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Sanità di Montagna: un malato da rianimare

Grazie all’organizzazione del Circolo del Pd di Morbegno si terrà, giovedì 17 maggio 2012 alle ore 20.45 c/o l’aula magna della Scuola “E.Vanoni” in via Ambrosetti n.34 a Morbegno, un incontro pubblico dal titolo “Sanità di Montagna un malato da rianimare”. Un tema caldo al centro dell’opinione pubblica dopo le difficoltà registrate nelle opere di ristrutturazione dell’ospedale di Morbegno, quelle della mancanza delle norme antincendio dei lavori finiti nel 2010 all’ospedale civile di Sondrio, il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera (anno 2011/2015) presentato dal Direttore Generale  Dr. Luigi Gianola, e l’ultima visita in provincia dell’assessore Regionale  Luciano Bresciani che ha scuscitato un coro di critiche da parte dei Sindaci. Da tempo sostengo che la sanità in montagna non non può essere gestita con le stesse regole per gli ospedali collocati a Milano o nelle altre grandi città lombarde. Non a caso avevo presentato un ordine del giorno (ODG n.194 il 16.11.10), votato all’unanimità,  proprio sulla sanità di Montagna. Un ODG che impegnava la giunta a prevedere criteri diversi che tenessero in considerazione gli elementi di condizionamento oggettivo che il vivere ed organizzare servizi sanitari in montagna comporta, anche, prescindendo dagli standard e dai costi fissati per gli altri territori. Serve anche superare la logica dell’ospedale sotto casa come unico luogo di cura e investire maggiori risorse sulla prevenzione riabilitazione. La fase acuta ha bisogno di ospedali dove trovare risposte adeguate e non sempre l’organizzazione attuale è in grado di darle. La difesa dell’attuale assetto, senza scelte, rischia di portare ad un impoverimento e un degrado della risposta ospedaliera. La regione ha sempre promesso di mantenere tutti e quattro gli ospedali ma le risorse attuali, sia economiche che professionali non bastano e la risposta non è sempre quella attesa dai cittadini. Allora perchè non superare i tabù e iniziare a parlare anche degli ospedali di comunità in provincia di Sondrio con il potenziamento vero e risposte d’eccelenza concentrate in poche strutture e una forte integrazione con il territorio? Perchè non superare l’attuale assetto e divisione tra ASl e Azienda Ospedaliera come da tempo il PD sostiene? Da quando è stato approvato l’ODG la giunta regionale non ha fatto nulla e la situazione va via, via impoverendosi. La serata di Morbegno è l’occasione per tornare su un tema delicato come quello della riorganizzazione della rete ospedaliera e confrontarci con i cittadini. Allegato  ordine del giorno 194/2010 ODG 194 DEL 16.11.10 locandina Sanità di montagna manifesto

 

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Sempre connessi con Sondrio: il video del tour dei Consiglieri Regionali PD

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Censura al dg dell’Asl Mucci, ennesimo passo indietro della Lega che non chiede la revoca del manager

Il d.g. dell'ASL di Sondrio Nicola Mucci

Oggi si è discussa in Consiglio regionale la mozione n.143 presentata dal Capogruppo della Lega, Stefano Galli, che chiedeva la cacciata del manager dell’ASL di Sondrio, il Dr. Nicola Mucci, noto esponente del Pdl, per avere partecipato direttamente alla campagna elettorale nel comune di Gallarate. Il Pdl all’inizio della seduta ha contrapposto una mozione urgente per chiedere a sua volta la cacciata di un altro manager, la dottoressa  Maria Cristina Cantù, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Gallarate, vicina alla Lega, accusata anche lei di avere partecipato attivamente alla campagna elettorale. Così finisce che la Lega e il Pdl si accusano a vicenda di “usare” i manager della sanità per fare campagna elettorale. Mossa e contromossa, alla fine la vicenda si è conclusa con una mozione congiunta della Lega e del Pdl che prevede un atto di censura entro sette giorni ad entrambe i manager da parte del presidente Formigoni. Una bolla di sapone, una vicenda tutta interna alla campagna elettorale del comune di Gallarate tra il Pdl e la Lega che segna l’ennesima pagina triste di una politica distante dai cittadini. Il problema è nel metodo ormai consolidato della spartizione. Un manager dovrebbe essere nominato per le sue capacità e competenze e non in funzione della sua appartenenza politica. Siamo di fronte ad un’ipocrisia inaccettabile: prima si spartiscono i Direttori Generali delle Asl e degli ospedali poi si stupiscono e si accusano a vicenda per i manager che fanno campagna elettorale per i rispettivi partiti. Rimpiango quella Lega che aveva il coraggio di dire queste cose e non partecipava alla spartizione. Rimpiango i tempi in cui un Presidente del Consiglio regionale leghista fu costretto a dimettersi proprio sulle nomine dei manager della sanità.

