MARONI HA SCOPERTO CHE I GIOVANI NON TROVANO LAVORO…

Ieri Maroni si è accorto che i giovani non trovano lavoro in Lombardia. Ricordo a Maroni che i giovani sono rimasti senza lavoro durante gli anni di governo Lega Pdl alla guida del Paese e della Lombardia. In Regione il Partito democratico ha proposto di sostenere i ragazzi che frequentano stage formativi con 400 euro mensili. Loro l’hanno bocciata. Ora, visto che governare significa anche prevedere e provvedere, non vedo come ci si possa fidare della promesse di Maroni candidato, dato che non è riuscito a fare nulla quando era al governo.

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L’equità del Paese deve ripartire dalle donne

Tra gli impegni che dovrà assumersi il prossimo governo regionale e nazionale c’è sicuramentequello di guardare i problemi anche con occhi femminili. Dico questo perché le donnerappresentano, spesso senza riconoscimento, la spina dorsale di tante famiglie e sono le prime a riconoscere e ad adattarsi al cambiamento. Nella maggior parte dei casi è la donna che si occupa della casa, della cura di figli e anziani, quando il servizio pubblico è latitante, e sempre più spessoè lei ad irrobustire il reddito familiare, altrimenti troppo povero. Partiamo dal welfare lombardo, dove occorre ripartire potenziando quei servizi che rendono più semplice la conciliazione dei tempi famiglia lavoro: in ogni comunità dev’essere garantito un sistema integrato di servizi per l’infanzia, così da evitare l’abbondono del posto di lavoro da parte di molte mamme che desiderano continuare a lavorare. Allo stesso tempo serve creare un fondo regionale per il sostegno alle famiglie che vogliono provvedere ai bisogni di familiari non autosufficienti scegliendo di curarli a casa, qualificando anche il lavoro degli assistenti familiari. Altro tema è quello del lavoro, dove ancora esistono per le donne differenze di stipendio e difficoltà d’accesso: servono meccanismi aziendali che trasformino in pratica positiva l’esempio della flessibilità femminile. Realizzare questo richiede, a mio avviso, uno sguardo speciale che abbia la possibilità d’incidere. In un Paese democratico dovrebbe essere naturale la presenza femminile nei luoghi decisionali, dalle istituzioni ai consigli d’amministrazione delle aziende. Purtroppo non è ancora così, ma qualcosa sta cambiando grazie ad alcune leggi che stanno regolando una presenza rosa più equa in diversi ambiti. Il grado di civiltà di un Paese si misura dalla sua equità e ben vengano i mezzi, anche impositivi, per realizzarla. Ne guadagneremmo tutti. In Regione Lombardia, ad esempio, la nuova legge elettorale ha accolto l’obbligo di presentare nelle liste elettorali in egual misura candidati uomini e donne, anche se la richiesta del Partito democratico chiedeva che fosse prevista la doppia preferenza maschile e femminile sulla scheda elettorale. Diciamo che è un primo passo, su cui occorre lavorare ancora. Altra questione è quella di vigilare sull’applicazione della legge Golfo – Mosca sull’equilibrio di rappresentanza tra uomini e donne nei consigli d’amministrazione e nei collegi sindacali anche per le società a partecipazione pubblica. Secondo i dati della Fondazione Bellisario, infatti, nei vertici delle società pubbliche la presenza femminile non supera il 4%. La nuova giunta regionale dovrà garantire nomine rosa fin dai prossimi rinnovi per le impresecontrollate dalla Regione. Anzi dovrebbe fare di più: estendere il regolamento anche agli enti per i quali non è previsto, come vuole fare il Comune di Milano. Perché è il pubblico che deve dare l’esempio. Infine una considerazione: riconoscere i bisogni delle donne e dare loro risposte è il punto di partenza per governare la Lombardia e il Paese con uno sguardo nuovo, che parla di futuro e possibilità per tutti.

