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Le spiegazioni di Formigoni

Settimana scorsa abbiamo presentato come Partito Democratico i dati della nostra inchiesta sulla sanità lombardasmentendo quanto detto da Formigoni e dimostrando che la Lombardia è la Regione italiana che paga di più la sanità privata che accredita.

Nelle prossime settimane continueremo la nostra azione per smascherare dove e come vengono impiegati i soldi pubblici nel sistema formigoniano ormai giunto al capolinea.

Sull’argomento vi segnalo la mia intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano “La Prealpina”.

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I veri numeri della sanità lombarda

Formigoni non ricorda né i suoi viaggi né i numeri della sanità lombarda.

La Lombardia è la Regione italiana più generosa con la sanità privata, che pesa per il 43,8% nel bilancio sanitario regionale. Questo dato lo si evince dalle tabelle del Ministero della Salute contenute nella “Relazione sullo stato sanitario del Paese (2009 – 2010)”, tabelle che usano come indicatore la spesa per “assistenza sanitaria erogata da enti privati, accreditati e convenzionati”.Un dato molto più significativo di quello utilizzato, peraltro in modo impreciso da Formigoni, che invece considera il numero di posti letto del privato accreditato.

Formigoni continua a dire che la Lombardia è al settimo posto nella classifica italiana della sanità privata ma usa dati fuorvianti, ossia il rapporto tra posti letti pubblici e posti letto privati, tra l’altro senza conteggiare quegli degli IRCCS privati e degli istituti religiosi. Il peso del privato nella nostra regione è invece chiaramente il più alto in Italia. Questo non significa che debba essere messo in discussione il mix tra privato e pubblico che ha prodotto anche delle eccellenze, bensì che, oggi più che mai, occorra garantire molta più trasparenza sulle modalità di assegnazione e sulla rendicontazione di una tale mole di risorse pubbliche.

La trasparenza può essere ottenuta solo attraverso un sistema di controlli più efficaci. Parliamo di una fetta cospicua del bilancio lombardo e casi come quelli del San Raffaele e della Maugeri non devono più accadere.

I dati

La Lombardia è la regione italiana che paga di più la sanità privata che accredita. Inutile sminuire questo dato incontrovertibile.Non si trova al settimo posto nella classifica delle regioni italiane che acquistano prestazioni, posti letto e ricerche dal privato: la sola classifica nella quale Regione Lombardia si troverebbe al settimo posto (come sostenuto da Formigoni) è una classifica che utilizza come unico indicatore quello dei posti letto in alcune cliniche private, senza peraltro tener conto dei posti letto degli IRCCS di diritto privato, dei Policlinici privati, degli Istituti qualificati presidio e degli Ospedali classificati (ossia gli istituti religiosi). Aggiungendo anche questi posti letto il CERGAS Bocconi, rielaborando i dati ministeriali, in modo da descrivere più compiutamente l’incidenza dei posti letto offerti da soggetti privati, fa salire la Lombardia di tre posti, inserendola al quarto posto nella classifica italiana del rapporto tra letti pubblici e letti privati. Le regioni che risultano avere una quota di privato più consistente sono dunque: Lazio, Calabria, Campania, Lombardia e Puglia. (Fonte Elaborazione Cergas Bocconi su dati 2009)

