Archivi del mese: aprile 2011

Elkassim è a Bergamo – Misiani, PD: Contento per l’esito della vicenda

Antonio Misiani, deputato PD dichiara: <il primo pensiero è di felicità per la famiglia tornata unita dopo una grave ingiustizia subita. Elkassim è stato liberato per motivi interni al Marocco, malgrado l’impegno mio e di altri parlamentari italiani di diversi schieramenti politici.
In questo momento siamo molto contenti per l’esito della vicenda che ha coinvolto un cittadino bergamasco accusato ingiustamente anche se dobbiamo rilevare lo scarso impegno del governo italiano. > e aggiunge <Spero di poter incontrare presto Elkassim di persona>

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Vergalli e Rossi: aspettiamo ancora l’apertura degli uffici della provincia il sabato mattina e il venerdi pomeriggio come promesso il 29 dicembre 2009: 1 anno e mezzo fa. Presenteremo una interrogazione per avere rassicurazioni relative all’avvio dei nuovi orari.

In provincia si fa esattamente  il contrario: l’idea di smantellare gli spazi all’URP (Ufficio Relazioni con il pubblico) per lasciar posto all’ufficio Stampa del Presidente è perfettamente in linea con questo discutibile modo di procedere.

Per fare un esempio tra dichiarazioni e fatti: dove è finita l’estensione degli orari degli uffici provinciali  promessa un anno e mezzo fa dal Presidente?

In data 29 dicembre 2009 Pirovano aveva proclamato ai giornali “Basta fughe  dagli uffici provinciali il venerdì pomeriggio e il sabato mattina”, annunciando l’intenzione, col nuovo anno (il 2010!) , di allungare l’orario di apertura di alcuni uffici provinciali nel fine settimana.

Ad oggi non ci sono stati cambiamenti di sorta. Presenteremo una interrogazione per avere lumi in proposito.

Ora Pirovano lancia alla stampa il nuovo progetto “regala gli uscieri della Provincia al Tribunale”. Esprimendo la nostra solidarietà ai lavoratori, tanto bistrattati da venir considerati alla stregua di pacchi da spostare, aspettiamo con un certo scetticismo la relativa convezione con il Tribunale.

Ricordiamo, ma a solo titolo di cronaca, che già l’anno scorso in questo periodo (evidentemente in primavera dalle parti di Via Tasso fioriscono le idee) Pirovano presentò in pompa magna il progetto di collocare cassintegrati al Tribunale di Bergamo per rimpolpare gli organici degli uffici giudiziari; un proposito malauguratamente dimostratosi velleitario e poco utile (parlano i numeri dei cassintegrati realmente coinvolti: solo 8 e per pochi mesi).

Rileviamo inoltre una predilezione particolare da parte del nostro Presidente per le riunioni all’aria aperta sul Sentierone: prospettata in modo provocatorio  un anno e mezzo fa (si dichiarò infatti disponibile ad un’assemblea all’aperto, magari davanti al Balzer, con la RSU interna) ribadisce oggi ai giornali la medesima battuta.

Evidentemente, nonostante gli oltre 30 mila euro spesi per rifare gli arredi del suo nuovo ufficio (mega-televisore nuovo escluso) e per predisporre la sala riunioni in via Sora, l’attuale presidenza ritiene gli spazi in provincia poco consoni ad una riunione collegiale.

Ecco finalmente spiegata la finalità ultima del nuovo Padiglione interno al Palazzo, tanto agognato dall’Assessore Lanzani.

Alberto Vergalli Consigliere Provinciale PD
Matteo Rossi Consigliere Provinciale PD

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MARTINA E ROSSI (PD) SI FERMINO LE RUSPE: NO ALLA DEMOLIZIONE DEL BORGO DEL MONTE CANTO.

La demolizione del borgo del Monte Canto è un’offesa a tutto il territorio dell’Isola e della Val San Martino: significa cancellare un pezzo di storia  e di affetti degli abitanti di queste zone.

Il coordinamento del Pd dell’Isola Bergamasca, con il consigliere regionale Maurizio Martina e il consigliere provinciale Matteo Rossi, esprimono la più ferma contrarietà alla demolizione del borgo, in quanto da un sopralluogo fatto le zone pericolanti sono solo delle piccole porzioni che potrebbero essere messe in sicurezza in altro modo.

