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Parco dello Stelvio: il gruppo regionale del PD scrive a Napolitano

Quale sarà il futuro del Parco dello Stelvio? Nonostante la chiara presa di posizione del Consiglio regionale a dicembre 2010, non si riesce a capire che strada stia percorrendo la Giunta Formigoni. Ricordiamo brevemente che tutto prende avvio dal decreto legislativo approvato il 21 dicembre dal Consiglio dei Ministri che modifica ed integra l’art.3 del DPR 22 marzo 1974, n. 279 in merito alle funzioni esercitate dalle Province di Trento e Bolzano e concernenti il Parco Nazionale dello Stelvio. Una decisione quella del Governo fortemente criticata dalle associazioni ambientaliste ma anche dall’Assemblea regionale lombarda che aveva votato un ordine del giorno che esprimeva la forte contrarietà allo smembramento del più importane parco italiano. Successivamente, lo stesso Presidente della Repubblica aveva chiesto chiarimenti e la stipula di un accordo preventivo tra i soggetti interessati per mantenere l’unitarietà del Parco e assicurarne il futuro. Stando alla netta contrarietà lombarda appariva chiaro che la soluzione era il mantenimento della attuale forma gestionale e la dimensione di parco nazionale. Invece, nelle ultime settimane si è scoperto che l’assessore regionale alla partita, Alessandro Colucci, e la direzione competente partecipano a tavoli di concertazione con le Province Autonome di Trento e Bolzano e stanno cercando soluzioni diverse e non in linea con quanto deciso dal Consiglio regionale.

Per questo il capogruppo del PD, Luca Gaffuri, ed il consigliere valtellinese, Angelo Costanzo, hanno preso carta e penna e hanno scritto al Presidente della Repubblica per chiarire la posizione lombarda. “La vicenda del Parco dello Stelvio – dicono gli estensori della lettera – deve essere risolta il prima possibile e con una limpidezza che non ammette tentennamenti. La posizione del Consiglio regionale è chiaramente contraria al nuovo assetto ipotizzato dal Governo ed è importante che il Presidente Napolitano ne sia avvertito, come temiamo non sia stato fatto. Nelle note che abbiamo inviato riprendiamo l’intera vicenda e trasmettiamo la nostra preoccupazione per gli incontri che stanno avvenendo e che sembrano non tenere in considerazione quanto approvato a dicembre. Crediamo che qualsiasi posizione che vada contro quel documento sia lesiva delle decisioni prese. Ora aspettiamo un riscontro dal Presidente della Repubblica, auspicando che la conoscenza di quanto deliberato in Lombardia possa mettere la parola fine alle preoccupazioni di tutti coloro che vogliono vedere salvaguardato il parco Nazionale dello Stelvio”.

Milano, 9 giugno 2011

Leggi e scarica il testo della lettera a Napolitano: Stelvio lettera Gaffuri e Costanzo a Napolitano

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Parco Stelvio:“dopo lo stop del Presidente Napolitano, Formigoni prenda posizione”

Dopo lo smembramento della più grande area protetta  dell’arco alpino italiano che, è apparso a molti come un regalo alle provincie di Bolzano e Trento per il voto di fiducia al Governo Berlusconi, è arrivato lo stop del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che correttamente ha chiesto di avere un documento firmato dai tre presidenti dei territori interessati, le province di Bolzano e Trento e la Regione Lombardia, che confermi che c’è l’accordo di tutti e che sia preservata l’unitarietà del parco.
 
Angelo Costanzo, consigliere regionale del Pd, ricorda che il 20 dicembre 2010, il giorno prima dello smembramento del Parco nazionale dello Stelvio, il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno n. 0317 che esprime “la propria contrarietà alla modifica del decreto del Presidente della Repubblica n. 279 del 22 marzo 1974, che di fatto abroga la gestione unitaria del Parco nazionale dello Stelvio e che porterebbe allo smembramento e di fatto alla sua provincializzazione”.
 
“Ora Formigoni – dice Costanzo –, faccia sentire la propria voce chiedendo il rispetto dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia che ha deliberato la contrarietà allo smembramento del parco. Non è accettabile sul piano istituzionale che gli interessi di due provincie a Statuto speciale prevalgano, per logiche politiche, rispetto al voto della terza assemblea legislativa italiana. A Formigoni chiedo di uscire dal silenzio su una vicenda che segna una delle pagine più brutte delle aree protette in Italia e di  attivarsi per mantenere una gestione unitaria ed evitare lo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio per logiche esclusivamente politiche della Südtiroler Volkspartei”.
 
