Archivi tag: tagli

Ticket: misura di facciata

La Giunta Maroni ha oggi annunciato un ritocco ai ticket della sanità. E’ una mera misura di facciata,che non tocca i ticket su visite ed esami e non affronta il tema dell’equità che riguarda tutti i cittadini dai 14 ai 65 anni, dove il ricco e il povero continueranno a pagare la stessa cifra. Il sistema dei ticket lombardi, che è il più caro d’Italia, rimane sostanzialmente intatto,mentre le promesse elettorali di Maroni sono ancora sulla carta. Insistiamo con la nostra proposta: esenzione da tutti i ticket regionali per i redditi fino a 30mila euro e da quella soglia in su si paghi in base al reddito, come avviene in molte altre Regioni con i conti in ordine.

I ticket sui farmaci costano ai lombardi ogni anno 265 milioni di euro, mentre il superticket su visite ed esami, che non vengono rivisti dall’amministrazione Maroni, ammontano ad altri 150 milioni. Dai ticket sui farmaci già oggi sono esenti i pensionati con redditi fino a 8.263 euro (11.362 se con il coniuge a carico), le novità riguardano quindi una quota di ultrasessantacinquenni che hanno redditi compresi tra quella soglia e 18mila euro, purché non siano già esenti per patologia.

Pubblicato in Idee e politica, Sanità e welfare | Taggato , , , , , , , , | Lascia un commento

L’incoerenza di Maroni

ROBERTO MARONI INTERVIENE ALLA FESTA DEL PDLL’incoerenza del presidente di Regione Lombardia è ormai evidente. Ma la “novità” è che ora Maroni non ha più alibi: deve rimodulare i ticket sanitari per renderli più equi. Ieri infatti, con l’approvazione in Consiglio dei ministri della legge di stabilità, il governo ha confermato che non prevede tagli al servizio sanitario regionale.
La realtà quindi è che gli unici veri tagli alla sanità li ha fatti il governo Berlusconi quando Maroni era ministro. E ancora li stiamo pagando. La somma dei tagli di quel governo alla sanità lombarda è di 420 milioni di euro, che la Regione ha compensato in parte facendo pagare ai cittadini in modo indiscriminato un superticket sugli esami fino a 66 euro.
Sosteniamo da anni che i ticket sanitari regionali lombardi sono iniqui perché non tengono conto del reddito dei cittadini. Ricordo che la Lega ha fatto tante promesse e non ha ancora fatto nulla. È ora per l’amministrazione Maroni di passare davvero dai programmi ai fatti, non solo per slogan.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica, Territorio | Taggato , , , , , | 2 commenti

I tagli degli altri

Maroni ha dato grande rilevanza alla prima proposta di legge della Lega tesa ad abolire le risorse per il funzionamento dei gruppi consiliari. Peccato che contemporaneamente lasci invariate le dotazioni per la Giunta regionale che sono venti volte quelle del Consiglio.

Cioè sì ai tagli, ma a quelli degli altri.

Noi siamo pronti a discutere dei tagli alle risorse dei gruppi a partire dai dettami della legge nazionale voluta dal governo Monti, che prevede un taglio dell’80% delle risorse per comunicazione e funzionamento e una riduzione molto consistente sulle risorse per il personale. Allo stesso tempo chiediamo di rivolgere lo sguardo verso le ben più cospicue dotazioni della presidenza e della giunta, che non vengono toccate né dalla legge nazionale né da quella proposta da Maroni e dalla Lega. Non saremmo invece d’accordo con riforme che impediscano ai gruppi di opposizione di esercitare le proprie funzioni, a partire dal supporto all’iniziativa legislativa e dalla comunicazione delle attività svolte in Consiglio. In questo modo l’Assemblea sarebbe davvero depotenziata, a differenza della Giunta che continuerebbe a contare su risorse decisamente rilevanti.

Pubblicato in Idee e politica | Taggato , , , , , , , | Lascia un commento

Le “nuove” Province

Si chiude domani, con la riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), il percorso istruttorio per il riordino delle province lombarde.

Rispetto agli incontri precedenti non sono emerse novità. Si va verso un ridimensionamento nel numero; salve Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Sondrio (con deroga) e Mantova (con deroga).Accorpate invece Lodi con Cremona e Varese con Monza, Como e Lecco.

