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Acqua da tutte le parti

Ieri abbiamo presentato in Consiglio Regionale una mozione di censura nei confronti dell’assessore all’Ambiente Marcello Raimondi, per i comportamenti che ha tenuto sul tema della legge sull’acqua.

Raimondi sull’acqua ha voluto forzare e ha fallito,contribuendo a complicare ulteriormente una situazione già di per sé intricata. Cosa faranno i comuni che hanno già costituito la società patrimoniale? E cosa faranno quelli che non l’hanno ancora costituita? È ormai del tutto evidente - nonostante la contrarietà dell’assessore - che la legge va modificata alla luce dell’esito deireferendum e della sentenza dei Consulta. Oggi il settore manca di norme certe; enti locali ed operatori si muovono in ordine sparso; mentre gli investimenti sono bloccati.

Per questo, viste le incertezze e il numero ancora limitato della costituzione di nuove aziende che sostituiscono le Aato, abbiamo chiesto alla Giunta di prevedere una proroga del termine per l’affidamento del servizio, oltre alla revisione dell’attuale legge di organizzazione del servizio idrico.

Oggi poi abbiamo appreso che lo stesso Raimondi insieme ad un altro assessore regionale, Gianni Rossoni, sarebbero tra i nuovi nomi che emergono dagli atti dell’inchiesta della Procura di Brescia, inchiesta che ha già portato in carcere il vice-presidente del Consiglio Nicoli Cristiani. Al momento non si sa se siano indagati o meno: quindi garantismo, ma anche guardia alta.

Le scelte sul servizio idrico e sui rifiuti hanno un’impatto sulla nostra vita di tutti i giorni: sull’aria che respiriamo, sull’acqua che beviamo. A chi decide chiediamo massima trasparenza e capacità di mettere in campo un sistema di controlli rigorosi e di sanzioni severe.

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Effetto referendum

La straordinaria partecipazione ai referendum abrogativi è stata un’altra bellissima pagina di democrazia ed un inequivocabile segnale per Governo.
Un esecutivo forte e autorevole dovrebbe capirne immediatamente il significato e rilanciare la sua attività politica per il bene del paese, un auspicio che sembra ormai fuori tempo massimo. Saranno giorni molto lunghi da qui al 22 giungo, quando il governo si sottoporrà al voto di fiducia richiesto dal Capo dello Stato.
L’agitazione è palpabile. Soprattutto tra le file leghiste in attesa dell’adunata di Pontida.
Mentre il Ministro Calderoli dichiarava “due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine” il Ministro Maroni attaccava Formigoni e la giunta Lombarda sulla gestione dei profughi in Lombardia confermando l’allarme che avevamo lanciato una settimana fa.
Oggi l’abbiamo ribadito e fa piacere che Maroni ci abbia dato ragione. La Regione non si sottragga, ascolti le legittime richieste degli enti locali e non li lasci nello scomodo ruolo di semplici esecutori di provvedimenti decisi altrove.
Anche su questa sfida e cioè sulla capacità di gestire processi complessi come immigrazione, sicurezza e integrazione si misura l’adeguatezza o meno di un Governo.

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4 Si, ma non basta

Domenica 12 e lunedì 13 si votano quattro importantissimi referendum abrogativi. Senza ascoltare le sirene che parlano di ulteriore spallata al governo e dipingono questa consultazione come l’ennesimo referendum pro o contro Berlusconi, andiamo a votare per difendere l’acqua pubblica, per un’energia pulita e per una giustizia davvero uguale per tutti.

Sarà necessaria una grande mobilitazione per raggiungere il quorum del 50% più uno dei votanti. Il PD si è schierato a favore di quattro sì.  Vediamone le ragioni nel dettaglio:

-ACQUA: sì per l’acqua pubblica e per fermare la privatizzazione voluta dal governo Berlusconi.

-NUCLEARE: sì per fermare il nucleare.

-LEGITTIMO IMPEDIMENTO: sì perché tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.

L’iniziativa politica del Pd non si esaurisce nel sostegno ai quattro sì: in particolare per quanto riguarda il tema dell’acqua il Partito Democratico ha presentato le sue proposte di legge sia a livello nazionale che regionale.

In questa sede sollevo un solo punto delle proposte del Pd, quello relativo alle tariffe dell’acqua (quesito numero due).

Questo è un tema su cui evitare la demagogia: l’acqua è un bene preziosissimo, a che fare con l’alimentazione e con la salute e, pertanto, si devono mettere in campo tutte le iniziative necessarie alla loro salvaguardia. Ciò significainvestire ingenti risorse per allacciare le reti, scavare nuovi pozzi, abbassare i tassi di dispersione dei nostri impianti e fare nuovi depuratori. Queste risorse non possono che provenire da una graduale rimodulazione della tariffa. Chi ha a cuore la qualità della nostra acqua non potrà esimersi dall’affrontare questa sfida. Una sfida impopolare di cui la politica dovrà responsabilmente farsi carico.

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Acqua: giornata mondiale

Ieri si è celebrata la giornata mondiale dell’acqua. Per l’occasione ho promosso un convegno sulla qualità delle acque in Lombardia e ho voluto concentrare l’attenzione sui servizi di fognatura e depurazione.

