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“La bussola nella corsa elettorale” di Corriere Milano

corriere.disuguaglianzeAssolutamente centrale la riflessione di oggi di Cristiano Gatti sul Corriere Milano. Il nostro obiettivo per la Lombardia è ridurre le disuguaglianze. Proprio per questo due giorni fa abbiamo riunito oltre 500 persone fra professionisti, operatori e amministratori locali per riflettere insieme di “Sanità fra innovazione e disuguaglianze”. Perché il lavoro da fare per mettere la Lombardia in grado di continuare a correre è tanto, ma va fatto senza lasciare indietro nessuno.

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Maroni restituisca i soldi ai frontalieri

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Oggi è stata una giornata importante per i lavoratori frontalieri, la Camera ha infatti approvato la mozione presentata dal Partito Democratico che impegna il Governo a tutelare il trattamento economico dei lavoratori frontalieri e il sistema dei ristorni ai Comuni negli atti e nelle leggi di ratifica dell’accordo con la Confederazione elvetica.

A questo link il testo integrale della mozione.

Nella discussione della mozione il vice ministro dell’economia Luigi Casero a nome del Governo è intervenuto per confermare che i lavoratori frontalieri non devono pagare alcun contributo per iscriversi al sistema sanitario nazionale. Pertanto sono illegittimi i pagamenti che l’ex Asl di Varese ha preteso. Maroni ha sbagliato e ora Regione Lombardia restituisca i soldi ingiustamente richiesti. 

A questo link l’intervento del vice ministro Casero in aula.

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Maroni revochi i direttori generali indagati

Maroni non attenda l’esito del tribunale del riesame, i direttori generali coinvolti nell’inchiesta della procura di Milano devono essere revocati immediatamente.

Dal governatore attendiamo, finora invano, scelte di vera discontinuità. I vertici di Asl e aziende ospedaliere sono oggi legati a doppio filo ai partiti e alle correnti del centrodestra. I pranzi elettorali e i braccialetti verdi ne sono una prova lampante. Ora basta, occorre cambiare finalmente sistema, a partire dall’allontanamento di chi ha sbagliato.

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La riforma della Sanità

 

Sulla riforma della sanità va bene il dibattito che si è creato e sul tema il Gruppo regionale del PD sta lavorando da mesi. Si tratta però di una questione estremamente seria e una “soluzione” non si improvvisa in pochi giorni. Qui trovate la mia intervista rilasciata oggi al Corriere.

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Ticket: misura di facciata

La Giunta Maroni ha oggi annunciato un ritocco ai ticket della sanità. E’ una mera misura di facciata,che non tocca i ticket su visite ed esami e non affronta il tema dell’equità che riguarda tutti i cittadini dai 14 ai 65 anni, dove il ricco e il povero continueranno a pagare la stessa cifra. Il sistema dei ticket lombardi, che è il più caro d’Italia, rimane sostanzialmente intatto,mentre le promesse elettorali di Maroni sono ancora sulla carta. Insistiamo con la nostra proposta: esenzione da tutti i ticket regionali per i redditi fino a 30mila euro e da quella soglia in su si paghi in base al reddito, come avviene in molte altre Regioni con i conti in ordine.

I ticket sui farmaci costano ai lombardi ogni anno 265 milioni di euro, mentre il superticket su visite ed esami, che non vengono rivisti dall’amministrazione Maroni, ammontano ad altri 150 milioni. Dai ticket sui farmaci già oggi sono esenti i pensionati con redditi fino a 8.263 euro (11.362 se con il coniuge a carico), le novità riguardano quindi una quota di ultrasessantacinquenni che hanno redditi compresi tra quella soglia e 18mila euro, purché non siano già esenti per patologia.

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L’incoerenza di Maroni

ROBERTO MARONI INTERVIENE ALLA FESTA DEL PDLL’incoerenza del presidente di Regione Lombardia è ormai evidente. Ma la “novità” è che ora Maroni non ha più alibi: deve rimodulare i ticket sanitari per renderli più equi. Ieri infatti, con l’approvazione in Consiglio dei ministri della legge di stabilità, il governo ha confermato che non prevede tagli al servizio sanitario regionale.
La realtà quindi è che gli unici veri tagli alla sanità li ha fatti il governo Berlusconi quando Maroni era ministro. E ancora li stiamo pagando. La somma dei tagli di quel governo alla sanità lombarda è di 420 milioni di euro, che la Regione ha compensato in parte facendo pagare ai cittadini in modo indiscriminato un superticket sugli esami fino a 66 euro.
Sosteniamo da anni che i ticket sanitari regionali lombardi sono iniqui perché non tengono conto del reddito dei cittadini. Ricordo che la Lega ha fatto tante promesse e non ha ancora fatto nulla. È ora per l’amministrazione Maroni di passare davvero dai programmi ai fatti, non solo per slogan.

