Archivi del mese: aprile 2012

Pigna della nonna: emendamento del PD e della Lega per abrogare la norma per la certificazione

“CERTIFICAZIONE: PRESENTATO L’EMENDAMENTO PER ABROGARE LA NORMA”

“Il  7 marzo 2012 ho lanciato l’allarme rispetto sull’ennesimo tentativo da parte della Giunta regionale di imporre i controlli sugli impianti a biomassa legnosa, la cosiddetta pigna della nonna. Un tentativo già bocciato nel 2011 dopo l’alzata di scudi e la forte opposizione popolare. Nel progetto di legge in discussione oggi, martedì 3 aprile 2012, in Consiglio regionale, cioè il pdl 146 ‘Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione’, si tenta di riproporre i controlli sulle stufe a legna casalinghe”, spiega Angelo Costanzo, consigliere regionale del Pd, a margine della seduta. “All’art. 35  – continua e spiega – è prevista la modifica all’art. 11 della legge regionale 24/2006 sugli impianti a biomassa. Un provvedimento che equipara le stufe a legna agli altri impianti termici civili e non tiene in considerazione le diversità delle zone della Lombardia, denotando anche scarsa conoscenza delle tradizioni locali. Nella maggioranza dei casi l’utilizzo della stufa  a legna è saltuario, a integrazione degli impianti termici esistenti. Inoltre aiuta a tenere puliti i boschi, in molti casi abbandonati”.  E Costanzo tiene anche a precisare: “Non ho voluto rispondere, per non aprire una polemica, a chi localmente ha sostenuto, attraverso il tema della sicurezza delle canne fumarie, la necessità d’introdurre regole certificatorie. Esiste certamente un problema di sicurezza, legato alla pulizia dei camini, ma non può essere utilizzata questa scusa per appesantire e gravare ulteriormente i cittadini lombardi, e in particolare quelli che vivono nella fascia alpina e prealpina, di ulteriori costosi adempimenti. Per la sicurezza dei camini si metta a punto un piano straordinario di sensibilizzazione della popolazione, formando anche professionalità adeguate per coloro che non hanno le capacità di pulire le canne fumarie”.  Dunque, Costanzo ha presentato, assieme ad altri colleghi del Gruppo consiliare del Pd, un emendamento che prevede l’abrogazione dell’art. 35 della legge sviluppo. “Un emendamento identico  – fa sapere infine Costanzo – è stato presentato anche da alcuni colleghi della Lega, tra cui Ugo Parolo, e non può che farmi piacere che il tema che ho posto in Commissione Ambiente abbia trovato condivisione. L’auspicio è che l’Aula stralci questa norma prevista nelle misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”, conclude il consigliere del Pd, ricordando che la seduta odierna potrebbe continuare anche domani.

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Sertori, aggiusti la mira, perché non ha centrando il risultato della legge sulle concessioni idroelettriche.

Presidente, aggiusti la mira, perché non ha centrando il risultato della legge sulle concessioni idroelettriche. E’ questo il fallimento vero del Suo mandato.

