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Quale scippo? E’ la Lega che ha illuso i valtellinesi e valchiavennaschi.

“Ma quale scippo! E’ una protesta strumentale e basta!”. E’ perentorio Angelo Costanzo, consigliere regionale del Pd, nel suo commento alle dichiarazioni del suo collega Ugo Parolo a proposito del rinnovo delle concessioni idroelettriche.“Per anni la Lega ha venduto al territorio obiettivi irrealizzabili con l’approvazione di leggi poi dichiarate incostituzionali – spiega Costanzo –.  Come fanno a parlare di scippo di una cosa che non c’è mai stata? Gli unici a dire che ‘i soldi delle nostre dighe sono della nostra gente’ erano i manifesti imbevuti di populismo leghista. Se la strategia era quella di sbandierare un risultato alla genti di Valtellina e Valchiavenna, sapendo che non era realizzabile, ci sono riusciti perfettamente. La Lega è stata al Governo con Berlusconi e il Pdl, con una maggioranza parlamentare mai vista nella storia repubblicana, e ha approvato di tutto, dal Porcellum elettorale di Calderoli alle leggi ad personam dell’ex premier”.  E prosegue: “Ora, all’opposizione, dopo anni di silenzi, i loro esponenti polemizzano  su tutto sperando di risalire la china della perdita di consensi. Basta con questa logica populista della Lega. I primi ad accorgersi di questo atteggiamenti credo siano proprio gli ex elettori leghisti visto il risultato alle ultime elezioni amministrative in Lombardia. Leggo dichiarazioni di silenzi, ma l’unico silenzio è quello della Lega sulla bocciatura e l’incostituzionalità della legge nazionale e regionale sulla compartecipazione alla gestione delle centrali voluta dai leghisti.  Si è voluta percorrere una strada impraticabile e ora scaricano sul Pdl, loro ex alleato, e sul Pd, le loro mancanze e i loro fallimenti. Se avessero ascoltato le nostre preoccupazioni non si sarebbero persi due anni di tempo. Avevamo denunciato più volte il rischio di incostituzionalità della legge regionale. Che fine hanno fatto i proclami di vittorie storiche che avrebbero cambiato i destini della valle? Nel mercato dell’energia, che non ha confini padani, l’assegnazione delle concessioni idroelettriche attraverso bandi di gara ad evidenza pubblica sono una regola elementare di trasparenza in un mercato europeo. L’unico scandalo sono le proroghe delle concessioni per un piatto di lenticchie rispetto agli ingenti guadagni delle aziende idroelettriche”. Infine, Costanzo si chiede: “In campo ci sono gli interessi dei cittadini o il mantenimento dei poteri forti che sino ad oggi hanno gestito le centrali idroelettriche o di chi detiene gran parte del capitale azionario? Basta, chiudiamo la stagione della demagogia leghista. Se dobbiamo fare una battaglia vera apriamo al mercato e proviamo a costruire dei bandi di gara che non siano lesivi della concorrenza, ma che tengano in considerazione i territori e la pervasività degli impianti. E’ li che possiamo esercitare il nostro peso politico attraverso Regione Lombardia che può e deve dire la propria sui bandi di gara. Dopo i fallimenti di questi anni torniamo a dire la nostra nei confronti della Regione per acquisire le competenze del demanio idrico. Abbandonare quella battaglia è stato un errore. Se avessimo avuto le competenze del demanio idrico oggi avremmo un peso contrattuale maggiore. Per questo va ripresa la proposta di legge del Consiglio provinciale, approvata all’unanimità. La stessa che io e il consigliere Parolo abbiamo depositato come primo progetto di legge della IX legislatura regionale e che giace, per volontà della maggioranza Pdl-Lega, nei cassetti della Regione”.

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Concessione idroelettrica sul Mallero: tutto regolare?