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Sanità: prima vengono i cittadini, non le “poltrone”

sanitàSulla riforma della sanità la maggioranza è partita col piede sbagliato. Si rincorrono proposte per noi irricevibili: da un lato c’è il tentativo leghista di sostituire all’egemonia precedente una nuova egemonia con manager targati Lega Nord, dall’altra la difesa d’ufficio del datato modello Formigoniano. Invece si deve partire proprio da ciò che non ha funzionato nel vecchio modello affossato dagli scandali, ossia la mancanza di trasparenza e l’assegnazione delle risorse. Prima parliamo di come abbattere le liste d’attesa e le code al pronto soccorso; di come indirizzare i pazienti nell’ospedale giusto per fare un’operazione complessa o la riabilitazione: solo alla fine dovremo occuparci di chi guiderà le Asl e le aziende ospedaliere.
Le nostre parole d’ordine sono poche e chiare: mai più scandali, maggiore accessibilità, ticket più equi e più leggeri. Abbiamo un decalogo di proposte concrete che interessano ai cittadini dal riequilibrio del rapporto tra pubblico e privato allo sviluppo della medicina territoriale, dalla rete ospedaliera fatta a “perno e raggi” alla revisione delle funzioni non tariffabili, dai maggiori controlli ad un sistema di nomine basato sul merito. Occorre ripartire dai due elementi su cui non si è investito in questi anni: territorio e cronicità.

A questo link trovate le nostre proposte nel dettaglio.

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Le nostre proposte

Il primo documento strategico della nuova legislatura non marca quella discontinuità che Maroni aveva promesso e che anche noi, pur con proposte differenti, vogliamo.

Lega e PDL non si sono accorti che da tre anni a questa parte lo scenario è cambiato profondamente.C’è la crisi economica e c’è anche la crisi delle istituzioni che vede anche l’interruzione del processo federalista. Non abbiamo alcuna nostalgia dell’ultimo periodo formigoniano, che ha segnato il peggior momento della nostra Regione, culminato negli arresiti di assessori ed ex assessori che hanno causato il discredito dell’istituzione. Proprio per questo vorremmo vedere una svolta che sulle politiche non c’è e che per il PD vuol dire partire da subito con la cancellazione dei ticket sanitari fino a trentamila euro di reddito, con una politica contro la cementificazione del territorio, con un sostegno vero alle aziende con la razionalizzazione dei contributi e dei finanziamenti e, infine, con il sostegno ai comuni perché possano finalmente onorare i debiti con le piccole e medie imprese e realizzare opere necessarie per i cittadini.

Noi siamo opposizione responsabile ma anche intransigente e rigorosa sui provvedimenti che possono davvero rimettere in corsa la Lombardia.

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Subito la riforma dei ticket

Ieri per un’intera giornata Lega e Pdl si sono rimbalzati le responsabilità della mancata riforma dei ticket sanitari. La querelle non appassiona nessuno soprattutto quando rimane il fatto che la pressione dei ticket in Regione Lombardia è troppo alta, la più alta d’Italia, e che per prestazioni di media entità si fa pagare ai lombardi ben 66 euro.

Noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di introdurre il criterio della progressività volta a sgravare le fasce più basse dal costo oneroso dei ticket. In consiglio la nostra proposta è stata sempre respinta da Pdl e Lega. Ora il carroccio dice di condividere la nostra posizione? Bene. Entro luglio con l’assestamento di bilancio la Regione vari la riforma dei ticket. 

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Farmaci antiepilettici

Le specialità medicinali a base di Levetiracetam(Keppra) e Topiramato(Topamax) sono largamente utilizzati nella terapia antiepilettica cronica e nella prevenzioni di crisi epilettiche a seguito di gravi traumi encefalici. Recentemente i brevetti di questi due farmaci sono scaduti con conseguente inserimento degli stessi nelle “liste di trasparenza”, il che ha comportato per l’assistito la sostituzione con il farmaco generico equivalente, oppure il pagamento della differenza tra il generico e il farmaco “brand” che in questo caso specifico può arrivare fino a 96 euro a confezione a carico dell’assistito.

La Commissione Tecnico Scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco, proprio in virtù della sensibilità delle patologie trattate con questi principi attivi, ha emanato il 17 settembre 2012 una comunicazione affinchè le autorità sanitarie territoriali non pongano a  carico dell’assistito la differenza tra il prezzo più basso ed il prezzo del farmaco previsto.

Regione Lombardia ha invece smentito questa posizione in quanto “non sorretta da una disposizione di legge”.  Quindi per i farmaci Topiramato e Levetiracetam, in Lombardia la differenza di prezzo è posta a carico dell’assistito anche nel caso in cui il medico apponga la dichiarazione di non sostituibilità.

Alla luce delle numerose segnalazioni di cittadini lombardi che per poter proseguire con le terapie antiepilettiche devono pagare di tasca propria ingenti cifre che possono arrivare a centinaia di euro mensili, abbiamo presentato una mozione urgente per impegnare la Giunta Regionale a farsi carico da subito dei costi sostenuti dai cittadini lombardi che necessitano di terapie con i farmaci Keppra e Topamax, recependo  le indicazioni contenute nella comunicazione di AIFA del 17 settembre 2012.

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