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Nuovo umanesimo

L’incontro di oggi tra il Consiglio regionale della Lombardia e il cardinale Scola ha rimesso al centro del dibattito temi importanti, spunti di riflessione che ci auguriamo entrino nell’agenda dei lavori della Regione. Come non notare il sentito passaggiosull’accoglienza verso i cittadini immigrati, definiti una “potenzialità”, con il netto invito a “tradurre questo processo di meticciato di civiltà in una possibilità effettiva”, superando quelle che ha definito “vere e proprie resistenze” alla realtà “dell’immigrazione nelle nostre terre”. Ci auguriamo che gli applausi dei colleghi della Lega, di Maroni in primis, portino presto al recepimento delle parole del cardinale. Lo vedremo presto.

Il Cardinale non ha proferito parole di cortesia ha posto alla politica regionale alcune istanze care alla Chiesa ambrosiana. Un incontro importante, non scalfito dal furbo aventino dei grillini, che una volta disdegnavano i giornalisti e ora farebbero di tutto per ottenere un’inquadratura.

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Commissione d’inchiesta

Aprire una commissione d’inchiesta in Consiglio regionale che faccia chiarezza sul “buco” finanziario dell’Aler di Milano. E’ la richiesta che abbiamo presentato questa mattina come opposizioni (Pd, Patto civico e Movimento 5 Stelle) all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia. Vogliamo capirecome e perchè si è arrivati a un buco del genere, la commissione d’inchiesta serve a fare chiarezza, a smuovere le acque e a capire fino in fondo.

Dalla Regione attendiamo risposte chiare, a partire dalla due diligence condotta dalla società incaricata dalla Regione e dall’allora commissario Lombardi. Insistiamo da tempo per avere questi dati e per mettere al centro la riforma della legge sull’edilizia residenziale pubblica di cui vogliamo conoscere le linee guida che il centrodestra ha in mente. Sono temi non più rinviabili.

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Le “nuove” Province

Si chiude domani, con la riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), il percorso istruttorio per il riordino delle province lombarde.

Rispetto agli incontri precedenti non sono emerse novità. Si va verso un ridimensionamento nel numero; salve Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Sondrio (con deroga) e Mantova (con deroga).Accorpate invece Lodi con Cremona e Varese con Monza, Como e Lecco.

Questa è la proposta che probabilmente domani verrà formalizzata e che dovrà essere approvata dal Consiglio Regionale prima del definitivo via libera del Governo.

Non ho mai nascosto la preferenza mia e del Pd per la riforma come originalmente prevista dal decreto “salva Italia” (la quale prevedeva la trasformazione di tutte le Province in enti di secondo livello guidate dai sindaci che avrebbero eletto un piccolo organismo direttivo e il presidente) ma ritengo decisivo raccogliere la sfida del cambiamento che porti ad una modifica dell’attuale stato di fatto.

Bisogna cioè evitare di focalizzare eccessivamente l’attenzione sulla semplice ridefinizione di confini territoriali (e cadere nella trappola della difesa di interessi particolari e di posizione) tralasciando ciò che in realtà alla politica deve interessare e di cui deve occuparsi: cosa cambierà per i cittadini e quali servizi saranno assicurati, come e da chi. Sarà quindi prioritario occuparsi di tutte quelle funzioni (103) che vengono tolte alle Province e verrebbero, in prima istanza, riattribuite a Regione Lombardia: ciò che noi crediamo necessario è mantenere tali funzioni quanto più vicine alla cittadinanza, favorendo dunque aggregazioni e unioni di Comuni tali da creare ambiti ottimali sufficientemente ampi da poter gestire nel migliore dei modi i relativi servizi, efficientemente ed economicamente.

Come Partito Democratico lombardo vogliamo sostenere queste istanze di riforma e cambiamento in seno al Consiglio Regionale e presso la Giunta,  sollecitandone una presa di posizione e l’azione normativa di propria competenza in materia per accompagnare questo percorso, non dimenticando mai l’obiettivo finale: reale miglioramento della governanceaffiancato ad un concreto risparmio di risorse.