Questa è la proposta che probabilmente domani verrà formalizzata e che dovrà essere approvata dal Consiglio Regionale prima del definitivo via libera del Governo.

Non ho mai nascosto la preferenza mia e del Pd per la riforma come originalmente prevista dal decreto “salva Italia” (la quale prevedeva la trasformazione di tutte le Province in enti di secondo livello guidate dai sindaci che avrebbero eletto un piccolo organismo direttivo e il presidente) ma ritengo decisivo raccogliere la sfida del cambiamento che porti ad una modifica dell’attuale stato di fatto.

Bisogna cioè evitare di focalizzare eccessivamente l’attenzione sulla semplice ridefinizione di confini territoriali (e cadere nella trappola della difesa di interessi particolari e di posizione) tralasciando ciò che in realtà alla politica deve interessare e di cui deve occuparsi: cosa cambierà per i cittadini e quali servizi saranno assicurati, come e da chi. Sarà quindi prioritario occuparsi di tutte quelle funzioni (103) che vengono tolte alle Province e verrebbero, in prima istanza, riattribuite a Regione Lombardia: ciò che noi crediamo necessario è mantenere tali funzioni quanto più vicine alla cittadinanza, favorendo dunque aggregazioni e unioni di Comuni tali da creare ambiti ottimali sufficientemente ampi da poter gestire nel migliore dei modi i relativi servizi, efficientemente ed economicamente.

Come Partito Democratico lombardo vogliamo sostenere queste istanze di riforma e cambiamento in seno al Consiglio Regionale e presso la Giunta,  sollecitandone una presa di posizione e l’azione normativa di propria competenza in materia per accompagnare questo percorso, non dimenticando mai l’obiettivo finale: reale miglioramento della governanceaffiancato ad un concreto risparmio di risorse.

Pubblicato in Idee e politica, Territorio | Taggato , , , , , , , , | Lascia un commento

La nuova provincia

Da un punto di vista simbolico e mediatico sembra facile parlare di eliminazione delle province. Quando si inizia a fare sul serio è un po’ piùcomplesso. Le Istituzioni, le amministrazioni periferiche dello Stato, il sistema camerale con le associazioni di categoria, i sindacati e il sistema sanitario sono organizzati da tempo su scala provinciale. Con personale, strutture, sedi. E con la conseguente ricaduta economica sul territorio.

Abbiamo accettato la sfida del Governo, anche se – bisogna dirlo – ha posto criteri eccessivamente restrittivi.

Ecco perchè bisogna procedere con buon senso, ascoltando sia gli amministratori locali che gli attori economici e sociali delle diverse province.
Iniziamo domenica 2 settembre, a Varese alle ore 21.00 presso la Festa democratica della Schiranna con il dibattito “Verso una nuova provincia”nel quale mi confronterò con Attilio Fontana (Sindaco di Varese), Mario Lucini(Sindaco di Como) e Roberto Scanagatti (Sindaco di Monza).
Pubblicato in Economia e lavoro, Idee e politica, Territorio | Taggato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Salvare Isernia?

Non ci siamo proprio. Oggi in commissione bilancio al Senato è stato presentato un emendamento, firmato da esponenti di Pdl e Pd, che introduce una norma ad hoc per salvare le province di Matera, Terni e Isernia dalla scure della “spending review”. Secondo il testo infatti ogni regione a statuto ordinario dovrà avere almeno due province.

I partiti della maggioranza ci ripensino e cambino rotta immediatamente.

In Lombardia siamo pronti ad accettare la sfida della costruzione di un nuovo assetto degli enti territoriali valutando l’accorpamento di province con territori popolosi ed estesi, come sono quella di Varese, esclusa per limiti territoriali nonostante abbia quasi 900mila abitanti, o quelle di Como e di Monza e Brianza. Ma non possiamo accettare accordi al ribasso per i quali ogni volta che si prende una decisione c’è sempre qualcuno che proponederoghe incomprensibili, con argomenti francamente risibili rispetto al passaggio epocale che stiamo affrontando. In Lombardia abbiamo province consistenti per territorio, numero di abitanti e di comuni, che non sono nemmeno comparabili alle tre che si vorrebbero salvare. Noi vorremmo parlare, pur con qualche perplessità sui criteri adottati, di una revisione degli enti territoriali che vada incontro alle linee guida della spending review per razionalizzare i costi e garantire servizi migliori ai cittadini, ma se comincia il gioco delle deroghe la discussione perde di senso.