Con Decreto n.12270 del 31.12.2011, Regione Lombardia ha concesso alla società Mallero Energia s.r.l. la variante alla concessione di piccola derivazione d’acqua dal torrente Mallero in comune di Chiesa in Valmalenco (SO) ad uso idroelettrico. La zona della concessione idroelettrica, della durata di 30 anni, rientra nelle norme di tuetala del Piano Paesaggistico regionale. Per questo motivo ho deciso di fare un’interrogazione in Regione Lombardia per sapere dall’Assessore competente:

1.         perché Regione Lombardia di fronte alla richiesta di grandi derivazioni d’acqua ai fini idroelettrici, una nel torrente Val Fontana e l’altra nel torrente Mallero ha fornito pareri diversi, in una tenendo in considerazione l’applicazione dell’art. 17 del PTR e nell’altra no;

2.         perchè  nonostante nella relazione istruttoria  del Settore Pianificazione Territoriale, Energia e Cave – Servizio Acque ed Energia della Provincia di Sondrio, trasmessa a Regione Lombardia con nota prot. n. 6954 del 09.03.2011, viene evidenziato chiaramente che la derivazione in argomento per la parte  situata a  quota superiore a 1200 m. s.l.m. ricade all’interno di un ambito di elevata naturalità sottoposto a tutela paesaggistica ai sensi del Piano paesaggistico regionale non si fa nessun riferimento all’applicazione dell’art.17 del del PTR nel decreto n.12270 del 31.12.2011;

3.         perchè, nonostante la chiarezza del 8 dell’art.17 del PTR che, non include grandi derivazioni d’acqua, all’interno di un ambito di elevata naturalità sottoposto a tutela paesaggistica  è stata concessa la derivazione sul Torrente Mallero;

4.         se non ritiene che nel decreto n.12270 del 31.12.2011 si sia erroneamente dimenticata l’applicazione dell’art.17 del PTR;

5.         se non ritiene, ai fini dell’autotutela dell’azione amministrativa, ed evitare azioni giudiziarie da parte di cittadini nei confronti di Regione Lombardia di revocare il decreto in oggetto.

Mi auguro e spero che l’Assessore competente possa chiarire quanto accaduto.

Il testo integrale dell’interrogazione: ITR 3245 Mallero

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Centrali idroelettriche – La Giunta dica cosa vuol fare.

 
Pubblichiamo il testo dell’interrogazione sulla bocciatura della legge regionale sulle concessioni idroelettriche
 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN AULA

Al presidente del Consiglio regionale

Premesso che

il Consiglio regionale nella seduta del 20 dicembre 2010 ha approvato la L.R. n. 19;

l’art. 14, ha introdotto novità nelle disposizioni in materia di grandi concessioni ad uso idroelettrico;

le novità, secondo i giudizi politici di parte della maggioranza, avrebbe dovuto cambiare la storia del rapporto tra i concessionari e produttori d’energia idroelettrica e i territori interessati attraverso la compartecipazione alla gestione attraverso società patrimoniali costituite ad hoc che avrebbero portato ingenti risorse ai territorio ed in particolare alla Provincia di Sondrio;

il gruppo del Pd in sede di discussione della norma invitava alla prudenza per i forti rischi di incostituzionalità della norma;

Considerato che

la sentenza dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 14 della legge della Regione Lombardia n. 19 del 2010, nella parte in cui, modificando la legge della stessa Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), dopo l’articolo 53 di essa ha introdotto l’articolo 53-bis, recante disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico, il cui comma 3 così dispone: «La Regione, in assenza e nelle more dell’individuazione dei requisiti organizzativi e finanziari minimi e dei parametri di aumento dell’energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di gara, di cui all’art. 12, comma 2, del d.lgs. 79/1999, provvede a determinare i suddetti requisiti e parametri entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente articolo»;

Valutato che l’Assessore all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi ha dichiarato alla stampa subito dopo la sentenza: ”La decisione della Consulta premia l’inefficienza e l’immobilismo statale. Tutto ciò – prosegue – da una parte accresce i ritardi, già importanti, che i ministeri interessati nella definizione dei criteri e dei parametri per le gare e degli altri atti hanno accumulato negli anni e, dall’altra esclude le Regioni che si erano già mosse, come la Lombardia, dalla disponibilità dei beni idroelettrici di cui devono diventare proprietarie”. Una situazione “grave – conclude Raimondi – infatti le Regioni sono costrette soltanto a osservare e aspettare”;

