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Domenica al voto!

Mancano ormai pochi giorni alle elezioniprimarie del centrosinistra. Domenica 25 novembre si terranno infatti delle vere e proprie primarie per l’Italia; in questo momento difficile per il Paese, milioni di cittadini e cittadine si recheranno ai seggi per scegliere il loro candidato premier. I sondaggi ci dicono che il Partito Democratico sta recuperando energie e consensi grazie ad una competizione per la prima volta vera e autentica. E’ questa però una grande responsabilità, anche alla luce di un centro-destra frammentato e incapace di resistere al declino del berlusconismo. Abbiamo quindi il compito di organizzare per domenica una grande festa di democrazia. Più saranno i votanti, più avremo le carte in regola per proporre un progetto di governo credibile e fortemente radicato, che restituisca un po’ di speranza agli italiani.

Domenica saranno 111 i seggi allestiti in provincia di Varese, tutto questo grazie alla straordinaria passione e disponibilità di centinaia di volontari che terranno aperte sedi di partito, sale civiche, comuni, biblioteche, scuole etc. Li voglio fin da subito ringraziare.

Invitando a partecipare tutti coloro che vedono in queste primarieun’occasione di riscatto per la buona politica, vi posto l’elenco di tutti i seggi della provincia di Varese, i seggi del nord e quelli del sud. 

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Back to Gargonza

La legge elettorale con la quale andremo a votare alle prossime elezioni non sarà neutrale nel definire i nuovi assetti politici e, di conseguenza, influenzerà il futuro del centrosinistra e soprattutto del Partito Democratico.

Mercoledì si riunirà al Senato il Comitato ristretto sulla riforma della legge elettorale. Le ipotesi di lavoro convergono su un modello simile a quello per le elezioni provinciali, il “provincellum” (chissà perchè i sistemi elettorali devono avere nomi così brutti). L’impianto proporzionale della nuova legge verrebbe corretto da un premio di maggioranza attribuito solo al primo partito.

Un sistema elettorale simile da un lato non costringe a coalizioni eccessivamente eterogenee (vedi Unione) dall’altro spinge però i partiti a radicalizzare le proprie identità. Sono parecchi i dirigenti del Pd che pensano che, una volta incassato il premio, si possa poi negoziare un accordo con il centro.

In questo scenario il Partito Democratico rischia di spostare la famosa “barra” a sinistra, stringendosi sempre più a Vendola (qualcuno parla già di lista unitaria). Un percorso legittimo – peraltro lo stesso progetto è perseguito in maniera speculare a destra, con l’accordo tra Berlusconi  e Storace -  che tuttavia non mi sento di condividere. Non solo aprirebbe praterie alle formazioni politiche che ambiscono a rappresentare l’area centrale dello schieramento (formazioni che, prima nel “Mattarellum” e poi nel “Porcellum”, hanno trovato un ostacolo a perseguire progetti politici autonomi); ma soprattutto andrebbe a tradire le motivazioni con cui molti di noi hanno dato vita al Partito Democratico.

Sarebbe il ritorno alle tesi dalemiane del 1997 (15 anni fa!), esplicitate nel famoso discorso di Gargonza. L’idea cioè di una alleanza strategica fra sinistra riformatrice e centro moderato, in netto contrasto e in discontinuità con gli ideali fondanti del PD, che è nato come soggetto politico capace di fare sintesi fra le diverse culture del centrosinistra con l’ambizione di rappresentare una vasta parte della società italiana non delegando in partenza ad altri la rappresentanza politica dell’area dei moderati. Una vocazione che ritengo irrinunciabile.

Uscito di scena Romano Prodi, simbolo dell’ulivismo e del superamento del centro-sinistra con il trattino, la tentazione di portare il Pd su vecchi lidi sembra forte. Una parte importante dei giovani dirigenti vicini a Bersani (Orfini, Fassina etc.) sembra orientata a tornare a Gargonza, a cercare le risposte del futuro dietro le nostre spalle. Personalmente mi batterò perché non si perda lo spirito originario che ha spinto tanti di noi a fondare il Partito Democratico.

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La vittoria dello stile

 

Il centrosinistra in Lombarda si aggiudica 20 amministrazioni su 25. Se pensiamo che di queste ne amministrava solo due, lavittoria è schiacciante.

Questa tornata elettorale in provincia di Varese ha sancito la fine definitiva della leggenda della “inespugnabile landa leghista”, oggi le amministrazioni del carroccio sono diventate una minoranza.

Bellissima è stata la vittoria di Tradate. Laura Cavalotti ha guidato la coalizione di centrosinistra verso una vittoria attesa da 19 anni. Un risultato frutto di impegno e serietà, un progetto che ha visto tanti giovani protagonisti e la loro festa ieri al palazzo del Comune è un grande messaggio di speranza.

Nel momento della festa però il pensiero va anche a Cassano Magnano. Dopo il grande risultato del primo turno che ci aveva visto sfiorare il 40%, i candidati del centrosinistra sono stati i destinatari di attacchi beceri e strumentali, falsità che purtroppo hanno condizionato l’esito delle elezioni.

Mauro Zaffaroni è un galantuomo. Non ha mai risposto alle provocazioni cercando di mantenere alto il livello del confronto. A lui e alla sua straordinaria squadra va il mio grazie: non possono rimproverarsi nulla. Ci vorranno giorni, magari settimane, per smaltire la delusione; ma bisogna tornare al lavoro. Tra i banchi della minoranza come nei quartieri c’è da raccogliere quello che si è ben seminato in questa campagna elettorale. In politica anche lo stile è importante, non è vero che vale tutto. E con lo stile anche l’esempio. La vittoria dello stile non è solo consolatoria, perché come ha scritto un grande campione al suo passo d’addio proprio in questi giorni:

 “Lo stile non è la classe, non è la bravura, non è, naturalmente, il talento. Quelli sono doni. Qui, invece, si parla di scelte. Lo stile ha molto a che fare con l’educazione: in parte è innato, ma il resto si deve costruire giorno per giorno. È anche decidere quale persona si vuole diventare.”
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Effetto sorpasso

Visto che molti noi sono impegnati nelle campagne elettorali in tanti Comuni della nostra Regione, voglio darvi una buona notizia che serva da incoraggiamento per i nostri candidati e per chi li supporta.

L’occasione ce la regala oggi Roberto D’Alimonte che pubblica su “Il Sole 24 Ore” un interessante sondaggio fatto su un campione molto ampio.

Secondo la rilevazione la coalizione formata da Pd, Sel e IdV supererebbe la fatidica soglia del 40% (per l’esattezza 44,4%) e, questa la buona notizia,supererebbe il centrodestra fermo a quota 41,2%.

Sondaggi ed elezioni sappiamo che sono cose ben diverse. Sappiamo anche che la campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo e che questi dati potrebbero subire cambiamenti. Ma il “trend” positivo del centrosinistra (rilevato ultimamente anche da altri istituti) è una bella notizia che non deve essere sottovalutata in vista delle prossime amminstrative.

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