Archivi del mese: dicembre 2010

Giorgio Napolitano: un Signore delle istituzioni e della politica

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – 2010 che rimette al centro della politica e delle istituzioni i veri problemi del Paese.
Il caloroso richiamo ai giovani, ai loro bisogni e al loro futuro sono un monito che dovrebbe fare riflettere tutta la società a partire dalla politica.
Bravo Presidente.

Ascolta il discorso del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano:

Scarica il testo: Giorgio Napolitano discorso buon anno 2011

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Nomine nella sanità: condivido la posizione del PD di Sondrio

Formigoni-Bresciani

Nomine sanità: realizzato il Federalismo della spartizione tra la Lega e il Pdl. Le nuove nomine dei manager della Sanità lombarda ripropongono uno schema tristemente consolidato e, a giudicare dalle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Bresciani, ormai addirittura ‘normalizzato’ pubblicamente. La spartizione delle cariche all’interno della coalizione di maggioranza PDL-Lega diventa prassi, ordinario esercizio amministrativo. Poco importa se oggetto della lottizzazione siano poltrone chiave nella gestione di un servizio cruciale alla cittadinanza quale quello sanitario. Su 45 neo-manager lombardi solo due, parrebbe, non provengono apertamente e fedelmente dalle file del centrodestra. Segno che a dispetto di quanto dichiarato da Formigoni il merito non rappresenta l’unico criterio guida nella selezione della dirigenza sanitaria ma a prevalere sono la fedeltà politica e una concezione della cosa pubblica – del territorio e dei servizi – come terreno di occupazione partitica.
Per quanto riguarda la Provincia di Sondrio, le nomine nella sanità sembrano seguire il vademecum indicato da Bresciani: «Bisogna decidere se fare filotto: cioè se la stessa coalizione politica può aggiudicarsi sia l’Asl sia l’ospedale nella stessa città. Per me è più democratico non farlo». Così, ‘democraticamente’, PDL e Lega si sono spartiti anche le poltrone locali, come già avvenuto in precedenza: il “federalismo della spartizione” realizzato. Viene da chiedersi che fine abbiano fatto quella politica e quella società che si indignavano di fronte alla spartizione delle poltrone della sanità e che nel 1995 obbligarono l’allora Presidente Leghista a dimettersi? Noi continuiamo ad indignarci perché i manager devono essere nominati per competenza e non per appartenenza a questo o a quel partito.
Lega che a questo punto, occupato l’occupabile, è chiamata però ad assumersi anche le responsabilità della soluzione dei problemi della sanità provinciale.
A partire dalla difficile situazione del “Morelli”, considerando che gli impegni presi da Sertori e da Pradella in Consiglio comunale a Sondalo prima dell’ultima campagna elettorale sembrano dimenticati; alla situazione degli altri ospedali i quali necessitano di un ruolo ben definito nella riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale.
Che fine ha fatto il documento Pradella approvato dalla Conferenza dei Sindaci e discusso al tavolo Valtellina in Regione?
Un documento che non ha mai trovato attuazione nonostante le visite lampo al Morelli dell’Assessore regionale leghista Bresciani. Basta a proclami finti sull’unità, da parte del segretario della Lega, usati per nascondere i problemi veri e di relazioni con Regione lombardia la quale, di fatto, decide la sanità sul nostro territorio. C’è un documento condiviso si parta da li e non si perda tempo.
E’ ora e tempo che, dopo 15 anni di governo, il centrodestra e Lega si assumano la responsabilità di governare e fornire soluzioni e non slogan ai problemi della rete ospedaliera e servizi territoriali.

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News dalla Regione le interviste dei Consiglieri di Sondrio e Lecco:Spreafico, Costanzo, Galli, Parolo del 24.12.2010

Scarica il video: http://www.teleunica.tv/content/show/ContentId/1737/CatId/22

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“Vergogna, vergogna, vergogna! Il Parco Stelvio viene smembrato!

“Vergogna, vergogna, vergogna! Il Parco Stelvio viene smembrato per un possibile mercimonio sul voto di fiducia al Governo”. Oggi a Roma il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla modifica dell’art. 3 del Dpr 279 del 1974, che pone fine alla gestione unitaria del Parco Nazionale dello Stelvio.
A Roma viene calpestato il voto del Consiglio Regionale che ieri all’unanimità si era espresso contro lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio.
Uno schiaffo istituzionale all’Assemblea legislativa lombarda da parte del Governo che non ha precedenti.
Le Provincie a Statuto speciale prevalgono rispetto al voto del Consiglio regionale Lombardo in barba a tutti i proclami di federalismo e di “padroni a casa nostra”. I padroni sono stati altri e lo hanno fatto contro il parere della massima istituzione della Lombardia.
Viene calpestata la dignità istituzionale e politica della Lombardia: mi auguro che il Presidente Formigoni e il Presidente del Consiglio regionale Boni reagiscano duramente contro quanto accaduto.
Personalmente penso che si potesse anche rivedere il modello gestionale, ma non così, e non sulla base di un presunto mercimonio per garantire al governo l’astensione della SVP.
Le responsabilità di quanto accaduto sono chiare: molti sono stati sino ad ieri i silenzi colpevoli in Regione Lombardia e in Provincia di Sondrio nel non avere fatto sentire prima la propria voce.
Oggi si scrive una delle più brutte pagine della tutela ambientale del territorio nazionale.
Ha prevalso la linea del Ministro Frattini, favorevole alla modifica normativa, rispetto ad un Ministro dell’Ambiente che ha dovuto subire una decisione di cui il suo Ministero aveva espresso parre contrario.
Il Ministro Prestigiacomo ne tragga le conseguenze politiche.