Interroga l’Assessore regionale all’Ambiente, Energia e Reti per sapere se

•nel rispetto della sentenza della Corte  Costituzionale non intende attivare una fase di confronto con il Governo per sollecitare l’indizione dei bandi di gara per il rinnovo delle concessioni idroelettriche, magari richiedendo la definizione di criteri e di parametri che, nel rispetto del principio della libera concorrenza, possano tenere in considerazione risorse economiche aggiuntive per i territori dove sono ubicati gli impianti idroelettrici.

Milano, 2 febbraio 2012

Angelo Costanzo

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Concessioni idroelettriche: legge incostituzionale

La diga di Madesimo

La sentenza del Corte Costituzionale n.205/2011, depositata il 13 luglio 2011, è certamente una notizia negativa per il territorio provinciale. La Corte, senza addentrarci nei tecnicismi normativi di difficile comprensione, dichiara incostituzionale l’art 15 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 che prevedeva la proroga delle concessioni idroelettriche. Una sentenza che non potrà non avere ripercussioni anche sulla norma regionale, approvata a dicembre del 2010, sulle Concessioni Idroelettriche e da molti sbandierata come un successo storico. Dopo questa prima bocciatura bisognerà attendere anche il giudizio di incostituzionalità della norma regionale che è stata impugnata dal Governo per violazione delle competenze. Noi ci eravamo permessi di dirlo che questo rischio  era presente anche organizzando a maggio un convegno pubblico dal titolo significativo: Le dighe sono nostre? Abbiamo sempre mantenuto la prudenza, senza sbilanciarci in facili trionfalismi come altri hanno fatto, perché eravamo consapevoli che eravamo al limite delle regole con rischi di incostituzionalità. Mi preoccupano le differenti e divergenti interpretazioni date dopo la notizia della sentenza da parte di autorevoli esponenti del centro destra locale. Credo che sia un errore la non tanto velata accusa a Del Tenno del Presidente Sertori di: “non avere a cuore gli interessi della nostra gente e non crede in questa partita”. Chi esprime dubbi e legittime preoccupazioni e l’ho sempre fatto anch’io, sulla base di riferimenti normativi, non è contrario agli interessi locali, ma semplicemente non strumentalizza risultati che sono ancora lontani da raggiungere.

La percezione che emerge, con queste dichiarazioni, è che l’armistizio raggiunto con la chiusura della crisi in Provincia sia molto debole. In questo momento di forte difficoltà, anzichè dividere, bisognerebbe trovare le ragioni di una battaglia unitaria nel rispetto delle competenze che la Corte costituzionale ha evidenziato e non rimpallarsi colpe e responsabilità tra esponenti della Lega e del Pdl. Credo che prima di esprimere giudizi trionfalistici o lapidari bisognerà attendere il giudizio della Corte Costituzionale sulla legge regionale e i tempi saranno lunghi. Molti esponenti della maggioranza, a partire dall’Assessore regionale Raimondi, sostengono che la legge regionale non è incostituzionale ed è vigente allora la si applichi subito iniziando a costituire le società patrimoniali sancendo quel principio tanto sbandierato della compartecipazione dei territori. Credo che di fronte all’attuale situazione sarebbe opportuno, se esiste ancora, riunire a settembre il comitato istituzionale Acque, assieme agli esponenti istituzionali ai vari livelli, per informare i Sindaci e i rappresentanti delle categorie economiche delle novità degli sviluppi normativi e valutare insieme quali iniziative mettere in campo.

Sondrio, 16 luglio 2011

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Concessioni idroelettriche: dopo gli errori, ora lavoriamo assieme!