Pertanto la domanda che ci poniamo è perché il Sindaco di Pontida nonché onorevole della Lega Nord abbia fatto questa forzatura nei confronti della Regione Lombardia, costringendola a stanziare una somma di 75.000 euro per la messa in sicurezza. E’ utile ricordare che il Sindaco Vanalli, nonostante l’impegno preso dal Comune di Pontida ad acquistare il borgo insieme agli altri comuni, non ha mai versato la propria quota, osteggiando il funzionamento del PLIS, senza mai dare una motivazione convincente. Ci chiediamo: perchè oggi questa ordinanza? Forse per spingere la Regione Lombardia a vendere ai privati, oltretutto senza più vincoli di conservazione del borgo?

Il Consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Martina chiede agli Assessori bergamaschi del Pirellone Marcello Raimondi e Daniele Belotti – rispettivamente Assessore al Territorio e all’Ambiente – di intervenire per fermare l’abbattimento parziale del Borgo storico del Monte Canto. Lo fa con una lettera urgente indirizzata ai due esponenti bergamaschi della Giunta Formigoni chiedendo un intervento immediato per scongiurare questa eventualità e un’audizione specifica in commissione regionale sia degli Enti Locali coinvolti che del Comitato Monte Canto e Bedesco che da anni lavora per la salvaguardia e lo sviluppo del Parco Locale. Al presidente Pirovano e all’assessore all’ambiente Romanò è invece indirizzata la lettera del consigliere Matteo Rossi in cui si chiede che la Provincia si faccia portavoce delle istanze del territorio.

“Le Amministrazioni comunali che nel 2004 hanno conferito a Regione Lombardia parte delle costruzioni del Borgo si aspettavano un aiuto concreto per la conservazione delle strutture e non certo l’arrivo delle ruspe per l’abbattimento” affermano Martina e Rossi. “Per mettere in sicurezza la zona sono possibili altri interventi-tampone di gran lunga meno radicali. Il Parco Locale del Monte Canto e Bedesco rimane una grande opportunità ma Regione Lombardia ora deve muoversi in modo propositivo, riunendo i Comuni interessati e sbloccando operativamente la situazione”.

Infine, il Pd dell’Isola chiede ai sindaci del PLIS ed in particolare al sindaco di Carvico,  comune capofila,  di intervenire presso la Regione per far sospendere la demolizione per valutare insieme ai Sindaci del Plis eventuali interventi alternativi.

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CAVA DI TELGATE: BARBONI E MARTINA (PD) CHIEDONO ALLA GIUNTA FORMIGONI QUAL E’ IL FUTURO DELL’AREA

Nel documento si ricorda che il 24 luglio 2010 è stata avviata la “procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di gestione produttiva dell’ATEg39 con recupero delle aree mediante attivazione di impianto di discarica per rifiuti inerti ai sensi del D.Lgs/2003” che andrebbe realizzato, appunto, in Comune di Telgate.Barboni e Martina fanno presente anche che “l’ATEg39 è inserito nel Piano Cave della Provincia di Bergamo approvato con deliberazione del Consiglio regionale il 14 maggio 2008 VIII/619 e prevede l’escavazione in 10 anni di 2 milioni di metri cubi con un residuo stimato intorno ai 400mila metri cubi”.

In proposito, proseguono gli esponenti del Pd, “il Tribunale amministrativo di Brescia, con sentenza n. 04558/2010, conferma l’avvenuta caducazione del Piano Cave di Bergamo richiamata dalla sentenza n. 01607/2010”. Inoltre, “il Progetto si colloca in un’area che, come ripreso dalla Relazione dello studio di impatto ambientale della proponente, vede la presenza, all’atto della redazione del Ppgr, di 142 unità di impianti autorizzati dalla Provincia di Bergamo per il trattamento dei rifiuti, tale da richiedere una valutazione complessiva del progetto attraverso una valutazione ambientale strategica dell’intero territorio bergamasco”.

A fronte di tutto ciò, è palese, dicono Barboni e Martina “la contrarietà delle popolazioni locali, preoccupate sia per le tipologie di rifiuti stoccabili che per la localizzazione della discarica in un’area di riserva ottimale e di ricarica degli acquiferi profondi così come richiamato dalla Tavola 9 della Cartografia del Piano provinciale indicante le aree di riserva e di ricarica e captazioni ad uso potabile”.

Alla Giunta Formigoni il Pd chiede, dunque, di sapere “quale sia, attualmente, la situazione procedurale del progetto di gestione produttiva dell’ATEg39; quale sia l’attuale situazione del Piano Cave di Bergamo, se vada cioè inteso l’annullamento complessivo del Piano o unicamente gli elementi all’attenzione dei giudici amministrativi; quali siano state, di conseguenza, le direttive inviate agli uffici a seguito delle sentenze del Tribunale amministrativo per l’espletamento delle procedure in itinere; se non ritenga opportuno valutare le scelte localizzative, tra cui quella in oggetto, stante la numerosità delle unità presenti, auspicando una Valutazione ambientale strategica che riconfiguri il sistema dello smaltimento dei rifiuti alla luce delle decisioni amministrative e delle preesistente di impianti e discariche, anche alla luce di un miglioramento sostanziale delle azioni di recupero dei materiali”.