Angelo Costanzo, consigliere regionale del Partito Democratico in Regione Lombardia

Milano, 22 dicembre 2010

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Videolettera: Parco Nazionale dello Stelvio

Dopo lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio la videolettera del Consigliere Costanzo.

Guarda la videolettera sul mio canale youtube:

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Il Consiglio regionale approva l’o.d.g. del PD per bloccarne lo smembramento

Aquila reale

Aquila reale

I consiglieri regionali del Pd Angelo Costanzo, Giuseppe Civati e Fabrizio Santantonio esprimono soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno, oggi, martedì 21 dicembre 2010, durante la seduta del Consiglio regionale, sul mantenimento della gestione unitaria del Parco nazionale dello Stelvio.
L’ordine del giorno impegna il presidente del Consiglio regionale a trasmettere urgentemente al Presidente Berlusconi la presa di posizione contraria in vista della riunione che domani, a Roma, deciderà le sorti del Parco.
Il consigliere Costanzo, eletto a Sondrio, sottolinea l’importanza della posizione approvata dall’Assemblea legislativa lombarda, contraria alla modifica dell’art. 3 del Dpr 279 del 1974, che porrebbe fine alla gestione unitaria del Parco nazionale dello Stelvio.
“Una modifica osteggiata anche dal Ministero dell’Ambiente che, attraverso una nota dell’ufficio legislativo, in una nota del 9 dicembre 2010 ha espresso il proprio avviso negativo alla modifica – dice Costanzo –. L’ auspicio è che domani a Roma non si dia il via libera allo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio tra la provincia di Bolzano, Trento e la Regione Lombardia”.
Se dovesse passare la linea del Ministro Frattini che caldeggia lo smembramento, “si sancirebbe la fine del Parco nazionale. Sarebbe di fatto una sconfitta per lo Stelvio e per il Ministro Prestigiacomo che dovrebbe dimettersi per l’incapacità di tutelare la più grande area protetta dell’arco alpino”, chiosa Costanzo.
Milano, 21 dicembre 2010

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La legge sulle grandi concessioni idroelettriche

Condotte idroelettriche

Scarica il testo della L.R. concernente disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 20 dicembre 2010. L.R._DISPOSIZIONI_IN_MATERIA_DI_GRANDI_DERIVAZIONI_AD_USO_IDROELETTRICO

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Emendamenti proposti per la legge sulle concessioni idroelettriche

Turbina francis

Turbina francis

Emendamenti COSTANZO concessioni idroelettriche
Puoi scaricare gli emendamenti proposti sulla norma delle concessioni idroelettriche che non sono stati approvati per i voti negativi della Lega e del PDL.
Gli emendamenti avevano come obiettivo quello di migliorare una legge troppo sbilanciata a favore della Giunta Regionale rispetto al territorio provinciale e trasferire maggiori risorse compresa una quota d’energia gratuita.

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La norma sulle concessioni idroelettriche.Costanzo: “Una punto di partenza ma non di arrivo!

Turbina kaplan

Approvata anche con il voto del PD la norma sulle concessioni idroelettriche.
Costanzo: “Una punto di partenza ma non di arrivo! Basta alla demagogia sulla pelle delle aspettative dei valtellinesi. Dove sono i 100 milioni di euro promessi dalla Lega?”

