Archivi del mese: gennaio 2011

Crisi di Giunta in provincia di Sondrio: cartellino giallo, ma per chi?

Manifesto elettorale di Massimo Sertori con Fiorello Provera

La crisi aperta, giovedì 27 gennaio 2010, nella Giunta provinciale dopo la sfiducia al Presidente del Consiglio, Patrizio Del Nero, non può essere archiviata come un incidente di percorso.
Patrizio Del Nero, per come ha gestito l’Assemblea e per le divergenze espresse in più di una occasione rispetto alla scelte del Consiglio provinciale si è meritato ampiamente il voto di sfiducia.
Bene hanno fatto i consiglieri del PD, il capogruppo Giacomo Capponi, assieme alle altre forze di opposizione a presentare la mozione di sfiducia. I voti degli esponenti di maggioranza, uniti a quelli dell’opposizione, che hanno portato al ritiro degli Assessori del PDL dalla giunta provinciale evidenziano un malessere reale e concreto nelle forze di governo dell’ente che non si può chiudere a “tarallucci e vino”.
La giunta, nonostante il risultato politico, era  nata con grandissime difficoltà. Tensioni e divisioni sopite in questi anni da proclami all’unità, senza mai affrontare il nodo vero delle relazioni politiche. Un segnale grande e chiaro di tensioni sfociate giovedì in un voto trasversale tra maggioranza e opposizione.
I problemi di relazioni politiche dentro la maggioranza e di governo dell’amministrazione provinciale non si risolvono appropriandosi unilateralmente di trionfi mediatici; semmai questo aggrava la situazione. Ora sta al PDL non chinarsi supinamente a quello che è accaduto, magari tornando ad esercitare un forte ruolo politico.
Abbiamo di fronte troppi problemi importanti a partire dalla realizzazione delle tangenziali di Morbegno e Tirano.
Se la maggioranza è in grado di governare lo faccia, altrimenti si passi alla doppia ammonizione.

Sondrio, 29 gennaio 2011

Angelo Costanzo

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Concessioni idroelettriche: vogliamo un comitato che discuta l’applicazione della legge

Giacomo Ciapponi

Egr. Presidente, 

innanzitutto desideriamo ringraziarla per l’invito e per avere finalmente riunito il Comitato istituzionale Acque. Sulla legge regionale, per il rinnovo delle concessioni idroelettriche, molto si è già letto e scritto. Grandi trionfi storici sono stati annunciati e ingenti risorse sono state promesse. C’è chi ha voluto strumentalizzare, per consenso politico, un’iniziativa di tutto il Comitato Istituzionale promettendo sino a 100 milioni di euro all’anno. Il tempo, come sempre, sarà galantuomo. Noi vorremmo usare toni più pacati e sobri definendo questa legge un punto di partenza e non di arrivo.
Il gruppo del Partito Democratico ha votato all’unanimità il testo in Consiglio regionale ma non ha nascosto che avrebbe preferito una norma diversa. Una legge che, in una logica di un vero federalismo dei territori, trasferisse anche le competenze del demanio idrico alla Provincia di Sondrio, per potere esercitare quel potere contrattuale che invece è rimasto in mano a Formigoni.
L’applicazione della legge sarà difficile e complicata e potrebbe essere oggetto di contenziosi normativi sulle competenze attribuite dalla norma alla Regione. Non è una cosa che auspichiamo, è una preoccupazione che circola in Regione nell’assessorato competente. Basta leggere la sentenza n. 1/2008 della Corte Costituzionale per rendersi conto che vi potrebbero essere delle complicazioni normative.
È trascorso oltre un anno da quando, il 14 dicembre 2009, veniva costituito e presentato il Comitato Istituzionale Acque ed è giunto il momento di fare una seria riflessione sul suo funzionamento, sull’assenza di convocazioni e discussioni che lo ha caratterizzato e sul ruolo che dovrà avere in futuro. Un Comitato Istituzionale è tale se si riunisce, se discute, se affronta il tema per cui si è costituito: la tutela dei fiumi e dei torrenti locali e il rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche. Molto si è lavorato sulla percezione d’immagine d’unità istituzionale, ma il Comitato non ha svolto quel ruolo di confronto e discussione che dovrebbe avere. Avremmo, assieme ad altri, voluto discutere di questi temi perché pensiamo che il confronto rafforzi la democrazia e aiuti le istituzioni a maturare le scelte migliori per i cittadini. Capiamo che vi siano stati momenti in cui la riservatezza nel definire le mediazioni politiche, in particolare tra la Lega e il PDL, ha prevalso rispetto a momenti di confronto nel Comitato.