 
Lettera aperta
 
 
                 Al Consigliere regionale Ugo Parolo
 
  e, p.c.   Al Presidente dell’Amministrazione  Provinciale Massimo Sertori
                All’Assessore Regionale  Marcello Raimondi
            

            Caro Ugo,
di fronte alle difficoltà della norma sul rinnovo delle concessioni idroelettriche mi hai invitato pubblicamente a fare una proposta, che per correttezza a te ho anticipato oggi in Consiglio regionale.
Purtroppo la legge regionale sulle concessioni idroelettriche è stata censurata dal Consiglio dei Ministri.  Sono certo che ti ricordi bene che sia in Commissione Bilancio, che in aula, nei miei interventi avevo evidenziato il rischio che la norma invadesse campi di competenza non propri del legislatore regionale in materia.
Così mi ero espresso: “credo che anche l’Assessore sia consapevole di essere sulla sottile linea di confine di competenze, anzi forse le abbiamo già invase, le competenze, dentro quell’articolato e quella norma”.
Parole purtroppo inascoltate.
Credo che, a differenza di come avvenuto per la legge approvata e poi censurata dal Governo, si debba seguire un percorso diverso e non quello di un testo blindato, frutto di una mediazione tra la Lega e il PDL.
Se volessi strumentalizzare quello che è accaduto per me sarebbe abbastanza semplice, ma per onestà intellettuale l’intervento del Governo era inevitabile, perché il problema  non è politico ma è di competenza normativa.
Siccome credo  tu sia  in buona fede e non hai voluto approvare  una norma “mal scritta” solo per consentire una campagna mediatica al tuo partito, spero che con me vorrai contribuire ad uscire da questa situazione.
Ora, il problema è capire come uscire da questo empasse  cercando di mantenere l’obiettivo atteso dal territorio, quello di avere maggiori risorse a disposizione, non solo garantire la proroga delle concessioni a chi attualmente gestisce gli impianti.
Per questo ti propongo di costituire un gruppo di lavoro ad hoc per lavorare assieme e affrontare le difficoltà d’applicazione della legge.
Un gruppo di lavoro composto da noi, dall’assessorato competente e dal Presidente della Provincia di Sondrio, che, supportato dagli uffici e dai dirigenti della Giunta, possa predisporre eventualmente le modifiche al testo salvaguardando, se possibile, l’obiettivo iniziale.
Mi auguro che tu, e con te il Presidente dell’Amministrazione provinciale e l’Assessore competente, sappia cogliere in maniera aperta e costruttiva questa proposta per ricercare soluzioni condivise e, soprattutto, praticabili.
Angelo Costanzo – Consigliere regionale del Partito Democratico

Diga di Cancano

Diga di Cancano

             Al Consigliere Regionale  Ugo Parolo
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Centrali idroelettriche, Costanzo (PD): siamo finiti in fuorigioco e abbiamo anche fatto autogol

 

Fuorigioco

Fuorigioco

COMUNICATO STAMPA
 “Un autogol”. È la risposta del consigliere regionale del PD Angelo Costanzo al collega leghista Ugo Parolo, che ha usato una metafora calcistica per commentare la censura del Governo alla norma sulle centrali idroelettriche. “Parolo ha ragione – incalza Costanzo – nel dire che ci sono due squadre. Io indosso la maglia del territorio con il marchio Valtellina e non quella di parte del sole delle alpi. Con questa maglia mi batterò sino alla fine del mio mandato per fare lobby territoriale e portare a casa risultati concreti che mi interessano di più dei manifesti strumentali. Se PDL e Lega avessero ascoltato i nostri consigli e quelli dei dirigenti dell’Assessorato non ci troveremo in questa situazione di empasse molto pericoloso. Una partita normativa la si gioca dentro le regole. Si è voluto forzare le competenze e siamo finiti in fuorigioco. Al Presidente dell’Amministrazione provinciale Sertori che all’approvazione della norma non ha lesinato toni trionfalistici, e ora di fronte alle difficoltà ritiene “prematuro esprimersi”, vorrei dire che forse è stato prematuro da parte del suo partito tappezzare la valle con quel (Grazie Lega) di cui ormai molti cittadini si chiedono: grazie di che?”
 Milano, 25 febbraio 2010

