Archivi del mese: maggio 2012

Tangenziali e delibera CIPE: la polemica inutile della Lega

La polemica dei leghisti (Crosio,  Parolo, Sertori) sulla delibera del CIPE è la dimostrazione di come la Lega cerchi ogni occasione per attaccare il Governo Monti quando, per anni, è stata zitta sui disastri di Berlusconi. Bene ha fatto l’On. Lucia Codurelli a rispondere con un tono serio e misurato alle accuse dei leghisti. Nel merito mi sembra una polemica che mette a nudo un fatto politico grave, l’incapacità  del Presidente dell’amministrazione provinciale di svolgere un ruolo di coesione ed unità del territorio sul tema delle infrastrutture. In questi giorni si è fatto prevalere l’inopportuna visibilità della Lega. Altri, in passato, di fronte a difficoltà avrebbero chiamato a raccolta le istituzioni locali e i suoi rappresentanti. Invece, l’On. Crosio ha scelto la ricerca della polemica per visibilità mediatica in un goffo tentativo di riportare, dopo gli scandali, la Lega sulla scena politica. Personalmente, leggendo il documento del Ministero credo che la scelta sui ribassi d’asta sia prudente. Indicare che i ribassi d’asta della tangenziale di Morbegno vengono dirottati sulla tangenziale di Tirano, senza conoscere quanti sono rischia di creare aspettative e facili ottimismi. La delibera CIPE non fa promesse, come qualcuno ha fatto per la tangenziale di Tirano.  Non nascondo la preoccupazione per un possibile aumento dei costi dovuti all’aumento dello spread e dei tassi d’interesse sui mutui. Credo che il territorio nelle sue varie responsabilità istituzionali, magari con il coordinamento forte ed autorevole dell’amministrazione provinciale, debba monitorare il percorso degli eventuali ribassi affinchè vengano poi stanziati per la tangenziale di Tirano. Le polemiche oggi servono solo per la ricerca di visibilità e non aiutano nemmeno gli amministratori del tiranese. Il testo del Cipe CIPE 22 marzo 2012 statale 38 il comunicato dell’On. Lucia Codurelli CODURELLI – SULLA DELIBERA CIPE S.S. 38 Vi segnalo un sito dove potete trovare informazioni sulla tangenziale di Morbegno http://cantieri.mit.gov.it/index.php/lombardia/141 oppure http://8byte.it/ss38  curato in maniera puntuale da Francesco Bongio, Assessore ai lavori pubblici di Morbegno.

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In Regione serve una proposta organica sul riassetto istituzionale.

È stata approvata oggi, martedì 22 maggio 2012, in Consiglio regionale, una mozione, presentata dal consigliere del Pdl Mauro Parolini, sul riassetto istituzionale delle province. “Il tema andrebbe sottratto dalla strumentalizzazione politica e affrontato seriamente nella commissione competente per arrivare a una proposta organica –commenta Angelo Costanzo, consigliere regionale del Pd –. La strumentalizzazione è palese, credo anche controproducente, in particolare per il Pdl che nel programma elettorale del 2008 aveva inserito l’impegno dell’abolizione delle Province e ora le difende. Ma anche per la Lega, che da quando non è più al Governo ha cambiato profondamente idee e oggi si erge a paladina delle Province. Non vorrei ricordare male, ma il Governo Berlusconi-Bossi aveva previsto un disegno di legge costituzionale per abolirle, spingendo l’allora Ministro Calderoli a dire che chi nella Lega non era d’accordo poteva fare altre scelte. Sarebbe stato opportuno affrontare questo tema, anche a fronte del risultato del referendum della Sardegna sulle province e del voto amministrativo, da cui emerge una richiesta di cambiamento, rinviandolo nella Commissione competente per una discussione approfondita e organica che tenga in considerazione la diversità dei territori a partire da quelli montani. Non una discussione generica e a volte contraddittoria. Serve fare delle scelte anche in Lombardia”.  Costanzo continua: “Personalmente penso che non è corretto mantenere sia la Provincia che le Comunità montane. Ma qual è il modello che vogliamo sostenere in Lombardia, quali macroaree si intendono realizzare e perché non si affronta il tema della frammentazione istituzionale degli oltre 1500 comuni? Quali deleghe e competenze la Regione Lombardia, molto centralistica, intende trasferire alle province? Il demanio idrico? Nessuna risposta a queste domande è contenuta nella mozione. Ho già dichiarato che sono per abolire le comunità montane e che sono contrario a trasformare le Province in enti di secondo livello che non hanno una legittimazione popolare. Discutere della provincia di Milano non ha senso, come  non ne ha avuto crearne di nuove, cosa diversa per un territorio interamente montano come la provincia di Sondrio. Un richiamo  contenuto anche nella mozione di Parolini. Per i motivi e le contraddizioni esposte ho ritenuto opportuno esprimere un voto d’astensione. La mia posizione sulla provincia di Sondrio è chiara da tempo: aboliamo le comunità montane, riorganizziamo i Comuni, trasferiamo le competenze e le risorse del Bim all’amministrazione provinciale. Così le istituzioni e le politiche affrontano il tema, non difendendo tutto in funzione delle convenienze del momento”.

