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Gioco d’azzardo: segnali incoraggianti

Il ministro Riccardi, che ha la delega alle dipendenze e ai giovani, ieri ha dichiarato:

Bisogna arrivare al divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, come nel caso delle sigarette o, almeno, a una ferrea regolamentazione degli spot. Particolarmente esposti ai rischi di dipendenza dal gioco d’azzardo risultano essere gli appartenenti alle categorie più deboli: giovani, disoccupati, famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, anziani soli. Guardo con favore alla discussione che si apre domani in Senato sulla materia ma mi riservo anche a possibilità di intervenire direttamente. Lo Stato, che incassa molte risorse da questo settore, non può non occuparsi delle categorie più a rischio e dei problemi non marginali, spesso veri e propri drammi sociali, che il gioco d’azzardo produce”.

Nelle stesse ore, spinto dal progetto di legge in materia presentato dal Pd al Pirellone, l’assessore regionale alla Famiglia Boscagli dichiarava

Lo Stato sostiene il gioco d’azzardo e alle Regioni tocca sopportare il costo delle cure per la dipendenza da gioco. In Lombardia sono oltre 1.000 le persone che si sono rivolte ai nostri servizi contro le dipendenze per uscire dal tunnel del gioco, un numero molto significativo, che ci spinge a pensare alla realizzazione di strutture specifiche per queste nuove patologie. Dato che lo Stato sembra non poter fare a meno dei proventi del gioco, si provveda almeno a destinare una quota degli incassi alle regioni per potenziare i servizi di informazione, educazione e cura, sempre più indispensabili. Considerando che nel 2011 in Italia il gioco d’azzardo rappresenta la terza industria del Paese, con 76 miliardi di euro, basterebbe dirottarne l’uno per mille per iniziare ad affrontare i costi sociali indotti

Sono segnali interessanti che arrivano da Roma e da Milano. Non possiamo che accoglierli positivamente e con fiducia. Come Pd continueremo la nostra battaglia mettendo a disposizione di tutte le forze politiche il nostro progetto di legge, aperti a miglioramenti e contributi. Le azioni del Governo anche sul controllo dei gestori sono il segno di un approccio finalmente diverso al comparto dei giochi, la strada è ancora lunga ma il primo passo è, spesso, quello più importante.
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Dipendenza da gioco

In Italia il mercato del gioco (in particolare quello del gioco d’azzardo legale ed illegale) è in fortissima espansione anche con riferimento alle modalità on line. La spesa nazionale per il gioco d’azzardo è passata dai 14,3 miliardi di euro incassati nel 2000 agli oltre 79 miliardi nel 2011 (fonte: Monopoli di Stato).

Inoltre, la Commissione Parlamentare Antimafia ha stimato in cinquanta miliardi di euro il fatturato annuale della criminalità organizzata (fonte Gioco News, 2011).

Secondo i dati del Cnr si stima che circa 215.000 residenti della provincia di Varese abbiano giocato d’azzardo almeno una volta nella vita.

Se nel 2010 in media ogni varesino (neonati compresi) aveva speso nel gioco 1.161 €, nel 2011 questa cifra è aumentata di quasi il 25%, arrivando ad una spesa media annua pro capite di 1.446 €.

Secondo i dati di Eurispes e le valutazioni di importanti istituti di ricerca nel gioco investe di più chi ha un reddito inferiore: infatti giocano il 47% degli indigenti, il 56% del ceto medio-basso, il 66% dei disoccupati. Inoltre, il gioco d’azzardo attira quote sempre più ampie della popolazione e fra i giovani si stima che 450 mila studentesse e 720 mila studenti siano coinvolti, vale a dire il 47,1% dei giovani che frequentano le scuole medie superiori.

Su questo scenario, aggravato dai legami tra gioco d’azzardo, usura e criminalità s’inseriscono da tempo le problematiche, i disagi e le patologie, i cui costi umani e sociali sono rilevanti, del giocatore compulsivo sempre più considerato dai servizi un soggetto malato. In Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Stati Uniti il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) è considerato una malattia e il recupero è sostenuto dallo Stato, mentre in Italia il GAP, non essendo inserito nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) non è ancora stato riconosciuto come una dipendenza per la quale fornire assistenza ai giocatori compulsivi.

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, accogliendo gli appelli di amministratori, cittadini ed associazioni e dialogando con gli operatori socio-sanitari, ha deciso di intervenire e di presentare il progetto di legge regionale “Norme per la prevenzione, il contrasto e il trattamento delle dipendenze dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle patologie correlate”.

Nello specifico l’intero articolato del progetto di legge entra nel merito delle competenze regionali in ambito socio-sanitario definendo le norme per la prevenzione, il contrasto e il trattamento delle dipendenze dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate.

Punti fondamentali del progetto di legge:

- istituzione di un OSSERVATORIO REGIONALE sui disturbi da dipendenza comportamentale e da gioco d’azzardo patologico;

- formazione in ogni ASL, presso il Dipartimento per le dipendenze, UN’UNITA’ OPERATIVA SPECIALIZZATA nel trattamento delle dipendenze dal gioco d’azzardo patologico;

- creazione di un NUMERO VERDE regionale finalizzato a fornire un primo ascolto e un servizio di assistenza e consulenza telefonica per l’orientamento ai servizi;

- produzione di CAMPAGNE DI INFORMAZIONE sui rischi e sui danni del gioco d’azzardo, legale e illegale, patologico, anche in collaborazione con gli enti locali, le istituzioni scolastiche e gli organismi del terzo settore;

- istituzione di un FONDO REGIONALE per gli interventi di aiuto economico a favore delle famiglie esposte a forme di grave impoverimento e di emarginazione sociale, anche al fine di contrastare le pratiche relative all’usura e a comportamenti penalmente perseguibili; allo studio è la possibilità di alimentare il fondo con ADDIZIONALI REGIONALI SUGLI UTILI DEI CONCESSIONARI E DEI GESTORI dei vari giochi;

- promozione presso l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato l’obbligo per i costruttori, i soggetti gestori e i concessionari di slot machine e assimilati dell’INSTALLAZIONE DI UN LETTORE capace di leggere la banda magnetica della tessera sanitaria al fine di inibire l’accesso ai giochi d’azzardo elettronici ai minori di anni 18;

- promozione dell’azione dell’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO per la tutela del giocatore patologico e dei suoi familiari.

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La nostra proposta di legge sull’acqua

Cliccando su “Open publication” potete leggere il file pdf della nostra proposta.
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