Il Gruppo del PD ha approvato all’unanimità l’art. 53 bis (Disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico) che riguardano in particolar modo il territorio della provincia di Sondrio.
Un atteggiamento costruttivo del gruppo del PD, nonostante gli emendamenti proposti dal Consigliere Costanzo per migliorare a favore del territorio provinciale questa norma non siano stati approvati dalla maggioranza.
Il Consigliere Costanzo afferma che la norma è “un punto di partenza e non di arrivo e che molta strada dovrà essere ancora percorsa per il risultato sperato e atteso dalla Valtellina e dalla Valchiavenna”- per questo bisogna uscire dagli slogan e dai proclami strumentali della Lega che prometteva 100 milioni di euro all’anno per il territorio, o parlare di federalismi idroelettrico.
Altro che federalismo idroelettrico, nel testo è chiaro che le competenze in materia idroelettrica rimangono alla regione Lombardia e non alla Provincia di Sondrio nonostante anni di proclami di trasferimento del demanio idrico alla provincia e una proposta di legge votata all’unanimità a febbraio nel Consiglio Provinciale.
Come sempre, di fronte alle difficoltà, chi in campagna elettorale prometteva il trasferimento delle competenze oggi dice che il tutto è superato da questa norma.
Oggi chi può brindare sono i concessionari, come A2A, che senza nessuna competizione di mercato incassano una “proroga” di cinque, con un versamento di un canone aggiuntivo, che li pone al riparo dalla concorrenza – un bel Babbo Natale!
La norma parla di “prosecuzione volontaria” ma la sostanza non cambia.
La verità è che le decisioni che contano rimangono alla Giunta Regionale che incassa anche il 50% dei canoni aggiuntivi.
La Provincia dovrà effettuare una intesa con la Regione per il trasferimento del restante 50% dei canoni aggiuntivi.
Quindi, un risultato non privo di difficoltà, perché la norma approvata interviene in materia di concorrenza del settore idroelettrico e rischia di essere soggetta a ricorsi.
Infatti, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 1/2008 ha chiarito che: “non v’è dubbio che la disposizione, disciplinando l’espletamento delle gare ad evidenza pubblica, rientri nella materia della ‘tutela della concorrenza’ di competenza esclusivo dello Stato ..”
Una norma che potrebbe essere oggetto di ricorsi che parrebbe una società idroelettrica abbia già preannunciato con una nota all’Assessorato competente.
Il territorio, per brindare realmente al risultato, deve ancora aspettare l’applicazione complicata e difficile di una legge che prevede la costituzione di una Società Patrimoniale, dove la Regione detiene le decisioni importanti, e l’affidamento diretto delle concessioni a società a partecipazione mista pubbliche e private partecipate dall’amministrazione provinciale.
Costanzo dichiara: “rispetto ad una norma, calata dall’alto, decisa nella stanza dei bottoni serve il coinvolgimento vero del territorio e dei Sindaci e non un finto comitato riunito una sola volta per un concerto.
Il Presidente dell’Amministrazione provinciale Sertori, deve cambiare passo, smettere di crogiolarsi dei presunti successi, e mettere assieme realmente il territorio per declinare concretamente e nel minor tempo possibile l’applicazione di questa legge.
Il Pd è disponibile a fare la sua parte nello spirito della concretezza che lo contraddistingue e non degli slogan trionfalistici.

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Parco dello Stelvio: altro che padroni a casa nostra!

PARCO STELVIO itl 6006
Scarica l’interrogazione:
PD: “troppi silenzi. E intanto la Lombardia subisce le scelte di Roma. Altro che padroni a casa nostra” Il declassamento del Parco nazionale dello Stelvio a livello provinciale continua a far discutere. Da un lato il governatore Durnwalder che assicura di non aver venduto il parco per il voto del 14 dicembre al Governo, dall’altra l’assessore regionale ai Sistemi verdi e parchi Colucci che vede questa come un’occasione per migliorare e valorizzare lo Stelvio.

“Le dichiarazioni di Colucci ci preoccupano ulteriormente – dice Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd –. Regione Lombardia sta subendo lo smembramento di uno dei parchi più importanti del Paese. Formigoni e Colucci ci spieghino che ruolo ha avuto, se lo ha avuto, la Regione. E, condividendo l’appello delle associazioni ambientaliste, come intendano correre ai ripari”.

“Sento solo silenzi e flebili giustificazioni che cercano di raccontare come questa novità rappresenti una grande occasione per il Parco nazionale dello Stelvio – commenta a caldo il collega Fabrizio Santantonio –. Ma in sostanza vedo solo che ci hanno fatto bere una scelta romana imposta sopra le teste lombarde senza motivazione e urgenza. E che il risultato è un Parco nazionale che diventa provinciale, con l’ovvio declassamento e indebolimento delle politiche ambientali. Ma qualcuno dovrà anche spiegarmi chi lo gestirà e con quali risorse. Se questa è la politica ambientale di Regione Lombardia, mi spaventa il futuro dei parchi lombardi”.

E di “silenzi che pesano moltissimo” parla anche il collega Angelo Costanzo, eletto a Sondrio, che incalza: “Sono i silenzi dei rappresentanti istituzionali interessati in prima persona, per questa ragione più colpevoli di altri, a partire da quelli del presidente della Provincia e dei parlamentari locali. In questa vicenda esce sconfitta la visione unitaria del Parco nazionale che rimane solo nel nome. Lo Stelvio è entrato di fatto nello scenario della politica nazionale: non si vuole chiamarlo scambio di voti? Sicuramente, però, qualcuno ha fatto valere un peso contrattuale che in condizioni normali non avrebbe avuto. Si sceglie, così, di privilegiare gli interessi romani a quelli del territorio, al di là degli slogan, come il famoso ‘padroni a casa nostra’. Ma quello che contano sono i gesti. E in questo caso anche i silenzi”, aggiunge Costanzo.
Milano, 9 dicembre 2010

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