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Insieme in Lombardia: quattordicesima tappa

La quattordicesima tappa del nostro viaggio è stata una delle più intense.

Siamo partiti da Masciago Primo e Rancio Valcuvia, un Comune che ogni anno più di 100.000 € per i tre minori che ha in affido. E’ anche per situazioni come queste che vogliamo riproporre con forza il nostro progetto di legge sulla compartecipazione regionale alle spese per gli affidi.

Abbiamo poi incontrato i Sindaci di Brinzio (tra le sue corti il Museo della Cultura Rurale Prealpina è un concreto esempio di tutela del patrimonio paesaggistico e materiale), Azzio, Orino e Castello Cabiaglio. Quest’ultimo ha pagato di tasca sua il catrame per coprire i buchi nelle strade. Noi siamo per lasciare più soldi agli enti locali e non accentrarli in Regione come vorrebbe fare Maroni.

Percorrendo la Valcuvia, prima di fermarci a Brenta, abbiamo visitato a Laveno la Cartiera. Una realtà che, utilizzando la carta buttata da imprese e privati, produce cartone industriale. Nonostante la crisi ha investito sull’innovazione tecnologica e oggi, con più di sessanta dipendenti, rappresenta il 7% del mercato europeo del cartone industriale e in Europa è uno dei tre produttori di carta bitumata per auto di lusso.

A Cassano Valcuvia il “Centro Documentale Frontiera Nord”  è un luogo creato per ricordare la storia locale che ha segnato profondamente le persone e il territorio alle pendici del Monte San Martino.  Dalle fortificazioni della Linea Cadorna alla battaglia del San Martino. Emozioni della “nostra” storia. Da valorizzare e visitare.

In serata dopo l’incontro con gli amministratori di Cugliate Fabiasco (ai quali va il mio grazie per la disponibilità) ho partecipato a Marchirolo alla riunione del Comitato di valle “Umberto Ambrosoli Presidente”, un’assemblea bella e partecipata. C’è voglia di cambiamento in tutta la nostra provincia.

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Insieme in Lombardia: tredicesima tappa

Tredicesima tappa del nostro viaggio: Gazzada Schianno e Morazzone.

A Gazzada abbiamo visitato la sede di Varesenews, che oggi è il primo quotidiano esclusivamente online in Italia. Un storia di successo varesina che vale la pena raccontare. Il giornale nasce nel 1997 in una cooperativa di lavoro che non aveva nell’editoria la propria ragione sociale. Dentro il pieno boom della web economy i fondatori decisero di cercare soci per poter meglio sviluppare il progetto originario. Nel giugno del 2000 nacque così la Varese Web srl di cui oggi fanno parte le maggiori associazioni di categoria locali espressione di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Cna; realtà sociali quali le Acli, Cgil-Cisl-Uil e alcune imprese leader di settore. Dal 2001 al 2005 Varesenews cresce e si struttura passando da 2.500 a 22.000 visite giornaliere. Nel 2007 vedono la luce la blogosfera, la web-tv, e prende il via l’impegno nei social network . Nei primi mesi del 2012 Varesenews ha raggiunto le 80.000 visite quotidiane, oltre 26.000 fan su Facebook e 3.000 follower su Twitter.

A Morazzone abbiamo invece incontrato il circolo PD di Gazzada Schianno e Morazzone. Si è discusso di sanità, lavoro, pedemontana ma soprattutto delle ennesime false promesse della Lega Nord. Quando Roberto Maroni ha governato da ministro il Paese, e quindi anche la Lombardia, le manovre economiche votate dalla Lega negli anni del governo Berlusconi, tra tagli alla sanità, ai trasferimenti agli enti locali e alla Regione e inasprimento del patto interno di stabilità, hanno sottratto negli anni 2009-2013 oltre 11 miliardi di euro alla Regione, ai Comuni e alle Province lombarde. A regime il taglio equivale a circa il 15% della spesa corrente degli enti territoriali lombardi. Con che credibilità ora Maroni propone di trattenere il 75 per cento delle imposte in Lombardia?

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Insieme in Lombardia: terza tappa

Cadrezzate, Mercallo, Osmate e Ternate sono stati i paesi toccati nella terza tappa del giro dei 141 comuni della nostra provincia che stiamo portando avanti. (Tappa1 - Tappa 2).
Prima le nebbia e nel pomeriggio la neve ci hanno accompagnato in questi incontri che hanno visto i temi dei piani di zona e dell’assistenza socio-sanitaria al centro dei confronti con gli amministratori.