Milano, 8 aprile 2011

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“Vergogna, vergogna, vergogna! Il Parco Stelvio viene smembrato!

“Vergogna, vergogna, vergogna! Il Parco Stelvio viene smembrato per un possibile mercimonio sul voto di fiducia al Governo”. Oggi a Roma il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla modifica dell’art. 3 del Dpr 279 del 1974, che pone fine alla gestione unitaria del Parco Nazionale dello Stelvio.
A Roma viene calpestato il voto del Consiglio Regionale che ieri all’unanimità si era espresso contro lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio.
Uno schiaffo istituzionale all’Assemblea legislativa lombarda da parte del Governo che non ha precedenti.
Le Provincie a Statuto speciale prevalgono rispetto al voto del Consiglio regionale Lombardo in barba a tutti i proclami di federalismo e di “padroni a casa nostra”. I padroni sono stati altri e lo hanno fatto contro il parere della massima istituzione della Lombardia.
Viene calpestata la dignità istituzionale e politica della Lombardia: mi auguro che il Presidente Formigoni e il Presidente del Consiglio regionale Boni reagiscano duramente contro quanto accaduto.
Personalmente penso che si potesse anche rivedere il modello gestionale, ma non così, e non sulla base di un presunto mercimonio per garantire al governo l’astensione della SVP.
Le responsabilità di quanto accaduto sono chiare: molti sono stati sino ad ieri i silenzi colpevoli in Regione Lombardia e in Provincia di Sondrio nel non avere fatto sentire prima la propria voce.
Oggi si scrive una delle più brutte pagine della tutela ambientale del territorio nazionale.
Ha prevalso la linea del Ministro Frattini, favorevole alla modifica normativa, rispetto ad un Ministro dell’Ambiente che ha dovuto subire una decisione di cui il suo Ministero aveva espresso parre contrario.
Il Ministro Prestigiacomo ne tragga le conseguenze politiche.

Angelo Costanzo, consigliere regionale del Partito Democratico in Regione Lombardia

Milano, 22 dicembre 2010

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Videolettera: Parco Nazionale dello Stelvio

Dopo lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio la videolettera del Consigliere Costanzo.

Guarda la videolettera sul mio canale youtube:

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Il Consiglio regionale approva l’o.d.g. del PD per bloccarne lo smembramento

Aquila reale

Aquila reale

I consiglieri regionali del Pd Angelo Costanzo, Giuseppe Civati e Fabrizio Santantonio esprimono soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno, oggi, martedì 21 dicembre 2010, durante la seduta del Consiglio regionale, sul mantenimento della gestione unitaria del Parco nazionale dello Stelvio.
L’ordine del giorno impegna il presidente del Consiglio regionale a trasmettere urgentemente al Presidente Berlusconi la presa di posizione contraria in vista della riunione che domani, a Roma, deciderà le sorti del Parco.
Il consigliere Costanzo, eletto a Sondrio, sottolinea l’importanza della posizione approvata dall’Assemblea legislativa lombarda, contraria alla modifica dell’art. 3 del Dpr 279 del 1974, che porrebbe fine alla gestione unitaria del Parco nazionale dello Stelvio.
“Una modifica osteggiata anche dal Ministero dell’Ambiente che, attraverso una nota dell’ufficio legislativo, in una nota del 9 dicembre 2010 ha espresso il proprio avviso negativo alla modifica – dice Costanzo –. L’ auspicio è che domani a Roma non si dia il via libera allo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio tra la provincia di Bolzano, Trento e la Regione Lombardia”.
Se dovesse passare la linea del Ministro Frattini che caldeggia lo smembramento, “si sancirebbe la fine del Parco nazionale. Sarebbe di fatto una sconfitta per lo Stelvio e per il Ministro Prestigiacomo che dovrebbe dimettersi per l’incapacità di tutelare la più grande area protetta dell’arco alpino”, chiosa Costanzo.
Milano, 21 dicembre 2010

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Parco dello Stelvio: altro che padroni a casa nostra!