Milano, 17 maggio 2011

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Ospedali: Bresciani non scarichi le responsabilità, il passato era lui!

Il Governatore Formigoni e l'Assessore alla Sanità Bresciani

Le ultime dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità Bresciani che ha affermato che “i problemi di oggi sono frutto della trascuratezza del passato”,  hanno fatto andare su tutte le furie il consigliere regionale del Pd Angelo Costanzo che dichiara – “non ci sto alle furbate politiche dell’Assessore Bresciani che scarica le responsabilità sul passato. Il passato era lui. Vorrei ricordagli che era Assessore alla sanità anche nella scorsa legislatura e prima di lui un altro leghista Alessandro Cè. Da anni Lega e Pdl si spartiscono le nomine dei Direttori Generali e quindi hanno una chiara responsabilità politica e gestionale su quello che sta accadendo agli ospedali provinciali. Troppo comodo governare e scaricare su altri le responsabilità degli errori. L’assessore chiarisca il ruolo di infrastrutture lombarde e  perché si è dato il via ai lavori delle nuove camere operatorie dell’ospedale di Sondrio quando la priorità era la messa in sicurezza degli ospedali. Mi auguro e spero che l’Assessore Regionale prenda dei provvedimenti severi nei confronti dei Direttori Generali che si sono avvicendati nella gestione della sanità provinciale per “manifesta incapacità” e che chieda scusa ai valtellinesi e valchiavennaschi per avere nominato manager incapaci, altro che eccellenza lombarda”.

Milano, 11 maggio 2011

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Ospedali: adesso i responsabili paghino!

Ospedale di Morbegno

Come avevo preannunciato, ho depositato oggi l’interrogazione con risposta scritta con cui chiedo ampie e dettagliate delucidazioni all’assessore alla Sanità Bresciani. Vorrei sapere come è potuto succedere che siano emerse mancanze nelle norme di sicurezza degli ospedali provinciali, ritardi e dubbi sulla qualità di alcuni interventi infrastrutturali. In particolare, vorrei chiarezza sulla responsabilità di questi ritardi chiedendo i nomi delle persone che dovevano rispondere degli interventi e che, essendo di nomina regionale, dipendono direttamente dall’assessore stesso. Nell’interrogazione ho puntualizzato le molte e dettagliate richieste. Soprattutto chiedo a Bresciani come mai, a fronte di una tale situazione, i manager delle aziende ospedaliere e dell’Asl hanno ottenuto in questi anni ‘pagelline’ positive da parte dell’assessorato alla sanità. E se si sono tenuti in considerazione i costi aggiuntivi per l’assenza del rispetto di tutte le normative di sicurezza a carico del bilancio, nel dare giudizi positivi alle gestioni manageriali che si sono avvicendate.
A questo punto, vorrei anche sapere quali iniziative l’assessore intende intraprendere per chiarire le responsabilità e come mai dopo l’incendio dell’ottobre 2009 non sono state effettuate le opere per la messa in sicurezza dell’ospedale civile di Sondrio.
Nello stesso documento si chiedono chiarimenti anche sulla piazzola dell’elisoccorso dello stesso ospedale; quale ruolo ha avuto Infrastrutture lombarde in tutto questo; come mai lo studio Irealp non ha evidenziato nessun problema di staticità del padiglione Mattei della struttura di Morbegno e se, comunque, l’indagine sia stata effettuata solo su un padiglione dell’ospedale, ma anche se a questo punto è necessaria l’evacuazione e se non sia un alibi per la chiusura definitiva del nosocomio; come mai i lavori delle camere operatorie di Chiavenna devono essere rifatti, di chi sono le responsabilità, e chi pagherà i nuovi lavori, come pure i tempi per il ripristino.
E per concludere mi rivolgo direttamente a Bresciani per sapere se non ritiene opportuno attivare una commissione d’inchiesta e inviare una visita ispettiva dell’assessorato. A quel punto, quante risorse, e in quali tempi, intende mettere a disposizione per la messa in sicurezza degli ospedali di Morbegno e Sondrio, e quando ridiventeranno pienamente funzionali.