Angelo Costanzo

Ora che la legge è approvata bisogna cambiare il metodo di lavoro del Comitato. Noi crediamo che sui temi dell’acqua, a partire dall’applicazione della legge regionale per il rinnovo delle concessioni idroelettriche, il comitato istituzionale dovrà svolgere un ruolo determinante.
Per farlo serve cambiare passo nella sua gestione, a partire da una maggiore frequenza delle riunioni e dalla costituzione di quel comitato esecutivo ristretto che ha preannunciato nella riunione di ieri. Per evitare equivoci sarebbe opportuno chiarire non solo la composizione ma, anche, il ruolo che il comitato esecutivo dovrà avere.
La legge sul rinnovo delle concessioni idroelettriche pone il territorio di fronte a nuove sfide.
La prima è l’intesa prevista con l’Amministrazione provinciale per il trasferimento dei proventi derivanti dal canone aggiuntivo, a seguito della prosecuzione temporanea delle concessioni. La norma fa riferimento ad una misura “non inferiore al 50% delle somme introitate finalizzate a concorrere al finanziamento di misure e interventi di miglioramento ambientale dei territori interessati”. Noi crediamo che questa cifra, avendo sul territorio le ripercussioni negative della pervasività degli impianti, debba essere maggiore.
L’altra sfida è la percentuale, non inferiore al 30%, di partecipazione alla società patrimoniale “da parte degli enti locali e/o loro forme di aggregazione”. La stessa individuazione dei beni e dei valori che dovranno rientrare nella società patrimoniale aprono un confronto difficile con le aziende idroelettriche.
Per ultimo, ma non certamente per importanza, vi è la sfida maggiore e più complicata, la compartecipazione a società miste pubbliche e private nella gestione delle centrali. Crediamo che il Comitato istituzionale e l’esecutivo ristretto, debbano affrontare subito questi temi e quindi bisogna cambiare passo. Il ruolo di tifosi lo lasciamo ad altri, a chi vuole strumentalizzare politicamente il lavoro del comitato. A noi interessa un comitato che discuta e si confronti sull’applicazione della legge. L’auspicio che lei voglia cogliere positivamente e costruttivamente il nostro invito ad un maggiore ruolo di confronto all’interno del comitato istituzionale. Se invece il Comitato continuerà ad essere utilizzato come strumento di autocelebrazione mediatica riterremo chiusa questa esperienza.

