Archivi del mese: febbraio 2012

Sottopasso di Novate Mezzola: interrogazione in Regione

La Giunta ci spieghi perché non è stata fatta una valutazione d’impatto ambientale” In una lunga e articolata interrogazione Angelo Costanzo, consigliere regionale del PD, chiede che si faccia chiarezza sui ritardi della realizzazione del sottopasso di Novate Mezzola. “E’ uno scandalo – spiega Costanzo – che dopo l’inaugurazione dei lavori, a maggio 2009, il sottopasso non sia stato ancora ultimato. L’opera costerà tre milioni di euro in più ai cittadini ma nessuno si è ancora preso le responsabilità dei ritardi e dell’aumento dei costi.”“Ho visto molte polemiche tra il Pdl e la Lega ma poca chiarezza rispetto agli errori. Come mai – continua l’esponente del PD – non è stata fatta la valutazione d’impatto ambientale nella zona interessata visto la presenza dell’ex stabilimento Falck, area soggetta a bonifica ambientale, e di un sito di interesse comunitario? La presenza del superamento dei limiti normativi di cromo, certificata anche da indagini condotte dall’Arpa, avrebbe dovuto portare a valutazioni di questo tipo. Magari sarebbe stato più opportuno da parte della Provincia prendersi più tempo nell’inaugurare il cantiere e optare per procedure e progettazioni più scrupolose e attente; in questo modo si sarebbero evitati ritardi ed aumento dei costi di un opera importantissima per la viabilità Valchiavennasca.”Su questi presupposti il consigliere Costanzo, attraverso l’interrogazione, chiede alla Giunta regionale chiarezza sulle procedure adottate. Scarica l’interrogazione presentata in Regione SOTTOPASSO NOVATE INTERROGAZIONE_ITR3200

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Piano casa: sventata la sanatoria sui sottotetti

Piano Casa LombardiaIeri, in Commissione V Infrastrutture e Mobilità, è stato approvato il progetto di legge regionale dal titolo “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente” che recepisce le indicazioni del Piano Casa nazionale varato dal precedente governo. Il testo, composto da 16 articoli, modifica la legge urbanistica regionale 12/2005 e nasce con l’intento di rilanciare il settore edile, incentivare il recupero edilizio per evitare ulteriore consumo di suolo e l’housing sociale. Dopo quattro mesi di discussione il provvedimento, pronto per essere portato in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, ha subito fino all’ultimo importanti modifiche ma nonostante ciò il PD in Commissione ha votato contro il progetto di legge perché, spiega Costanzo, “nel suo complesso la norma poteva essere ulteriormente migliorata”.“Grazie alle pressioni del Pd e al prevalere del buonsenso – dichiara Angelo Costanzo, consigliere regionale del PD – è stato cambiato l’articolo 8 che permetteva di rendere abitabili sottotetti costruiti in deroga alle norme regionali. Una furbata che avrebbe agevolato la speculazione edilizia! In una vallata a forte caratterizzazione turistica questa norma sarebbe risultata molto pericolosa. Con la nuova formulazione si torna al dettato, pur generoso, della legge urbanistica vigente con la differenza che sarà consentito costruire immobili fino a un metro e mezzo più alti di quanto previsto dalle norme comunali. La speranza è che così si possa veramente andare incontro alle famiglie che hanno bisogno di nuovi spazi abitativi, magari per i figli, ma anche qui bisognerà fare molta attenzione che la sua applicazione non degeneri in fenomeni abusivi”. Gli elementi positivi della norma sono contenuti nell’articolo 5 che riconosce un premio volumetrico a chi, recuperando immobili esistenti, realizza alloggi per l’affitto a canone moderato convenzionato o residenze universitarie: principio in parte vanificato con gli emendamenti della maggioranza che prevedono un premio volumetrico superiore (35%) a chi realizza immobili di pregio rispetto a chi realizza alloggi a canone moderato e sociale (20%) e che premia in maniera differenziata l’operatore privato rispetto al pubblico. Un altro articolo molto discusso è il 15 che prevede che nei comuni sopra i 15000 abitanti siano le giunte comunali ad approvare  e adottare i piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici vigenti e non più, come prevede la legge 12, i consigli esautorandoli di fatto dalla pianificazione urbana. “Se il problema è il rispetto dei tempi di attuazione – denuncia Costanzo – non si risolverà sicuramente estromettendo i consigli comunali dall’approvazione dei piani attuativi. Così facendo si renderà meno trasparente il procedimento urbanistico rischiando al contrario di allungare i tempi burocratici che la giustizia ordinaria richiede nel caso di un ricorso al Tar”.  Il PD è riuscito comunque a far apportare modifiche importanti al testo. “Abbiamo messo a segno due punti importanti – dichiara soddisfatto Costanzo -: abbiamo cassato la norma sui sottotetti e con un nostro emendamento si è corretto l’articolo 4 che consentiva di poter demolire e ricostruire gli edifici senza rispettare il vincolo di sagoma compromettendo l’equilibrio urbanistico delle zone interessate. Con la nuova formulazione si limita la modifica alla sagoma solo se necessari per armonizzare l’edificio con il contesto. Scarica il pdf del testo approvato Pdl 133 Piano casa regionale