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Ospedali di comunità?

Scarica le slide che ho presentato all’incontro pubblico a Morbegno: SANITA DI MONTAGNA MORBEGNO 17.05.2012

E’ stata positiva la partecipazione all’incontro organizzato, giovedì 17 maggio 2012, dal circolo del Pd di Morbegno sulla sanità di Montagna. E’ emersa la necessità di regole diverse per la gestione degli ospedali nelle realtà di montagna e la proposta, da tempo sostenuta dal PD provinciale, di unificare le gestioni dell’Asl e dell’Aovv . Un agestione unitaria tra territorio ed ospedali come avviene in Valcamonica. Preoccupazione è stata espressa da vari interventi per il futuro delle strutture ospedaliere ed in particolare dal Sindaco di Morbegno e di Sondalo. Personalmente credo che serve aprire un ragionamento vero sul destino delle strutture ospedaliere e sulla qualità delle prestazioni erogate. Non sempre l’ospedale sotto casa  è la garanzia di una risposta ospedaliera di qualità nella fase acuta. L’ospedale moderno ha bisogno di forti investimenti sia sotto il profilo tecnologico, strumentale che professionale. Un territorio interamente montano ha bisogno di una rete d’emergenza adeguata in grado d’intervenire con una tempistica adeguta, ma anche di realtà ospedaliere moderne che diano risposte di qualità e di realtà  in grado di rispondere anche ai nuovi bisogni che l’invecchiamento della popolazione determina. Aprire un ragionamento serio sugli ospedali di Comunità potrebbe essere l’occasione per anticipare il “degrado” delle strutture ospedaliere provinciali. Ospedali di Comunità come strutture d’assistenza residenziale o semiresidenziale intermedia  per dare una risposta ai bisogni di salute per quella fascia di pazienti che non necessita  dell’ospedale per acuti, ma nel contempo non può vedere risolti tutti i propri problemi sociosanitari in ambito domiciliare, attraverso l’assistenza domiciliare integrata o presso una R.S.A. a indirizzo riabilitativo. In altre regioni gli ospedali di Comunità sono realtà funzionanti. Anche in lombardia abbiamo il dovere di anticipare i cambiamenti, non di subirli.

 

 

strutturee di numeri adeguati per garantire una casistica che professionalità degL’invecchiamento della popolazione e la necessità per esigenze sia economiche che professionali se non vi sono investimenti

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A Sondrio Pd, Pdl, Lega, Sel, Idv, Prc, Psi uniti per dire NO alla violenza!

Oggi c’è stata grande partecipazione democratica e civile con la presenza di molte organizzazioni, associazioni, cittadini e studenti. Un segnale anche di forte maturità dei partiti che sono scesi tutti in piazza per dire NO alla violenza. Al presidio hanno partecipato anche  il Sindaco di Sondrio Alcide Molteni, quello di Morbegno Alba Rapella, il Presidente della Provincia Massimo Sertori.

Pubblico l’appello che oggi, dopo il presidio tenutosi a Sondrio, è stato consegnato alla Prefettura.