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Concessioni idroelettriche: dal Governo una sonora bocciatura

Manifesto della Lega sulle dighe

Il Consiglio dei Ministri, ha censurato ieri la norma regionale di recente approvazione sulle concessioni idroelettriche poiché disciplina il sistema degli impianti idroelettrici in modo difforme dalla normativa nazionale e comunitaria. Esprimo forte preoccupazione perché l’impugnativa da parte del Governo mette a rischio un risultato importante per il territorio. Dopo i trionfi mediatici della Lega per una vittoria definita storica arriva una brutta battuta. Il tempo è sempre galantuomo: quando avevamo fatto presente questo rischio c’era chi, come il Presidente della Provincia, lo negava e il suo partito strumentalizzava le mie legittime preoccupazioni. Nell’intervento in aula il 20 dicembre  così mi ero espresso: “credo che anche l’Assessore sia consapevole di essere sulla sottile linea di confine di competenze, anzi forse le abbiamo già invase, le competenze, dentro quell’articolato e quella norma”. Se si fossero ascoltate le preoccupazioni del Pd oggi non ci troveremmo di fronte a questa situazione. L’intervento da parte del Governo era inevitabile e non ha nulla a che fare con problemi politici, ma con  il rispetto delle leggi. Ora non vorrei che si aprisse il rimpallo di responsabilità da parte della Lega, sempre pronta ad effetti annuncio di risultati storici, per poi alle prime difficoltà scaricare sugli alleati del Pdl l’intervento del Governo. Oppure  che si scaricasse sui burocrati e sul Governo la responsabilità di una norma mal scritta. Una brutta situazione frutto di una legge concepita per poter sbandierare un risultato politico della Lega e poco attenta al rispetto delle competenze istituzionali. L’auspicio è che Regione Lombardia possa chiarire in breve tempo al Governo, ed eventualmente provvedere ad una modifica della norma che salvaguardi l’obiettivo che il territorio aspetta da anni. Spero che il Presidente della Provincia convochi urgentemente il Comitato istituzionale acque per fare chiarezza sull’accaduto”.

Milano, 24 febbraio 2011

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Concessioni idroelettriche: vogliamo un comitato che discuta l’applicazione della legge

Giacomo Ciapponi

Egr. Presidente, 

innanzitutto desideriamo ringraziarla per l’invito e per avere finalmente riunito il Comitato istituzionale Acque. Sulla legge regionale, per il rinnovo delle concessioni idroelettriche, molto si è già letto e scritto. Grandi trionfi storici sono stati annunciati e ingenti risorse sono state promesse. C’è chi ha voluto strumentalizzare, per consenso politico, un’iniziativa di tutto il Comitato Istituzionale promettendo sino a 100 milioni di euro all’anno. Il tempo, come sempre, sarà galantuomo. Noi vorremmo usare toni più pacati e sobri definendo questa legge un punto di partenza e non di arrivo.
Il gruppo del Partito Democratico ha votato all’unanimità il testo in Consiglio regionale ma non ha nascosto che avrebbe preferito una norma diversa. Una legge che, in una logica di un vero federalismo dei territori, trasferisse anche le competenze del demanio idrico alla Provincia di Sondrio, per potere esercitare quel potere contrattuale che invece è rimasto in mano a Formigoni.
L’applicazione della legge sarà difficile e complicata e potrebbe essere oggetto di contenziosi normativi sulle competenze attribuite dalla norma alla Regione. Non è una cosa che auspichiamo, è una preoccupazione che circola in Regione nell’assessorato competente. Basta leggere la sentenza n. 1/2008 della Corte Costituzionale per rendersi conto che vi potrebbero essere delle complicazioni normative.
È trascorso oltre un anno da quando, il 14 dicembre 2009, veniva costituito e presentato il Comitato Istituzionale Acque ed è giunto il momento di fare una seria riflessione sul suo funzionamento, sull’assenza di convocazioni e discussioni che lo ha caratterizzato e sul ruolo che dovrà avere in futuro. Un Comitato Istituzionale è tale se si riunisce, se discute, se affronta il tema per cui si è costituito: la tutela dei fiumi e dei torrenti locali e il rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche. Molto si è lavorato sulla percezione d’immagine d’unità istituzionale, ma il Comitato non ha svolto quel ruolo di confronto e discussione che dovrebbe avere. Avremmo, assieme ad altri, voluto discutere di questi temi perché pensiamo che il confronto rafforzi la democrazia e aiuti le istituzioni a maturare le scelte migliori per i cittadini. Capiamo che vi siano stati momenti in cui la riservatezza nel definire le mediazioni politiche, in particolare tra la Lega e il PDL, ha prevalso rispetto a momenti di confronto nel Comitato.

