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Era geologica

Ieri in Consiglio Regionale è stata approvata con i voti di Lega e Pdl una mozione che mira a mantenere l’attuale assetto delleProvince.

Come Pd abbiamo votato contro perché convinti che sia urgente e necessaria una riforma complessivadelle funzioni attribuite ai diversi livelli di governo per risparmiare risorse ma soprattutto per dareservizi più efficientiavvicinando i luoghi delle scelte ai cittadini.

Certo, un’era geologica sembra trascorsa da quando il Pdl faceva campagna elettorale proprio annunciando l’abolizione delle province.

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Tagli ai costi della politica lombarda

Il Consiglio regionale, lunedì 5 dicembre, ha approvato la legge chetaglia i costi della politica. Hanno votato a favore tutti i gruppi presenti in Consiglio tranne Idv e Sel che si sono astenuti.

Ecco le novità introdotte:
- dalla prossima legislaturacancellazione del vitalizioabolizione del trattamento di fine mandato;

- dal primo gennaio 2012 taglio del 10% delle indennità e della diaria e aumento della trattenuta sulla diaria per ogni seduta mancata dal singolo consigliere (da 1/18 a 1/12);

abolizione delle indennità di missione per viaggi extra regione;

-  introduzione dei parametri Istat per aggiornare le retribuzioni, sganciandosi da quelle dei parlamentari.

Queste misure comporteranno un risparmio annuo di più di 1 milione di euro.
Il comitato ristretto ora continuerà il suo lavoro concentrandosi soprattutto sulle dotazioni ai gruppi consiliari e sulle indennità di chi, durante il mandato,non rinuncia alla propria attività professionale.
È stato invece un grave errore di Pdl e Lega quello di votare contro i nostri emendamenti che chiedevano l’innalzamento a 65 anni per poter accedere al vecchio vitalizio e l’introduzione di un contributo di solidarietà del 10%sui vitalizi percepiti dagli ex consiglieri. Hanno anche votato contro l’emendamento di Sel, sostenuto dal Pd, che chiedeva di anticipare il metodo contributivo dal 2012.
Mentre il Paese è chiamato ad affrontare sacrifici enormi, in particolare sul fronte delle pensioni, la Lega e il Pdl si sono rifiutate di inserire norme che avrebbero garantito maggiore equità. È invece positivo che sia stato accolto il nostro ordine del giorno che chiede a Formigoni di non avvalersi più dei quattro sottosegretari (figure du fatto quasi equiparate agli assessori per dotazione e trattamento economico) e dei quattro delegati del presidente.
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Innovatori e conservatori: 1ª puntata

Dalle iniziative di Bologna con Pippo Civati, di Firenze con Matteo Renzi e dall’assemblea programmatica regionale di sabato a Milano sono emerse tante sollecitazioni e tanti contributi al dibattito politico del PD. Non bisogna avere paura della discussione, anche accesa. Penso che il confronto sui temi sia il carburante per l’azione del nostro partito che rischia, viceversa, di essere percepito come immobile e curvo su se stesso.

Come ho scritto nel precedente post la sfida oggi è tra innovatori e conservatori. Perché non sia solo una suddivisione teorica il confronto va portato sul piano delle idee e dei contenuti.

Per essere concreti e per rispondere anche ad alcuni di voi (Mafalda, stefano c. etc…), nei prossimi giorni presenterò sul mio blog alcuni esempi di quello che intendo per “innovazione”. Sia chiaro: non intenzioni, ma azioni già attuate o che stiamo portando avanti nel Consiglio Regionale o nel partito.

Prima puntata: costi della politica

Nella scorsa primavera il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale ha predisposto un progetto di legge per ridurre i costi della politica (primi firmatari Maurizio Martina ed il sottoscritto). Un progetto che prevede un risparmio netto di 5 milioni di euro l’anno per le casse regionali.
Grazie a questa iniziativa, non scontata perché condotta dalla posizione di minoranza, siamo riusciti a trascinare Pdl e Lega che si sono così dovute accodare e concedere un “comitato ristretto” delle commissioni Bilancio e Affari Istituzionali che preparasse una proposta di legge bipartisan.

Nel lavori del comitato siamo riusciti a far accogliere due delle nostre proposte: l’abolizione del vitalizio per i consiglieri regionali, con il conseguente passaggio ad un sistema contributivo, e la riduzione di oltre la metà del trattamento di fine mandato. Il progetto di legge sarà licenziato dal comitato entro novembre e noi abbiamo già chiesto che venga approvato in Consiglio entro dicembre.

La nostra proposta era sicuramente più radicale, ma siamo comunque riusciti a far recepire alla maggioranza due modifiche necessarie non solo per tagliare dei costi, non più sostenibili, ma anche per tentare di far recuperare credibilità alla politica e alle istituzioni.

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