Angelo Costanzo – Consigliere Regionale del Partito Democratico 

Giacomo Ciapponi – Capogruppo Partito Democratico Consiglio provinciale

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Lettera aperta a Ugo Parolo

 Caro Ugo,
 
permettimi innanzitutto di non accettare lezioni di strumentalizzazioni da parte di chi, da anni, tappezza i muri della valle con scritte “Grazie Lega” ad ogni occasione e che ha promesso ai cittadini valtellinesi e valchiavennaschi 100 milioni di euro l’anno a valere sulla norma delle centrali idroelettriche.
Il fatto che la discussione sulla norma della “pigna della nonna” sia stata rinviata dimostra semmai che il problema che ho posto è reale e non certo opera di strumentalizzazione! Ciò che ho fatto – e che intendo continuare a fare – é informare i cittadini della provincia su quello che accade in Regione, comprese le notizie negative o che creano imbarazzo per chi le ha proposte, come appunto quella della “pigna della nonna”.
Nel caso specifico il problema è emerso perché la maggioranza regionale, compreso il partito che tu rappresenti, ha presentato un testo di legge che, come sai, andrà a penalizzare i nostri cittadini e i territori montani.
Ti ricordo inoltre che ho sollevato il problema durante i lavori della VI Commissione senza alcuna demagogia, tanto che gli stessi esponenti della Lega mi hanno dato ragione.
Nell’ultima seduta della VI Commissione “Ambiente e protezione civile” ho presentato degli emendamenti alla norma, che sono stati sottoscritti  dall’UDC, dall’IDV ed apprezzati dai Consiglieri della Lega e che individuano tre possibili alternative per non penalizzare i cittadini delle aree montane e prealpine, territori dove l’uso della stufa a legna è maggiormente diffusa.
Avremmo potuto evitare tutta questa discussione.
Sarebbe bastato evitare di portare in Commissione questa proposta burocratica e vessatoria, sostituendola con una diversa che tenesse in considerazione la necessità d’intervenire sui controlli della qualità dell’aria  con la giusta differenziazione per i territori montani.
Vedi, è troppo comodo fare contemporaneamente l’esponente di  maggioranza e quello di opposizione, assumersi a casa propria il ruolo di difensore del territorio e poi penalizzarli quando si legifera a Milano! Anziché prendertela con il sottoscritto, ritengo sarebbe stato meglio che tu, in qualità di relatore,  intervenissi prima a portare in Commissione un testo diverso!
Sappi infine che, per quanto mi riguarda, collaborerò personalmente in Commissione anche con i Consiglieri della Lega e del PDL per migliorare il testo e per evitare penalizzazioni e appesantimenti burocratici ai cittadini.
Sono certo che anche tu non farai mancare il tuo contributo.
 
Cordiali saluti.
 
Angelo Costanzo
Consigliere regionale Partito Democratico

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La ‘pigna della nonna’ si deve salvare

Pigna

Ieri ho presentato in Commissione Ambiente un emendamento che rispetta la Direttiva Comunitaria e non penalizza le famiglie. Avevamo avvertito che il provvedimento che Regione Lombardia voleva applicare era ingiusto e i cittadini non avrebbero compreso. Bastava richiamarsi alla normativa comunitaria e si sarebbe forse evitata questa preoccupazione per le famiglie lombarde. La proposta di modifica della Legge Regionale che ho presentato ieri era giustificata dalla necessità di adeguamento delle normative nazionali e regionali alla Direttiva europea 31 dell’anno scorso. Niente da eccepire in linea generale ma appariva veramente esagerata la proposta di assoggettare anche le stufe a legna delle baite e le stufe a piccola potenza a biomassa all’obbligo della certificazione. L’emendamento, sottoscritto oltre che dai consiglierei del PD anche dall’UDC e da IDV, ribadisce l’esclusione delle “pigne della nonna” dall’obbligo di certificazione e ridà tranquillità a quanti – in montagna e nelle valli prealpine – si erano già preparati ad una battaglia contro una norma poco comprensibile e ingiusta. La nostra soluzione è stata accolta bene dagli altri gruppi, anche da quelli di maggioranza ed è un risultato positivo che ci fa ben sperare sull’esito del nuovo impianto normativo. Si tratta di risolvere un problema che hanno migliaia di famiglie nella nostra regione ed è indispensabile muoversi con responsabilità perché ulteriori aggravi burocratici ed economici per le famiglie lombarde non sono proprio più ipotizzabili.

Milano, 26 gennaio 2011

Scarica l’emendamento: EMENDAMENTO ALL’ART.18 – 26.01.2011

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Giornata della memoria

Si è svolta oggi a Sondrio la cerimonia per la celebrazione della Giornata della Memoria al Parco della Rimembranza al quale ha partecipato assieme al Sindaco di Sondrio, Alcide Molteni, anche il Consigliere Regionale Angelo Costanzo.

Particolarmente toccante è stata la lettura da parte degli alunni delle scuole di poesie e testi sulla shoah.

Riportiamo il testo della poesia “Scarpette Rosse” della scrittrice Joyce Lussu, Medaglia d’argento come staffetta partigiana, letta dal bambino Giacomo.

