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Le riforme

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato ieri con i voti della sola maggioranza un documento sulle riforme diverso da quello concordato in conferenza dei presidenti dei Consigli regionali. Lega e Forza Italia hanno rifiutano la proposta del Partito Democratico di votare separatamente il documento delle assemblee legislative rompendo di fatto il fronte delle Regioni.

Il centrodestra ha così preferito far approvare al Consiglio un documento che si rifà agli argomenti demagogici della campagna elettorale di Maronianziché favorire una posizione unitaria. Grazie a Renzi e al PD il cantiere delle riforme è aperto, sarebbe sbagliato rispondere con una mera difesa corporativa. Nelle Regioni sono stati compiuti errori, e non solo nell’utilizzo delle risorse, ma anche nell’incapacità di utilizzare gli spazi legislativi che già la normativa mette a disposizione, preferendo strade demagogiche e velleitarie come la macroregione e il 75% delle tasse. Oggi c’è la possibilità di cambiare davvero, la Lombardia deve scegliere se stare con il cambiamento o con la conservazione.

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No ai tagli al sociale

Questa mattina sotto il Pirellone si è svolta la manifestazione “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all’inclusione nella società”,  promossa da LEDHA/FISH Lombardia e F.A.N.D. e che ha ricevuto le adesioni da parte di tante associazioni lombarde, sindacati ed amministrazioni comunali.

Eravamo in tanti: circa duemila persone hanno sfilato per chiedere al Governo di ripristinare i fondi sociali, a partire da quello per la non autosufficienza, di riformare la normativa sulla partecipazione alla spesa dei servizi (Isee) non aumentando le richieste nei confronti delle persone con disabilità e di definire, finalmente, i Livelli essenziali assistenziali (Lea) e quelli per l’assistenza sociale (Liveas).

Alla Regione Lombardia invece i promotori chiedono di compensare con proprie risorse i tagli ai fondi sociali e permettere ai Comuni di svolgere le proprie funzioni, di vincolare questa aggiunta di risorse per finanziare i progetti di vita indipendente e di incrementare il finanziamento dei servizi sociosanitari sgravando di queste spese i Comuni e le famiglie, superando la non più sostenibile divisione tra i servizi sociosanitari e quelli socioassistenziali.

Il Partito Democratico da tempo si fa portavoce di queste richieste all’interno dell’istituzione regionale ed è di pochi giorni fa la notizia che Regione Lombardia ha stanziato, in assestamento di bilancio, 30 milioni di euro aggiuntivi per le politiche sociale e assistenziali, portando così ai livelli del 2011 (70 milioni di euro) il fondo sociale regionale. Per questo obiettivo ci siamo battuti in Commisione sanità, chiedendo che questi stanziamenti fossero destinati tutti sul territorio (evitando di trattenerne una parte per progetti regionali). E’ una prima buona notizia ma non basta. Come minoranza continueremo la nostra azione nelle commissioni e in aula per spingere Regione Lombardia a fare di più e a portare con forza queste istanze nella conferenza Stato-Regioni.

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