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Il tempo perso

Domani in Consiglio Regionale discuteremo di Expo 2015, di fiscalità e di revisione della spesa pubblica. Ho la sensazione però che l’attenzione dei media sarà concentrata su altro.

In questa legislatura abbiamo perso troppo tempo e abbiamo speso troppe parole dietro a vicende che hanno solo infangato e indebolito l’istituzione regionale. L’auspicio è che si chiuda in fretta questo teatrino indecoroso e che il Consiglio torni ad essere la sede della politica lombarda. Il tempo è già scaduto.

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Malpensa: Pdl parolaio

Durante la discussione sul bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 la maggioranza ha bocciato l’emendamento, che ho presentato insieme al collega Stefano Tosi, con cui si chiedeva formalmente la previsione nel bilancio di 350 milioni di euro per il Piano d’Area di Malpensa. E’ stato invece approvato un ordine del giorno del Pdl che genericamente impegna la Giunta a prevedere, nel futuro assestamento, i finanziamenti necessari per la conclusione del procedimento amministrativo regionale.

Pdl e Lega, bocciando il nostro emendamento, hanno dimostrato nuovamente che alle parole non fanno seguire i fatti. La nostra richiesta completava l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza che noi abbiamo comunque votato per dimostrare come il Piano d’Area sia un progetto fondamentale che va oltre le divisioni politiche.

Si è persa l’occasione per mettere a segno un importante punto per lo sviluppo territoriale di Malpensa. Ora aspettiamo di capire con quanti soldi la Regione vorrà finanziare il Piano d’Area.

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Tagli ai costi della politica lombarda

Il Consiglio regionale, lunedì 5 dicembre, ha approvato la legge chetaglia i costi della politica. Hanno votato a favore tutti i gruppi presenti in Consiglio tranne Idv e Sel che si sono astenuti.

Ecco le novità introdotte:
- dalla prossima legislaturacancellazione del vitalizioabolizione del trattamento di fine mandato;

- dal primo gennaio 2012 taglio del 10% delle indennità e della diaria e aumento della trattenuta sulla diaria per ogni seduta mancata dal singolo consigliere (da 1/18 a 1/12);

abolizione delle indennità di missione per viaggi extra regione;

-  introduzione dei parametri Istat per aggiornare le retribuzioni, sganciandosi da quelle dei parlamentari.

Queste misure comporteranno un risparmio annuo di più di 1 milione di euro.
Il comitato ristretto ora continuerà il suo lavoro concentrandosi soprattutto sulle dotazioni ai gruppi consiliari e sulle indennità di chi, durante il mandato,non rinuncia alla propria attività professionale.
È stato invece un grave errore di Pdl e Lega quello di votare contro i nostri emendamenti che chiedevano l’innalzamento a 65 anni per poter accedere al vecchio vitalizio e l’introduzione di un contributo di solidarietà del 10%sui vitalizi percepiti dagli ex consiglieri. Hanno anche votato contro l’emendamento di Sel, sostenuto dal Pd, che chiedeva di anticipare il metodo contributivo dal 2012.
Mentre il Paese è chiamato ad affrontare sacrifici enormi, in particolare sul fronte delle pensioni, la Lega e il Pdl si sono rifiutate di inserire norme che avrebbero garantito maggiore equità. È invece positivo che sia stato accolto il nostro ordine del giorno che chiede a Formigoni di non avvalersi più dei quattro sottosegretari (figure du fatto quasi equiparate agli assessori per dotazione e trattamento economico) e dei quattro delegati del presidente.
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Ci hanno provato

Questa mattina sono stati discussi in commissione gli emendamenti al Collegato al bilancio 2012.

Dai capigruppo di Popolo delle Libertà e Lega Nordè stato presentato un emendamento in materia dipersonale dei gruppi consiliari.

Al comma 12 dell’art.67 della legge regionale n.20 del 7 luglio 2008 proponevano di sostituire il periodo “Deve inoltre essere previsto nel contratto che il personale interessato non abbia procedimenti penali pendenti e di non essere stato destituito da impieghi pubblici” con il seguente: “Non possono essere stipulati contratti di lavoro subordinato con persone che non abbiano i requisiti generali per l’accesso al pubblico impiego.”