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Provincia? No al populismo della raccolta firme!

No al populismo della raccolta firme! Chiudere le Comunità Montane e il Bim. Trasferire le risorse e le competenze alla Provincia. Una visione di un territorio alpino che vada oltre i nostri confini tradizionali. Scarica il pdf della pagina uscita su Centrovalle sabato 18 febbraio 2012.  Clicca qui Provincia? No al populismo della raccolta firme

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Provincia si, ma con un riassetto istituzionale vero, non solo una petizione!

Provincia si, ma con un riassetto istituzionale vero! La chiusura del BIM, delle Comunità Montane, l’unione dei Comuni e una visione di un territorio alpino che vada oltre i nostri confini tradizionali!

Ecco il link da selezionare per scaricare l’intervista che ho rilasciato alla Televisione Svizzera RSI.

http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/ilquotidiano?po=cc79b94a-0991-439f-8054-7bbc68a3530e&pos=ba41cadf-82fb-44ea-a58c-a7ff8c1113ef&date=05.02.2012&stream=low#tabEdition

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Centrali idroelettriche – La Giunta dica cosa vuol fare.

 
Pubblichiamo il testo dell’interrogazione sulla bocciatura della legge regionale sulle concessioni idroelettriche
 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN AULA

Al presidente del Consiglio regionale

Premesso che

il Consiglio regionale nella seduta del 20 dicembre 2010 ha approvato la L.R. n. 19;

l’art. 14, ha introdotto novità nelle disposizioni in materia di grandi concessioni ad uso idroelettrico;

le novità, secondo i giudizi politici di parte della maggioranza, avrebbe dovuto cambiare la storia del rapporto tra i concessionari e produttori d’energia idroelettrica e i territori interessati attraverso la compartecipazione alla gestione attraverso società patrimoniali costituite ad hoc che avrebbero portato ingenti risorse ai territorio ed in particolare alla Provincia di Sondrio;

il gruppo del Pd in sede di discussione della norma invitava alla prudenza per i forti rischi di incostituzionalità della norma;

Considerato che

la sentenza dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 14 della legge della Regione Lombardia n. 19 del 2010, nella parte in cui, modificando la legge della stessa Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), dopo l’articolo 53 di essa ha introdotto l’articolo 53-bis, recante disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico, il cui comma 3 così dispone: «La Regione, in assenza e nelle more dell’individuazione dei requisiti organizzativi e finanziari minimi e dei parametri di aumento dell’energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di gara, di cui all’art. 12, comma 2, del d.lgs. 79/1999, provvede a determinare i suddetti requisiti e parametri entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente articolo»;

Valutato che l’Assessore all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi ha dichiarato alla stampa subito dopo la sentenza: ”La decisione della Consulta premia l’inefficienza e l’immobilismo statale. Tutto ciò – prosegue – da una parte accresce i ritardi, già importanti, che i ministeri interessati nella definizione dei criteri e dei parametri per le gare e degli altri atti hanno accumulato negli anni e, dall’altra esclude le Regioni che si erano già mosse, come la Lombardia, dalla disponibilità dei beni idroelettrici di cui devono diventare proprietarie”. Una situazione “grave – conclude Raimondi – infatti le Regioni sono costrette soltanto a osservare e aspettare”;

Interroga l’Assessore regionale all’Ambiente, Energia e Reti per sapere se

•nel rispetto della sentenza della Corte  Costituzionale non intende attivare una fase di confronto con il Governo per sollecitare l’indizione dei bandi di gara per il rinnovo delle concessioni idroelettriche, magari richiedendo la definizione di criteri e di parametri che, nel rispetto del principio della libera concorrenza, possano tenere in considerazione risorse economiche aggiuntive per i territori dove sono ubicati gli impianti idroelettrici.

Milano, 2 febbraio 2012

Angelo Costanzo

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