Scarpette Rosse
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
c’è un paio di scarpette rosse infantili
a Buchenwald
servivano a fare coperte per i soldati
non si sprecato nulla
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
chissa di che colore erano i suoi occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perchè i piedini dei bambini morti non crescono
c’è un paio di scrpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole……..

Per non dimenticare.

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Centrali idroelettriche

100 milioni di euro? Basta demagogia leghista.

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Lingotto un scambio di mail tra Costanzo e Veltroni.

Roma, 14 gennaio 2011
  
Caro Angelo,
 
ti ringrazio per la tua lettera lucida e affettuosa. Condivido in pieno la tua analisi e per questo ci siamo dati appuntamento a Torino il 22 gennaio. L’obiettivo è contribuire perché il Pd ritrovi la voce forte e autorevole con cui è nato. Perché, come scrivi tu, privilegi la sua centralità politica e culturale, e non la logica delle alleanze “pasticciate”. Ti aspetto a Torino.
Un caro saluto,
Walter Veltroni

Caro Walter,
all’ultimo congresso ho scelto di sostenere la candidatura di Dario Franceschini convinto che vi fosse la necessità di continuare a perseguire il progetto per cui è nato il PD.
Ho aderito ad  Areademocratica nella speranza che potesse svolgere un ruolo di stimolo e pungolo proprio per rimettere al centro dell’agenda politica del PD una nuova cultura politica.
Non ti nascondo un profondo malessere dell’attuale situazione del PD per una linea, quella delle alleanze prima del progetto culturale e politico, che non mi ha mai convinto.
Non torniamo ad essere maggioranza culturale con delle alleanze “pasticciate”.
Serve un progetto culturale forte, credibile e alternativo al centrodestra e non ricollocare la discussione politica dentro le culture del ‘900.
Al Lingotto avevi disegnato un profilo del PD in grado di suscitare emozioni, passioni e tensione ideale nel Paese.
Poi sappiamo entrambi cosa è accaduto, delegittimazioni, conflittualità, rendite di posizione ed errori che ci hanno profondamente indebolito.
Per come siamo messi oggi, non solo il PD, ma in generale il Paese e la società credo che serva un ulteriore sforzo di lettura sui temi della crisi e delle paure sociali.
Dobbiamo governare le paure senza avere paura di parlare anche alla “pancia” della società.
La percezione di cosa siamo è fondamentale in una società mediatica della semplificazione dei messaggi.
Su questo campo dobbiamo recuperare molto della distanza con la società.
 
Il 22 sarò a Torino, nella speranza che da li si possa ripartire.
Con affetto e stima.
Angelo Costanzo

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La Pìgna della nonna all’esame della Regione: la tradizione non può essere penalizzata

Il fuoco di una pìgna

Regione Lombardia intende mettere mano alla normativa per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera e nello specifico introduce gli obblighi di adeguamento tecnico e di certificazione per gli impianti domestici alimentati a biomassa legnosa. In poche parole, mette sotto osservazione le stufe (pìgna) della nonna. Pur riconoscendo alla proposta regionale la volontà di adeguamento alla normativa comunitaria, l’utilizzo della pigna in montagna è una tradizione che non può essere penalizzata. Sono due le novità che Regione Lombardia ha nel cassetto: la prima è l’introduzione degli obblighi di installazione e di manutenzione per tutti i tipi di impianti termici comprese le piccole stufe a legna che abbiamo nelle nostre case di montagna e, di seguito, l’equiparazione anche degli impianti a biomassa a quelli termici convenzionali con tutti gli oneri che ne conseguono. Ora se in linea di principio si può convenire sulla necessità di estendere criteri di sicurezza a tutti gli impianti, appare evidente che la nuova normativa rischia di penalizzare la pìgna della nonna. Non si tiene conto che aumentando gli oneri accessori di quanti hanno una stufa a legna vengono meno anche le economie di scala che ne hanno incentivato l’uso. Ieri durante i lavori della VI Commissione Ambiente, che hanno iniziato a valutare la proposta di legge, ho invitato al buonsenso esprimendo contrarietà al provvedimento. Credo, infatti, che sia necessario escludere da un appesantimento burocratico e normativo l’uso delle stufe a legna di utilizzo domestico. Bisogna modificare la proposta di legge perché così si  penalizzano gli abitanti della montagna e delle valli prealpine che tradizionalmente usano la cosiddetta pigna.