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Intervista a Maurizio Martina «Serve un confronto sul territorio per il futuro dell’aeroporto»

No alle chiusure di tipo localistico, ma serve una discussione pubblica sui rapporti Sea-Sacbo «Dobbiamo capire bene rischi e vantaggi. La Regione che opinione ha sull’aggregazione?»

Ci stavamo domandando i motivi del silenzio quasi inquietante del Pd in materia.

«Ne abbiamo parlato, discusso, e ora ci sembra giusto dare un segnale ».
Quale?
«Vorrei partire dalle conseguenze del dehubbing di Malpensa da parte di Alitalia. Nel febbraio 2009 fu il Pd lombardo a porre il
tema di un’accelerazione su un progetto organico tra gli aeroporti ».
Forse i tempi non erano ancora maturi?
«Ma proprio quanto stava succedendo a Malpensa avrebbe dovuto portarci ad una riflessione su possibili scenari e novità».
Bene, due anni e due mesi dopo?
«La riflessione non c’è mai stata, quindi il primo tema che pongo sul tavolo è quale sia la posizione della Regione. Il titolo V della Costituzione stabilisce sugli aeroporti civili un regime di legislazione concorrente tra Stato e Regioni. E per le verifiche che abbiamo fatto, in realtà meno complesse e strategiche della Lombardia, qualcosa è stato fatto».
Quali realtà?
«La Toscana ha approvato un masterplan del piano strategico degli scali, con definite le proiezioni, gli assetti e le vocazioni.
Idem sta facendo l’Emilia Romagna: è di qualche settimana fa la notizia di una possibile società unica tra Forlì e Rimini, con la Regione della partita, non spettatrice».
In realtà la Lombardia ha un Piano di coordinamento aeroportuale…
«Ma cosa sta facendo ora? Si muove qualcosa o è fuori dalla partita? Che opinione ha la Regione su quanto sta accadendo sull’asse Milano-Bergamo e anche
oltre? Vero che alla fine le decisioni spettano ai soci dei gestori, ma se parliamo di coordinamento il Pirellone ha una sua funzione».
Ma al Pd il modello del polo aeroportuale del Nord piace o no?
«Un sistema del genere in Italia non c’è ancora, a differenza di grandi aree europee come Londra e Parigi. Noi diciamo che una discussione approfondita su come sia possibile immaginare un progetto del genere vada fatta ».
D’accordo, facciamola: voi che ne pensate?
«Pensiamo che l’esasperazione del localismo non ci convince proprio: non siamo mai stati su quel fronte. Personalmente mi viene da sorridere quando sento la Lega dire che bisogna pensare in grande su questi temi: bene, ci sono arrivati anche loro, ne prendo atto».
Quindi non chiudiamoci nei nostri confini e andiamo a trattare con Milano su Orio, Linate e Malpensa a fare sistema?
«La questione è più ampia della singola, per quanto centrale, trattativa. Una visione di tipo “local” non mi convince perché non guarda alle opportunità che possono realmente maturare. Dico però che la discussione deve essere fatta pubblicamente, con tutti gli elementi sul tavolo, e non a spizzichi e bocconi».
Fuori dai salotti, insoma?
«Deve essere una discussione che coinvolga davvero tutti i soggetti del territorio, al di là di chi sta dentro le società. L’aeroporto è qualcosa di fisico che sta dentro un territorio, e sappiamo bene cosa vogliono dire le sue ricadute economiche, sociali e ambientali.
Il Pd chiede alle istituzioni bergamasche l’apertura di una discussione a 360 gradi con tutti gli attori del territorio».
E a questa discussione, voi come vi approcciate?
«Interessati ad approfondire anche operazioni di progetto strategico largo, chiamiamole così. Ma sapendo che ci sono preoccupazioni ed elementi di criticità che vanno assolutamente indagati fino in fondo. Per questi motivi, il nostro giudizio lo daremo solo alla fine della discussione, non all’inizio. Siamo interessati a discuterne, questo assolutamente sì».
Quindi una posizione netta per ora non l’avete?
«Pensiamo che non debba prevalere né il localismo esasperato di chi rifiuta di entrare nel merito della questione, né tanto meno
posizioni egemoniche sul lato milanese che non farebbero bene a questa discussione. Vogliamo provare a capire se questa operazione porti o meno vantaggi al territorio bergamasco».
Quindi apriamo un tavolo su Orio?
«Apriamo un tavolo su Orio, sì».
Oddio, un altro tavolo?
«Sì, e se posso, vorrei fare una proposta al sindaco e al presidente della Provincia di Bergamo».
Prego…
«Secondo me questa discussione sui futuri assetti aeroportuali, è anche l’occasione per aprire un ragionamento di sistema sul nostro territorio. Siamo tutti consapevoli, e ce lo diciamo da sempre, che l’aeroporto è una struttura fondamentale per la Bergamasca. Bene, ora che ne discutiamo all’interno di un progetto così ampio e complesso è giusto partire con i piedi per terra non sottovalutando nulla: ma se io fossi nelle istituzioni, sfrutterei questa occasione per aprire un ragionamento ancora più strategico,
facendo un’operazione di forza sull’intero sistema provinciale ».
Nel caso di alleanza con Milano, quali sono gli elementi che potenzialmente vi preoccupano di più?
«Il fronte occupazionale prima di tutto, ma anche chi fa gli investimenti e come. Quindi la natura della holding che si sta immaginando e soprattutto le funzioni operative delle società che nello schema vengono definite come tali».
Per intenderci quella territoriale che dovrebbe gestire Orio.
«Ecco, chi fa che cosa e con quali poteri? Su questo fronte serve chiarezza as-so-lu-ta. E ancora, gli standard di qualità ambientali e la specializzazione degli scali:
ognuno si concentra sulla sua attuale vocazione, quindi si assegna una funzione dominante nei singoli spazi di mercato ad ogni scalo, oppure costruiamo dei mix di attività per tutti gli aeroporti? Queste sono cose da capire assolutamente, e siccome non siamo in grado di farlo, la prima richiesta è semplice: vediamo le carte e discutiamone»

