Archivi del mese: aprile 2011

Parco Stelvio:“dopo lo stop del Presidente Napolitano, Formigoni prenda posizione”

Dopo lo smembramento della più grande area protetta  dell’arco alpino italiano che, è apparso a molti come un regalo alle provincie di Bolzano e Trento per il voto di fiducia al Governo Berlusconi, è arrivato lo stop del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che correttamente ha chiesto di avere un documento firmato dai tre presidenti dei territori interessati, le province di Bolzano e Trento e la Regione Lombardia, che confermi che c’è l’accordo di tutti e che sia preservata l’unitarietà del parco.
 
Angelo Costanzo, consigliere regionale del Pd, ricorda che il 20 dicembre 2010, il giorno prima dello smembramento del Parco nazionale dello Stelvio, il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno n. 0317 che esprime “la propria contrarietà alla modifica del decreto del Presidente della Repubblica n. 279 del 22 marzo 1974, che di fatto abroga la gestione unitaria del Parco nazionale dello Stelvio e che porterebbe allo smembramento e di fatto alla sua provincializzazione”.
 
“Ora Formigoni – dice Costanzo –, faccia sentire la propria voce chiedendo il rispetto dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia che ha deliberato la contrarietà allo smembramento del parco. Non è accettabile sul piano istituzionale che gli interessi di due provincie a Statuto speciale prevalgano, per logiche politiche, rispetto al voto della terza assemblea legislativa italiana. A Formigoni chiedo di uscire dal silenzio su una vicenda che segna una delle pagine più brutte delle aree protette in Italia e di  attivarsi per mantenere una gestione unitaria ed evitare lo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio per logiche esclusivamente politiche della Südtiroler Volkspartei”.
 
Milano, 8 aprile 2011

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Dalle cave più soldi ai comuni

La Lombardia deve diventare un modello ed essere la prima a dare l’esempio.
 
Il tema dell’aumento delle tariffe dei diritti di escavazione nelle cave lombarde (trattato anche nell’ultima puntata del programma televisivo Report) è stato affrontato oggi, mercoledì 6 aprile 2011, in VI Commissione ambiente del Consiglio regionale. Il nocciolo della questione rimane proprio quanto i cavatori devono versare annualmente agli enti pubblici (la tariffa viene spartita tra Comuni, Province e Regione) come “tassa” sul fatto che scavano e guadagnano su terreno pubblico, ossia appartenente teoricamente a tutti.
Se l’ultimo aumento deciso dalla Regione è del 2006, anche il normale adeguamento Istat è fermo al 2008, a 0,44 euro al metro cubo e l’armonizzazione prevista è ottenuta dalla moltiplicazione della tariffa base del 2009 con l’inflazione riportata dall’Indice dei prezzi al consumo armonizzato e dovrebbe portare la tariffa a 0,46 euro massimo. Non è chiaro se il 2009 verrà adeguato o salterà e se le sanzioni pecuniarie sono state o meno adeguate. Abbiamo un’occasione importante – commentano Arianna Cavicchioli, Giuseppe Civati e Angelo Costanzo, consiglieri regionali del Pd –: la Lombardia deve diventare un modello ed essere la prima a dare l’esempio. Noi abbiamo sul nostro territorio molte cave, tant’è che presto dovremo discutere il piano cave in Consiglio regionale. E la nostra è una regione dove l’edilizia tira. Ma dobbiamo uscire da un dibattito scadente per affrontare in modo concreto e corretto, senza penalizzare il mercato, la questione. La difesa dell’ambiente, del territorio, del suolo, dei beni comuni passa anche attraverso una cifra che rappresenta una valore giusto ed equo per un bene che è di tutti – continuano i consiglieri Pd –. Gli adeguamenti tariffari devono valere per le cave, come per la concessione per l’acqua minerale e per tutti quei beni verso cui l’opinione pubblica è attenta. Il Pd farà la propria proposta affinché ci sia una corretta quantificazione. Un po’ come è avvenuto per l’acqua minerale, appunto, che, su nostra proposta, ha praticamente raddoppiato la tariffa, pur stando entro una cifra che non penalizza certo i produttori. Ecco quali sono i criteri per l’aggiornamento della tariffa secondo il Pd: “Va tenuto conto del valore di utilizzo di una risorsa sempre più scarsa; del valore dell’impatto ambientale delle operazioni di escavazione; vanno compresi i costi per un adeguato sistema di controlli sulle escavazioni. Inoltre, la quota tariffaria, così come previsto dalla legge 14/1998, dovrà servire a coprire il finanziamento di iniziative di riequilibrio e recupero di aree, per la promozione dell’identità culturale e la valorizzazione delle preesistenze estrattive”.