Qui potete scaricare il testo dell’interrogazione: interrogazione ospedali

Milano, 10 maggio

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Ospedali in provincia di Sondrio: non facciamo allarmismo, ma serve un’operazione trasparenza

Ospedale di Sondrio

Le notizie apparse sulla stampa di oggi, dopo la riunione del consiglio di rappresentanza dei Sindaci, sulla mancanza delle norme di sicurezza negli ospedali provinciali, sui ritardi e sulla qualità di alcuni interventi infrastrutturali non possono non destare forti preoccupazioni. Serve  un chiarimento urgente da parte dell’Assessorato alla Sanità.
I Sindaci fanno bene a non creare allarme tra la popolazione ma l’Assessore alla Sanità, il leghista Luciano Bresciani, faccia chiarezza sugli scelte fatte dai vari Direttori Generali che si sono avvicendati alla gestione dell’A.O.V.V. che eroga le prestazioni e dell’A.S.L. che  accredita le strutture. Se la situazione è quella emersa come mai in questi anni i Direttori Generali hanno ricevuto tutti “pagelline” con voti positivi dall’Assessorato alla sanità? L’obiettivo del contenimento dei costi è sicuramente importante ma forse la priorità doveva essere data agli interventi sulla sicurezza.
Preannuncio che presenterà, assieme ad altri consiglieri del Pd un’interrogazione urgente all’Assessore alla sanità chiedendo:

-  di chiarire quanto accaduto e quali soluzioni intende adottare l’Assessorato per verificare le responsabilità di quanto sta succedendo;

-  di convocare i Direttori Generali, Marco Votta, Luigi Gianola e Nicola Mucci in III Commissione Sanità per relazionare sulle scelte manageriali fatte e sul mancato intervento nella messa in sicurezza delle strutture ospedaliere;

-  che la Commissione sanità venga urgentemente in visita alle strutture ospedaliere della provincia per rendersi conto direttamente dell’accaduto;

-  una risoluzione che chieda un intervento economico straordinario da parte dell’Assessorato alla Sanità per la messa in sicurezza degli ospedali provinciali.

Molta polemica si è fatta sul Morelli in questi anni ma da quello che mi risulta è la struttura che ha investito maggiormente in sicurezza. Dopo l’incendio che nell’ottobre del 2009 aveva colpito l’ospedale di Sondrio, ho lanciato, come Segretario del Pd, un grido d’allarme che è rimasto inascoltato sull’assenza del rispetto delle norme di sicurezza. Allora  affermai: bisognerebbe evitare d’agire all’italiana mettendoci la solita pezza che non risolve il problema. Serviranno risorse adeguate e per questo il PD chiede che  intervenga la Regione Lombardia con  un finanziamento straordinario per risolvere i problemi strutturali dell’ospedale del capoluogo e non solo. Mi auguro che non si assista, come sta già accadendo, ad uno scarica barile di responsabilità da parte della Lega o del Pdl in difesa dei propri manager di riferimento. È l’Assessorato regionale alla sanità che deve prendersi le responsabilità di quanto è accaduto e mettere a disposizione un finanziamento straordinario per la messa in sicurezza delle strutture ospedaliere provinciali.