 

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A Osmate siamo stati in uno dei sette negozi polifunzionali della provincia di Varese, promossi dalla Camera di Commercio, Uniascom, Confesercenti, Regione e Provincia. Una valida iniziativa volta alla creazione di negozi “multi-servizi” al fine di contribuire alla conservazione del tessuto di piccole imprese commerciali diffuse sul territorio e di dare supporto alla rinascita dei piccoli centri della provincia.

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Si parte! Ci vediamo nei 141 comuni della provincia di Varese

Si parte! Dal nord della provincia, dai piccoli comuni che con l’impegno dei cittadini, degli amministratori e delle associazioni anche in questo momento di crisi stringono i denti e vanno avanti.
In questa campagna elettorale vi propongo di incontrarci e dialogare in tutti i 141 della nostra provincia. Domani, venerdì 11 gennaio, la prima tappa: alle 9.30 l’appuntamento è a Dumenza, poi Curiglia con Monteviasco, Agra, Veddasca, Pino sulla Sponda del Lago Maggiore, Tronzano Lago Maggiore e si chiude a Maccagno.
In questi paesi incontreremo anche gli amministratori locali in un momento a dir poco delicato per i piccoli comuni, realtà indispensabili per la coesione sociale e la difesa del territorio.
Ascolto, dialogo e confronto saranno il filo conduttore di questo viaggio nei nostri territori.
Il secondo appuntamento è in programma sabato 12 gennaio a Porto Ceresio, Cantello, Viggiù, Saltrio, Clivio e Besano.

Troverete tutte le informazioni e gli aggiornamenti qui: www.varesepolitica.it/alfieri, Facebook e Twitter.

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Proroga per i piccoli Comuni

Proroga di un anno per le unioni e le convenzioni obbligatorie dei Comuni sotto i 5000 abitanti. Il termine passa così dal 31/12/2011 al 31/12/2012.

E’ quello che ha deciso il Governo inserendo un articolo ad hoc nel decreto “milleproroghe” approvato sabato 24 dicembre. L’esecutivo Monti ha così riconosciuto le ragioni degli enti locali e i gravi squilibri che si sarebbero creati con l’immediata applicazione dell’articolo 16 della “manovra bis” del Governo Berlusconi.

E’ il risultato del lavoro svolto da ANCI nelle sedi istituzionali e la dimostrazione che, anche in politica, il gioco di squadra premia. Non posso che esprimere soddisfazione per questo atto, già da mesi il Partito Democratico si era impegnato in questa battaglia sia in Parlamento che in Regione Lombardia. Questa proroga da quindi ai Comuni maggior tempo e tranquillità per organizzarsi e, in generale, consente una ulteriore riflessione per una riorganizzazione realmente efficiente ed economica delle amministrazioni locali.

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Piccoli Comuni: il tempo stringe

Come vi avevo preannunciato, dopo l’impegno assunto in Consiglio sulla spinta di una mozione del PD, la giunta regionale ha ufficialmente deciso di ricorrere alla Consulta contro la decisione del Governo Berlusconi, in particolar modo contro l’articolo 16 del decreto legge n. 138,convertito in legge nel mese di settembre. Il ricorso, presentato all’ultimo momento nell’ordine del giorno della seduta di Giunta dello scorso mercoledì, è stato approvato solo ieri a causa dell’ostruzionismo della Lega a cui appartiene la paternità a livello nazionale della norma.

Purtroppo, nonostante l’impegno preso dall’assessore alla semplificazione Maccari, non è stata invece ancora depositata agli atti in discussione per la sessione di bilancio la tanto attesa norma che riduce i limiti demografici nel rispetto di criteri di omogeneità territoriale e prevede fasce differenziate per i comuni montani.

Come Partito Democratico abbiamo chiesto con forza che questa normavenga votata entro il mese di dicembre. La Giunta ha annunciato che interverrà nei prossimi giorni con un emendamento al collegato ordinamentale.

Il tempo però stringe drammaticamente. Gli amministratori attendono in breve risposte dalla Regione e con loro i cittadini.

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Piccoli Comuni:ecco le novità

Accogliamo con soddisfazione la notizia che Regione Lombardia, anche grazie al lavoro fatto dal Partito Democratico in Consiglio e sul territorio, ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’art. 16 della manovra di agosto, quello riguardante la normativa per i Comuni sotto i cinquemila abitanti.

Il Governo ha infatti scritto una norma contraddittoria e controproducente, probabilmente inapplicabile. Per non parlare dell’estensione della camicia di forza del patto di stabilità ai centri sotto i cinquemila abitanti già oggetto di pesanti tagli.