Il vero indicatore da utilizzare, tuttavia, al fine di scattare una fotografia ben più efficace sulla sanità lombarda è il peso dei costi del servizio sanitario regionale privato accreditato. L’assistenza erogata da enti privati convenzionati e accreditati  rappresenta il 43,8% dei costi totali della sanità lombarda su 17 miliardi di euro totali del bilancio. Il resto, ovvero il 56,2%, è il peso dell’assistenza erogata a gestione diretta, cioè dagli ospedali e dagli IRCCS pubblici. In questa classifica la Lombardia sale invece al primo posto, come si evince dalla tabella sottostante (Fonte Ministero della Salute).
Costi del SSN (Anno 2010) Assistenza erogata da enti privati convenzionati accreditati Assistenza erogata da enti a gestione diretta (pubblici)
Regioni
%
euro procapite
%
euro procapite
Lombardia
43,8
800
56,2
1.027
Lazio
41,7
822
58,3
1.149
Puglia
40,4
725
59,6
1.068
Sicilia
40,4
687
59,6
1.015
Molise
38,8
797
61,2
1.258
Campania
36,5
625
61,8
1.071
Calabria
36,5
625
63,5
1.086
media italiana
36,5
678
63,5
1.179
Veneto
36
662
64
1.177
Piemonte
35
681
65
1.266
PA Trento
34,8
731
65,2
1.369
Basilicata
32,7
587
67,3
1.207
Abruzzo
32,3
576
67,7
1.206
Liguria
32,2
661
67,8
1.392
Emilia Romagna
31,8
621
68,2
1.332
Sardegna
30,7
569
69,3
1.284
Marche
28
512
72
1.315
Umbria
26,6
485
73,4
1.340
Toscana
26,5
515
73,5
1.426
Friuli
24,7
501
75,3
1.524
PA Bolzano
22,5
496
77,5
1.711
Valle d’A.
20,4
447
79,6
1.748
Fonte:  Relazione sullo stato sanitario del paese 2009-2010 – Ministero salute
Assistenza erogata da Enti privati convenzionati e accreditati
MEDICINA GENERALE
FARMACEUTICA
SPECIALISTICA
RIABILITATIVA
INTEGRATIVA E PROTESICA
ALTRA ASSISTENZA
OSPEDALIERA
% TOTALE
EURO PROCAPITE
Piemonte
5,40%
9,00%
3,30%
2,00%
2,30%
6,50%
6,40%
35
681
Valle
5,10%
7,60%
0,80%
1,60%
0,90%
2,90%
1,50%
20,4
447
Lombardia
5,00%
8,80%
4,70%
1,40%
1,30%
9,40%
13,30%
43,8
800
PA
4,80%
5,50%
0,50%
0,60%
3,40%
5,50%
2,10%
22,5
496
PA
5,10%
7,00%
2,30%
0,30%
1,90%
13,10%
5,00%
34,8
731
Veneto
6,00%
8,30%
4,00%
0,40%
1,50%
9,40%
6,40%
36
662
Friuli
5,10%
9,20%
2,00%
2,40%
1,90%
1,90%
2,40%
24,7
501
Liguria
4,90%
9,10%
1,70%
2,90%
1,20%
5,50%
6,90%
32,2
661
Emilia
6,00%
8,40%
2,00%
0,10%
1,40%
7,10%
6,90%
31,8
621
Toscana
5,50%
8,40%
1,90%
1,10%
1,00%
5,40%
3,10%
26,5
515
Umbria
5,50%
9,60%
1,00%
0,50%
2,40%
5,00%
2,50%
26,6
485
Marche
5,90%
10,00%
1,50%
2,40%
0,80%
3,80%
3,60%
28
512
Lazio
5,30%
10,60%
4,80%
2,00%
2,10%
4,20%
12,70%
41,7
822
Abruzzo
6,40%
11,20%
2,10%
3,00%
1,10%
3,70%
5,00%
32,3
576
Molise
7,70%
8,60%
4,80%
2,30%
1,00%
3,00%
11,50%
38,8
797
Campania
6,40%
10,60%
7,10%
2,80%
1,70%
1,70%
7,80%
38,2
661
Puglia
6,70%
11,90%
3,30%
3,40%
1,70%
3,20%
10,20%
40,4
725
Basilicata
7,80%
10,20%
2,60%
5,70%
2,70%
3,30%
0,50%
32,7
587
Calabria
7,20%
12,70%
3,40%
1,80%
1,90%
3,60%
5,90%
36,5
625
Sicilia
6,80%
12,00%
5,80%
1,90%
2,20%
3,90%
7,90%
40,4
687
Sardegna
6,20%
11,20%
3,60%
1,70%
2,10%
2,90%
3,00%
30,7
569
Totale
5,80%
9,80%
3,90%
1,80%
1,70%
5,60%
8,00%
36,5
678

Fonte: Ministero della salute – Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009-2010, pag. 521

All’interno di quel 43,8% ci stanno il pagamento dei DRG (funzioni tariffate), il pagamento delle funzioni non tariffate ossia risorse redistribuite in maniera discrezionale a pagamento dell’eccellenza, come le cardiochirurgie pediatriche, l’attività di ricerca degli IRCCS e la didattica universitaria, i centri regionali per l’epilessia, i centri per il trapianto d’organi, le riabilitazioni complesse, i parti in epidurale ecc… (che per il privato accreditato sono circa 200 milioni di euro l’anno) e i progetti speciali destinati al privato no profit per cui nel triennio 2008-2010 Regione Lombardia ha previsto di impegnare 176 milioni di euro.

Essendo chiaro a questo punto quanto pesa direttamente sulle tasche dei lombardi la spesa sanitaria e quali siano i numeri reali che, tra funzioni tariffate, funzioni non tariffate e progetti speciali, se ne va ai privati accreditati, non si può più sorvolare sul tema dei controlli, i quali devono essere più stringenti e più efficaci e poter verificare puntualmente l’appropriatezza delle prestazioni erogate. Come un’associazione o un’impresa, dunque, anche le fondazioni no profit che ricevono soldi pubblici per fornire prestazioni sanitarie o assistenziali a prezzi congrui, dovrebbero poter dimostrare sia di avere bilanci sani sia di non avere rami societari che fanno profitto.

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