Archivi del mese: marzo 2011

Lo scandalo della cava del Tartano! Aumentano i costi di 18 milioni per la SS 38

SS 38, Costanzo (PD): positive le notizie per la tangenziale di Morbegno, negative per la tangenziale di Tirano “Uno scandalo l’aumento dei costi di 18 milioni per la cava del Tartano”

Finalmente il Ministro Matteoli ha dato una notizia che il territorio attendeva: «I fondi per la variante di Morbegno ci sono» e il completamento dell’opera dovrebbe avvenire entro la fine dell’estate 2012. “Di fronte alle parole del Ministro – dichiara il consigliere regionale del PD Angelo Costanzo – non posso che esprimere la soddisfazione per la futura realizzazione della tangenziale di Morbegno, ma anche la preoccupazione per le mancate certezze per la tangenziale di Tirano, sulla quale il Ministro non ha dato garanzie sulle risorse e sui tempi di realizzazione. Ora aspettiamo che le promesse si traducano in atti concreti e che nella prossima riunione del CIPE ci sia il definitivo stanziamento dei 60 milioni di euro del Governo, e che siano contestualmente messi sul tavolo anche i 50 milioni previsti dalla Regione Lombardia”. A gettare un ombra sulla soddisfazione per le dichiarazioni del Ministro Matteoli rimane comunque quello che Costanzo definisce senza mezzi termini “lo scandalo dell’aumento dei costi” dello stralcio del primo lotto di 18 milioni di euro “e degli ulteriori nove mesi di ritardo” sulla realizzazione dell’opera che fanno slittare la consegna dei lavori dall’aprile del 2011 all’estate del 2012. “Nel febbraio del 2009 – spiega il consigliere – si è voluto inaugurare un cantiere senza avere risolto il problema delle autorizzazioni della coltivazione della cava del Tartano, per reperire il materiale per la realizzazione della strada, che ha portato ad un contenzioso legale con il relativo blocco della cava e il conseguente aumento dei costi per reperire il materiale in luoghi più distanti dal cantiere della SS 38. Come sempre si vendono i trionfi ma non ci si assume mai la responsabilità degli errori assai costosi per la collettività. Lo scandalo ha responsabilità chiare e le dichiarazioni del Presidente dell’ANAS Ciucci non lasciano spazio ad interpretazioni di parte”. Il presidente ANAS ha affermato che il problema era già noto, ma che si era deciso di partire ugualmente con il cantiere pensando, come era stato promesso dalla Provincia, che il tutto si sarebbe risolto nel giro di 60 giorni. “Così non è avvenuto – dice Costanzo – e ora ci troviamo a pagare salati gli errori di aprire un cantiere senza avere risolto prima il problema della cava del Tartano. A questo si potrebbe aggiungere la richiesta della ditta appaltatrice di un aumento di ulteriore 45 milioni di euro proprio per il ritardo dei lavori. Una beffa per un territorio – chiude Costanzo – a cui si chiedono enormi sacrifici economici per la realizzazione della tangenziale di Morbegno e di Tirano attraverso risorse locali dei canoni idrici del Bim, della Camera di Commercio, della Provincia, delle Comunità Montane e dei Comuni e uno smacco per la sbandierata politica del fare”. Milano, 29 marzo 2011

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Incontro pubblico – “Per il Federalismo quello vero: le proposte del Partito Democratico”

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Giù le mani dal 118: no alla chiusura della centrale operativa in provincia di Sondrio

Elicottero del 118 operativo a Sondrio

Da 11 a 4 (massimo 5) in Lombardia. E’ questa la decisione presa a livello regionale per quanto riguarda il numero di centrali operative del 118 presenti nel territorio. Si salvano le centrali di Milano e Varese. In fase di definizione la scelta tra Como o Lecco così come tra Brescia o Bergamo. Cancellata quella di Sondrio. Il piano predisposto da Areu – l’ente preposto alla gestione delle urgenze e emergenze a livello lombardo – muove, ufficialmente, dalla necessità di creare centrali operative più avanzate dal punto di vista tecnologico. Di fatto si tratta di una decisione gravissima presa senza previe consultazioni del territorio e figlia del malessere in cui versa la sanità lombarda ormai gestita fuori da una logica unitaria e lungimirante. A pagare il prezzo di una gestione campanilistica, anche in questo caso, saranno le province più deboli ma anche più caratterizzate dal punto di vista socio-geografico come la nostra. Per questo ho presentato ieri in Consiglio un’interrogazione all’Assessore alla Sanità Bresciani nella quale chiedo spiegazioni rispetto al progetto di soppressione della centrale di Sondrio. Intendo, inoltre,  contattare il Consigliere Parolo per chiedergli di sottoscrivere un ordine nel giorno che richiami quello approvato nel novembre scorso nel quale veniva rivendicata la specificità del territorio montano nella gestione della Sanità. Allora, lavorando insieme, conseguimmo un risultato importante che ha creato un precedente prezioso. Oggi si tratta di impegnare nuovamente il Consiglio affinchè la centrale di Sondrio resti operativa. Basti ricordare che, se così non fosse, il bacino di utenza della centrale che attualmente è di 200.000 potenziali utenti, ‘espoloderebbe’ a seguito dell’accorpamento fino a raggiungere i 2,5 milioni. Numeri che parlano da soli e lasciano intuire quali ripercussioni ci potrebbero essere sulla tempestività e puntualità dei soccorsi in un territorio geograficamente complesso come il nostro. Mi auguro che anche il territorio si faccia sentire su questa vicenda e che dai comuni giungano segnali forti come forte è stato il gesto di Alcide Molteni dimessosi dalla Presidenza della Conferenza dei Sindaci. Non dobbiamo tacere, ma alzare la voce e la testa affinchè la centrale operativa della provincia di Sondrio non venga cancellata.