Sono intervenuto per chiederne immediatamente il ritiro, cosa che la maggioranza ha fortunatamente accettato.

Questa le mie parole in commissione:  “E’ preoccupante che Pdl e Lega abbiano chiesto di allentare i requisiti necessari per lavorare nelle strutture di staff dei Consiglieri Regionali, questo vale in generale ma ancor più alla luce delle inchieste che hanno scosso il Pirellone. E’ giusto che si chiedanorequisiti più stringenti per chi fa politica e per i loro collaboratori, soprattutto per quanto riguarda i reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione”.

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Assestamento sbagliato

Ieri è stato votato in Consiglio Regionale l’assestamento di bilancio 2011.

Si tratta di una manovra sbagliata e depressiva, che sconta i tagli della manovra nazionale e i vincoli del patto di stabilità, ma che ci mette anche del proprio, con scelte sbagliate della Regione, come quella di far gravare sui cittadini il superticket su visite ed esami. Un’impostazione profondamente iniqua che serve solo a fare cassa.

Da aggiungere che il governo di Bossi e Berlusconi non ha onorato gli accordi di dicembre sul trasporto pubblico locale non trasferendo i 425 milioni concordati ma soprattutto non fiscalizzando un miliardo e cento milioni di trasferimenti e dunque, di fatto, affossando il federalismo.

Luce tra le tante ombre è invece il passo avanti compiuto nella manovra regionale sul patto di stabilità.

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Gallarate: la Regione censura Mucci

Ieri il Consiglio Regionale ha censurato all’unanimità sia il sindaco uscente di Gallarate e attuale direttore generale dell’Asl di Sondrio, Nicola Mucci, che la direttrice dell’azienda ospedaliera di Gallarate, Maria Cristina Cantù, entrambi impegnati direttamente in campagna elettorale, per Pdl e Lega, nonostante il ruolo pubblico ricoperto.
Le mozioni inizialmente erano due: la prima, quella della Lega, chiedeva la revoca dell’incarico a Mucci, presente alle elezioni comunali di Gallarate con una lista personale a sostegno del pidiellino Massimo Bossi; la seconda, presentata invece in Aula dal Pdl, aveva come obiettivo la dottoressa Cantù, presente sul palco in una manifestazione elettorale a sostegno della candidata leghista Bianchi. La mozione finale votata compone i due testi e censura entrambi i direttori generali, per aver utilizzato il proprio ruolo di dirigenti di strutture in capo alla Regione per sostenere attivamente candidati di parte.
Anche se censurato resta il comportamento scorretto e inammissibile. A Gallarate i partiti del centrodestra hanno schierato i manager pubblici. Abbiamo a lungo criticato la lottizzazione di questi incarichi, assegnati con una sorta di manuale Cencelli, come ammesso dall’assessore regionale alla sanità Bresciani. Una modalità sbagliata, da riformare nella direzione del merito e non dell’appartenenza politica. Certo non ci aspettavamo che i nominati ai vertici della sanità arrivassero a presentare liste e a fare campagna per la propria parte politica, in spregio ai basilari principi di opportunità. Un comportamento del genere non si deve più ripetere.
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Croce Rossa e Regione, un accordo per la stabilità e la qualità

Arrivare ad una soluzione per riconoscere la concessione del rimborso dell’Irap a Croce Rossa da parte di Regione Lombardia. È questa la soluzione da percorrere in merito alla richiesta di rimborso fatta oggi dall’ente alla Regione. Da parte sua Croce Rossa si impegni però a salvaguardare la qualità del servizio erogato sui nostri territori attraverso una presenza garantita, capillare e precisa così come a salvaguardare le professionalità che da molto tempo lavorano pur in un contesto di precarietà e senza alcuna effettiva stabilizzazione. Inoltre nei prossimi mesi bisognerà lavorare per superare le disparità contrattuali fra i diversi operatori dell’emergenza. 
Insieme ai colleghi del gruppo del Pd abbiamo chiesto per settimana prossima un’audizione urgente con il direttore generale di Areu e con i vertici di Croce Rossa Lombardia.

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