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Tutti insieme per Expo 2015

Ieri ero presente all’incontro Patto di lavoro per Expo 2015 con il candidato premier per il centrosinistra Pierluigi Bersani, il candidato alla Regione Umberto Ambrosoli e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Tutti insieme per lavorare alla sfida comune di Expo 2015, una grandissima occasione di sviluppo non solo per la Lombardia ma per il Paese. Bisogna rilanciare Expo 2015 fin da subito, superando gli intoppi e i protagonismi che finora hanno rallentato l’avvio dell’evento. Occorre chiedere al nuovo Governo tre impegni: la modifica del patto di stabilità degli enti coinvolti in Expo, così da consentire il finanziamento delle opere necessarie; la nomina di un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che coordini gli interventi; una grande campagna promozionale per Expo. Da parte mia sono certa che la nuova Regione farà in modo di coinvolgere maggiormente i Comuni interessati a questo appuntamento. Si tratta di una sfida per il settore del commercio, del turismo, dell’agroalimentare per far conoscere l’economia di qualità di questo territorio. E attrarre nuove imprese e investimenti.

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LEZIONE DI DIGNITA’ DAI LAVORATORI ITALTEL

Una grande lezione di dignità. Le lavoratrici e i lavoratori dell’Italtel di Settimo Milanese hanno dimostrato senso di responsabilità, impegno e sacrificio per il futuro dell’azienda dicendo sì all’accordo che prevede i contratti di solidarietà e la cassa integrazione straordinaria a rotazione. Troppi lavoratori stanno subendo gli effetti devastanti della crisi e occorre da parte di tutte le istituzioni un impegno preciso per andare oltre l’emergenza e dare vita a politiche attive del lavoro. Non bisogna disperdere il patrimonio di conoscenza nell’ambito delle telecomunicazioni che tutto il territorio ha ed è in grado di esprimere perché anche da qui passa il rilancio dell’economia della nostra Regione.

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No all’ampliamento della cava di Vanzago, Regione e Provincia ascoltino il territorio.

Occorre un segnale forte delle istituzioni per dimostrare che l’Oasi di Vanzago non è sola. Al di là della disponibilità della Regione di costituirsi parte civile e all’annuncio della Provincia di pagare i danni subiti dall’oasi, entrambe possono fin da ora dare un segnale concreto. Chiedo a Regione e Provincia, come più volte già fatto in commissione Ambiente, di tenere conto del parere del territorio contrario all’ampliamento della cava Bellasio, in prossimità del bosco. Solo così possono veramente dimostrare che tengono veramente a quest’oasi.

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Ex Alfa: Lega ambigua, in Regione dà il via libera all’accordo di programma ma sul territorio dice il contrario

Contro “le ambiguità della Lega” sulla vicenda della riqualificazione dell’area Ex Fiat Alfa Romeo si schiera la consigliera regionale del Pd Arianna Cavicchioli, già sindaco di Rho e da sempre molto attenta agli sviluppi della vicenda. “Leggiamo di diffide che gli uomini del Carroccio avrebbero inviato ai comuni di Arese e Lainate – dichiara Cavicchioli – perché non diano corso all’accordo di programma approvato dalla giunta regionale. È vero che Andrea Gibelli, che della Regione è ancora oggi vicepresidente, risulta assente alla votazione dell’accordo, avvenuta in giunta per ben tre volte in altrettante sedute, ma non si può fingere che non ne fosse informato. Non se ne può più di questi giochetti della Lega, che nelle sedi decisionali avalla, o non osteggia, le decisioni e poi sul territorio dice esattamente il contrario.”

“La giunta tecnica guidata da Roberto Formigoni – aggiunge la consigliera – sul finire della legislatura ha approvato in fretta e furia l’accordo di programma per la riqualificazione dell’area industriale che coinvolge Arese e Lainate, ma non include, per l’ennesima volta, i Comuni di Garbagnate Milanese e di Rho. Mi sarei aspettata un cambio di passo della giunta regionale sul coinvolgimento di queste amministrazioni comunali, ma così non è stato. Come si può pensare di lavorare per il bene del territorio, se poi non lo si vuole neanche ascoltare? È necessario rivedere l’accordo coinvolgendo nel progetto Garbagnate Milanese e Rho, perché saranno inevitabilmente interessati dalla riqualificazione. Un progetto di rinnovamento radicale del territorio non può nascere così monco.”