Sondrio, 6 maggio 2011

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Giù le mani dal 118: no alla chiusura della centrale operativa in provincia di Sondrio

Elicottero del 118 operativo a Sondrio

Da 11 a 4 (massimo 5) in Lombardia. E’ questa la decisione presa a livello regionale per quanto riguarda il numero di centrali operative del 118 presenti nel territorio. Si salvano le centrali di Milano e Varese. In fase di definizione la scelta tra Como o Lecco così come tra Brescia o Bergamo. Cancellata quella di Sondrio. Il piano predisposto da Areu – l’ente preposto alla gestione delle urgenze e emergenze a livello lombardo – muove, ufficialmente, dalla necessità di creare centrali operative più avanzate dal punto di vista tecnologico. Di fatto si tratta di una decisione gravissima presa senza previe consultazioni del territorio e figlia del malessere in cui versa la sanità lombarda ormai gestita fuori da una logica unitaria e lungimirante. A pagare il prezzo di una gestione campanilistica, anche in questo caso, saranno le province più deboli ma anche più caratterizzate dal punto di vista socio-geografico come la nostra. Per questo ho presentato ieri in Consiglio un’interrogazione all’Assessore alla Sanità Bresciani nella quale chiedo spiegazioni rispetto al progetto di soppressione della centrale di Sondrio. Intendo, inoltre,  contattare il Consigliere Parolo per chiedergli di sottoscrivere un ordine nel giorno che richiami quello approvato nel novembre scorso nel quale veniva rivendicata la specificità del territorio montano nella gestione della Sanità. Allora, lavorando insieme, conseguimmo un risultato importante che ha creato un precedente prezioso. Oggi si tratta di impegnare nuovamente il Consiglio affinchè la centrale di Sondrio resti operativa. Basti ricordare che, se così non fosse, il bacino di utenza della centrale che attualmente è di 200.000 potenziali utenti, ‘espoloderebbe’ a seguito dell’accorpamento fino a raggiungere i 2,5 milioni. Numeri che parlano da soli e lasciano intuire quali ripercussioni ci potrebbero essere sulla tempestività e puntualità dei soccorsi in un territorio geograficamente complesso come il nostro. Mi auguro che anche il territorio si faccia sentire su questa vicenda e che dai comuni giungano segnali forti come forte è stato il gesto di Alcide Molteni dimessosi dalla Presidenza della Conferenza dei Sindaci. Non dobbiamo tacere, ma alzare la voce e la testa affinchè la centrale operativa della provincia di Sondrio non venga cancellata.

Scarica qui il testo dell’interrogazione: ITR2176

Milano, 21 marzo 2011

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Ospedale Morelli: finalmente l’Assessore risponderà

Dopo la vibrata protesta nei confronti del Presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni, per il ritardo nel trattare l’interrogazione presentata il 20 ottobre 2010 dal Consigliere Angelo Costanzo, finalmente l’Assessore alla Sanità Bresciani risponderà lunedì mattina, in III Commissione sanità, ai quesiti posti dall’esponente del PD. Nell’interrogazione Costanzo pone una serie di quesiti specifici in merito alla situazione della rete ospedaliera della Provincia di Sondrio, con particolare riferimento all’Ospedale Morelli di Sondalo.

Costanzo ha posto dieci domande all’assessore Bresciani:

1. risponde al vero la dichiarazione stampa del DG dell’AOVV dell’esistenza di contatti con investitori privati interessati all’utilizzo di parti del complesso ospedaliero di Sondalo;

2. se corrisponde al vero la notizia apparsa sui quotidiani locali di un interessamento della finanziaria elvetica Trastt Ban-Ra Sàrl di Ginevra ad investire 12 milioni di euro per la gestione di padiglioni dell’ospedale “E.Morelli”;

3. quali atti ufficiali esistono di contatti con investitori privati per la struttura ospedaliera;

4. quali sarebbero le intenzioni di Regione Lombardia rispetto all’eventuale richiesta di utilizzo dei padiglioni numero 5, 6, 7, da parte della Società finanziaria Elvetica;

5. risponde al vero che sarebbe imminente, presso l’Ospedale “Morelli”, l’introduzione di un corso di laurea in tecniche di radiologia con l’Università Bicocca e quali atti ufficiali esistono in merito;

6. risponde al vero che era stato messo in cantiere un progetto per la ricerca sulla tubercolosi e per le relative attività di recupero e riabilitazione ed in caso affermativo quale è il suo attuale status nell’iter di approvazione e finanziamento;

7. quali sono le iniziative che intende mettere in atto per sopperire alla carenza di dirigenti medici c/o l’AOVV;

8. in riferimento alla risoluzione approvata dalla III Commissione sanità nell’VIII legislatura “Determinazioni in merito al Presidio Ospedaliero “E. Morelli” di Sondalo” che impegna la Giunta Regionale, esistono i presupposti giuridici ed economici per la costituzione di una autonoma azienda ospedaliera e la qualificazione e il riconoscimento come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) del presidio ospedaliero E. Morelli di Sondalo;

