e poi l’oblio. Anche in questo caso, dichiarazioni roboanti sui giornali e subito dopo l’ordinanza diviene lettera morta.

Abbiamo chiesto di sapere quanto costa generare questi provvedimenti, in termini di personale a ciò dedicato, per mettere a confronto i benefici ottenuti (nulli) con i costi: nessuno ha risposto.

Infine, l’esempio più eclatante di questi giorni in tema di commercio. In questo caso, l’urgenza è costituita dalla necessità di dare attuazione alle norme pensate in Regione dall’assessore leghista Belotti che, a discapito di tutti i problemi che affliggono il territorio lombardo, ha da tempo una sorta di fissazione: far chiudere i kebab che, a suo dire, costituirebbero una minaccia per Città Alta (ma dove sono, ci chiediamo: l’unico che c’era ha chiuso non riuscendo a sostenere i costi dell’affitto).

Per fare questo si è inventato una norma che, oltre ad essere in contrasto con le regole in tema di commercio, non può essere attuata.

La norma stabilisce che, in alcuni ambiti considerati di pregio, possono essere stabilite le destinazioni commerciali sulla base dei valori architettonici, ambientali e del decoro, del contesto sociale e della salvaguardia della identità e cultura locale.

L’amministrazione cittadina ne ha avviato l’attuazione, creando una situazione paradossale.

Nessun problema sui profili estetici ed architettonici legati al decoro: su questo siamo tutti d’accordo, ma non c’era bisogno di alcuna norma, visto che già oggi, nell’ambito dei contesti più delicati, è necessario avere il via libera di commissione paesaggio e sovrintendenza (così avviene per i dehor).

Diverso è volere stabilire quali attività possano stare in un certo contesto: se la parrucchiera sì e le caramelle no, se la vendita di oggetti etnici no ed i costumi di arlecchino sì.

Questo la legge vigente non lo consente. Chi oggi apre un esercizio di piccole dimensioni (fino a 250 mq) non abbisogna di alcuna autorizzazione, può vendere ciò che vuole e si limita a comunicarlo al comune: è la cosiddetta SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) inventata dal governo amico di Belotti e Tentorio.

Come si concilia questa modalità con la volontà dell’amministrazione di decidere una lista di attività commerciali consentite o meno? Come potranno essere effettuati i controlli, necessariamente dopo l’apertura, liberalizzata, degli esercizi? Chi stabilirà che la vendita di spaghetti o di formaggi francesi è incompatibile con la cultura locale e non può stare in città alta?

Temo che si tratti di problemi irresolubili, rispetto ai quali – se la legislazione nazionale non cambierà – non avremo risposta. Le norme volute da Belotti sono inattuabili.

E intanto, come negli altri casi, tutti noi paghiamo la propaganda leghista sostenendo i costi di interminabili riunioni di commissione e di consiglio comunale e di risorse umane (interi uffici tecnici) impegnate su regolamenti che non possono essere scritti.

Non sono forse anche questi costi improduttivi della politica?

Sergio Gandi, consigliere comunale PD

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Vicesindaco Boltiere: Misiani (PD), la bergamasca non si merita una classe dirigente di questo stampo

Purtroppo la storia si ripete: un altro amministratore pubblico si è fatto riprendere in pose che riecheggiano senza ombra di dubbio il regime fascista. Il nostro giudizio sul singolo fatto è netto: chi si richiama, anche solo con un gesto, ad un’ideologia totalitaria condannata dalla storia e bandita dalla Costituzione non può far parte di assemblee elettive o governi locali. Ma il problema non si limita a Boltiere. Purtroppo anche di recente fatti simili hanno coinvolto amministratori di centrodestra di altri comuni bergamaschi (Ponteranica e Seriate). E’ venuto il momento di dire basta: i dirigenti provinciali di Lega e PDL si dissocino pubblicamente e condannino questi gesti. La bergamasca non si merita una classe dirigente di questo stampo: tutti gli schieramenti politici, centrodestra compreso, hanno il dovere di esprimere amministratori che non tradiscano le istituzioni della Repubblica con gesti vergognosi come quello del vicesindaco di Boltiere.

Antonio Misiani

Deputato Pd

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Sabato 9 tutti a Pontida con Rosi Bindi

chiusa la Festa Democratica provinciale continua la stagione delle feste!