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Misiani a Sondrio: il PD per un federalismo efficiente, responsabile e solidaristico

Di fronte a un pubblico numeroso e attento, l’On. Misiani e il Consigliere regionale Costanzo sono intervenuti ieri sera a Sondrio sul tema del federalismo. A coordinare i lavori il segretario provinciale Giacomo Ciapponi. Un relazione densa di contenuti e molto tecnica quella di Misiani, membro della Commissione bicamerale per il federalismo fiscale, accompagnata, tuttavia, da valutazioni più strettamente politiche relative alla storia, al significato e, soprattutto, alle conseguenze della riforma federalista. “Quando discutiamo di federalismo – ha spiegato il deputato e tesoriere del partito – andiamo a toccare diritti fondamentali dei cittadini, ci occupiamo del modello sociale di convivenza e del come si intende interpretare tali diritti. Le culture politiche alla base del PD sono cultura fortemente autonomiste. Non abbiamo nulla da imparare da altre forze politiche per quanto riguarda la riforma autonomista e federalista. Noi siamo a favore della riforma federalista ma non vogliamo un federalismo qualunque. Non ci interessano le bandierine ideologiche e le riforme vuote”. Misiani ha continuato soffermandosi sulle incertezze e sui rischi di una riforma varata proprio nel momento in cui lo Stato ha operato sostanziali tagli ai traferimenti verso gli enti locali: “il deficit si è creato al centro e il riequilibrio viene scaricato sulla periferia. Il rischio concreto è che in metà dei comuni aumenteranno le tasse e lo stesso discorso vale per le province. L’autonomia che viene data serve in realtà per tappare i buchi creati dai tagli. La faccia ce la metteranno gli amministratori locali quando mancheranno autobus e servizi e aumenteranno le tasse ma il problema ha altre origini”. Dopo aver illustrato i dettagli della riforma (trovate il riassunto nelle slides e nella nota allegate al termine del post), Misiani ha concluso parlando di federalismo zoppo e, soprattutto, di ‘un’occasione perduta: “la Lega ci ha raccontato per anni che i cittadini avrebbero pagato meno tasse e i comuni avrebbero avuto più risorse. Non sarà assolutamente così”. Anche il Consigliere Costanzo all’inizio del suo intervento è tornato sulle radici della cultura federalista: “era un tema nostro. La battaglia del federalismo, a partire dal dopoguerra, l’hanno fatta le forze del centro-sinistra ed è proprio a livello locale che, storicamente, abbiamo espresso le nostre migliori dirigenze”. Costanzo ha proseguito sottolineando l’atteggiamento incoerente di una Lega che pur continuando ad essere presente nelle massime istituzioni della Repubblica a Roma, al nord insiste nel voler veicolare l’immagine di un partito ‘antiromano’ e ’antiitaliano’ pronto a ‘boicottare’ i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia. “E’ gravissimo e scadaloso – ha affermato Costanzo - che il Presidente della Provincia qui non abbia partecipato ai festeggiamenti”. L’incoerenza leghista, ha evidenziato Costanzo, emerge ancor più chiaramente se si considera che la riforma federalista di fatto mantiene in vita le regioni a statuto speciale la cui esistenza non avrebbe invece più senso in una cornice istituzionale e fiscale realmente federalista.

Le slides di Misiani presentate alla serata: Federalismo fiscale – PRESENTAZIONE

Scarica la nota di Misiani sul federalismo: Un federalismo municipale a sovranità limitata – Antonio Misiani

Scarica le slides di Angelo Costanzo sul federalismo: COSTANZO PRESENTAZIONE FEDERALISMO

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