Sondrio, 20 maggio 2012

Al Prefetto della Provincia di Sondrio

Le forze politiche, sociali, le OO.SS, le istituzioni locali, i cittadini gli studenti della provincia di Sondrio sono oggi nelle piazze per esprimere la solidarietà alla famiglia di Melissa Bassi e a tutte le famiglie, ai ragazzi e agli studenti della scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi vittime di un attentato aberrante, un attacco vile e criminale. Siamo di fronte ad un atto di una violenza senza precedenti che colpisce dei giovani studenti all’ingresso della scuola intitolata a “Morvillo-Falcone” di Brindisi. Un attentato che ferisce profondamente il Paese per la barbaria che ha colpito ragazzi inermi che andavano a scuola per costruire i loro sogni. Un futuro spezzato e infranto da una violenza cieca e criminale. Da Sondrio, da Morbegno e da molte altre piazze, vogliamo riaffermare con determinazione, con la chiarezza e la fermezza delle parole il nostro NO alla violenza, alle mafie, al terrorismo e respingere ogni forma di intimidazione per difendere i principi della democrazia e della legalità. Diciamo NO a chi, da Genova a Brindisi, vuole approfittare della difficile situazione politica e sociale per rigettare il Paese nel ricatto e nella paura. Respingiamo con forza questa strategia criminale e delirante che va isolata con la forza dei cittadini, della democrazia e la reazione ferma dello Stato e delle forze dell’ordine. Vogliamo chiudere questo appello, per la difesa della democrazia, con una frase di Giovanni Falcone: « La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. »

Hanno aderito tutte le forze politiche, Sindacali e numerose associazioni: PD, PDL, LEGA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, PARTITO SOCIALISTA, SEL, IDV, GIOVANI DEMOCRATICI, GIOVANI COMUNISTI, ACLI, CGIL, CISL, UIL, ARCI, USCIAMODSLSILENZIO SONDRIO, ASSOCIAZIONE LGHIRÙ PIATEDA, EMERGENCY, AGENZIA PER LA PACE, PAX CHRISTI, SNOQ SONDRIO, FLC SONDRIO, PUNTO PACE MORBEGNO, SCUOLA E DIRITTI, COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI, FABBRICADINICHI, COMITATO ANTIFASCISTA SONDRIO,  ANPI.

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No alla barbaria, al terrorismo e alle mafie.

Quello che è accaduto questa mattina, con l’esplosione di fronte all’istituto professionale “Morbillo Falcone” di Brindisi e la morte di Melissa Bassi di 16 anni, è una barbaria a cui i cittadini e le istituzioni democratiche devono sapere reagire mettendo in campo una forte mobilitazione democratica per dire NO alla mafia, al terrorismo, alla criminalità e alla paura. partecipate ai presidi che si terranno a Sondrio e a Morbegno.

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Sanità di Montagna: un malato da rianimare

Grazie all’organizzazione del Circolo del Pd di Morbegno si terrà, giovedì 17 maggio 2012 alle ore 20.45 c/o l’aula magna della Scuola “E.Vanoni” in via Ambrosetti n.34 a Morbegno, un incontro pubblico dal titolo “Sanità di Montagna un malato da rianimare”. Un tema caldo al centro dell’opinione pubblica dopo le difficoltà registrate nelle opere di ristrutturazione dell’ospedale di Morbegno, quelle della mancanza delle norme antincendio dei lavori finiti nel 2010 all’ospedale civile di Sondrio, il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera (anno 2011/2015) presentato dal Direttore Generale  Dr. Luigi Gianola, e l’ultima visita in provincia dell’assessore Regionale  Luciano Bresciani che ha scuscitato un coro di critiche da parte dei Sindaci. Da tempo sostengo che la sanità in montagna non non può essere gestita con le stesse regole per gli ospedali collocati a Milano o nelle altre grandi città lombarde. Non a caso avevo presentato un ordine del giorno (ODG n.194 il 16.11.10), votato all’unanimità,  proprio sulla sanità di Montagna. Un ODG che impegnava la giunta a prevedere criteri diversi che tenessero in considerazione gli elementi di condizionamento oggettivo che il vivere ed organizzare servizi sanitari in montagna comporta, anche, prescindendo dagli standard e dai costi fissati per gli altri territori. Serve anche superare la logica dell’ospedale sotto casa come unico luogo di cura e investire maggiori risorse sulla prevenzione riabilitazione. La fase acuta ha bisogno di ospedali dove trovare risposte adeguate e non sempre l’organizzazione attuale è in grado di darle. La difesa dell’attuale assetto, senza scelte, rischia di portare ad un impoverimento e un degrado della risposta ospedaliera. La regione ha sempre promesso di mantenere tutti e quattro gli ospedali ma le risorse attuali, sia economiche che professionali non bastano e la risposta non è sempre quella attesa dai cittadini. Allora perchè non superare i tabù e iniziare a parlare anche degli ospedali di comunità in provincia di Sondrio con il potenziamento vero e risposte d’eccelenza concentrate in poche strutture e una forte integrazione con il territorio? Perchè non superare l’attuale assetto e divisione tra ASl e Azienda Ospedaliera come da tempo il PD sostiene? Da quando è stato approvato l’ODG la giunta regionale non ha fatto nulla e la situazione va via, via impoverendosi. La serata di Morbegno è l’occasione per tornare su un tema delicato come quello della riorganizzazione della rete ospedaliera e confrontarci con i cittadini. Allegato  ordine del giorno 194/2010 ODG 194 DEL 16.11.10 locandina Sanità di montagna manifesto