Milano, 20 gennaio 2011

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Bunga Bunga e Bingo Bongo.

Nicol Minetti e Renzo Bossi

Nicol Minetti e Renzo Bossi - Seduta di insediamento della IX legislatura regionale

Le vicende che stanno emergendo sul  fenomeno “Bunga Bunga” evidenziano comportamenti che non possono essere considerati  normali.  Ha ragione Bersani nel dire che:  “una ragazza di 17 anni dovrebbe essere a scuola  e non a “cena” con degli anziani miliardari”. La vicenda non investe solo la politica ma la società italiana. Credo che quello che sta accadendo sia il frutto di comportamenti individuali discutibili che trovano radici dentro una società profondamente mutata.  Se Fabrizio Corona va in una discoteca e viene osannato come una star,  se di fronte a quello accade un padre dichiara: “magari fosse mia figlia”,  c’è un problema culturale profondo nella società italiana. Una società pervasa da anni di messaggi di una tv commerciale con modelli di “riferimento” discutibili.  Talk-show e reality  che trasmettono il mito del successo facile, dell’eccesso e della trasgressione a tutti i costi. Per fortuna  non tutta la società è così. Ridatemi una tv che trasmetta valori positivi e cultura che svolga anche un ruolo pedagogico come avveniva con  programmi come: la “Notte della Repubblica”, Mixer, Orzowei,  Radici ecc. Ridatemi Haedi e Peter e al posto di Vespa e Santoro le vecchie tribune elettorali dove i giornalisti avevano la schiena dritta e non avevano paura di fare domande imbarazzanti e mettere in difficoltà il potente di turno di destra o di sinistra. Ridatemi una televisione che non sia un’arena di gladiatori urlanti. Ridatemi politici che non hanno paura di dire al proprio leader che sbaglia. Se essere il figlio del “capo leghista” a 22 anni garantisce una candidatura certa in Consiglio regionale, se si viene messi in un listino perchè si è frequentata la villa di Arcore.  Se per la Lega e il PDL tutto questo è normale e nessuno si indigna, poi non ci si può stupire! Se ai valori del merito di percorsi professionali, culturali o politici prevalgono “disvalori”, non ci si può stupire! La situazione attuale è figlia di anni di messaggi culturali e politici sbagliati. Tutto diventa “normale”, giustificabile e il comportamento del premier Berlusconi viene confinato  come un fatto di vita privata.  Se anche le bestemmie dei potenti  vengono “contestualizzate”, poi non ci si può stupire. Troppi sono silenzi di alcune gerarchie ecclesiastiche, troppi sono i silenzi di esponenti di rilievo della società e della politica. Se i parlamentari non vengono più eletti ma nominati in virtù di una legge definita “porcata”, è logico che rispondono solo al leader  e lo difendano per garantirsi uno status. Se i migliori amici di Berlusconi sono due “dittatori” come  Putin e Gheddaffi, se concentrare potere politico,  mediatico ed economico  è diventato normale, poi non ci si può stupire! Se diventa normale attaccare la Costituzione, contrapporre  i poteri dello Stato, non dare la mensa  a dei bambini perché figli di immigrati, mettere i simboli celtici nelle scuole, fare i calendari senza le festività nazionali, fischiare l’inno d’Italia,  definire gli immigrati   Bingo-Bongo ed archiviare il tutto come folclore “padano”, poi non ci si può stupire! In questi anni si è divisa la società facendo leva sulle paure mettendo  uno contro l’altro,  ricercando sempre un nemico per legittimare l’azione politica. Va superata questa fase delicata e difficile ma, va anche recuperato il rispetto delle regole, il senso istituzioni, il senso di una comunità, delle regole della convivenza, della coesistenza e della democrazia.  Credo che nello stupore generale di questi giorni c’è anche molta ipocrisia. Non ci si può stupire dopo anni di valori effimeri e modelli sociali sbagliati. Troppi sono stati i silenzi di una società, di un’opinione pubblica ormai assuefatta, inerme che non si indigna, perché tutto ormai è lecito, tutto ormai è normale. Berlusconi e il berlusconismo  vanno sconfitti nelle urne sul piano di un progetto culturale e politico alternativo. La politica per me è un confronto di idee e di valori, ma quello che sta accadendo non può essere definito normale!