Pubblicato in Idee e politica | Taggato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ospedali e spending review

La spending review del Governo incide profondamente sul settore della sanità. Il necessario contenimento della spesa non deve però tradursi in tagli lineari, così come invece ha fatto la manovra Berlusconi-Bossi dell’agosto 2011 che inciderà sul 2013-2014 per 8 miliardi, di cui 2 di aumento dei ticket.

Detto questo, le decisioni della spending review dovranno comunque passare dal Patto per la Salute. Regione Lombardia avrà dunque un margine di autonomia nell’attuazione delle misure. Se non potremo, come sembra, evitare la diminuzione dei posti letto, è fondamentale che ciò avvenga attraverso una razionalizzazione della rete ospedaliera, finalizzata non alla mera chiusura dei presidi più piccoli (nel testo uscito dal Consiglio dei Ministri è stata cancellata la norma annunciata sulla chiusura dei nosocomi con meno di 120 posti-letto), bensì alla definizione di una nuova vocazione per quelle strutture primariamente destinate alle funzioni riabilitative, di lungo degenza o di assistenza per sub acuti. Nell’ottica di un modello “hub and spoke” che tradotto significa un modello organizzativo caratterizzato dalla suddivisionetra centri di eccellenza per erogazione di assistenza ad alta complessità (centri hub) e una rete di servizi a supporto che garantisca la continuità della cura (centri spoke).

Naturalmente questa riorganizzazione necessaria della rete ospedaliera, non dovrà automaticamente abbattersi come una scure sulle zone più disagiate, privandole di presidi territoriali preziosi. Nelle aree montane e con più difficili collegamenti occorre infatti mantenere un presidio ospedaliero con la presenza di un pronto soccorso per le emergenze. Nell’ambito di questa riorganizzazione diventa ineludibile anche la razionalizzazione delle strutture di vertice delle aziende ospedaliere: qui occorre tendere al modello di un’azienda per provincia – salvo che per la provincia di Milano – in modo da rendere più efficace l’individuazione della missione dei singoli ospedali sul territorio e l’ottimizzazione delle funzioni e dei servizi comuni.

Pubblicato in Economia e lavoro, Sanità e welfare, Territorio | Taggato , , , , , , , , | Lascia un commento

No ai tagli al sociale

Questa mattina sotto il Pirellone si è svolta la manifestazione “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all’inclusione nella società”,  promossa da LEDHA/FISH Lombardia e F.A.N.D. e che ha ricevuto le adesioni da parte di tante associazioni lombarde, sindacati ed amministrazioni comunali.

Eravamo in tanti: circa duemila persone hanno sfilato per chiedere al Governo di ripristinare i fondi sociali, a partire da quello per la non autosufficienza, di riformare la normativa sulla partecipazione alla spesa dei servizi (Isee) non aumentando le richieste nei confronti delle persone con disabilità e di definire, finalmente, i Livelli essenziali assistenziali (Lea) e quelli per l’assistenza sociale (Liveas).

Alla Regione Lombardia invece i promotori chiedono di compensare con proprie risorse i tagli ai fondi sociali e permettere ai Comuni di svolgere le proprie funzioni, di vincolare questa aggiunta di risorse per finanziare i progetti di vita indipendente e di incrementare il finanziamento dei servizi sociosanitari sgravando di queste spese i Comuni e le famiglie, superando la non più sostenibile divisione tra i servizi sociosanitari e quelli socioassistenziali.

Il Partito Democratico da tempo si fa portavoce di queste richieste all’interno dell’istituzione regionale ed è di pochi giorni fa la notizia che Regione Lombardia ha stanziato, in assestamento di bilancio, 30 milioni di euro aggiuntivi per le politiche sociale e assistenziali, portando così ai livelli del 2011 (70 milioni di euro) il fondo sociale regionale. Per questo obiettivo ci siamo battuti in Commisione sanità, chiedendo che questi stanziamenti fossero destinati tutti sul territorio (evitando di trattenerne una parte per progetti regionali). E’ una prima buona notizia ma non basta. Come minoranza continueremo la nostra azione nelle commissioni e in aula per spingere Regione Lombardia a fare di più e a portare con forza queste istanze nella conferenza Stato-Regioni.