Leggo oggi sulla stampa locale una polemica da parte del Presidente Sertori  nei confronti del PD che parte dalla seguente affermazione:  ”la Provincia ha centrato tutti i risultati”. Suggerisco, al Presidente,  di aggiustare la mira, perché non ha centrato la storica scommessa del suo mandato, la  legge sulle  concessioni  idroelettriche, bocciata dalla Corte Costituzionale  nonostante  gli slogan dei manifesti leghisti del  gennaio 2011 che proclamavano: “Da oggi i soldi delle nostre dighe sono della nostra gente!”.  Tema sul quale, dopo gli annunci ad effetto e la costituzione di comitati ad hoc, è calato il silenzio.  Se la maggioranza in Regione Lombardia avesse ascoltato le perplessità della minoranza sulla costituzionalità della legge non avrebbe perso due anni di tempo! Spiace constatare che, quando  il PD svolge il proprio legittimo ruolo di opposizione, susciti  sempre risposte scomposte.  I politici di razza, al contrario, userebbero il ruolo delle minoranze come stimolo e pungolo a fare meglio. Nell’incontro di Tirano sulla tangenziale il PD ha posto domande legittime e sollevato dubbi che non trovano risposte nella replica di Sertori.  Non è forse vero che: 1) nel febbraio del 2009 è stato inaugurato il cantiere della SS 38 senza l’autorizzazione per la cava del Tartano? 2) questo ha fatto si che la ditta Salini aprisse un contenzioso per ottenere un consistente rimborso, in quanto la stessa non ha potuto usufruire del materiale della cava con conseguenti ritardi sulla realizzazione dell’opera? 3) sulle risorse dei circa 139 milioni di euro previsti per la tangenziale di Tirano ad oggi vi sono impegni solo riguardo il futuro mutuo del Bim e previsioni di eventuali ribassi d’asta sulla realizzazione della tangenziale di Morbegno da destinare a quella di Tirano, ma senza certezze concrete su quante e quando le stesse potranno essere impegnate sull’opera tiranese? Queste sono le critiche e i legittimi dubbi avanzati nell’incontro di Tirano e non polemiche pretestuose. Il PD, come è stato ribadito da più voci durante l’incontro, non fa la Cassandra e continuerà a lavorare nelle varie sedi istituzionali per ottenere le risposte. Certo sono domande scomode, che possono dare fastidio di fronte all’ottimismo di alcuni,  ma è giusto che l’opposizione chieda chiarezza. Il PD non ha mai fatto mancare il proprio impegno nelle sedi istituzionali. In Regione Lombardia  il PD ha votato, nonostante la contrarietà al provvedimento complessivo del  bilancio regionale, lo stanziamento dei  50 milioni di euro per la realizzazione della tangenziale di Morbegno. L’On. Lucia Codurelli ha sempre lavorato per ottenere  la certezza di quelle risorse che il Ministro Matteoli e il Vice Ministro Castelli avevano promesso a Morbegno nel marzo dello scorso anno e che sono state finalmente stanziate dal Governo Monti! Governo che secondo la Lega è nemico del Nord, ma poi la Lega stessa fa la gara con il PDL per  avere la primogenitura sulla notizia che i fondi di Morbegno sono stati stanziati proprio da Monti! Vede Presidente, oggi non reggono più né una politica né un’istituzione trionfalistica che tace sulle difficoltà e nasconde gli  errori. Le porto alcuni esempi: il treno della montagna, la D.M.O. , il sottopasso di Novate con i suoi  tre milioni di euro di aumento dei costi! Altro che unità e coesione del territorio! Le continue crisi della Giunta provinciale e la frattura nella maggioranza dimostrano semmai  il contrario. Una crisi che non é archiviabile come il “teatrino della politica”, ma che rappresenta al contrario il segnale di un malessere che chi ha il compito di governare farebbe bene a non sottovalutare.

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Costanzo intervistato da Fabio Pizzul

Guarda l’intervista al link http://www.pdregionelombardia.it/novita7ggdettaglio.asp?ID=4570

Dal turismo alla politica energetica, tutto l’impegno di Costanzo per il suo territorio

Una lobby sana del territorio di cui è rappresentante: è questa la missione che si è dato Angelo Costanzo per questa legislatura regionale. Lo spiega bene nell’intervista condotta da Fabio Pizzul andata in diretta web su Blogdem.it mercoledì nell’ambito dell’iniziativa “Sempre connessi con”. Si è parlato dunque della provincia di Sondrio, unico territorio interamente montano della Lombardia, terra di grande valore turistico e ambientale, interessata dal più grande parco naturale europeo, ma anche grande produttore di energia attraverso le numerose centrali idroelettriche. Nell’intervista Costanzo ha toccato i temi della dotazione infrastrutturale ancora da ammodernare, del territorio da difendere e del turismo da rivedere e rinforzare, se è vero che negli ultimi anni si è creato soprattutto un turismo mordi e fuggi nelle tante seconde case della Valtellina e della Valchiavenna.
Costanzo è contrario alla chiusura della Provincia e anche alla trasformazione in ente di secondo livello. Anzi, vorrebbe che le competenze, e le risorse, del Bacino imbrifero montano, venissero conferite a questo ente. E bacchetta la Lega che della difesa della Provincia ne fa una battaglia ideologica, dimenticando che fino a poco tempo fa era al governo con il Pdl, che aveva nel programma elettorale la soppressione delle amministrazioni provinciali.
Nella mezz’ora di intervista si è anche parlato del parco dello Stelvio, che ha rischiato lo smembramento dopo il “mercimonio” avvenuto in Parlamento per salvare il governo Berlusconi, e della fallimentare politica energetica della Regione, con il fallimento della legge sulle grandi derivazioni idroelettriche, nata per una rivendicazione territoriale di bandiera e poi bocciata dalla Consulta. E poi ancora della riorganizzazione della rete ospedaliera che, come ricorda il consigliere, non deve seguire il modello della grande metropoli, ma tenere conto del territorio e delle sue peculiarità.
E questa è la lobby sana di cui parla Costanzo: la provincia di Sondrio ha bisogno di maggiore attenzione, che si può ottenere attraverso un atteggiamento serio e positivo di chi la rappresenta.

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