Archivi del mese: marzo 2014

Sea Handling, prima di tutto i lavoratori

alfieri_seaLa Commissione europea ha tirato troppo la corda e non ha lasciato margini. Su Sea Handling siamo per negoziare fino all’ultimo, ma rispettando l’accordo siglato a novembre: se invece veniamo messi davanti a un prendere o lasciare, chiediamo al governo di sostenerci nella difesa dell’accordo coi sindacati del 4 novembre.
Su questa partita il PD lombardo a tutti i livelli si impegnerà in questo senso: in campo c’é il futuro di 2300 persone e delle loro famiglie che non può essere lasciato nell’incertezza.

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Province: un passo avanti

Oggi il Senato ha approvato il disegno di legge “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni” noto come Ddl Delrio. Ora la Camera ha tempo fino al 7 aprile per la definitiva approvazione (qui trovate il testo del maxiemendamento del Governo con il testo votato).

Se il testo diventerà legge sarà il primo vero intervento di riorganizzazione e razionalizzazione degli enti locali portato a compimento dagli anni ’70. Si può sempre fare meglio, sempre. Anche in questo caso, ma spesso il meglio è il nemico del bene.
Se come sembra la Camera confermerà quanto votato dal Senato (a Montecitorio la discussione inizierà già lunedì) vedranno finalmente la luce le città metropolitane, sono trent’anni che se ne parla a vuoto; le province come abbiamo imparato a conoscerle spariranno, sostituite da enti di secondo livello fatti da Sindaci e consiglieri comunali (enti decisamente più economici e operativi) e si correggerà la grande ingiustizia della legge Calderoli che, inneggiando al taglio delle “poltrone” della politica, nel 2011 dimezzò il numero dei consiglieri comunali nei piccoli Comuni, veri e propri volontari nelle nostre comunità.
Nel dettaglio:
- CONSIGLI COMUNALI
Per i comuni con popolazione sino a 3.000 abitanti, il consiglio sarà composto dal sindaco e da dieci consiglieri. Il numero massimo di assessori sarà pari a due.

Per i comuni con popolazione da 3.000 a 10.000 abitanti, il consiglio sarà composto dal sindaco e da dodici consiglieri. Il numero massimo di assessori sarà pari a quattro.
- TERZO MANDATO SINDACO
Per i Comuni con popolazione sino a 3.000 abitanti, non si applicherà il divieto di rielezione del sindaco per un terzo mandato; sarà comunque consentito un massimo di tre mandati.
- RAPPRESENTANZA DI GENERE
Nei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nelle Giunte nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura inferiore al 40%.
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Più controlli per le partecipate

palazzo_lombardiaOggi è fondamentale mettere in sicurezza Expo e lavorare tutti insieme per la riuscita piena dell’evento. Allo stesso tempo non possiamo farci dettare l’agenda solo dalle emergenze sollevate dalle inchieste. Da tempo sosteniamo che vada ripensato per intero il sistema delle società partecipate dalla Regione: va costituita una commissione che faccia luce sulle aziende regionali, su ciò che fanno, su quanto costano, sulle modalità con cui operano e sulla trasparenza delle decisioni che assumono.
Oggi i rappresentanti dei cittadini eletti in Consiglio regionale non hanno efficaci strumenti di controllo sulle società partecipate, che rispondono esclusivamente alla Giunta regionale. È un modello senza contrappesi che in questi anni ha permesso la costruzione di un vero e proprio sistema di potere.

LEGGI ANCHE: Infrastrutture Lombarde, Maroni venga a riferire in Aula

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Maroni su Expo non faccia propaganda

L’intervista rilasciata a Repubblica su Expo e Regione Lombardia

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Maroni Bocciato!

maroni bocciatoIl primo anno di lavoro della giunta Maroni è deludente, privo di quelle riforme che l’amministrazione capitanata dalla Lega potrebbe fare senza bisogno di chiedere nulla a Roma, senza bisogno del famoso e prevedibilmente inattuato 75% di tasse da trattenere in Lombardia. Alla vigilia dell’evento di domani “Dillo alla Lombardia”, abbiamo tirato le somme di un anno di amministrazione. Risultato: Maroni bocciato, partendo dalle riforme non fatte e dalle cifre, esagerate e non corrispondenti alla ben più misera realtà dei fatti, diffuse lunedì in conferenza stampa dallo stesso governatore.