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Scuole, tagli al personale – Il Pd: «Colpa del governo»

Da tempo segnaliamo l’emergenza legata alle attività ordinarie delle nostre scuole, che in questo modo vanno in sofferenza e rischiano di non poter garantire i servizi formativi di base», dichiarano Maurizio Martina e Mario Barboni, segretario e consigliere regionale del Pd, dopo la notizia della decurtazione degli organici delle scuole bergamasche.

«Chiediamo a Regione Lombardia di non voltare lo sguardo altrove, ma di affrontare a viso aperto il Governo su questa priorità. Troppo spesso Formigoni e la sua Giunta sono prodighi di complimenti verso l’esecutivo nazionale. Invece farebbero bene, a partire da questo tema strategico, ad assumere un’iniziativa rigorosa a difesa delle scuole lombarde», continuano i due esponenti del Pd.

«Anche per questo il Pd promuoverà, a livello nazionale, venerdì 8 aprile, la Notte bianca a difesa della scuola, che avrà una delle sue tappe più rilevanti proprio a Milano», annunciano Martina e Barboni.

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Tagli alla scuola: Misiani, preoccupato come cittadino e come genitore

i tagli agli organici (267 posti in meno nella sola provincia di Bergamo) ridurranno gli spazi per il tempo pieno – alla faccia delle promesse e delle rassicurazioni del ministro Gelmini – e porteranno inesorabilmente ad un deterioramento della qualità del servizio, al di là dell’impegno encomiabile di tanti docenti e dirigenti scolastici che stanno facendo i salti mortali per rispondere alle aspettative delle famiglie.
In questi ultimi anni, al di là degli enormi tagli di risorse umane (oltre 100 mila posti in meno) e finanziarie (ridotte di circa 8 miliardi di euro) è mancato un progetto complessivo per la scuola italiana. La scuola primaria, in particolare, era una delle migliori nelle classifiche internazionali, ma tutto questo non ha avuto alcun peso in scelte politiche imposte dal ministro Tremonti e orientate esclusivamente al contenimento dei costi.
E’ bene che le famiglie siano consapevoli di quanto sta accadendo e si attivino per non lasciare passare sotto silenzio queste decisioni.
Proprio per questo il Partito Democratico ha organizzato per venerdì 8 aprile la Notte Bianca della Scuola e della Democrazia a Milano, Torino, Bologna, Napoli e Roma. Vogliamo offrire al mondo della scuola e a tutti i cittadini un grande momento di incontro e di confronto, per chiedere al Governo di cambiare rotta e riaffermare insieme il valore dell’istruzione pubblica per il futuro del Paese.”

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