PARCO STELVIO itl 6006
Scarica l’interrogazione:
PD: “troppi silenzi. E intanto la Lombardia subisce le scelte di Roma. Altro che padroni a casa nostra” Il declassamento del Parco nazionale dello Stelvio a livello provinciale continua a far discutere. Da un lato il governatore Durnwalder che assicura di non aver venduto il parco per il voto del 14 dicembre al Governo, dall’altra l’assessore regionale ai Sistemi verdi e parchi Colucci che vede questa come un’occasione per migliorare e valorizzare lo Stelvio.

“Le dichiarazioni di Colucci ci preoccupano ulteriormente – dice Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd –. Regione Lombardia sta subendo lo smembramento di uno dei parchi più importanti del Paese. Formigoni e Colucci ci spieghino che ruolo ha avuto, se lo ha avuto, la Regione. E, condividendo l’appello delle associazioni ambientaliste, come intendano correre ai ripari”.

“Sento solo silenzi e flebili giustificazioni che cercano di raccontare come questa novità rappresenti una grande occasione per il Parco nazionale dello Stelvio – commenta a caldo il collega Fabrizio Santantonio –. Ma in sostanza vedo solo che ci hanno fatto bere una scelta romana imposta sopra le teste lombarde senza motivazione e urgenza. E che il risultato è un Parco nazionale che diventa provinciale, con l’ovvio declassamento e indebolimento delle politiche ambientali. Ma qualcuno dovrà anche spiegarmi chi lo gestirà e con quali risorse. Se questa è la politica ambientale di Regione Lombardia, mi spaventa il futuro dei parchi lombardi”.

E di “silenzi che pesano moltissimo” parla anche il collega Angelo Costanzo, eletto a Sondrio, che incalza: “Sono i silenzi dei rappresentanti istituzionali interessati in prima persona, per questa ragione più colpevoli di altri, a partire da quelli del presidente della Provincia e dei parlamentari locali. In questa vicenda esce sconfitta la visione unitaria del Parco nazionale che rimane solo nel nome. Lo Stelvio è entrato di fatto nello scenario della politica nazionale: non si vuole chiamarlo scambio di voti? Sicuramente, però, qualcuno ha fatto valere un peso contrattuale che in condizioni normali non avrebbe avuto. Si sceglie, così, di privilegiare gli interessi romani a quelli del territorio, al di là degli slogan, come il famoso ‘padroni a casa nostra’. Ma quello che contano sono i gesti. E in questo caso anche i silenzi”, aggiunge Costanzo.
Milano, 9 dicembre 2010

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Parco Nazionale dello Stelvio smembrato.

Logo Parco Nazionale dello Stelvio

Logo Parco Nazionale dello Stelvio

Parco Nazionale dello Stelvio smembrato per un possibile voto di fiducia della Südtiroler Volkspartei (SVP) a Berlusconi?La più grande area protetta dell’arco alpino italiano entra di fatto nella campagna acquisti per acquisire i voti di fiducia della Südtiroler Volkspartei al Governo in vista del 14 dicembre 2010.
Martedì a Roma si è deciso di fatto la provincializzazione del parco nazionale dello Stelvio alle Provincie di Bolzano e Trento e la regionalizzazione per la parte lombarda.
Una vecchia idea del governatore altoatesino Luis Durnwalder che nel gioco della politica nazionale si è concretizzata.
Il Consigliere regionale del PD Angelo Costanzo dichiara: “è inaccettabile che venga smembrato il Parco Nazionale dello Stelvio, che pur mantenendo la sua denominazione, subisce un declassamento diventando per la parte lombarda un parco regionale.
Una decisone che sembra tanto un regalo alle provincie di Bolzano e Trento in vista del voto di fiducia al Governo.
Le dichiarazioni del Presidente del Consorzio del parco Nazionale, Ferruccio Tomasi, che dice di non saperne evidenziano come il territorio della Provincia di Sondrio non sia stato coinvolto.
Costanzo afferma: “ è inaccettabile quanto accaduto e presenterò nei prossimi giorni una interrogazione all’Assessore regionale competente per chiarire quanto accaduto e avere certezze rispetto all’integrità della gestione del Parco Nazionale dello Stelvio”.
Milano, 2 dicembre 2010

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