9. quali sono i risultati raggiunti dal tavolo tecnico/istituzionale previsto dalla risoluzione approvata dalla III Commissione sanità nell’VIII legislatura;

10. tenendo conto degli elementi di condizionamento e disagio costituiti dalla bassa densità di popolazione, dalla sua dislocazione, dalla difficoltà di collegamenti anche in relazione alle condizioni climatiche che possono prescindere dai parametri di costo e di efficienza per il territorio urbano e comunque a limitato disagio, come espressamente disposto dall’articolo 36 della l.r. n. 10 del 29 giugno 1998, quali iniziative intende adottare per l’organizzazione del servizio sanitario per le zone montane ed in particolare nella provincia di Sondrio l’unica interamente montana in Lombardia. Domande a cui l’Assessore dovrà rispondere per fare chiarezza sul futuro della sanità provinciale. Chiude Costanzo: “sino ad ora l’Assessore leghista Bresciani non ha certo brillato per attenzione alla sanità provinciale a parte qualche visita lampo al Morelli. Spero che finalmente si vada oltre le promesse e arrivino quelle risposte che tutti i valtellinesi e valchiavennaschi si aspettano nella riorganizzazione della rete ospedaliera. La sanità in montagna non può avere regole gestionali uguali alle realtà di pianura con grandi bacini di popolazione. L’Assessore lo sa e spero che le sue risposte siano in linea con l’ordine del giorno, da me presentato in Consiglio e approvato all’unanimità anche con il suo parere favorevole. Sul Morelli tante e impegnative sono state le sue dichiarazioni. Lunedì spero che l’Assessore sia conseguente alle molte affermazioni fatte a settembre 2010 durante la sua visita lampo al Morelli.”

Sondrio, 19 febbraio 2011

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Sanità e Morelli: il Presidente del Consiglio Boni faccia rispettare il Regolamento all’Assessore Bresciani

Il Presidente del Consiglio Regionale Davide Boni

A seguito della dura presa di posizione espressa nella lettera qui sotto, l’Assessore, finalmente, darà risposta lunedì mattina ai quesiti sulla sanità in provincia di Sondrio e sull’ospedale Morelli di Sondalo che avevo posto nell’interrogazione presentata in ottobre.

Milano, 17 febbraio 2011
 
Al Presidente del Consiglio Regionale
Dott. Davide Boni
 
e, p.c.  Alla Presidente della III Commissione Sanità
Dott.ssa Margherita Peroni
 
All’Assessore alla Sanità
Dott. Luciano Bresciani
 
Ai Consiglieri regionali
 

Oggetto: Rispetto delle norme del regolamento generale del Consiglio regionale – Sollecito ITR 2094 (Situazione della rete ospedaliera della provincia di Sondrio – presidio ospedaliero “E.Morelli” di Sondalo – carenza di dirigenti medici e ricorso a surgical advisor)

Con la presente, al fine di salvaguardare l’azione istituzionale e le prerogative dell’iniziative regolamentari poste in essere dai Consiglieri regionali, Le comunico che a tutt’oggi non ho ancora avuto risposta da parte dell’Assessorato competente all’interrogazione 2094 del 20.10.2010 concernente la situazione della rete ospedaliera della provincia di Sondrio.
Trovo inaccettabile che a distanza di quasi quattro mesi un Consigliere regionale non abbia ancora avuto una risposta dall’Assessore competente.
Ricordo a Lei che è sempre molto attento e zelante alle procedure regolamentari, che l’art.120 (Risposta scritta alle interpellanze) del regolamento generale del Consiglio regionale prevede che l’Assessore competente ha l’obbligo di rispondere entro venti giorni dall’annuncio dell’interpellanza in aula, annuncio avvenuto  il 9 novembre 2010.
Ieri durante l’audizione della III Commissione ho fatto presente la situazione alla Presidente, Dott.ssa  Margherita Peroni, che mi ha risposto di non avere ancora ricevuto il fascicolo concernente l’interpellanza.
Sono a chiederLe, al fine di fare rispettare il regolamento generale del Consiglio regionale, di fare chiarezza su quanto accaduto.
Come mai a distanza di quattro mesi la Commissione competente non ha ancora ricevuto nulla in merito all’interpellanza in oggetto?
Come mai l’Assessore competente non rispetta il regolamento generale del Consiglio regionale?
Sarebbe opportuno che Lei  richiamasse l’Assessore competente al rispetto del regolamento generale del Consiglio regionale al fine di salvaguardare le prerogative dei Consiglieri regionali nell’ottenere risposte alle interpellanze.
Le chiedo inoltre, come da nota dell’11 febbraio 2010, d’intervenire affinchè ai sensi del 3 comma dell’art.120 (Risposta scritta alle interpellanze) del regolamento generale del Consiglio l’interpellanza in oggetto venga inserita al primo punto all’ordine del giorno della prima seduta  della Commissione competente per il suo svolgimento a norma dell’art.116 che si terrà lunedì 21 febbraio c.a.