Il 75% di tasse è un pretesto
Maroni è a Roma per battere cassa a Renzi, ma è un pretesto per nascondere che in un anno dal suo insediamento la Regione non ha saputo fare quelle riforme che non hanno bisogno di soldi da Roma e che sono di stretta competenza di Palazzo Lombardia. La sanità, prima di tutto, perché da quando si è dovuti andare al voto anticipato per i gravi scandali di San Raffaele e Maugeri, preceduti alcuni anni prima da quello terribile del Santa Rita, nulla è stato fatto per impedire che quei fatti accadano di nuovo. C’è poi il sistema dei trasporti, capitolo sempre doloroso per i pendolari lombardi, che è stato oggetto di una riforma ancora inattuata perché mancano i provvedimenti che la giunta Maroni avrebbe dovuto assumere. Più che i soldi messi per l’acquisto di nuovi treni, che sono sempre gli stessi dagli anni di Formigoni, bisognerebbe partire da uno zero, che è il numero delle gare pubbliche fatte per assegnare il servizio di trasporto sulle tratte lombarde mettendo in concorrenza operatori diversi. E infine la casa, su cui da mesi si parla e di una riforma che non arriva mai.

Più di un anno dal bando all’erogazione del contributo
Diversi sono gli esempi di malfunzionamento: il bando sugli oratori, chiuso a dicembre 2012 è stato assegnata a inizio 2014; il bando sulle nuove farmacie, chiuso anch’esso a fine 2012, se va bene darà risposte ai richiedenti nel prossimo autunno; i contratti di solidarietà, frutto di una legge che abbiamo fortemente voluto noi dell’opposizione, dopo quattro mesi manca ancora dei provvedimenti attuativi, e per le aziende questi tempi sono un’eternità; la legge sui padri separati, tanto propagandata dalla Lega, è stata fatta così bene che l’80% delle risorse è andato alle madri, il che non è certo di per sé un problema, ma o era sbagliato il presupposto o sono sbagliati i criteri di assegnazione.

Divisi quasi su tutto
Secondo il Pd l’inconcludenza della Regione a trazione leghista è in parte spiegata dalle divisioni nella maggioranza, che si è dimostrata litigiosa ormai su diversi temi: dal rimpasto richiesto da NCD e respinto con sdegno da FI, al taglio delle risorse per la maternità (fondi Nasko) per le donne straniere (e le italiane) con meno di 5 anni di residenza, alla riforma dei vitalizi in essere, alla polemica sui pre-saldi (polemica interna all’allora Pdl) e infine all’abolizione della legge Merlin, sostenuta dalla Lega con Forza Italia e avversata dal Nuovo Centro Destra.

Se la Lombardia non corre, difficile difendere il regionalismo
Con l’immobilismo della sua gestione Maroni rischia di dare una sponda a chi ritiene che le Regioni vadano chiuse. Noi siamo di diverso avviso e invitiamo il governatore a fare le riforme che i cittadini attendono. Per parte nostra nei prossimi 365 giorni presenteremo le nostre proposte sulla riforma della sanità, sul taglio dei ticket, sul contenimento del consumo di suolo e sul lavoro. Sono alcuni dei temi cardine su cui vorremmo finalmente vedere un cambio di linea della nostra Regione.

A questo link potete trovare le slide della nostra analisi del primo anno di Maroni.

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Legge Merlin

Oggi in Commissione Affari istituzionali si è discussa la proposta di referendum“Parziale abrogazione delle legge Merlin”proposta dalla Lega Nord. 

Come gruppo PD ci siamo subito pronunciati nettamente contro le modalità questa trattazione. In primo luogo perchè il Consiglio Regionale non ha alcuna competenza in materia (servirebbero almeno altre quattro assemblee regionali per chiedere con efficacia un referendum abrogativo nazionale) e poi perchè la maggioranza non può coprire il suo totale stallo portando in commissione e in aula argomenti spot che magari riempono le cronache ma che non affrontano i problemi dei lombardi sui quali la Regione potrebbe dare risposte concrete.

Sul tema noi siamo pronti a discuterne seriamente, partendo però dall’aiuto alle vittime, a chi è sfruttato e condannato in schiavitù e dal contrasto a chi spietatmente nell’illegalità organizza il sistema e ne trae lucroE in questo senso va la proposta presentata ieri al Senato da parlamentari di diverse forze politiche. Non possiamo invece aderire all’ennesimo cinico tentativo padano di fare campagna elettorale sulla pelle di chi vive una condizione drammatica. 

PS alla fine della discussione il voto è stato rinviato perchè il testo della proposta di referendum dovrà essere rivisto dagli uffici legislativi per valutarne la piena regolarità.  

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Buon lavoro a Enrico Brambilla

brambillaBuon lavoro a Enrico Brambilla, nuovo capogruppo del Partito Democratico in Regione Lombardia. Brambilla farà bene, è una persona preparata e capace, insieme a lui e al gruppo consiliare lavoreremo al meglio in Consiglio per svolgere fino in fondo il nostro ruolo di opposizione e soprattutto per realizzare il progetto Lombardia 2018.
Il nostro obiettivo dichiarato è quello di costruire da subito l’alternativa a Maroni e al centrodestra per vincere le prossime elezioni regionali.

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