Pubblicato in Idee e politica, Sanità e welfare | Taggato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Era geologica

Ieri in Consiglio Regionale è stata approvata con i voti di Lega e Pdl una mozione che mira a mantenere l’attuale assetto delleProvince.

Come Pd abbiamo votato contro perché convinti che sia urgente e necessaria una riforma complessivadelle funzioni attribuite ai diversi livelli di governo per risparmiare risorse ma soprattutto per dareservizi più efficientiavvicinando i luoghi delle scelte ai cittadini.

Certo, un’era geologica sembra trascorsa da quando il Pdl faceva campagna elettorale proprio annunciando l’abolizione delle province.

Pubblicato in Idee e politica, Territorio | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Ospedale di Varese

Dall’analisi del bilancio preventivo 2012 dell’Azienda Ospedaliera “Macchi” (che comprende i presidi di Varese, Cuasso al monte, Luino e Cittiglio) emerge un taglio di circa 3 milioni di euro (2,91 milioni di euro) dei trasferimenti da parte del Fondo Sanitario Regionale. Sommando altri tagli minori si arriva ad una previsione di 3,134 milioni di euro di tagli complessivi per il 2012 (3,57%).

RIDUZIONE DELLE PRESTAZIONI 

Alla luce di questi minori trasferimenti l’Azienda prevede una flessione dei ricavi per prestazioni sanitarie di 636 milioni di euro. Questo significa che per effetto dei tagli sopra indicati saranno inevitabilmente ridotte le prestazioni sanitarie ai cittadini.

La realizzazione del nuovo monoblocco ha rafforzato l’attività di alta specializzazione dell’Ospedale di Varese, confermata da un aumento del numero di ricoveri e dei casi urgenti e ha migliorato i percorsi di cura riducendo sia il dato della degenza media, sia della degenza preoperatoria” (bilancio previsione AO Varese 2012).

L’aumento del numero dei ricoveri registrati e il contemporaneo taglio dei ricavi previsti da prestazioni sanitarie rischia di portare ad una eccessiva contrazione dei giorni di degenza, facendo di fatto ricadere sulle spalle delle famiglie l’assistenza post operatoria, anche a fronte di un sistema di cure intermedie su cui è ancora prematuro dare dei giudizi nella nostra Provincia. Da tempo abbiamo chiesto i tassi di rientro per verificare quanti ricoveri siano da addebitare a precedenti dimissioni affrettate.

FARMACI DEL “FILE F”

Uno dei pochi dati in aumento è quello relativo ai farmaci del cosiddetto “File F” (tutti quei farmaci distribuiti direttamente dagli ospedali non in attività di ricovero, ad esempio i chemioterapici). Per il 2012 è previsto un aumento della spesa del 9%, a fronte però di un aumento medio annuo che negli anni scorsi si attestava al 18%.

ACQUISTO DI BENI E SERVIZI

Gli acquisti di beni sono in incremento rispetto al 2011 dell’1,4% (1,109 milioni di euro) ma le regole di sistema prevedono un contenimento dei costi dei dispositivi medici a cui l’Azienda dovrà fare fronte con una riduzione prevalente nei presidi chirurgici e nei materiali protesici.

Anche per il costo dei servizi è previsto un aumento dell’1,4% ma prevalentemente concentrato in quelli non sanitari (1,591 milioni di euro).

PERSONALE

La spesa per il personale risulta nettamente in flessione rispetto al 2011. Oltre 2 milioni di euro in meno; la voce più importante è quella del personale a tempo determinato con una riduzione prevista di 1,129 milioni di euro.

POSTI LETTO

Dal capitolo sui posti letto e sul tasso di ospedalizzazione emerge come l’Azienda Ospedaliera di Varese abbia una dotazione di 3,06 posti letto per acuti ogni 1.000 abitanti, un dato inferiore alla media delle altre aziende ospedaliere del territorio (3,37). Un dato da sottolineare è la saturazione dell’ospedale di Circolo, 96,5 % a fronte dell’87,6 % degli altri ospedali dell’azienda e dell’81,6% della media regionale. Questo dato è una delle criticità strutturali che crea sovraffollamento e disagi al pronto soccorso del capoluogo.

Come Partito Democratico abbiamo chiesto di aumentare i posti letto per acuti dell’ospedale di Circolo, rendendo più equilibrata la distribuzione a livello provinciale.

Pubblicato in Blog Dem | Taggato , , , , , , , | Lascia un commento