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Tutti insieme per fermare la violenza contro le donne

Le donne uccise nel nostro Paese, dall’inizio dell’anno ad oggi, sono state117. Troppe. Si tratta di un dato impressionante e racconta di una violenza insensata che nella maggior parte dei casi matura tra le mura domestiche. Questi numeri sono stati ricordati lo scorso 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

È necessario sostenere, ad ogni livello, l’appello delle associazioni che chiedono da tempo risorse e strumenti efficaci per dire basta a questa barbarie. Per questo mi unisco a quanti auspicano la ratifica in Parlamento della Convenzione di Istanbul, che impone agli Stati più protezione per le vittime e più efficaci strategie di prevenzione. Sono convinta che, accanto al lavoro necessario per migliorare gli strumenti per combattere questa violenza, è altrettanto importante lavorare perché il rispetto e le pari opportunità in famiglia, nel lavoro, in politica diventino la base di un nuovo patto sociale.

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Chiediamo con forza la doppia preferenza di genere

La nuova legge elettorale deve prevedere la doppia preferenza di genere. A chiederlo sono la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi e la consigliera Arianna Cavicchioli, entrambe Pd che spiegano. “ In Lombardia le donne contano, sono affermate in tutti i settori della vita sociale e produttiva, mentre continuano a essere un’esigua minoranza nelle istituzioni. Non deve più essere così. Domani in seconda commissione comincerà la discussione della nuova legge elettorale, che approderà in aula il 25 ottobre prossimo. Per questo chiediamo con forza che, oltre all’eliminazione del listino, sia introdotta la doppia preferenza di genere, che prevede l’obbligo per gli elettori di indicare comunque un uomo e una donna. Questo come prevede la proposta di riforma elettorale del Partito democratico e in analogia a quanto già previsto dal testo di legge per le elezioni nei Comuni approvato in Senato. La Lombardia ha bisogno di un rinnovamento profondo che non può non coinvolgere direttamente le donne”.

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FORMIGONI DIMETTITI

Oggi, lunedì 15 ottobre 2012, alle ore 20.30, in via Melchiorre Gioia, nei pressi di Palazzo Lombardia, a Milano, il centrosinistra organizza una manifestazione pubblica, aperta ad associazioni, movimenti, organizzazioni, simpatizzanti e a tutti i cittadini, per chiedere ancora una volta a gran voce al presidente Formigoni di dimettersi e permettere ai lombardi di tornare al voto.

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Il Paese delle deroghe

Riporto un pensiero del collega Tosi che condivido completamente.
“L’Italia è il Paese in cui si fanno leggi, regolamenti, norme e statuti per il gusto di derogarli in tutti i modi possibili invece che applicarli nel modo corretto.
Ciò sta avvenendo a tutti i livelli istituzionali e della politica. Basta pensare alla recente legge che ha approvato, seppure con criteri molto discutibili, chiari parametri per ridefinire le province.
Ma poi, cosa succede in questi casi? Neanche a farlo apposta, si sta cercando di evitare l’applicazione della legge con ogni mezzo.
Questo anche in Lombardia, dove il consiglio delle autonomie locali propone ben tre deroghe che riguardano Sondrio, Monza e Mantova. Seguendo questo percorso ogni provincia avanzerà la propria particolarità, ogni comune la propria specificità, ogni quartiere le proprie caratteristiche. Il rischio è che, come al solito, alla fine non si approvi a nulla e il governo risalti per indecisionismo. Lo stesso avviene anche nei partiti, dove molto spesso si chiede una deroga agli statuti. Ristabilire il rispetto delle norme è una sfida che coinvolge tutti e, per questo, una sfida in primo luogo culturale. “

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