Scarica qui il testo dell’interrogazione: ITR2176

Milano, 21 marzo 2011

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Ma gli alpini del Battaglione Edolo nelle loro sfilate cantano l’inno d’Italia e non il va Pensiero!

Quando ieri l’inno d’Italia ha iniziato a risuonare nell’aula del Consiglio regionale in apertura dei lavori, i consiglieri leghisti risultavano assenti. Regolarmente seduto al suo scranno c’era solo Davide Boni, Presidente dell’Assemblea, il quale ha assicurato la sua presenza  visto il ruolo istituzionali. Gli altri, che evidentemente ritengono di ricoprire un ruolo meno istituzionale di quello di Boni, si sono dati appuntamento alla bouvette. “Meglio un cappuccino con brioche” aveva dichiarato ieri Stefano Galli ai giornalisti commentando l’intenzione del gruppo della Lega Nord di lasciare i lavori per protesta. Chi rappresenta le istituzioni nelle aule  parlamentari, dei Consigli regionali o comunali dovrebbe rispettare almeno l’inno del nostro paese come valore condiviso. Non riconoscersi nell’inno d’Italia è un comportamento che non può essere archiviato come folklore padano. Atteggiamenti come questi hanno portato culturalmente ai fatti della scuola di Adro riempita da simboli del sole delle alpi o a non dare la mensa a dei bambini perché stranieri. In politica possono esserci divisioni, anche profonde, ma le istituzioni e i simboli che le rappresentano  dovrebbero essere salvaguardati da poelmiche. La lega per meri calcoli elettorali continua ad alimentare divisioni e paure. Non sono mai stato contrario al cambiamento federalista, anzi credo sia necessario per richiamare a responsabilità nella gestione delle scarse risorse pubbliche tutti i livelli istituzionali. Non c’è Stato federalista che non si riconosca comunque in valori unitari della propria nazione. Con questi atteggiamenti si può conquistare qualche voto in più ma  il rischio è di fare percepire il federalismo come un momento di divisione e non un contributo alla soluzione dei problemi del Paese. La Lega sta commettendo un grave errore perché proprio al nord miglia di alpini anche valtellinesi e valchiavennasci del battaglione Edolo quando portano soccorso a popolazioni in difficoltà come avvenuto per il terremoto del Friuli, ad Aquila, o sfilano nelle piazze con l’inno d’Italia il loro orgoglio d’essere alpini e italiani è ben visibile e lo è nella maggioranza della popolazione. In questa pagina triste del Consiglio regionale guardo a questi esempi e alla  storia del nostro paese che è fatta di grande unità e non di retorica padana. Quando fu scritta la Costituzione le divisioni culturali e politiche erano forse più profonde ma ha prevalso la necessità di riconoscersi in valori condivisi e nessuno ha alimentato divisioni per tornaconti elettorali come invece accade oggi. La celebrazione dei 150 dell’unità d’Italia deve essere l’occasione per rimettere al centro della discussione  politica la necessità dei cambiamenti anche istituzionali ma riconoscendosi sempre nell’unità della nostra bella Italia.
Milano, 16 marzo 2011
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Lega e Pdl: si può vincere con il 61% ma per governare servono classi dirigenti capaci.

Il Presidente della Provincia Massimo Sertori

Il Consiglio provinciale, del 10 marzo 2011, ha eletto Pierpaolo Frate (Pdl) alla Presidenza dell’assemblea con i soli voti della Lega e del Pd. Dopo uno stallo quantomeno imbarazzante durato oltre 40 giorni si è così, finalmente, risolto il problema istituzionale. Non certo quello politico che si è ulteriormente aggravato. La burrascosa seduta consiliare ha rappresentato una pagina triste e difficile della storia politica provinciale. A pagare il prezzo dell’incapacità di questa maggioranza nel gestire le conseguenze della mozione di sfiducia all’ex Presidente del Consiglio Provinciale Del Nero (Pdl), è il Consiglio provinciale, mortificato e paralizzato dal comportamento de Pdl e della Lega pronti a portare nella sede istituzionale le proprie liti e difficoltà anziché risolverle altrove.  Continua a leggere

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Federalismo: più tasse, meno risorse!