Sul sito www.pdbergamo.it l’elenco completo delle feste che potete visitare ogni sera di luglio per mangiar bene, stare in compagnia e ascoltare qualche concerto o dibattito.
il 7 luglio parte la festa di Costavolpino, l’8 quella di Villa di Serio, il 14 a Carvico e Ghisalba, il 15 la prima festa ad Osio Sopra, lo stesso giorno Boltiere e via dicendo.

Una nota particolare per la prima festa democratica di Pontida, che inizia stasera, e che ha un grande valore simbolico.
Il programma politico prevede per domani 7 luglio alle ore 20.00 il confronto sul tema “IL NORD CAMBIA. FEDERALISMO, TERRITORIO, PARTECIPAZIONE. COSTRUIAMO UN’ALTRA ITALIA”, che vedrà la partecipazione di Davide Zoggia e Matteo Rossi (resp. nazionale e regionale degli enti locali Pd), Davide Boni (Presidente del Consiglio regionale lombardo – Lega Nord) ed Ettore Martinelli della direzione nazionale Pd.
Venerdi 8, sempre alle 20.00, dibattito sui temi d’interesse per l’Isola bergamasca (Monte Canto e SS Briantea) con Serafino Carissimi, Andrea Corbetta, il Sindaco di Cisano Vitali e quello di Pontida, Vanalli delle Lega Nord.
Infine sabato 9, alle ore 20.00, l’intervista a Rosy Bindi con la partecipazione di Maurizio Martina.

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Comunicato – ritardi pagamenti cigs – Misiani (PD): Il ministero deve risolvere la situazione. Preparerò un’interrogazione parlamentare.

Comunicato stampa
<Questa situazione è grave. Il centro destra ha fatto letteralmente “fuoco e fiamme” su semplificazione e lotta alla burocrazia. Ma purtroppo di tanto spettacolo è rimasto solo il fumo e i problemi per i lavoratori.

Occorre snellire le procedure e organizzare meglio il ruolo dei dipendenti del ministero del lavoro (è evidente che l’industria della Lombardia non può essere seguita dallo stesso  numero di funzionari che seguono le industrie del Molise o della Liguria)>.
E aggiunge: <Come evidenziato La situazione che si è determinata mette in crisi le famiglie e spinge, di fatto, ad incentivare il lavoro nero o irregolare. Mi auguro che il Ministero del Lavoro e l’INPS producano iniziative a breve per risolvere la situazione. In ogni caso preparerò un’interrogazione parlamentare per sapere esattamente, tra le altre
cose, com’è organizzato il lavoro al ministero e quanti funzionari seguono la Regione Lombardia.>

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Misiani: “Manovra al di sotto delle necessità Con la rivalutazione delle pensioni bersagliato il ceto medio”

“La manovra economica? Al di sotto delle necessità del paese”. A dirlo il bergamasco Antonio Misani, deputato del Pd, critico nei confronti delle misure decise dal Governo per rimettere in sesto l’economia nazionale e raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014. “A mio parere – prosegue l’esponente dei democratici – è tutto da verificare anche il progetto di risanamento dei conti pubblici. Ma quello che più preoccupa è l’iniquità della manovra”. Tre gli esempi di Misiani circa l’iniquità: “Partiamo dalle pensioni. Con la mancata rivalutazione si danneggeranno, oltre a chi percepisce quelle “d’oro”, chi appartiene al ceto medio, spina dorsale del nostro paese”. Quindi il capitolo della riforma fiscale: “Con le aliquote al 20, 30, 40 per cento avranno benefici soprattutto chi ha redditi alti, cosa che non possiamo permetterci in questo momento storico. Certo ci sono anche positive come la tassazione al 20 per cento sulle rendite, ma è troppo poco”. Infine il commento sulla crescita del paese. “Se vogliamo che l’Italia si rialzi – continua Misiani – è necessario che si attuino riforme per renderla competitiva e non mi sembra che il Governo stia andando in questo senso. L’unica misura valida è la tassazione agevolata per chi imprenditori under 35, per il resto non c’è nulla che possa incoraggiare una crescita”.
Circa l’ipotesi di rinvio dei costi alla polemica il tesoriere nazionale dei democratici ha le idee chiare: “E’ necessario che i costi siano ridotti, che ci siano tagli e che si vada verso la media europea. L’importante è che ci sia anche più trasparenza nella gestione finanziaria dei partiti in base all’articolo 49 della costituzione (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, ndr). Insomma, ci vuole una politica di trasparenza”.

