Il viaggio in Israele e Palestina

Il rinoceronte

Dal 22 al 26 giugno, ho visitato la Terra Santa per numerosi incontri istituzionali con delegazioni israeliane, palestinesi e italiane. Un viaggio interessante per capire la realtà di una delle aree più delicate del mondo. Il viaggio è stato supportato dall’agenzia FrateSole Viaggeria Francescana e dall’ospitalità a Casanova gestita dai francescani. Numerosi sono stati gli incontri tra i quali: con Luciano Pezzotti Console Generale d’Italia a Gerusalemme, con il custode di Gerusalemme Padre Pierbattista Pizzaballa, con una delegazione palestinese a Ramallah guidata da Nemer Hammad, già ambasciatore di Arafat in Italia, con il vescovo ausiliare di Gerusalemme William Hanna Shomali, con Padre Raed di Taybe un paese cristiano in un contesto completamente mussulmano che ha trovato un’autonomia economica basata sull’agricoltura, con Sergio Minerbi, diplomatico israeliano di origine italiana, già ambasciatore d’Israele presso la Comunità europea a Bruxelles, con la Dott.ssa Carla Benelli per la visita al sito archeologico di Sebastia in Samaria, sito che rientra in un progetto finanziato da Regione Lombardia, con il Sindaco di Betlemme Victor Batarseh, di religione cristiana, con suor Lucia dell’Ospedale pediatrico Baby Charitas di Betlemme diventato un punto di riferimento per le famiglie di Betlemme e dei territori limitrofi. Il viaggio si è concluso con la visita, particolarmente toccante, al Memoriale dell’Olocausto “Yad Vashem”.

Costanzo e il Sindaco di Betlemme Victor Batarseh

Abbiamo volutamente fatto molti incontri per renderci conto della situazione e delle diversità delle condizioni sociali, economiche e delle libertà civili e religiose tra i diversi popoli e religioni. Fare una sintesi o trarre giudizi definitivi, in poche righe, è complicato. La cosa che più mi ha colpito è la differenza delle condizioni di vita tra gli ebrei israeliani e gli arabi mussulmani palestinesi. I quasi 800 km di muro che separa i territori israeliani da quelli palestinesi è il simbolo di divisioni che sono emerse frontalmente anche durante gli incontri. Un muro che ha avuto l’effetto di aumentare la sicurezza degli israeliani, ma rischia di alimentare l’humus di un terreno già fertile di odio e divisioni. Il murales di un rinoceronte sul muro che separa Betlemme ne è un emblema molto significativo. Rimane la speranza che a settembre, su richiesta del leader palestinese Mahmoud Abbas, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite possa riconoscere lo Stato palestinese e creare le condizioni per superare le divisioni e riconosce due popoli e due stati.

Costanzo e Luciano Pezzotti, Console Generale d’Italia a Gerusalemme

Costanzo e Nemer Hammad ex ambasciatore di Arafat in Italia

Costanzo e Sergio Minerbi, diplomatico israeliano

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