Certo della sua meticolosa attenzione all’applicazione delle nome del regolamento generale del Consiglio regionale, colgo l’occasione per porgerLe distinti saluti.

Angelo Costanzo
Consigliere Regionale del PD

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Nomine nella sanità: condivido la posizione del PD di Sondrio

Formigoni-Bresciani

Nomine sanità: realizzato il Federalismo della spartizione tra la Lega e il Pdl. Le nuove nomine dei manager della Sanità lombarda ripropongono uno schema tristemente consolidato e, a giudicare dalle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Bresciani, ormai addirittura ‘normalizzato’ pubblicamente. La spartizione delle cariche all’interno della coalizione di maggioranza PDL-Lega diventa prassi, ordinario esercizio amministrativo. Poco importa se oggetto della lottizzazione siano poltrone chiave nella gestione di un servizio cruciale alla cittadinanza quale quello sanitario. Su 45 neo-manager lombardi solo due, parrebbe, non provengono apertamente e fedelmente dalle file del centrodestra. Segno che a dispetto di quanto dichiarato da Formigoni il merito non rappresenta l’unico criterio guida nella selezione della dirigenza sanitaria ma a prevalere sono la fedeltà politica e una concezione della cosa pubblica – del territorio e dei servizi – come terreno di occupazione partitica.
Per quanto riguarda la Provincia di Sondrio, le nomine nella sanità sembrano seguire il vademecum indicato da Bresciani: «Bisogna decidere se fare filotto: cioè se la stessa coalizione politica può aggiudicarsi sia l’Asl sia l’ospedale nella stessa città. Per me è più democratico non farlo». Così, ‘democraticamente’, PDL e Lega si sono spartiti anche le poltrone locali, come già avvenuto in precedenza: il “federalismo della spartizione” realizzato. Viene da chiedersi che fine abbiano fatto quella politica e quella società che si indignavano di fronte alla spartizione delle poltrone della sanità e che nel 1995 obbligarono l’allora Presidente Leghista a dimettersi? Noi continuiamo ad indignarci perché i manager devono essere nominati per competenza e non per appartenenza a questo o a quel partito.
Lega che a questo punto, occupato l’occupabile, è chiamata però ad assumersi anche le responsabilità della soluzione dei problemi della sanità provinciale.
A partire dalla difficile situazione del “Morelli”, considerando che gli impegni presi da Sertori e da Pradella in Consiglio comunale a Sondalo prima dell’ultima campagna elettorale sembrano dimenticati; alla situazione degli altri ospedali i quali necessitano di un ruolo ben definito nella riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale.
Che fine ha fatto il documento Pradella approvato dalla Conferenza dei Sindaci e discusso al tavolo Valtellina in Regione?
Un documento che non ha mai trovato attuazione nonostante le visite lampo al Morelli dell’Assessore regionale leghista Bresciani. Basta a proclami finti sull’unità, da parte del segretario della Lega, usati per nascondere i problemi veri e di relazioni con Regione lombardia la quale, di fatto, decide la sanità sul nostro territorio. C’è un documento condiviso si parta da li e non si perda tempo.
E’ ora e tempo che, dopo 15 anni di governo, il centrodestra e Lega si assumano la responsabilità di governare e fornire soluzioni e non slogan ai problemi della rete ospedaliera e servizi territoriali.

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