Voi vi chiederete “e chi se ne importa?”.

Spesso invece ci concentriamo solo sull’acqua che entra nelle nostre case attraverso i rubinetti e non ci preoccupiamo di sapere dove va a finire una volta utilizzata.

La nostra Regione è ancora lontana dagli obiettivi previsti dalla normativa ambientale europea. Una parte di cittadini infatti risulta tutt’oggi non coperta dal servizio di fognatura. La copertura del servizio di depurazione è parziale e vi sono zone dove parte del carico civile e industriale non risulta ancora collettato al sistema depurativo (il 2,5% dei reflui urbani degli agglomerati sopra i 10.000 abitanti non viene ancora trattato). In oltre non sempre le acque incanalate negli impianti presentano poi una riduzione di fosforo e azoto del 75% (parametro indicato dalla Commissione Europea). Per questi motivi, la Lombardia è interessata da una procedura di infrazione per il mancato rispetto della direttiva comunitaria  in materia ( 91/271) e rischia di ricevere pesanti sanzioni.

Servono in tempi brevi più risorse, più interventi, più depuratori, consapevoli che il raggiungimento degli standard qualitativi ottimali delle nostre acque potrebbe anche comportare un graduale adeguamento delle tariffe (che sono le più basse d’Europa).

La numerosità degli attori e la frammentazione delle loro competenze allo stato attuale costituiscono però un problema a cui occorre trovare rapida soluzione, nella maggior parte degli ambiti si è ancora lontani dalla gestione del servizio idrico integrato da parte di un unico operatore.

A questo link trovate l’articolo di “Repubblica” sul convegno.

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Acqua: Formigoni bocciato

Ieri il Consiglio dei Ministri ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale sull’acqua mettendo in evidenza alcuni punti che io stesso avevo sollevato durante il dibattito in aula.
In particolare il fatto che la società patrimoniale, prevista dalla normativa lombarda, esclude di fatto i Comuni, e quindi le comunità locali, dalle scelte più importanti che riguardano la gestione dell’acqua. Bene pubblico che ha a che fare con l’alimentazione, la salute e il benessere dei cittadini.
Questo atto del governo è una buona notizia.
Spero apra gli occhi anche a Formigoni e ai suoi assessori.
L’acqua deve essere gestita dai soggetti pubblici più vicini ai cittadini.
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La cava e l’acqua della Bevera

39 associazioni della Valle Bevera, Amministrazioni Comunali (di tutti i “colori” politici) e cittadini chiedono da diverso tempo, alla Provincia di Varese e alla Regione Lombardia, che si blocchi la riapertura della ex cava Italinerti a Cantello.

La riapertura è tecnicamente un intervento di “recupero ambientale e messa in sicurezza”, come previsto dal piano cave regionale, con scavi che produrranno però circa 1 milione e 500 mila metri cubi di inerti.

L’intervento è ritenuto necessario dai proprietari dell’area (sempre la Italinerti, che sosterrà il costo dell’operazione di circa 1milione 500 mila euro ma potrà mettere sul mercato il materiale inerte) mentre è avversato da un grandissimo fronte composto da istituzioni locali e cittadini.

La vicinanza dell’intervento alle importantissime falde acquifere della Valle Bevera, che servono circa 100.000 cittadini dei paesi limitrofi (4/5 dell’acqua del Comune di Varese proviene da lì) desta preoccupazione.

Le istituzioni non possono rimanere insensibili alle voci del territorio; Regione Lombardia non si limiti ad un rigoroso controllo dei passaggi burocratici ma, proprio per il tanto sbandierato principio di sussidiarietà, metta in campo tutti gli strumenti politici del caso a tutela dell’ambiente e della vita dei suoi cittadini. La Provincia di Varese, che ha le competenze amministrative per bloccare o ridimensionare l’intervento alla cava ex Italinerti attraverso la presentazioni di una variante al piano cave, dica chiaramente ai cittadini se è dalla loro parte e non perda più tempo.

Proprio per questo oggi ho chiesto, insieme a Stefano Tosi, di convocare l’amministrazione provinciale di Varese per un’audizione in Commissione ambiente.

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La nostra proposta di legge sull’acqua

Cliccando su “Open publication” potete leggere il file pdf della nostra proposta.
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“Acqua tolta ai Comuni: è federalismo?”

Vi segnalo questo articolo apparso sulla Prealpina di giovedì 5 agosto a firma Marco Croci. Il tema è l’acqua e l’ipotesi di privatizzazione.

La questione è tutt’altro che definitiva, inserita in un quadro legislativo complicato, che ha visto anche sentenze della Corte costituzionale. Ma nella sostanza riguarda l’elemento naturale più semplice e diffuso: l’acqua. Il progetto di legge sui servizi idrici finirà sul tavolo della Giunta del Pirellone proprio questa mattina, ma il consigliere del Partito Democratico Alessandro Alfieri lancia l’allarme su due punti ben precisi: il primo riguarda il ruolo dei Comuni, il secondo la privatizzazione della gestione di un bene tanto prezioso.

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