Le regioni italiane

Questo è il rischio che porta con sè il federalismo proposto dalla Lega. Non è un caso che artigiani e commercianti inizino a prenderne le distanze e che i Sindaci manifestino preoccupazione per l’erogazione dei servizi ai cittadini. Non sono mai stato contrario a rivedere l’assetto istituzionale in chiave federalista, perchè credo che gli amministratori locali debbano essere chiamati a responsabilità nella gestione delle scarse risorse pubbliche ma non si può chiedere ai Sindaci di “cantare e portare la croce”. Non è accettabile che restino in vita i privilegi per le province e le regioni a statuto speciale. Il PD, nelle varie sedi istituzionali, deve contribuire a migliorare la proposta ma se non dovesse esserci disponibilità a modificarla, è veramente difficile condividerla. A noi non interessa un federalismo da sbandierare ma un federalismo della concretezza e della responsabilità.

Allego le slides con la proposta federalista del PD: COSTANZO PRESENTAZIONE FEDERALISMO

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Torreggio: la Regione annuncia l’avvio dei lavori entro il 2012

Val Torreggio

Si è parlato questo pomeriggio in commissione territorio del Consiglio regionale del torrente Torreggio e dei fenomeni erosivi e franosi che lo interessano, oggetto di un’interrogazione che avevo presentato lo scorso gennaio, dopo che il sindaco di Torre di Santa Maria aveva segnalato alla Regione le preoccupazioni dell’amministrazione comunale per l’assetto idrogeologico della zona. L’assessore al territorio Daniele Belotti ha risposto ricordando l’incontro tenutosi alla sede territoriale della Regione di Sondrio lo scorso 16 febbraio con il comune di Torre di Santa Maria per discutere delle iniziative sul riassetto dell’area. Riconosco all’assessore di essersi attivato per affrontare la questione messa in luce dal sindaco Cometti. A disposizione dovrebbero esserci poco meno di dodici milioni di euro del piano di riassetto idrogeologico della legge speciale Valtellina. L’auspicio è che i lavori possano iniziare, come ha dichiarato l’assessore, entro la primavera del 2012.

Milano, 10 marzo 2011

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Donne il profilo migliore dell’Italia

Uno slogan per sintetizzare la ricchezza delle donne e la necessità di costruire una società dove le pari opportunità siano veramente praticate e non solo scritte, anche all’interno del PD.

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Sondrio 12 marzo 2011 ore 17.30 Piazza Campello: a difesa della Costituzione

PARTECIPATE. Scarica il volantino e diffondilo. DIFESA DELLA COSTITUZIONE

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Legge elettorale: ora aspetto la proposta di Parolo

Abolizione del listino bloccato, elezione di ogni consigliere attraverso le preferenze e su base provinciale con doppia preferenza uomo – donna, premio di governabilità fissato ad un ragionevole 55% anziché 60%, incandidabilità del presidente dopo due mandati consecutivi. E ancora, garanzia di elezione di almeno un consigliere per ogni provincia, rimozione dell’ineleggibilità dei sindaci dei comuni sotto i 5mila abitanti. Dopo le vicende politiche e giudiziarie che hanno coinvolto la consigliera Nicole Minetti e la sua elezione in Regiona nel listino bloccato il PD torna a proporre un testo di modifica della legge elettorale regionale, a cui aggiunge la proposta di abolire i sottosegretari e di ridurre gli assessori regionali. Questa in sintesi la proposta della legge elettorale regionale del Pd presentata oggi alla stampa oggi in Regione.
Dopo lo scandalo sulla raccolta delle firme del listino di Formigoni e le vicende che hanno coinvolto la Minetti è giusto affrontare il tema della legge elettorale lombarda. Una legge che sino ad oggi non è stato possibile modificare solo perché ritoccandola il Consiglio avrebbe dovuto recepire il limite di due mandati del Presidente. Ora speriamo ci sia una disponibilità da parte sua. Ecco le nostre proposte, che prevedono che nessun consigliere deve essere eletto dentro un listino di privilegiati ma solo per voto popolare, che non ci possono essere province prive di rappresentanza, che occorre introdurre un dispositivo come quello della doppia preferenza uomo – donna, già sperimentata in altre regioni con risultati positivi sul piano della presenza femminile in Consiglio regionale. Bisogna dare un segnale forte e per questo vanno anche aboliti i sottosegretari, che hanno deleghe a volte imbarazzanti, come quella all’attrattività e quella al cinema. Si possono inoltre ridurre gli assessorati da 16 a 12. Una proposta che introduce elementi di semplificazione e di razionalizzazione. Ora aspetto la proposta della Lega e del Pdl per potermi confrontare con il Consigliere Parolo che, come me, è certamente interessato ad una modifica alla legge elettorale per garantire innanzitutto una rappresentanza certa in Consiglio alla provincia di Sondrio.
 
Milano, 2 marzo 2011

Scarica il testo della proposta di legge: pdl elettorale IXleg [1]

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