Angelo Costanzo

Ora che la legge è approvata bisogna cambiare il metodo di lavoro del Comitato. Noi crediamo che sui temi dell’acqua, a partire dall’applicazione della legge regionale per il rinnovo delle concessioni idroelettriche, il comitato istituzionale dovrà svolgere un ruolo determinante.
Per farlo serve cambiare passo nella sua gestione, a partire da una maggiore frequenza delle riunioni e dalla costituzione di quel comitato esecutivo ristretto che ha preannunciato nella riunione di ieri. Per evitare equivoci sarebbe opportuno chiarire non solo la composizione ma, anche, il ruolo che il comitato esecutivo dovrà avere.
La legge sul rinnovo delle concessioni idroelettriche pone il territorio di fronte a nuove sfide.
La prima è l’intesa prevista con l’Amministrazione provinciale per il trasferimento dei proventi derivanti dal canone aggiuntivo, a seguito della prosecuzione temporanea delle concessioni. La norma fa riferimento ad una misura “non inferiore al 50% delle somme introitate finalizzate a concorrere al finanziamento di misure e interventi di miglioramento ambientale dei territori interessati”. Noi crediamo che questa cifra, avendo sul territorio le ripercussioni negative della pervasività degli impianti, debba essere maggiore.
L’altra sfida è la percentuale, non inferiore al 30%, di partecipazione alla società patrimoniale “da parte degli enti locali e/o loro forme di aggregazione”. La stessa individuazione dei beni e dei valori che dovranno rientrare nella società patrimoniale aprono un confronto difficile con le aziende idroelettriche.
Per ultimo, ma non certamente per importanza, vi è la sfida maggiore e più complicata, la compartecipazione a società miste pubbliche e private nella gestione delle centrali. Crediamo che il Comitato istituzionale e l’esecutivo ristretto, debbano affrontare subito questi temi e quindi bisogna cambiare passo. Il ruolo di tifosi lo lasciamo ad altri, a chi vuole strumentalizzare politicamente il lavoro del comitato. A noi interessa un comitato che discuta e si confronti sull’applicazione della legge. L’auspicio che lei voglia cogliere positivamente e costruttivamente il nostro invito ad un maggiore ruolo di confronto all’interno del comitato istituzionale. Se invece il Comitato continuerà ad essere utilizzato come strumento di autocelebrazione mediatica riterremo chiusa questa esperienza.

Angelo Costanzo – Consigliere Regionale del Partito Democratico 

Giacomo Ciapponi – Capogruppo Partito Democratico Consiglio provinciale

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La legge sulle grandi concessioni idroelettriche

Condotte idroelettriche

Scarica il testo della L.R. concernente disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 20 dicembre 2010. L.R._DISPOSIZIONI_IN_MATERIA_DI_GRANDI_DERIVAZIONI_AD_USO_IDROELETTRICO

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Emendamenti proposti per la legge sulle concessioni idroelettriche

Turbina francis

Turbina francis

Emendamenti COSTANZO concessioni idroelettriche
Puoi scaricare gli emendamenti proposti sulla norma delle concessioni idroelettriche che non sono stati approvati per i voti negativi della Lega e del PDL.
Gli emendamenti avevano come obiettivo quello di migliorare una legge troppo sbilanciata a favore della Giunta Regionale rispetto al territorio provinciale e trasferire maggiori risorse compresa una quota d’energia gratuita.

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