 

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L’IMU rimanga ai Comuni

I cittadini e le imprese devono poter contare sul fatto che le risorse rimarranno sul territorio per migliorare i servizi locali Approvata in Regione mozione del Partito Democratico Ieri, martedì 8 maggio, durante i lavoro del Consiglio Regionale è stata approvata a larghissima maggioranza la mozione del PD che chiede al Governo di lasciare gli introiti dell’IMU interamente ai comuni per sopperire alle forti difficoltà di bilancio degli enti locali. Questa è dunque la richiesta che il Consiglio regionale della Lombardia avanza al Governo. “Il voto di martedì è un primo passo – spiega il consigliere regionale Angelo Costanzo, del PD -. I cittadini, per quanto nessuno sia contento di pagare le tasse, avevano capito il senso e la necessità della vecchia ICI, che era un’imposta che rimaneva sul territorio e che andava direttamente ai Comuni e contribuiva al miglioramento dei servizi locali. L’IMU, invece, viene vissuta come un’imposizione fiscale dello Stato, che serve a fare cassa in un momento di difficoltà del Paese. I cittadini e le imprese devono poter contare sul fatto che le risorse rimarranno ai loro comuni”. Il documento, che il Presidente dell’assemblea porterà all’attenzione del Consiglio dei ministri chiede anche di modificare il patto di stabilità interno escludendo le spese per investimenti prioritari, come ad esempio la messa in sicurezza delle scuole dal rischio idrogeologico. La mozione, inoltre, chiede alla Giunta regionale di aumentare il plafond per il patto di stabilità territoriale tra Regione e Comuni rispetto alla dotazione del 2011. “La revisione dei criteri del patto di stabilità è una necessità – conclude Costanzo – perché i comuni lombardi oggi hanno in cassa sei miliardi di euro di residui passivi che vorrebbero poter spendere. Serve un rilancio dell’economia e queste risorse potrebbero consentire la realizzazione anche di piccole opere che oggi i Comuni non possono fare”.

Scarica la mozione MOZIONE 331 IMU

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Ristorni dei Frontalieri

Sbloccati i ristorni dei lavoratori frontalieri in Svizzera. Finalmente la notizia attesa per la quale avevamo lavorato anche in Regione.

Dopo le vicende finanziarie e fiscali che avevano generato tensioni tra Italia e Svizzera e avevano portato al blocco da parte svizzera dei fondi dei lavoratori frontalieri, oggi i due governi hanno finalmente avviato un dialogo proficuo. “Finalmente è arrivato un primo risultato – dichiara il consigliere regionale Angelo Costanzo – per il quale abbiamo lavorato come gruppo del PD in Consiglio, così come i nostri parlamentari hanno fatto a Roma. Ricordo l’incontro con i parlamentari ticinesi al Pirellone dell’autunno scorso e le numerose prese di posizione in Consiglio. Insieme, ognuno per le proprie competenze, ci siamo impegnati perché si trovasse uno sbocco positivo, che oggi finalmente è arrivato, grazie all’interessamento del Governo. Una sinergia tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali, che deve continuare fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi della trattativa. Per i comuni e le comunità locali di frontiera è un risultato importante. Bisogna ora continuare il confronto, che finalmente è partito in modo positivo, per garantire ai frontalieri l’adeguato trattamento e per risolvere le questioni che riguardano la regolarizzazione dei patrimoni detenuti in Svizzera”.

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