Archivi del mese: febbraio 2015

1 marzo: una festa di democrazia e partecipazione

Care amiche e cari amici,
Coerenti con la nostra vocazione di partito aperto, plurale, fatto di uomini e donne e non solo dai suoi gruppi dirigenti, domenica 1 marzo, in concomitanza con il lancio del tesseramento, daremo vita alla prima consultazione democratica sul tema delle autonomie locali e della riforma delle Regioni.
La nostra idea è quella di coinvolgere, sempre più spesso, chi ci ha votato alle primarie anche nei processi decisionali e non solo durante le campagne elettorali.
In tutta la Lombardia oltre 3mila volontari allestiranno quasi 550 seggi, che saranno aperti dalle 9.00 alle 12.00 e nei comuni principali fino alle 18.00. Potranno partecipare tutti gli elettori del Partito Democratico, compresi i sedicenni. Tutte le informazioni e l’elenco dei seggi sono disponibili suwww.pdlombardia.it.
In alternativa, già da ora, sarà possibile possibile votare i quesiti online sul sitowww.pdlatua.it, la nuova piattaforma di ascolto e confronto del PD lombardo.
Dateci la vostra opinione.
Vi aspetto, buona partecipazione a tutti.

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Diario di un grande elettore

SABATO 31 GENNAIO 2015

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ore 9.00 Esco dal mio albergo, a pochi passi dal Nazareno. Mentre ci passo accanto, puntuale arriva un sms di un amico. È felice che il patto sancito in quella sede non abbia funzionato sul Presidente della Repubblica. Durante la mattinata se ne aggiungeranno altri, simili.

ore 9.15 Incrocio il mio amico Stefano Bonaccini, che da un paio di mesi guida la Regione Emilia Romagna. Un caffè per commentare la situazione: i democratici la sera prima hanno brindato all’unità ritrovata; i parlamentari di centrodestra, mai così divisi, si sono recati cupi alle loro rispettive riunioni.

ore 9.30 Arrivo davanti a Montecitorio. Incontro alcuni parlamentari di Ncd. La loro riunione si è appena conclusa: voteranno per il candidato proposto da Renzi. Alzo gli occhi. Sono tante le nuvole che si ammassano nel cielo di Roma, molte meno alla Camera. Ormai Mattarella vede il Colle.

ore 9.45 Prima chiama. Si parte come sempre dai senatori. Poi toccherà ai deputati e infine ai delegati regionali. Si respira l’emozione delle grandi occasioni.

ore 10.30 Arriva il turno dei deputati. Volti distesi dei democratici. Raggianti i democristiani. Si sprecano gli aneddoti sul futuro Presidente. L’impressione è che il quorum sarà superato ampiamente. Nonostante l’indicazione di Berlusconi, alcuni parlamentari di Forza Italia fanno sapere che voteranno per il giudice costituzionale.

ore 11.30 Si moltiplicano i capannelli in Transatlantico, la grande sala da cui si accede all’aula. Le discussioni hanno un punto in comune. Il grande vincitore. Amici e nemici politici lodano Renzi. Si sprecano gli aggettivi. Non sono amante della retorica, ma la percezione che abbia condotto la partita in maniera straordinaria è diffusa. Sui social l’ho riassunta così: ”Matteo Renzi, segretario del PD e presidente del consiglio, oggi si laurea leader”.

ore 12.00 E infine tocca ai delegati regionali. Sono il primo a votare. Un po’ emozionato. Ha ragione Renzi: l’elezione del Presidente della Repubblica assomiglia ad una cerimonia laicaSenti la responsabilità di partecipare al momento istituzionalmente più rilevante della nostra Democrazia.

ore 12.15 Mi soffermo a parlare con Simone Baldelli, vice presidente della Camera. Non lo vedevo da 15 anni, da quando lui era il capo dei giovani di forza Italia ed io coordinavo i giovani diplomatici al Ministero degli Esteri. Misuro tutta la frustrazione di chi è consapevole che il proprio partito l’abbia gestita proprio male. Ripenso solo per un attimo ai 101. Sospiro di sollievo e si torna in aula.

ore 13.12 Laura Boldrini scandisce per la 505ma volta il nome “Mattarella”. Scatta l’applauso dell’Aula. Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica italiana. Solo i deputati 5 stelle non applaudono. Occasione persa.

ore 13.35 Finisce lo scrutinio, Sergio Mattarella raggiunge 665 voti. Mi arrivano tanti sms dai nostri iscritti. Si sentono parte di una comunità che sul profilo di Mattarella si è come ritrovata. Anche se non ha votato direttamente, si sente parte di quella scelta perché  si riconosce nei valori che quella scelta esprime.

ore 14. 45 Fa capolino un raggio di sole mentre salgo sul treno diretto a Milano. Ho la consapevolezza di aver partecipato ad una bella pagina della storia delle istituzioni repubblicane. Un giorno felice per noi del partito democratico, ma penso anche per i tanti che hanno a cuore il futuro del nostro Paese.

 

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