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Rossi e Vergalli: “Orio, il centrodestra pensa al Cda, non agli interessi dei cittadini”

Con l’arrivo della stagione estiva i disagi dei cittadini che vivono nei quartieri e nei Comuni vicini all’aeroporto sono ancor più peggiorati, come testimoniato anche da diverse lettere scritte in questi giorni agli organi di informazione. Ciò che invece ci stupisce è l’assenza delle istituzioni guidate dal centrodestra, tanto impegnate nelle scorse settimane a determinare gli assetti societari, quanto assenti oggi nel dare segnali chiari rispetto alle linee sulle quali intendono operare.

Noi non ci arrendiamo ad una politica che pensa di più ai cda che non agli interessi dei cittadini.

Dal mese di dicembre attendiamo infatti di poter discutere un ordine del giorno, molto semplice e molto concreto, che indica alla Provincia le azioni sulle quali impegnare i propri rappresentanti in Sacbo. Abbiamo chiesto e ottenuto l’incontro tra i Sindaci interessati e le commissioni consiliari, e ora crediamo siano maturi i tempi per prendere una posizione chiara a precisa.

Nel Consiglio Provinciale di lunedì il tema è stato messo nuovamente all’ordine del giorno, chiediamo di non dover più assistere all’ennesimo rinvio, una pratica di assoluto non rispetto per i tanti cittadini che in questi mesi hanno partecipato alle sedute del Consiglio tornando poi a casa delusi avendo sprecato un sacco di tempo per niente.

La Provincia di Bergamo è azionista di Sacbo e in quanto tale, soprattutto dopo il rinnovo delle cariche societarie, ha una chiara responsabilità politica sulla gestione dell’Aeroporto, sull’impatto che esso ha sui cittadini e sul territorio interessato. In questo senso la Giunta ha il dovere di esprimere sia direttamente sia attraverso i propri rappresentanti le proposte più utili per attenuare i disagi che l’Aeroporto causa ai cittadini e perseguire un miglioramento della qualità della loro vita”.

Nell’ordine del giorno, partendo da un convinto sostegno al ruolo che Orio al Serio svolge all’interno delle dinamiche economiche bergamasche, i consiglieri del Pd chiedono al Consiglio Provinciale di esprimersi per indicare a Sacbo 6 impegni precisi e concreti:

1. Effettuare quanto prima uno studio epidemiologico e sanitario sulla salute dei cittadini nelle aree con maggior rumore e rischio

2. Avere regolarmente e costantemente a disposizione dati sull’inquinamento acustico ed ambientale, puntuali e di dettaglio anche attraverso la dislocazione omogenea di centraline fisse sul territorio;

3. Operare per una graduale riduzione numerica dei voli in fascia notturna fino alla loro completa abolizione

4. Adottare tutte le misure sia di mitigazione che di prevenzione per il contenimento dell’inquinamento acustico e per il miglioramento della compatibilità ambientale tra aeroporto e territori interessati, atte a tutelare la vita e la salute dei cittadini che quotidianamente convivono con gli aerei, in un ottica di compatibilità tra il territorio e le sue infrastrutture;

5. Il rispetto del limite massimo di 68.750 movimenti annui autorizzati e previsti dalla V.I.A. del 2003;

6. La messa in atto di tutte le procedute antirumore nell’ambito di scelte condivise con i Comuni direttamente coinvolti;

Matteo Rossi e Alberto Vergalli
(consiglieri provinciali partito democratico)

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Comunicato stampa – Fondo affitti – Martina (PD): la regione aiuti concretamente le famiglie

Maurizio Martina, consigliere e segretario regionale del Partito Democratico in merito alla situazione del fondo affitti dichiara: <Il grave allarme dei sindacati inquilini sul fondo affitti e gli sfratti deve essere ascoltato con attenzione dalla Regione Lombardia. E’ necessario che la giunta Formigono non parli di famiglia solo per propaganda ma che, come in questa occasione, dimostri che la Lombardia è vicina concretamente alle famiglie più deboli.>
E aggiunge <Ricordiamo a Formigoni che a marzo 2011 è stata approvata all’unanimità in consiglio regionale una mozione sulle politiche per la casa che contiene, grazie al PD, un impegno formale per l’aumento delle risorse nazionali da destinare al fondo sostegno affitti.  I dati dicono che il 91% degli sfratti sono dovuti a morosità. Ci sono molte persone in difficoltà economica che non riescono a pagare l’affitto, più di quanto si pensi. Queste persone bussano alle porte dei comuni che intervengono grazie al fondo affitti, ma riescono a soddisfare solo il 30% delle richieste.>

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