Vi anticipo che la Giunta Regionale lavora per proporre al Consiglio di legiferare, in occasione della sessione di bilancio prevista per metà dicembre, al fine di abbassare i limiti demografici necessari per la gestione associata delle funzioni.
Le principali novità annunciate sono:
- per i comuni da 1.001 a 5.000 abitanti l’abbassamento da 10.000 a 5.000 abitanti come livello minimo di popolazione per realizzare unioni o convenzioni.

- Per i comuni sotto i 1.000 abitanti il limite minimo per realizzare l’unione dei Comuni è fissato nel quadruplo degli abitanti del Comune più piccolo. Ad esempio un’unione o convenzione che comprenda come più piccolo il Comune di Masciago Primo (300 ab.) dovrà raggiungere almeno i 1.200 abitanti.

- Per le Comunità Montane è inoltre prevista una norma ad hoc.

Visto il ritardo con il quale si è mossa la Regione e l’imminente scadenza del 31 dicembre 2011, cercheremo di tenere costantemente aggiornati gli amministratori in questo delicato passaggio.
Detto questo, finita l’urgenza, si dovrà lavorare insieme per una nuova legge regionale che favorisca realmente l’unione dei piccoli comuni e garantisca efficienza e qualità dei servizi alle nostre comunità locali.

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Il futuro dei nostri Comuni

Si è aperto in Regione uno spiraglio per i piccoli Comuni lombardi che, stando alle due manovre correttive nazionali di maggio ed agosto, rischiano di doversi associare per i servizi fondamentali a Comuni distanti e disomogenei.

La novità è che martedì l’assessore competente, il pidiellino Carlo Maccari, ha accolto in Consiglio Regionale le sollecitazioni del Partito Democraticoavanzate attraverso una mozione e ha annunciatol’apertura di un tavolo per arrivare, in tempi brevi, a formulare una proposta regionale finalizzata ad abbassare i limiti demografici necessari per la gestione associata delle funzioni.

Proprio su questo delicato tema ho contribuito a promuovere insieme all’associazione “ViE – Varese in Europa” e ad UPEL il convegno “Quale futuro per i Comuni sotto i 5.000 abitanti?” al quale parteciperò in qualità di Presidente del Comitato paritetico di Controllo e Valutazione del Consiglio Regionale, insieme ad Alessandro Vedani (presidente UPEL), Attilio Fontana (Sindaco di Varese) ed al sopracitato Carlo Maccari (Assessore regionale alla semplificazione). L’evento si terrà lunedì 24 ottobre a Varese,alle 18.00, presso il Salone di Palazzo Estense.

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Piccoli Comuni: una svolta epocale

Sta passando sotto silenzio, ma è alle porte, un vero cambiamento epocale per i 91 Comuni sotto i cinquemila abitanti della Provincia di Varese e, di conseguenza, per tutti i loro cittadini.

Nel confuso e disperato tentativo di far quadrare i conti, il Governo, al posto di una revisione delle Province, di un dimezzamento dei parlamentari o di una cura dimagrante per gli apparati statali, ha pensato bene di fare cassa sulle piccole realtàcomunali.

Le ultime manovre finanziarie infatti stabiliscono per i Comuni da 1.001 a 5.000 abitanti l’obbligo di gestire in maniera associata le funzioni fondamentali (amministrazione generale, polizia locale, istruzione pubblica, viabilità e trasporti, ambiente e territorio e servizi sociali); mentre per quelli sino a 1.000 abitanti l’obbligo di esercitare tutte le funzioni tramite un Unione dei Comuni.

Inoltre prevedono l’estensione delle misure del patto di stabilità interno a tutti i piccoli Comuni.

I tempi sono ormai strettissimi. La normativa è confusa, costruita in fretta e scritta male, e presenta profili di anticostituzionalità.

Personalmente sono favorevole ad una riorganizzazione delle autonomie locali, basata sulle unioni di piccoli Comuni, ma costruita con la finalità di garantire il livello di servizi erogati ai cittadini e contemporaneamente la razionalizzazione delle spese.

Martedì, per iniziativa del Partito Democratico, se ne parlerà in Consiglio Regionale e noi chiederemo alla Giunta di esercitare le sue prerogative per aiutare le Amministrazioni in questi passaggi. Regione Lombardia prenda l’iniziativa per derogare ai limiti demografici troppo restrittivi della legge nazionale e individui aree omogenee per l’esercizio delle funzioni dei Comuni. Favorisca le unioni rispetto alle convenzioni e, se necessario, valuti il ricorso alla Corte Costituzionale. Queste sono le richieste che porteremo in aula insieme alla cancellazione dell’estensione del patto di stabilità che rischia di imbrigliare bilanci di Comuni virtuosi e di bloccare investimenti quanto mai importanti in questo momento di crisi.

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