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Statale 36-38: la risposta dell’ANAS

Al Consigliere Regionale
Angelo Costanzo

e p.c. Assessore Regionale
Raffaele Costanzo

Assessore Provinciale
Silvana Snider

Oggetto:  Piani viabili delle Strade Statali in Valtellina e Valchiavenna
 
Con riferimento allo stato dei piani viabili delle Strade Statali di competenza ANAS in Valtellina (S.S. 36 “del Lago di Como e dello Spluga” – S.S. 37 “del Malora” – S.S. 38 “dello Stelvio” – S.S. 39 “dell’Aprica” – S.S. 301 “del Foscagno” per complessivi 239 km) si comunica che, cessate le importanti precipitazioni piovose dei giorni scorsi e a salvaguardia delle condizioni di sicurezza per la circolazione stradale, si è provveduto al ripristino dei piani viabili mediante l’impiego di conglomerato bituminoso a freddo con le consuete attività di manutenzione ordinaria.
Inoltre lungo la S.S. 38 nel tratto compreso tra i km 0+000 (Trivio di Fuentes) ed 13+500 (centro abitato di Morbegno), ove si sono verificati i maggiori disagi, si provvederà nel corso della prossima settimana ad eseguire un intervento straordinario che prevede il taglio e l’asportazione mediante fresatura della pavimentazione stradale ammalorata e la stesa mediante finitrice meccanica di conglomerato bituminoso caldo. 
Si assicura che i capitolati ANAS costituiscono lo standard nazionale di riferimento per i lavori di pavimentazione stradale e che questa Società conduce rigorosi controlli in corso d’opera.
Per quanto riguarda il confronto con la Confederazione Elvetica, oltre ad evidenziare la grande differenza di risorse disponibili per interventi di manutenzione, si sottolineano le gravose condizioni di traffico che caratterizzano le nostre strade in particolare la S.S. 36 e la S.S. 38.
Infatti l’ultimo censimento eseguito nel mese di dicembre 2010 lungo la S.S. 38 in Comune di Castione, evidenzia un Traffico Giornaliero Medio di oltre 26.000 veicoli giorno con oltre il 6,0% di presenza di traffico pesante.
Si ricorda che nella vicina Svizzera le merci circolano prevalentemente su rotaia con conseguente minore incidenza sulla viabilità stradale.
Per quanto riguarda le prossime attività, si informa che è stato pubblicato un bando di gara per Lavori di manutenzione ordinaria di rappezzature e mantenimento in condizioni di sicurezza dei piani viabili per l’importo di € 909.600,00 con termine di presentazione delle offerte al 09/02/2010.
Inoltre, nello scorso mese di ottobre, è stata esperita una gara per Lavori di manutenzione straordinaria di distese generali per l’importo di € 214.240,00, per cui si è in attesa della conferma del finanziamento.
Si ricorda inoltre che nel corso del 2010 sono stati eseguiti i lavori di risanamento e rafforzamento del piano viabile della S.S. 38 tra i km 14+000 e 69+000 per l’importo di € 2.270.000,00 e tra il 2009 e 2010 altri lavori di distese generali per oltre € 1.900.000,00 su tutte le Strade Statali della Provincia di Sondrio.
Tali interventi hanno circoscritto le anomalie riscontrate essenzialmente al suddetto tratto tra Trivio di Fuentes e Morbegno, alla Tangenziale di Sondrio ed al tratto tra Lovero e Grosio per la S.S. 38, ai centri abitati di Campodolcino, Somaggia e Nuovo Olonio per la S.S. 36, ed al tratto tra Chiavenna e Piuro per la S.S. 37.  
Si rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

IL CAPO COMPARTIMENTO
Ing. Claudio DE LORENZO

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